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venerdì 26 giugno 2015

Negli "hub chiusi" e negli "hot spot" l'accoglienza si trasforma in detenzione e si inaspriscono le pratiche di deportazione e di chiusura delle frontiere. Le violazioni dello stato di diritto a danno dei migranti non proteggono dal terrorismo.


Negli "hub chiusi" e negli "hot spot", previsti dalle decisioni europee ed annunciati oggi da Renzi, l'accoglienza si trasforma in detenzione e si inaspriscono le pratiche di deportazione sulla base del paese di origine e degli accordi di riammissione che rendono possibile l'accompagnamento forzato in frontiera dopo il riconoscimento da parte dell'autorità consolare.  Tra poco, in arrivo da Bruxelles nuovi fondi per i voli di deportazione effettuati dai mezzi predisposti da Frontex, nel quadro di accordi diretti con i paesi di origine.

http://www.stranieriinitalia.it/attualita-dalla_distribuzione_dei_profughi_ai_rimpatri_ecco_cosa_ha_deciso_il_consiglio_europeo_20456.html

http://www.huffingtonpost.it/2015/06/23/detenzione-fino-a-18-mesi-migranti_n_7647292.html?utm_hp_ref=italy 

http://www.uil.it/immigrazione/riammissione.pdf

http://thevoiceforum.org/node/2406

http://noborders.org.uk/news/stop-deportations-nigeria-now-01022010

I voli di rimpatrio sono già operativi da tempo, in realtà, ma ad alcuni conviene sottolineare che oggi costituiscono una novità. Questi non sono i "primi rimpatri"...

http://www.lastampa.it/2015/06/26/multimedia/italia/primi-rimpatri-dei-migranti-irregolari-dallitalia-ekycB2Z2plWWlwlSGqek1L/pagina.html

 La pratica della detenzione informale subito dopo lo sbarco, in assenza di qualsiasi controllo giurisdizionale, anche per settimane o mesi, si verifica da tempo, a Lampedusa come a Pozzallo, a Siracusa ed a Catania, a Crotone come a Bari. In questi casi si è già verificata l'assenza di un esercizio effettivo dei diritti di difesa, previsto dall'art. 24 della Costituzione Italiana e 13 della Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo in favore di tutti ( gli esseri umani) senza distinzioni tra "migranti economici" e "richiedenti asilo". Per non parlare dei casi di trattenimento amministrativo vietato, ai danni di minori non accompagnati e di soggetti vulenrabili come le donne. Persone private anche della possibilità di comunicare con l'esterno, mentre le regole di accesso ai "centri per stranieri" diventavano sempre più rigide.

Articolo 13 della CEDU
Diritto a un ricorso effettivo
Ogni persona i cui diritti e le cui libertà riconosciuti nella presente Convenzione siano stati violati, ha diritto a un ricorso effettivo davanti a un’istanza nazionale, anche quando la violazione sia stata commessa da persone che agiscono nell’esercizio delle loro funzioni ufficiali.


Secondo l'art. 47 della Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea, norma di rango superiore che non può essere derogata da leggi o prassi interne, i diritti di difesa spettano a tutti gli "individui".

 Articolo 47 della Carta
Diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale
Ogni individuo i cui diritti e le cui libertà garantiti dal diritto dell'Unione siano stati violati ha diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice, nel rispetto delle condizioni previste nel presente articolo.
Ogni individuo ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un
termine ragionevole da un giudice indipendente e imparziale, precostituito per legge. Ogni individuo ha la facoltà di farsi consigliare, difendere e rappresentare.
A coloro che non dispongono di mezzi sufficienti è concesso il patrocinio a spese dello Stato qualora ciò sia necessario per assicurare un accesso effettivo alla giustizia.


Sono vietate comunque le espulsioni ed i respingimenti collettivi, che sono tutte quelle misure di allontanamento forzato adottate sulla base dell'appartenenza della persona ad un gruppo, come si verifica quando manca la identificazione prsonale con i dati anagrafici e la persona viene riammessa nel territorio di uno stato terzo solo sulla base della generica attribuzione della nazionalità da parte di un agente consolare di questo paese. Una pratica già collaudata da tempo con l'Egitto e con la Tunisia, che adesso riscia di espandersi con nuovi accordi di riammissione con altri paesi del Maghreb e con altri stati come la Nigeria ed il Bangladesh.

Articolo 19 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea
Protezione in caso di allontanamento, di espulsione e di estradizione
1. Le espulsioni collettive sono vietate.
2. Nessuno può essere allontanato, espulso o estradato verso uno Stato in cui esiste un rischio serio di essere sottoposto alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti.


Non sono evidentemente bastate le condanne subite dall'Italia per i respingimenti collettivi e la cancellazione dei diritti di ricorso individuale nei casi Hirsi, per i respingimenti collettivi in Libia  e Sharifi per i respingimenti collettivi verso la Grecia. Queste norme saranno ancora violate nei prossimi mesi. Cambieranno i nomi dei centri chiusi di trattenimento, ma i luoghi saranno sempre gli stessi, Pozzallo, Messina, Catania, Augusta, Porto Empedocle ( Agrigento) ed ancora Lampedusa. E poi Taranto, oltre a Crotone e Bari già esistenti da anni. E ci saranno ancora respingimenti senza identificazione individuale anagrafica.

 http://www.cir-onlus.org/it/comunicazione/news/archivio-2014/1467-cir-su-caso-sharifi-et-al-v-italia-e-grecia-storica-sentenza-della-corte-di-strasburgo-bloccati-i-respingimenti-in-grecia

http://www.amnesty.it/sentenza-corte-europea-su-respingimenti-in-libia-per-amnesty-international-una-pietra-miliare

Anche le "sentenze storiche" e le "pietre miliari" vengono presto rimosse. Scrive Vladimiro Polchi oggi su Repubblica

Clandestini al Sud, rifugiati al Nord. La rete dell'accoglienza italiana è pronta alla rivoluzione. Addio vecchi centri, arrivano hotspot, hub chiusi e hub aperti. Cambia tutto, o quasi: le regioni di approdo dei migranti continueranno a sostenere il peso maggiore. Al Sud spetterà infatti accogliere migranti economici, irregolari e richiedenti asilo. Mentre, al Nord arriveranno solo i profughi. E così, se l'Europa frena sull'agenda immigrazione, al governo italiano non resta che premere sull'acceleratore delle espulsioni. "I richiedenti asilo si accolgono, i migranti economici vengano rimpatriati". Eccola infatti la ricetta targata Matteo Renzi per uscire dall'emergenza profughi. Peccato però che in Italia, se c'è una macchina che non funziona, è proprio quella delle espulsioni. Il nuovo piano del governo prova allora a cambiare le regole del gioco. Il Consiglio dei ministri ha approvato il 18 maggio un decreto legislativo di recepimento delle direttive Ue, che prevede hotspot per la prima accoglienza e hub regionali per identificazione e smistamento. Come funzioneranno?

"Spariscono tutti i centri di primo soccorso e accoglienza. Chi arriva sulle nostre coste verrà subito accolto in uno dei 5 o 6 hotspot che apriranno nelle regioni con punti di sbarco  -  spiegano dal Viminale  -  e dunque in Sicilia, Calabria e Puglia, forse anche in Campania". I luoghi per ora identificati sono Lampedusa, Augusta, Pozzallo, Porto Empedocle, Taranto. "Qui i migranti potranno rimanere non più di 48 ore". La seconda tappa sono gli hub, grandi centri di smistamento, distinti in "chiusi" e "aperti". I primi saranno 6 e verranno allestiti sempre nelle regioni di approdo, dunque al Sud. Qui si proverà a distinguere tra migranti economici irregolari e chi invece ha diritto all'asilo o qualche altra forma di protezione internazionale. "Chi non ha manifestamente diritto all'accoglienza e chi rifiuta di farsi identificare  -  precisano i tecnici del ministero dell'Interno  -  verrà trasferito nei Cie. Chi invece legittimamente fa richiesta di asilo
identificare  -  precisano i tecnici del ministero dell'Interno  -  verrà trasferito nei Cie.

verrà trasferito nel circuito d'accoglienza Sprar o in un hub aperto".
http://www.repubblica.it/politica/2015/06/26/news/i_clandestini_al_sud_e_i_rifugiati_al_nord_il_viminale_taglia_in_due_la_rete_dell_accoglienza-117718718/?ref=HREA-1&refresh_ce

Non si tratta di abusi mai verificati in passato. Una volta se ne lamentavano anche le organizzazioni convolte nel progetto Praesidium con il ministero dell'interno per fornire servizi di assistenza e per effettuare monitoraggio in frontiera, con particolare riguardo ai soggetti vulnerabili, alle vittime di tratta ed ai minori non accompagnati. 

 http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/01/proseguono-i-respingimenti-di-egiziani.html

Ancora oggi, in frontiera e nei centri di prima accoglienza, subito dopo lo sbarco non viene fornita nessuna corretta informazione sullo stato giuridico delle persone e sulla possibilità di fare una richiesta di protezione internazionale. I pochi operatori di Praesidium oggi informano quelli che possono contattare, ma quando in porti diversi, da Pozzallo a Salerno, arrivano 6000 persone in 72 ore, come è avvenuto in questi giorni, senza un servizio organizzato istituito in tutti i luoghi di sbarco per fornire informazioni ai migranti, a tutti i  migranti, le finalità di informazione imposte dalla legge rimangono insoddisfatte.

La mancanza di informazione in frontiera rende ingiustificato ed illegittimo il successivo trattenimento in centro di identificazione ed espulsione. Lo ha affermato di recente la Corte di Cassazione ed in Sicilia diversi giudici di pace non hanno comvalidato i provvedimenti di trattenimento emessi dai questori, con la immediata rimessione in libertà della persone, anche egiziani, che contrariamente a quanto avveniva in passato, hanno potuto presentare una istanza di protezione internazionale.

http://www.meltingpot.org/La-mancata-informazione-circa-la-possibilita-di-presentare.html#.VY1i2lIw9sc

http://www.meltingpot.org/IMG/pdf/corte_di_cassazione_ordinanza_n.5926.2015.compressed.pdf

Risulta anche che le Commissioni territoriali abbiano ricevuto input precisi per contingentare i tempi ed adottare di fatto procedure sommarie in modo da rigettare nel più breve tempo possibile le istanze di protezione di persone provenienti da paesi terzi ritenuti "sicuri". Anche se il legislatore italiano non ha mai accettato quella lista di "paesi terzi sicuri" che si poteva adottare in base alle previsioni della Direttiva dell'Unione Europea sulle qualifiche.

https://books.google.it/books?id=Lk9PqE5mX5EC&pg=PA112&lpg=PA112&dq=non+accolta+paesi+terzi+sicuri+lista+direttiva+ue&source=bl&ots=akUKxDrJ7x&sig=sEFuBi73_U4O78lUWma4b7FWGcM&hl=it&sa=X&ei=k2ONVcn9MoKfsgGarbToDg&ved=0CEsQ6AEwCDgK#v=onepage&q=non%20accolta%20paesi%20terzi%20sicuri%20lista%20direttiva%20ue&f=false

La creazione di nuovi centri di accoglienza/detenzione, con l'annunciato superamento dei CPSA (Centri di primo soccorso ed accoglienza) a Lampedusa, a Pozzallo ed a Cagliari, come il tentativo di fare a meno dei CARA ( centri di accoglienza per richiedenti asilo) segna il passaggio verso una nuova fase nella quale, con la finalità di prelevare a tutti le impronte digitali, anche con la forza se occorre, si estenderà a macchia d'olio la detenzione amministrativa del maggior numero possibile di migranti subito dopo il loro arrivo nel territorio dello stato. Si chiameranno hot spot o hub, nuovi termini tratti dalla lingia inglese, ma sarà solo il camuffamento di quei centri di identificazione (CID) in strutture chiuse, introdotte dalla legge Bossi Fini nel 2002 e poi spazzati via dall'attuazione delle Direttive europee in materia di procedure per il riconoscimento della protezione internazionale, (2005/85/CE) e in particolare dal decreto legislativo 25 del 2008.

Occorre rinforzare le reti sociali e legali per fornire un assistenza diretta ai migranti, verificare le condizioni di trattenimento di coloro che saranno rinchiusi in centri chiusi, nei quali, al di là del termine inglese che useranno, la loro libertà personale sarà limitata in violazione dell'art.13 della Costituzione italiana che prevede limiti precisi per la detenzione imposta dalle forze di polizia e richiede la convalida dell'autorità giurisdizionale. Questo sarebbe ancora stato di diritto.

 Ma da anni violano queste regole ed adesso l'unica vera decisione a livello europeo riguarda il rifinanziamento dell'agenzia Frontex per intensificare i voli di rimpatrio, in inglese parlano correttamente di "deportation", perchè di questo si tratta, in modo anche da consentire direttamente alla polizia di Frontex di megoziare direttamente con le polizie dei paesi di origine e di transito le modalità operative delle "renditions" delle riconsegne.Per questo stanno pensando ad una estensione del mandato di Frontex. Ci vorranno occhi, gambe e cuore, e tanti avvocati pronti ad intervenire per cercare di frenare questa deriva sicuritaria che si annuncia devastante per le libertà ed i diritti civili non solo dei migranti ma di tutti noi. Se pensano di allontanare la minaccia terroristica con questi mezzi vanno davvero d ritti verso un muro. Il muro dell'intolleranza e della xenofobia.

http://www.lastampa.it/2015/01/22/italia/cronache/terrorismo-albanese-arrestato-allaeroporto-di-catania-cT9nhMr0MS9H9fiapTNx9K/pagina.html

http://www.avvenire.it/Politica/Pagine/terrorismo-e-immigrati-Ue.aspx

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-02-19/rafforzare-triton-075643.shtml?uuid=ABEVoJxC

http://www.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-6343b8bd-bec8-43ff-bb85-a89438398016.html#




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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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