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domenica 7 giugno 2015

Prima e dopo l'indagine su Mafia Capitale. Non solo Mineo, le responsabilità sulla gestione dei profughi sono distribuite anche a livello regionale e nazionale.



Lo scandalo di Mafia Capitale ha riacceso i riflettori sull'appalto del mega Cara di Mineo, per adesso sull'ipotesi di reato di turbativa d'asta, dunque soltanto sulle modalità di affidamento dell'appalto da 95 milioni di euro. Si vedrà se le indagini arriveranno anche a scandagliare le modalità di gestione del centro. In questa materia non è opportuno generalizzare, o confondere i piani diversi, altrimenti, nella confusione, tutte le "vacche" possono diventare bianche o nere. Occorre ancora un lavoro enorme di controllo delle rendicontazioni e questo non vale solo per il Cara di Mineo. Certo, come aveva già scritto l'ASGI nel 2012, una struttura con quelle caratteristiche e di quelle dimensioni, specie in tempi di emergenza programmata, rende molto difficili i controlli.

http://www.terrelibere.org/4673-profughi-in-sicilia-la-politica-tra-indifferenza-e-improvvisazione/

http://www.asgi.it/notizia/illegalita-e-mancanza-di-trasparenza-nel-c-r-di-mineo/

http://www.sudpress.it/lordinanza-integrale/

Ma le responsabilità andrebbero ricercate in quel mondo di mezzo interno alle istituzioni che non poteva non vedere e che avrebbe dovuto esercitare funzioni di controllo e di sanzione di comportamenti scorretti. Non solo in Sicilia, ma in tutta Italia sono stati denunciati da anni abusi di ogni genere nella gestione dei centri per stranieri, ed adesso attendiamo di vedere le attività ed i primi risultati della Commissione di inchiesta nominata dalla Camera dei deputati. Decisivo il rapporto tra Stato e Regioni. E le carte sulle quali indagare non mancano.

http://www.statoregioni.it/Documenti/DOC_043442_Verbale%20%20CU%2016%20APRILE%202014.pdf

In realtà le indagini promosse dalla magistratura riguardano anche altri centri, come i Cara di Gradisca d'Isonzo ( Gorizia) di Castelnuovo di Porto ( Roma), di Caltanissetta-Pian del Lago, e di altre strutture, anche centri Sprar ubicati nella provincia di Catania e non solo, ad esempio in Campania.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-06-04/mafia-capitale-44-nuovi-arresti-c-e-anche-luca-gramazio-074838.shtml?uuid=AB0A7CsD

  Emergono i limiti delle attività di controllo delle Prefetture ed in alcune regione la totale carenza di programmazione dei Tavoli regionali creati in collegamento con il Tavolo nazionale asilo istituito presso il Ministero dell'interno. Che fine ha fatto il Tavolo regionale asilo in Sicilia ? Il piano di contingenza adottato lo scorso anno ha avuto attuazione ? Sono stati attivati i controlli ed i monitoraggi, con quali risultati?

http://www.meltingpot.org/Sbarchi-e-accoglienza-Come-le-istituzioni-statali-e.html#.VXR7_VIw9sd

http://www.gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g14-42o/g14-42o.pdf

I ritardi nella frmalizzazione delle richieste di asilo, l'utilizzo surrettizio dei Cara come centri di prima accoglienza, le lungaggini delle procedure, le omissioni nel rilascio dei documenti relativi al soggiorno in Italia, hanno oggettivamente favorito una gestione che non è stata neppure in grado di conoscere quante persone, giorno dopo giorno, alloggiavano nel Cara di Mineo. Anche per il mancato rilascio dei documenti che avrebbero dovuto essere rilasciati agli "ospiti".

http://www.cronachediordinariorazzismo.org/nota-dellasgi-sicilia-sul-c-a-r-a-di-mineo/

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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