Powered by Blogger.

Archivio blog

Search

venerdì 19 giugno 2015

Pozzallo e Ventimiglia due facce della stessa politica. L'Unione Europea chiede all'Italia di inasprire le procedure di identificazione e trattenimento e rinvia al 2016 le modifiche del Regolamento Dublino. Gli unici accordi raggiunti tra l'UE e gli stati sul potenziamento di Frontex e sui negoziati con i paesi terzi a fini di rimpatrio. Fuga in avanti del Consiglio Europeo di difesa sulla missione in Libia.



Questo il centro di primo soccorso ed accoglienza di Pozzallo, dove vengono trattenute per settimane, in stanze chiuse a chiave, le persone che non accettano di rilasciare le impronte digitali. Pozzallo come Lampedusa, anche perchè il prelievo delle impronte digitali in Sicilia rende sempre più facile l'arresto, il "trattenmento" in attesa del rimpatrio o in vista di un ritrasferimento in Italia, basta che scatti la definzione di "migranti economici".

Dei profughi ambientali sembra proibito parlarne, persino al Papa.

http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/06/15/news/papa-bergoglio-e-la-lezione-di-francesco-d-assisi-in-anteprima-l-enciclica-sull-ambiente-laudato-si-mi-signore-1.216897

 Questa la realtà a Ventimiglia. Il disumano in terra.


L'emergenza alle frontiere con la Francia, la Svizzera, e l'Austria è strettamente legata all'inasprimento delle pratiche di prelievo delle impronte digitali, oltre al fotosegnalamento personale subito dopo lo sbarco, che veniva già effettuato lo scorso anno.

http://genova.repubblica.it/cronaca/2015/06/18/news/ventimiglia_e_ramadan_sulla_scogliera_la_francia_manda_indietro_120_migranti-117125283/

http://www.ilsecoloxix.it/p/imperia/2015/06/19/ARpQ5eqE-migranti_settimo_giorno.shtml

Ovunque si è sparso il panico tra i migranti che vengono sbarcati dopo essere stati soccorsi in mare, tutti temono di essere trattenuti a tempo indeterminato in un cetro iutaliano, per essere forzati a rilasciare le impronte digitali, come è già sucecsso a Lampedusa ed a Pozzallo, e aumentano veritigionosamente gli allontanamenti delle persone non appenza possono sottrrarsi al controllo delle forze di polizia. In molti casi ad allontanarsi sono minori non accompagnati e persone vulnerabili, come donne in stato di gravidanza, o vittime di abusi in Libia. Tutti temono di restare ingabbiati in Italia in procedure per il riconosciemento della protezione internazionale, per un periodo enormemente più lungo di quello necessario in altri paesi europei. In Italia si arriva anche ad attendere due anni per avere una prima risposta da parte della Commissione Territoriale, ed altri anni sono necessari per eventuali ricorsi giurisdizionali. Per fuggire da questo limbo si subisce ancora altra violenza, pur di non essere schedati in Italia, secondo quanto previsto dal Regolamento Eurodac. Un Regolamento che comunque non impone ancora il prelievo immediato e violento delle impronte.


http://www.meltingpot.org/Regolamento-UE-N-603-2013-del-26-giugno-2013.html#.VYQbdFIw9sc

http://www.asgi.it/wp-content/uploads/2014/12/IDENTIFICAZIONE.-OBBLIGHI-E-FACOLTA.pdf

A Pozzallo. sono arrivati gli agenti di Frontex,  in attensa che l'Agenzia Europea per il controllo delle frontiere esterne apra una sede decentrata a Catania. Le violenze sembrano cessate, ma continua la detenzione arbitraria di decine di migranti chiusi a chiave in una stanza, in attesa che accettino il prelievo delle impronte digitali. Tra questi, in promiscuità, contro un preciso divieto delle normative europee, anche una donna con un minore. l'Unione Europea in realtà, ben prima di modifiche al regolamento Dublino, dovrebbe dotarsi si decine di centri chiusi di trattenimento per ingabbbiare i migranti che vorrebbero raggiungere altri paesi europei. Sono già pronti i piani per il riutilizzo di alcune caserme come centri di detenzione. A Messina la caserma Bisconte è già una prima sperimentazione.

http://www.tempostretto.it/news/accoglienza-migranti-business-migranti-messina-d-uva-zafarana-contro-cara-bisconte.html

E chi può fugge verso Ventimiglia.

http://www.ilsecoloxix.it/p/imperia/2015/06/19/ARpQ5eqE-migranti_settimo_giorno.shtml

http://lepersoneeladignita.corriere.it/2015/06/17/dai-gulag-dellasmara-alle-scogliere-di-ventimiglia-ecco-da-cosa-fuggono-gli-eritrei/

Nessuno sembra dare rilievo alle condizioni terribili dei paesi dai quali partono i migranti, e ritorna i auge la distinzione tra potenziali richiedenti asilo e migranti economici. Per sfoderare poi nei confronti dei cd. "irregolari" tutte le armi che ne dovrebbe ro garantire rimpatri e respingimenti. Sempre che gli accordi di riammissione li prevedano. Altrimenti si va alla negoziazione di uovi accordi. In vista del Consiglio Europeo del 25-26 giugno a Bruxelles, si profilano le strategie adottate dall'Unione Europea per fare fronte a quella che molti continuano a definire come una emergenza.

http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-15-5038_en.htm

http://www.statewatch.org/asylum/obserasylum.htm

Questi i punti salienti delle conclusioni che saranno adotatte dal Consiglio Europeo del 25-26 giugno. L'intero documento è incentrato sulle politiche di rimpatrio forzato. 

 Return policy
 Mobilise all tools to promote readmission of unauthorised economic migrants to countries of
origin and transit:
 develop implementing rules for readmission commitments under Cotonou;
 speed up the negotiation of readmission agreements with the most relevant third countries;
 launch new negotiations with third countries (not only frontline);
 Commission to propose negotiating directives for readmission agreements with key
countries of origin for irregular migrants in Sub-Saharan Africa;
 monitor the implementation of the Return Directive by Member States;
 reinforce the role and means of Frontex on return;
 increase transparency on bilateral readmission agreements entered into by the Member
States;
 provide EU assistance to implement readmission agreements, in particular by using
development policy tools to reinforce local capacity-building, programmes for the
voluntary return of nationals, assistance/help to create employment in the countries of
origin, and clauses to encourage ODA contractors to employ refugees;

  develop incentives for partner countries to conclude readmission and return agreements by
operationalising the commitments set out in trade agreements regarding the temporary
presence of persons for the provision of services;
 further mobilise the EU's asylum and migration fund in support to our return policy.


 http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/e-library/documents/policies/asylum/general/docs/guidelines_on_the_implementation_of_eu_rules_on_the_obligation_to_take_fingerprints_en.pdf

Non sembra che sia stato ancora coinvolto il Parlamento Europo al quale la Commissione aveva indirizzato il Piano della Commissione in dieci punti già il 13 maggio scorso.

Nessun accordo dal Consiglio dei ministri dell'interno dell'Unione Europea riunti a Lussemburgo il 15 e 16 giugno. Le dichiarazioni finali dei ministri inglese, francese ed italiano sono solo un esercizio di ipocrisia per camuffare come un successo il nulla di fatto.

 http://www.statewatch.org/news/2015/jun/eu-jha-council-15-16-jun-15-jfinal-prel.pdf

Dai documenti preparatori sembra che l'Unione , prima di discutere le modifiche al regolamento Dublino III, rinviate al 2016, chiederà ( e verificherà attraverso l'agenzia EASO con il supporto di Frontex) un maggior rigore nelle procedure di identificazione e trattenimento dei migranti sbarcati dopo le azioni di soccorso in mare, anche al fine di semplificare le già numerose riammissioni Dublino di migranti giunti in Austria, Germania, Olanda, Svezia, ed in altri paesi del nordeuropa.

http://www.huffingtonpost.it/2015/06/17/expo-incontro-renzi-cameron_n_7602116.html

http://www.academia.edu/6276388/La_protezione_interrotta._Il_regolamento_Dublino_III_e_il_diritto_dasilo_in_Europa

Mentre si pensa di coinvolgere i paesi di origine e di transito nelle procedure di rimpatrio e respingimento dei migranti,e si evocano gli accordi di Rabat ed il processo di Khartoum,  i siriani sono costretti a seguire nuove rotte sempre più pericolose, si muore non solo in mare ma anche lungo i binari, sulla rotta balcanica, così come sulla tratta da Ventimiglia a Mentone. Le misure di reinsediamento in Europa ( dai campi profughi in Libano e Giordania) e di rilocazione tra i diversi paesi europei ( seppure nella misura minima di 24.000 persone l'anno per l'Italia ) rimangono ancora capitoli in bianco nell'agenda europea che la prossima settimana dovrebbe essere discussa dal Consiglio europeo riunito a Bruxelles. Chi non può attendere, sono i migranti in fuga e mente a Bruxelles e nelle capitali europee, si discute e si svolgono accese competizioni elettorali, le persone, le donne, i bambini continauno a fuggire.

http://www.nbcnews.com/video/syrian-migrants-traverse-the-balkans-by-bike-to-reach-western-europe-467356739565

Morti che nessuno ricorda, morti per i quali non si stabilisce neppure la causa e la data esatta del decesso. Anche questo elementare accertamento potrebbe dare troppo fastidio. In Francia hanno ben altro di cui occuparsi. L'emergenza si trasferisce pure a Calais, le pattuglie congiunte di Frontex non bastano più. Ennesima conferma del fallimento delle risposte politiche affidate eclusivamente a misure di polizia.

Senza attendere le decisioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il Consiglio Europeo di difesa tenta di anticipare il Consiglio Europeo del 25-26 giugno, lanciando la missione militare in Libia, per combattere le organizzazioni di trafficanti, sostengono. Una decisione che se fosse attuata comporterebbe il suicidio politico dell'Europa, una decisione che rischia di bloccare il fragile processo di pace in corso in Libia. Una decisione che esautora del tutto il Parlamento Europeo.

http://www.repubblica.it/solidarieta/2015/05/18/news/migranti_vertice_ue_per_il_via_a_missione_navale_comune_contro_scafisti-114616963/

 Il fallimento della Strategia di sicurezza europea

http://www.rivistaeuropae.eu/esteri/sicurezza-2/cosa-non-aspettarsi-dal-consiglio-europeo-della-difesa/ 

http://www.analisidifesa.it/2015/05/libia-si-delinea-loperazione-eunavfor-med/ 


0 commenti:

Posta un commento

Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro