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sabato 25 luglio 2015

Ancora nell'ombra l'operazione militare EUNAVFOR MED. Intanto Frontex ridimensiona l'operazione TRITON e la riduce agli assetti anteriori alla strage del 18 aprile. Se la matematica non è un opinione. Quanto contano i diritti umani e la vita delle persone ?



Nave svedese POSEIDON dell'operazione Frontex TRITON all'ingresso del porto di Messina ( Sicilia).

http://sverigesradio.se/sida/artikel.aspx?programid=2054&artikel=6178267

Oltre l'operazione Frontex/Triton, una missione militare europea, EUNAVFOR MED che dovrebbe garantire la sorveglianza di frontiera e ridurre le perdite di vite umane in mare, una missione che sarebbe partita all'inizio di luglio, ma della quale ancora non c'è traccia nei porti di sbarco delle persone che vengono soccorse a nord della costa libica e trasferite in Italia. Eppure questa missione dovrebbe contare su navi, sommergibili ed aerei che, secondo quanto indicato nei documenti ufficiali, se si trovassero in zona, sarebbero chiamate ad intervenire anche nelle numerose operazioni di ricerca e soccorso ( SAR- Search and Rescue) di questi giorni. Navi, sommergibili ed aerei bene indicati nei documenti ufficiali dell'Unione Europea, ma che ancora nessuno ha visto. Se la missione doveva restare segreta, ed aveva solo scopi militari, sarebbe anche normale. Ma non ci vengano a raccontare che i mezzi di EUNAVFOR MED salvano anche vite umane. Fino a prova contraria.

http://www.reuters.com/article/2015/04/19/us-europe-migrants-idUSKBN0NA07020150419

A seguito della strage del 18 aprile,  e del successivo Consiglio europeo straordinario  del 23 aprile, si era stabilito la triplicazione del budget destinato alla missione TRITON per il 2015 ed il 2016, ed avevano esteso il mandato dell'agenzia Frontex allo svolgimento di attività di ricerca e salvataggio (sotto il coordinamento italiano, dunque della Centrale operativa di Roma) fino a 138 miglia a sud di Malta e Lampedusa. Per due mesi e mezzo, a parte qualche incidente che pure aveva fatto poche vittime,  tra le coste libiche e la Sicilia non si erano registrati naufragi ed erano state soccorse migliaia e migliaia di persone, in prevalenza proprio da navi partecipanti alla missione TRITON.

 Special meeting of the European
Council, 23 April 2015 - statement


http://www.statewatch.org/news/2015/apr/eu-council-med-crisis-prel.pdf

Questi i mezzi impegnati dopo la "triplicazione" della missione TRITON di Frontex, subito dopo la strage del 18 aprile scorso. Adesso ognuno può valutare i mezzi militari che sono ancora operativi dopo il 30 giugno 2015. E si potrà comprendere perché ad intervenire adesso sono cargo e soprattutto navi umanitarie, oltre alla insostituibile Guardia Costiera Italiana.
Si pregano i giornalisti e gli uffici stampa ed i rappresentanti ufficiali di Frontex di non diffondere notizi...e fuorvianti come l'inserimento di navi italiane e maltesi nel dispositivo Frontex/Triton, I documenti ufficiali dell'Unione Europea parlano chiaro. Ed evidenziano che tutti gli stati hanno preso impegni a tempo, ben più limitati del biennio di estensione dell'operazione Frontex/Triton in Mediterraneo, annunciato dopo il Consiglio Europeo straordinario del 23 aprile scorso. Che la smettano di coprire la verità.

http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-14-566_en.htm  

Pledges from Member States to strengthen the joint operations in the Mediterranean
Extraordinary European Council, 23 April 2015


 http://www.statewatch.org/news/2015/apr/eu-med-crisis-military-ms-pledges.pdf

All'inizio di luglio, in contemporanea con l'avvio dell'operazione militare EUNAVFOR MED, risulta una riduzione oggettiva della presenza delle unità navali ed aeree prima impegnate nell'operazione di Frontex denominata TRITON, al punto che sembra plausibile ritenere che ci sia stato un vero e proprio avvicendamento, anche perchè nel frattempo Frontex ed Eurosur sono state incluse nell'operazione EUNAVFOR MED, che ambirebbe a riassumere nei suoi target tutti gli obiettivi politici dell'Unione Europea nella esternalizzazione dei controlli di frontiera e nel coinvolgimento dei paesi di transito nel blocco e nella deportazione dei migranti prima che possano imbarcarsi dalle coste africane verso l'Europa.

http://www.statewatch.org/news/2015/jun/eu-eeas-crisis-in-med-statement.pdf

 European Union Naval Force - Mediterranean
MISSION

On 23 April 2015, the European Council stressed that the Union will mobilise all efforts to
prevent further loss of life at sea, tackle the root causes of the human emergency in the
Mediterranean - in cooperation with the countries of origin and transit - and fight human
smugglers and traffickers. On 18 May 2015, the Council approved the Crisis Management
Concept for a military CSDP operation to disrupt the business model of human smuggling
and trafficking networks in the Southern Central Mediterranean (Council Decision 2015/778
dated May the 18th 2015).
As a result, and as part of the European Union's comprehensive approach to the challenge, on
22 June 2015 the EU launched a European Union military operation in the Southern Central
Mediterranean (EUNAVFOR MED). The aim of this military operation is to undertake
systematic efforts to identify, capture and dispose of vessels as well as enabling assets used
or suspected of being used by migrant smugglers or traffickers.
Countering the smuggling and trafficking of migrants is one dimension of addressing the
human tragedy that we see in the Mediterranean sea. It is also an important contribution to
saving lives and improving security in the region.
MANDATE
EUNAVFOR Med will operate in accordance with the political, strategic and politicomilitary
objectives set out in order to:
· disrupt the business model of human smuggling and trafficking networks in the
Mediterranean;
· contribute to reducing the further loss of lives at sea
In accordance with the Council Decision dated 18 May 2015 the operation shall end no later
than 12 months after having reached Full Operational Capability (FOC).
EUNAVFOR Med will be conducted in sequential phases and in full compliance with
international law, including humanitarian, refugee and human rights law.
· The first phase focuses on surveillance and assessment of human smuggling and
trafficking networks in the Southern Central Mediterranean.
· The second stage of the operation provides for the search and, if necessary, diversion
of suspicious vessels.
· The third phase would allow the disposal of vessels and related assets, preferably
before use, and to apprehend traffickers and smugglers.

The Council shall assess whether the conditions for transition beyond the first phase have
been met, taking into account any applicable UN Security Council Resolution and consent by
the Coastal States concerned.


 Dove sono le 8 unità navali ed i dodici aerei che dovrebbero essere impegnati nell'operazione militare di controllo delle frontiere EUNAVFOR MED ? Quanti migranti hanno contribuito a salvare in questi giorni ? Che rapporti ci sono tra le loro attività e gli assetti di Frontex/Triton, operazione che sembra ritornata alla dimensione minima decisa a Bruxelles alla fine dello scorso anno ? Risposte che ci devono dare, per capire quante vite umane, in pericolo sulla rotta dalla Libia alla Sicilia, si potranno ancora salvare in futuro.

 CURRENT FACTS AND FIGURES
Area of Operation: Central part of Southern Mediterranean Sea.
Headquarters: Rome, Italy
Starting date: 22 June 2015
Operation Commander: Rear Admiral Enrico Credendino (IT Navy).
Force Strength: The composition of EUNAVFOR Med will vary dependent on the
frequent rotation and composition of the various warships and other assets assigned to the
operation.

The flagship is the Italian Aircraft carrier CAVOUR and the force Commander on board
is Rear Admiral Andrea Gueglio (IT Navy). In addition to the Aircraft carrier CAVOUR,
8 surface and subsurface naval units and 12 Air Assets will be deployed during the first
phase of the operation.

Contributing States: Currently 14 Member States (BE, DE, EL, ES, FI, FR, HU, IT, LT,
LU, NL, SE, SI, UK) contribute to Operation EUNAVFOR Med.
Operation Budget: military assets and personnel are provided by the contributing states
with the running costs and personnel costs being met on a national basis. In addition, there
is a common budget of €11.82 million for a 12 month period, after the Full Operational
Capability has been reached, agreed and monitored by the Athena Committee of Member
States.


A nulla sono valse le denunce degli operatori umanitari che svolgendo un costante monitoraggio delle attività di ricerca e soccorso a nord delle coste libiche avevano rilevato, a partire dall'inizio di luglio,  una rarefazione degli interventi SAR operati da mezzi della missione TRITON di Frontex. 


Dear Sirs,
Our ship, the MS Sea-Watch, is now, after rescuing 587 people in 6 separate rescue missions on the way back from its second operation, and arrived in Lampedusa yesterday evening. „Our crew being on a constant rescue mission for six days shows that we are exactly what is needed here. However, it also shows that the European Union does not seem to take sea rescue seriously“ says the initiator of Sea- Watch, Harald Höppner.
“Not a single day passed out here without a rescue mission, we have in the meantime used up all our life rafts and have to return to Lampedusa to take new rescue devices on board “ says Sea-Watch skipper Ingo Werth. “We would like to thank very much the organizations MSF (Doctors Without Borders) und MOAS, who also do excellent work here, for the fantastic cooperation. We would also like to thank the Italian coast guard for the great cooperation – but we do ask ourselves what the ships of the EU mission Triton and EUNAVFORMED are actually doing. We have not seen them here!“
During the operation of the MS Sea-Watch, which has already been going on since 05 July 2015, the MS Sea- Watch was sometimes the only ship available for sea rescue in the area of the Libyan coast as the ships of the MSF and MOAS also have to keep returning to land to drop of the rescued people. “But we cannot be everywhere at once“, explains Skipper Ingo Werth. “In the case of one sinking rubber dinghy we literally arrived in the last second and could save 116 people on two of our life rafts.” One seriously injured person was given first aid by our doctors on board the MS Sea- Watch. If we hadn’t found the dinghy just in time, the majority of those people would most likely have drowned. “
„We feel left alone by the European Union and the Federal Government “, says Sea-Watch initiator Harald Höppner. “Where are the “Schleswig Holstein “and the “Werra“? The European Union is responsible for the desolate situation on the Mediterranean Sea, they force the people onto boats that are absolutely not seaworthy, because they block all the legal ways into the EU for them. Therefore it cannot be the task of the civil society to take over the sea rescue“, Höppner continues. “We ask ourselves, what is happening with the funds which were increased for the Frontex mission Triton after the boat disasters in April, the funds which were intended for sea rescue. Where are the ships? “
„The situation as we experienced it in the area leaves the impression that the rescue mission of the
Bundeswehr was nothing but a mere PR activity. If they really cared about the rescue they would still be cruising here at the 24-mile zone in front of Libya’s coastline. The majority of the boats we found did not have a satellite phone on board and so could not send distress alerts. Those people can only be rescued when someone is actively looking for them “says skipper Ingo Werth. ”The Bourbon Argos of the MSF alone twice took rescued refugees from us on board and took them back to land whilst we continued our mission. We would like to thank the MSF for their support and the great cooperation, but at the same time also hold the EU responsible „ says Höppner.
„We are glad that we could save almost 600 human lives during our second operation. However, the
operation of the MS Sea-Watch once again shows how desperate the situation is on the Mediterranean Sea. Legal ways to get into the EU finally have to be opened for those people, everything else will not solve the situation in this area in the long term. As long as those people are still forced onto the boats, there will always be tragedies. However, as an immediate emergency measure, we strongly request the European Union to take over their responsibility in the sea rescue and finally send more ships into the sea near Libya which actually run rescue missions themselves. Anything else is negligence and failure to render assistance! “


Please see the following link for photos
https://www.dropbox.com/…/gymg1e…/AAASok7jkxGbrrQSx0shvmAoa…
Please see our YouTube channel for videos:
https://www.youtube.com/watch?v=WGwjiM3GoLo
Feel free to contact us if you have questions:
tel.: 0049 1766 1406978 or email: presse@sea-watch.org
Sea-Watch I Das 1. Privatschiff zur Flüchtlings-Ersthilfe im Mittelmeer aus Deutschland
Rechtsträger: Verein Sea-Watch e.V., c/o dka-Anwälte, Immanuelkirchstraße 3 - 4, 10405 Berlin
Tel. 0049-152-32754628 I email: info@sea-watch.org I
www.sea-watch.org I www.facebook.com/seawatchprojekt I www.twitter.com/seawatchcrew

Verein Sea-Watch e.V., Vorstand c/o dka-Anwälte, Immanuelkirchstraße 3 - 4, 10405 Berlin
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www.twitter.com/seawatchcrew

 Al 23 luglio, dell'operazione Frontex TRITON, appaiono realmente operativi un rimorchiatore norvegese, una nave svedese, una nave irlandese con uno statuto particolare la LE NIAMH, che si definisce nave umanitaria, due mezzi tedeschi. Una nave inglese molto piccola, proprio alla fine di giugno, ha rimpiazzato la grande nave da guerra Bulwark, ma anche per questa nave, dai resoconti ufficiali, non si comprende se opera all'interno o all'esterno dell'operazione TRITON.

http://www.irishtimes.com/news/ireland/irish-news/l%C3%A9-niamh-to-join-migrant-rescue-mission-in-mediterranean-1.2279448

http://utv.ie/News/2015/07/21/LE-Niamh-rescues-256-more-migrants-41467

http://www.demotix.com/news/8182407/785-migrants-arrive-palermo-aboard-norwegian-military-ship#media-8182364 

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Ancora-sbarchi-quasi-800-migranti-Palermo-Altri-430-a-Pozzallo-e846b4ea-a011-4b5b-8895-66aae893f68c.html 

 Nelle operazioni di soccorso (evento SAR) del 23 luglio nei pressi della costa libica è stato impegnato un rimorchiatore offerto dalla Norvegia, il SIEM PILOT, che dovrebbe essere incluso nell'operazione di Frontex TRITON. Il grosso degli interventi è stato operato dalla Guardia Costiera Italiana.

http://video.repubblica.it/dossier/immigrati-2015/guardia-costiera-888-migranti-in-salvo-a-35-miglia-dalle-coste-libiche/207941/207040?ref=nrct-3 

Dopo l'intervento di soccorso operato nei pressi delle piattaforme di Bouri Field, 35-50 miglia a nord della costa di Zuara il rimorchiatore è stato dirottato su Palermo, dove ha sbarcato, nella mattina del 25 luglio, oltre 800 migranti.

http://www.marinetraffic.com/en/photos/of/ships/shipid:306858/#forward


 .
Oltre al rimorhiatore civile SIEM PILOT sarebbe operativo all'interno del dispositivo TRITON anche il MEDKON LINES.

Ieri a Trapani " Si sono concluse le operazioni di trasbordo per 102 persone giunte sulla banchina Isolella a bordo della Medkon Lines, inserita nel dispositivo Triton"

Notizia che non convince del tutto perchè la Medkon lines è una compagnia di navigazione e la omonima nave batte bandiera turca, ma tutto fa brodo per sostenere che appartiene a Frontex/Triton.


 http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/07/25/news/migranti_continuano_gli_sbarchi_450_profughi_in_arrivo_a_pozzallo-119777374/ 

Gli inglesi hanno sostituito la possente nave da guerra Bulwark che poteva salvare anche 800 persone con la più piccola ( ed economica) che ne contiene a stento 100. E non si riconoscono neppure del tutto all'interno del dispositivo Frontex, basta leggere i comunicati della Royal Navy. 

http://www.royalnavy.mod.uk/enterprise 

 Ecco la Enterprise, attualmente operativa nelle acque a sud della Sicilia. E le differenze con la Bulwark che era impegnata a nord delle coste libiche fino a giugno.

HMS Bulwark, which has saved more than 3,000 lives since it joined the search and rescue operation at the beginning of May, is a 19,500-tonne assault ship and landing dock with a crew of 325.
HMS Enterprise is a 3,700-tonne vessel with a crew of 60 to 70 and capable of carrying only 120 people. The MoD anticipates that she will be involved in the EU operation against the smugglers until the autumn.




In ogni caso sembra che l'operazione TRITON, nel corrente mese di luglio, si sia ridotta ad una consistenza ancora inferiore al suo originario assetto stabilito per l'inizio del 2015. Nello stesso periodo Frontex ha aperto uffici di rappresentanza a Catania e nel CPSA di Pozzallo ( Ragusa) per garantire una più rigorosa attività di identificazione attraverso il prelievo delle impronte digitali. Questo l'assetto di Frontex TRITON all'inizio del 2015.

http://www.ansa.it/english/news/2014/10/16/frontex-triton-operation-to-support-italys-mare-nostrum_ad334b2e-70ca-44ce-b037-4d461ec0d560.html

 Questi gli impegni assunti dal Direttore di Frontex alla fine di maggio. Si  confondono però i dati, tra Poseidon ( che opererà nel mediterraneo orientale) e Triton che opera nel mediterraneo centrale.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/frontex-aestende-raggio-di-azione-di-triton-e-mette-a-disposizione-mezzi-e-uomini-esperti-db33bd1b-fb2b-4892-b22d-76f872212103.html

26 maggio 2015

Il direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri, ha firmato il nuovo piano della missione di pattugliamento delle coste Triton, alla luce di nuovi fondi, mezzi e personale esperto messi a disposizione. L'area operativa del piano, si legge in un comunicato dell'Agenzia dell'Unione Europea per la gestione delle frontiere, in base alle modifiche, viene estesa a 138 miglia nautiche a sud della Sicilia, contro le 30 miglia attuali. Non solo, in estate aumenteranno anche i mezzi impegnati nel Mar Mediterraneo: in tutto, saranno schierati 3 aerei, 6 navi d'altura, 12 pattugliatori e 2 elicotteri. "Abbiamo fortemente aumentato il numero di mezzi nel Mediterraneo centrale - ha dichiarato Fabrice Leggeri - per supportare le autorità italiane nel controllo dei suoi confini marittimi e nel salvataggio delle vite, troppe delle quali sono già state tragicamente perse quest'anno", In arrivo nuovi fondi per Triton, che avrà una base in Sicilia Frontex stabilisce, inoltre, una base regionale in Sicilia da dove coordinerà l'operazione Triton e lavorerà in stretto contatto con gli ufficiali di collegamento di Europol, Eurojust, e Ufficio Ue d'asilo Easo, in sostegno delle autorità italiane. Presto, poi, la Commissione europea doterà Frontex di altri 26,25 milioni di euro per rafforzare l'operazione Triton in Italia e Poseidon in Grecia, da giugno 2015 fino a fine anno. Il budget di Triton per quest'anno sarà di 38 milioni, mentre ammonta a 18 milioni quello di Poseidon. E nel 2016 la Commissione stanzierà altri 45 milioni per le due operazioni.

 In queste ultime settimane di luglio, però, la maggior parte delle operazioni di salvataggio  è stata effettuata dalla Guardia Costiera italiana e da navi civili umanitarie, coe quelle di MOAS, di MSF e di Sea Watch,  con varie operazioni di trasbordo in alto mare che non rendono sempre tracciabile il reale andamento delle attività SAR. Sono stati coinvolti in interventi di soccorso anche mezzi commerciali, come non si era mai verificato nei due mesi precedenti. 

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/488218/Migranti-ecco-EuNavFor-Med-la-missione-per-combattere-i-trafficanti 

 Giova ricordare che tanto nella strage del 18 aprile, quanto nell'ultima del 22 luglio scorso, i primi interventi di soccorso venivano prestati da navi commerciali, ed in entrambi i casi ci sarebbero state collisioni tra questi mezzi ed i barconi da soccorrere.

http://www.medicisenzafrontiere.it/notizie/comunicato-stampa/la-nave-di-msf-bourbon-argos-porta-salvo-le-prime-477-persone?gclid=CLWbh_iu98YCFdTLtAod3_gCIA 



http://www.moas.eu/it/ 

http://sea-watch.org/it/ 

Con riferimento all'ultima strage nella quale sarebbero morte 45 persone i media riferiscono di uno scontro la nave commerciale che stava portando soccorso e l'imbarcazione dei migranti.

http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2015/04/21/strage_migranti_mediterraneo_scafisti_catania_arresti.html 

 "Ma dall'incrocio delle testimonianze dei sopravvissuti gli inquirenti hanno anche scoperto che il naufragio sarebbe stato causato da una manovra di avvicinamento errata da parte della nave mercantile che ha soccorso i gommoni. "Le persone sarebbero finite in mare - spiega Giordano -  durante le operazioni di soccorso, quando il gommone aveva già cominciato a imbarcare acqua: probabilmente non è stata calcolata bene la distanza con la nave mercantile che li ha recuperati". Il procuratore ha confermato l'apertura di un'inchiesta "ma al momento si escludono responsabilità da parte di terzi; stiamo comunque approfondendo la vicenda per capire se ci sono altri profili e poi agiremo di conseguenza". Non sarebbe il primo dei casi nei quali i soccorsi provocano una tragedia. Come più volte hanno spiegato gli uomini della Marina militare e della Guardia costiera impegnati nelle operazioni, a rendere difficoltose le manovre è innanzi tutto la difficoltà a tenere calme le persone da soccorrere. Quando ad avvicinarsi è una unità civile non attrezzata al soccorso il rischio aumenta. Il caso più drammatico si verificò al largo della Libia il 18 aprile scorso quando una manovra errata dello scafista di un peschereccio pieno di migranti lo portò in collisione con il mercantile portoghese King Jacob. Quella volta i morti furono stimati in circa 800 persone, la procura di Catania aprì un'inchiesta".

 http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/07/24/news/naufragio_del_gommone_dei_migranti_arrestati_tre_scafisti-119732161/?refresh_ce

Dopo quella tragedia gli armatori delle navi commerciali impegnati nel Mediterraneo meridionale avevano sottoscritto un documento di protesta.

 Shipowners demand stronger EU response to migrants crisis

http://www.lloydslist.com/ll/sector/ship-operations/article464498.ece

http://worldmaritimenews.com/archives/153800/ics-eu-must-step-up-and-counter-mediterranean-migration/ 

  L'avvicendamento e la parziale sovrapposizione delle due missioni, EUNAVFOR MED E TRITON, con il ridimensionamento dell'operazione di Frontex, risulta chiaramente scorrendo i documenti ufficiali  e dalla rassegna delle informazioni diffuse dalla stampa. Non si tratta di una decisione esplicita assunta dal Consiglio o dalla Commissione, ma del risultato pratico delle decisioni operative assunte sulla base dei documenti ufficiali adottati da questi organi. Un modo per rendere meno trasparenti decisioni essenziali che riguardavano innanzitutto decine di migliaia di uomini, donne e bambini a rischio di annegare, e dunque le relative responsabilità, ma anche per non fare percepire all'opinione pubblica  europea la portata ed i costi ( umani oltre che economici) delle politiche europee di contenimento dell'immigrazione e di sorveglianza delle frontiere. 

 THE EU COMPREHENSIVE APPROACH
EU NAVFOR MED is part of the EU’s comprehensive approach to migration, tackling both
current symptoms and the root causes such as conflict, poverty, climate change and
persecution. EUNAVFOR MED will help disrupt the smuggling networks that are
responsible for the loss of life at sea in the frame of an overall approach, which includes other
actions.
These actions include:
– increased partnership with the African Union (including organisation of a joint
summit this Autumn) and African regional organizations, countries of both origin and transit
of the mixed migratory flows, IOM, UNHCR and other partners;

CURRENT FACTS AND FIGURES
Area of Operation: Central part of Southern Mediterranean Sea.
Headquarters: Rome, Italy
Starting date: 22 June 2015
Operation Commander: Rear Admiral Enrico Credendino (IT Navy).
Force Strength: The composition of EUNAVFOR Med will vary dependent on the
frequent rotation and composition of the various warships and other assets assigned to the
operation.
The flagship is the Italian Aircraft carrier CAVOUR and the force Commander on board
is Rear Admiral Andrea Gueglio (IT Navy). In addition to the Aircraft carrier CAVOUR,
8 surface and subsurface naval units and 12 Air Assets will be deployed during the first
phase of the operation.
Contributing States: Currently 14 Member States (BE, DE, EL, ES, FI, FR, HU, IT, LT,
LU, NL, SE, SI, UK) contribute to Operation EUNAVFOR Med.
Operation Budget: military assets and personnel are provided by the contributing states
with the running costs and personnel costs being met on a national basis. In addition, there
is a common budget of €11.82 million for a 12 month period, after the Full Operational
Capability has been reached, agreed and monitored by the Athena Committee of Member
States.
– EU efforts and support underpinning regional cooperation frameworks and in
particular the Rabat and Khartoum processes;
– increased EU presence in the Mediterranean, notably through the FRONTEX
operations in the Mediterranean, Triton and Poseidon;

_ increased support to border management in the region, including through the CSDP
missions, in particular reinforcing EUCAP SAHEL Niger
– addressing root causes including through improvement of the
security/humanitarian/human rights situations and socio-economic conditions in countries of
origin – so that people build a future in their respective countries;
– cooperation with transit countries in controlling the flows and combat smugglers more
effectively;
– building capacities in countries of origin and transit to enable local authorities to
tackle the issue more effectively.
European Union Naval
Force Med
Media and Public
Information Office
AddressVia di Centocelle, 301 – 00175 Rome (Italy)
Media CentrePhone: +39 06 4691 9454/ + 39 06 46919451
Mobile:+ 39 334 6891930/+ 39 331 17176997/
+39 380 4337020
Email:spokesperson@euohq.difesa.it/ugcapo.vcupi@smd.difesa.it
More Information on
http://eeas.europa.eu/csdp/missions-and-operations/eunavformed/
index_en.htm


Si tratta del Processo di Khartoum, espressamente richiamato nei documenti relativi alla missione EUNAVFOR MED, che mira a stabilire relazioni politiche ed economiche con paesi terzi , che si possano definire come " paesi terzi sicuri", in modo da rendere più efficaci le politiche di rimpatrio gestite dall'Agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne Frontex.

http://statewatch.org/news/2015/jul/eu-safe-countries-drafts.html

http://www.statewatch.org/news/2004/sep/safe-countries.pdf

Gli accordi che dovrebbero servire a contrastare le organizzazioni di trafficanti saldamente radicate in quei paesi, in ambienti fortemente dominati dalla corruzione delle pubbliche istituzioni, si rivelano funzionali esclusivamente a garantire procedure semplificate di riammissione sulla base di riconoscimenti sommari da parte delle autorità consolari dei paesi coinvolti. Quando negli stati di origine regna la corruzione e comandano le dittature militari non si può parlare di "paesi terzi sicuri". Questa definizione, con nuovi accordi di riammissione, servirà solo per legittimare espulsioni sommarie dagli "hotspot" che si dovrebbero istituire presso i principali punti di ingresso delle frontiere europee.

http://frontex.europa.eu/partners/national-authorities/

http://www.statewatch.org/news/2015/jun/eu-war-on-migrants.htm

Le pratiche di collaborazione con i paesi terzi per combattere quella che si definisce "immigrazione illegale" costituiscono una materia che appare sempre più centrale nella ridefinizione della politica estera europea, come è emerso quando la Commissaria UE  alle relazioni esterne Mogherini ha chiesto invano per due mesi la "copertura" del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per la fase due (intervento in acque libiche) e la fase tre ( intervento in territorio libico) dell'operazione EUNAVFOR MED. Fasi che non si potranno realizzare senza l'assenso di una autorità centrale in Libia ( quando sarà costituita) e senza l'approvazione delle Nazioni Unite.

http://espresso.repubblica.it/internazionale/2015/05/18/news/consiglio-sicurezza-onu-nessun-intervento-in-libia-senza-consenso-1.213097

Il governo italiano si è prontamente schierato all'interno dell'operazione EUNAVFOR MED, senza attendere il voto del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, emanando un decreto legge che dovrà essere approvato dal Parlamento, un decreto legge di cui non ha parlato nessuno. Anche questa missione ha avuto il suo finanziamento, anche se era già noto a tutti che la fase due e la fase tre della missione non si sarebbero mai realizzate in assenza dell'avallo da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e di un governo unitario libico. La Mogherini che lo aveva richiesto già ai primi di maggio, dovrà attendere a lungo...

http://www.governo.it/backoffice/allegati/78941-10244.pdf

http://www.repubblica.it/politica/2015/05/11/news/mogherini_onu_immigrazione-114111178/

 http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/07/si-allontana-la-copertura-delle-nazioni.html

Confondendo e sovrapponendo le regole di ingaggio e la missione di Frontex con operazioni di stampo puramente militare come EUNAVFOR MED, che richiama espressamente l'operazione Atalanta davanti alle coste somale, si sottrae al Parlamento Europeo una competenza strategica sui controlli di frontiera, fimora oggetto di un Regolamento dell'Unione Europea 2007/2004/CE, che ne esce stravolto, anche se per la modifica ci vorrebbe il voto dello stesso Parlamento, non risultando sufficienti le decisioni del Consiglio e della Commissione.

Trasferendo la materia dei controlli di frontiera al settore delle relazioni esterne e delle politiche militari si apporta un colpo gravissimo al principio di sovranità popolare sul quale si basa il Parlamento Europeo e si affida a comitati tecnici, come il COREPER, che collaborano con la Commissione ed il Consiglio, ed alla "cooperazione pratica di polizia", gestita magari direttamente da Frontex in rapporto diretto con i governi dei paesi terzi, un segmento assai importante della politica estera europea, una materia che potrebbe risultare decisiva per il futuro di pace, o di guerra, che si potrà profilare nel Mediterraneo, e non solo.

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro