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domenica 14 giugno 2015

Statewatch anticipa la bozza di conclusioni del Consiglio Europeo. Fallisce il piano di rilocazione e rimane solo sulla carta il "reinsediamento" dai paesi di transito. Di certo soltanto un inasprimento dei controlli di frontiera ed il potenziamento delle deportazioni affidate a Frontex. Con i dittatori si tratta, l'importante è dissuadere le partenze.


Si delineano le proposte che saranno adottate dal Consiglio dei ministri dell'Unione Europea che si riunirà domani a Bruxelles, in vista del Consiglio Europeo che si terrà il 25-26 giugno alla fine del semestre di presidenza lettone, ma già si parla di un rinvio al semestre successivo delle decisioni più scottanti, sulla mobilità interna dei profughi e sul loro reinsediamento dai paesi di primo transito come la Giordania ed il Libano.  Non passa il criterio delle quote sul quale aveva puntato il governo italiano per la condivisione degli oneri relativi all'accoglienza dei richiedenti asilo, e rimangono nel vago le ipotesi di intervento militare in Libia, dopo il secco no delle diverse fazioni libiche e la mancata risoluzione del Consiglio di Sicurezza, che respinge così, nel silenzio più totale, i piani presentati dalla Commissaria UE Mogherini su proposta del governo Renzi. 

http://www.repubblica.it/esteri/2015/06/13/news/migranti_nella_bozza_del_piano_ue_righe_vuote_sui_ricollocamenti-116761431/ 

Statewatch pubblica i documenti preparatori del vertice dei ministri europei e del successivo Consiglio Europeo.


"Member States’ views differ on the proposed concept of relocation in order to respond to high volumes of arrivals that includes temporary scheme for persons in need of international national protection.. The total number of persons to be relocated, the available funding, and the capacity of the Member States' structures to deal with relocation were equally questioned..."
http://www.statewatch.org/news/2015/jun/eu-council-migration-policy-debate-9825-15.pdf

Quello che appare certo è un ulteriore impulso al Processo di Khartoum per la collaborazione con i paesi di transito e di origine al fine di bloccare le partenze e deportare quei migranti che comunque continuano ad arrivare. La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, il sistema di garanzie previsto dalle Direttive sui rimpatri e sulle procedure di protezione internazionale,  non avranno più alcun valore effettivo per coloro che arrivano dai paesi terzi, sia che chiedano protezione, sia che si tratti "soltanto" di migranti economici. Una distinzione che torna a fare comodo per chiudere la porta in faccia al maggior numero possibile di persone dirette verso l'Europa.

"Return policy: Mobilise all tools to promote readmission of unauthorised economic migrants to countries of origin and transit...."
http://www.statewatch.org/news/2015/jun/eu-council-conclusion-8392-15.pdf

Per dare basi legali ad una politica europea che cancella i diritti fondamentali della persona migrante si vanno a rispolverare gli accordi di Cotonou e il processo di Rabat, che prevedono vantaggi per i paesi di transito e di origine che collaborano con l'Unione Europea nell'arresto dei migranti in fuga o nella loro riammissione dai diversi stati europei.

https://books.google.it/books?id=waccordo+cotonou+riammissioni&source

 Basterà definire una persona come migrante economico e sarà possibile espellerlo, e per sorvegliare che le decisioni siano tutte altrettanto rigorose, chi deciderà sulle richieste di protezione internazionale sarà messo sotto monitoraggio continuo da parte dei funzionari di EASO, l'Agenzia europea che dovrebbe supportare i paesi più esposti nell'esame delle richieste di protezione. Un supporto che in Italia sta già significando, in via preventiva, un crollo delle percentuali di accoglimento delle domande. Per i ricorrenti si introdurrà presto la detenzione amministrativa fino ad un anno. Così da poterli espellere in caso di rigetto del ricorso. Il decreto legislativo che sarà firmato da Renzi è stato già approvato dal Consiglio dei ministri.Sempre maggiore la distanza tra le dichiarazioni ufficiali ed i fatti.

http://www.integrazionemigranti.gov.it/Attualita/News/Pagine/diettive.aspx 

Appare sconfitta la linea di chi pensava di potere presentare controproposte alla Commissione Europea ed ai governi nazionali, magari per incidere sulle decisioni del Consiglio Europeo. Persino la proposta dei dieci punti avanzata dalla Commissione il 13 maggio scorso, il cd. piano Jiunker è apparsa troppo avanzata ed aperta. Come al solito i comitati tecnici come lo SCIFA ed il Coreper dettano la linea di polizia, e l'immigrazione e l'asilo diventano materia da intervento militare o da ordine pubblico.

http://www.consilium.europa.eu/en/council-eu/preparatory-bodies/strategic-committee-immigration-frontiers-asylum/ 

http://europa.eu/legislation_summaries/glossary/coreper_it.htm 

 http://www.intermin.fi/en/eu_affairs/eu_decision_making/coreper_preparation


Le conseguenze si vedono già, nelle stazioni italiane, ai valichi di frontiera con la Francia, l'Austria e la Svizzera, ma la guerra ai migranti ed ai cittadini solidali, che si schierano comunque dalla loro parte, è solo agli inizi. Il prelievo forzato delle impronte digitali consentirà spazi enormi di discrezionalità nel blocco e nel trattenimento amministrativo dei migranti fermati dalla polizia in frontiera o subito dopo lo sbarco. Le riammissioni Dublino non si conteranno più, anche se tutti sottolineano a parole la disumanità e l'inefficienza del Regolamento. A farne le spese i paesi più esposti, soprattutto l'Italia.





Occorre una tutela legale diffusa, con una rete di avvocati, giornalisti ed associazioni, raggiungibile in qualunque momento, ed una denuncia, anche davanti alla Corte di Giustizia, di tutte le decisioni adotatte dalla Commissione e dal Consiglio Europeo senza il coinvolgimento del Parlamento Europeo, che su queste materie sarebbe competente. Non si può ridurre tutta la materia dell'immigrazione e dell'asilo ad una questione di sicurezza esterna o di gestione di polizia attraverso l'agenzia Frontex. L'Europa dei diritti finisce qui.

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro