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lunedì 15 giugno 2015

Renzi minaccia di concedere visti Schengen ai migranti bloccati in Italia, ma vuole aprire campi di detenzione,se l'Europa non ci "aiuta"...Nessuno "aiuta" la Grecia. Il Consiglio dei ministri dell'interno riunito a Lussemburgo progetta nuove deportazioni da affidare a Frontex. Se questa è Europa.


Ecco il piano B di Renzi, naturalmente lo comunica The Guardian da Londra, in Italia solo cortine fumogene, permesso di soggiorno per protezione temporanea e visti Schengen, come fece Maroni nel 2011, con un decreto firmato dal Presidente del Consiglio dei ministri  Berlusconi il 5 aprile 2011. Vediamo come finisce domani al Consiglio dei ministri dell'interno UE a Lussemburgo.

"Frustrated at infighting over sharing the migrant burden, Rome says it will issue temporary visas allowing travel beyond Italy if an equitable deal is not reached".

http://www.theguardian.com/world/2015/jun/15/italy-threatens-to-give-schengen-visas-to-migrants-as-eu-dispute-deepens

Si delinea il Piano B di Renzi, come Maroni nel 2011, peggio di Maroni, ancora detenzione amministrativa e accordi con i paesi canaglia per respingere e bloccare i migranti, nel quadro del Programma di Khatoum e del Processo di Rabat. 

 
GUIDO RUOTOLO

ROMA


Una stretta sulle espulsioni: procedure veloci di rimpatrio da attuare grazie ad accordi economici con i Paesi di provenienza dei migranti. Un potenziamento dei Cie, i centri di identificazione ed espulsione ridotti oggi al lumicino, che verrebbero portati a una capienza di almeno 2.000 posti letto. Un investimento sulle caserme abbandonate da requisire e da rendere praticabili per ospitare centri di accoglienza per richiedenti asilo. E, infine, la volontà di ridiscutere il regolamento di Dublino che prevede che i migranti debbano restare nel Paese in cui vengono identificati, se non ci sarà accordo al prossimo vertice europeo. 





Sono queste le contromisure italiane per fronteggiare la crisi dell’accoglienza dopo le chiusure delle frontiere da parte della Francia e della Germania. Ecco i contenuti del “Piano B” che a poche ore dalle impegnative scadenze europee il premier Matteo Renzi aveva affacciato in una intervista al Corriere della Sera. Da qui l’intenzione di Renzi e del ministro dell’Interno, Angelino Alfano di trattare con i partner europei il superamento di Dublino sul fronte delle quote: stabili nelle percentuali e non volontarie ma «variabili perché il flusso degli arrivi è in crescita».  

E così, mentre il governo si prepara ad affrontare la sfida con l’Europa, il capo della Polizia, il prefetto Alessandro Pansa, decide di mandare rinforzi alle frontiere Nord, consapevole che ormai il tema dell’accoglienza dei migranti si sta trasformando in una questione di ordine pubblico. 


Al Viminale si fa notare che quello che sta accadendo in questi ultimi giorni ha due responsabili: la Francia e la Germania. «I francesi - denunciano - è vero che non hanno sospeso Schengen ma di fatto l’hanno violata mettendo i gendarmi schierati e bloccando nei fatti la frontiera di Ventimiglia».  



 Nati con la Turco-Napolitano, i Cie furono nel tempo trasformati in Centri di accoglienza. Ma oggi che si stanno firmando accordi di riammissione, c’è la necessità di dover riattivare quel meccanismo di identificazione necessario per rendere operativi i rimpatri. 


All’indomani della Primavera araba, nel 2011, il nostro Paese è riuscito a sottoscrivere accordi bilaterali per la riammissione con l’Egitto, la Tunisia, la Nigeria e poi il Marocco. Solo l’anno scorso, dei 15.000 espulsi, 5.000 sono stati riaccompagnati con voli charter nei loro Paesi d’origine. Complessivamente, abbiamo organizzato 50 charter per l’Egitto e altrettanti per la Tunisia, e una ventina per la Nigeria. 


Ieri, il governatore della Lombardia, Roberto Maroni (che tra l’altro ha ricevuto la telefonata del capo del governo), ha respinto le proposte di Renzi: «L’unico piano B praticabile sono i campi profughi in Libia e fermare le partenze: se Renzi ha in mente qualcosa di diverso sarà inefficace». In queste settimane anche a livello di comunità internazionale è stata evocata l’opzione di apertura di campi profughi in Libia (che resta il cuore dei problemi dopo la caduta di Gheddafi), nei Paesi del Nord Africa. Anche nel documento della Commissione europea si fa cenno a un progetto di centro di accoglienza in Libia ai confini con il Niger. 


Ipotesi che per adesso sono sulla carta. In attesa, il Viminale preme l’acceleratore per trovare l’intesa di riammissione con i Paesi dai quali arrivano i migranti per motivi economici, consapevoli, per esempio, che gli eritrei hanno per diritto la protezione umanitaria e che se non vogliono fermarsi nei centri di accoglienza non possono essere fermati.  



 Due settimane fa è stato sottoscritto un accordo tra il nostro capo della Polizia e quello del Gambia. Forniture, supporti logistici, corsi di formazione in cambio di rimpatri. Ora si sta trattando con Costa d’Avorio, Senegal, Bangladesh. Ma con paesi come il Mali o il Sudan che non vogliono sentir parlare di accordi di riammissione, dovrà scendere in campo la Farnesina. Sono questi i Paesi da dove partono sostanzialmente i flussi migratori per motivi economici che transitano da noi. Solo in questi primi cinque mesi e passa del 2015: 5.725 nigeriani, 3.224 dal Gambia, 2.563 dal Senegal, 2.290 dal Mali, 1.354 da Costa d’Avorio. I centri e la rete di accoglienza dei comuni sono saturi. Se non si sblocca il contenzioso con l’Europa, intanto si apriranno le caserme: 2 in Veneto, una a Civitavecchia, Messina e Brescia.

In Italia la notizia circola solo, molto marginalmente, su qualche sito web, ma all'indomani della batosta elettorale Renzi sembra avere perso la voce.

 http://www.stranieriinitalia.it/attualita-permessi_ai_profughi_per_farli_andare_in_europa_la_minaccia_dell_italia_20377.html

Per "fare posto" in Europa a 24.000 profughi siriani ed eritrei, un piano ancora indefinito del quale non si conoscono tempi e modalità, si progetta di aumentare il numero delle deportazioni dei cd. migranti "illegali"e di modificare il mandato di Frontex per consentire alla polizia respingimenti ed espulsioni sommarie.

http://www.statewatch.org/news/2015/may/eu-com-action-plan-against-migrant-smuggling-com-285-15.pdf

Il piano europeo di lotta contro il traffico di migranti (2015-2020) è orientato tutto sul versante repressivo ed apre la strada per una nuova criminalizzazione di coloro che non ottengono il riconoscimento di uno status di protezione. Il primo passo è il prelievo forzato delle impronte digitali, subito dopo lo sbarco, chi si rifiuta, per non incappare nella tagliola imposta dal Regolamento Dublino III, che condanna a restare in un paese che non offre accoglienza ed integrazione, chi non vuole chiedere asilo in Italia, o in Francia, diventa immediatamente un immigrato irregolare e qualcuno finisce pure nei centri di detenzione, come a Ponte Galeria (Roma).

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/e-library/documents/policies/asylum/general/docs/guidelines_on_the_implementation_of_eu_rules_on_the_obligation_to_take_fingerprints_en.pdf

Come al solito, in nome dei diritti umani, con un piano ridicolo di resettlement (ritrasferimento) dai paesi di transito in Europa, il Commissario UE all'immigrazione Avramopoulos, a nome dell'intera Commissione, sollecita il Consiglio dei ministri UE che si riunirà domani a Lussemburgo ad adottare misure sempre più orientate all'allontanamento forzato ed alla detenzione amministrativa dei migranti definiti "economici" privi dei documenti richiesti per l'ingresso ed il soggiorno nell'area Schengen.

"The European Commission is urging EU governments to send back migrants who cannot claim asylum, taking a tougher line to convince reluctant countries to receive new refugees fleeing Syria and Eritrea".

 "In Luxembourg, EU home affairs and justice ministers will discuss the Commission's latest proposal, while the EU executive will also discuss the Schengen border issue in a closed-door meeting with the Italian, French and German ministers.
Avramopoulos called for changing the mandate of the EU border protection agency, Frontex, to allow it to carry out deportation missions on its own initiative and to support a single EU government to do so. At the moment, Frontex can only coordinate operations involving several EU countries".
 
http://www.ekathimerini.com/4dcgi/_w_articles_wsite1_1_15/06/2015_551071

Diminuiscono le partenze dalla Libia, e continuano i salvataggi operati dalle navi della missione Triton di Frontex, 30 miglia a nord di Tripoli, ma su questo non riferisce nessuno, anche qui silenzio stampa. Parla solo Salvini.

http://www.independent.ie/world-news/europe/l-eithne-crew-rescue-460-migrants-in-two-separate-operations-in-the-mediterranean-31303042.html

I francesi vorrebbero aprire nuovi campi di detenzione e selezione dei profughi in Italia ed in Grecia. Quella che Paolo Cuttitta chiama "esternalizzazione introflessa".

http://www.ansamed.info/ansamed/en/news/sections/politics/2015/06/15/paris-wants-eu-migrant-camps-in-italy-and-greece_134fdfb7-2745-4736-ae46-c7f63cd0ebff.html

Si protesta anche in Grecia, a Mitilene, non solo a Ventimiglia,  L'Europa chiude non solo all'Italia ma anche alla Grecia. E non ne parla nessuno, la Grecia per ora fa notizia solo per il rischio di uscita dall'Euro, ma quest'anno, mentre in Italia gli arrivi sono aumentati del 10 per cento, in Grecia gli arrivi sono aumentati del 400 per cento, oltre 40.000 arrivi nei primi cinque mesi di quest'anno.

http://www.ctvnews.ca/world/greece-migrants-demand-better-conditions-faster-registration-1.2423491

http://abcnews.go.com/International/wireStory/syrians-iraqis-protest-fight-camp-greek-island-31779401

http://www.ansamed.info/ansamed/en/news/sections/generalnews/2015/06/15/greece-some-2000-migrants-arrive-by-ferry-to-piraeus_07ee6f4d-ac69-4483-9593-eba4407af4fb.html





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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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