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lunedì 27 luglio 2015

Da CIE ad HOT SPOT. Tentativi di trasformare la prima accoglienza in detenzione per il prelievo forzato delle impronte digitali. In vista operazioni di rimpatrio collettivo affidate a Frontex, per i cd. "migranti economici" e per coloro che arrivano da "paesi terzi sicuri". Qualcuno vuole un CIE in Liguria e chiede il blocco degli sbarchi.


Tra pochi giorni il vecchio CIE di Trapani Milo, dovrebbe essere trasformato in HOT SPOT "chiuso" ed essere destinato al trattenimento amministrativo dei migranti in attesa di identificazione attraverso il prelievo delle impronte digitali. Ecco cosa sono gli HOT SPOTS.

In the European Agenda on Migration, the Commission committed itself to setting up a new
“Hotspot” approach. 

http://www.statewatch.org/news/2015/jul/eu-com-hotsposts.pdf

 Ecco cosa vogliono fare a Trapani, un grande centro di detenzione per 400 persone, mentre già si faticava a gestire il vecchio CIE di Milo quando gli ospiti erano più di 50. Una autentica follia che si reggerà molto probabilmente con un impiego massiccio di forze di polizia inviate dalle agenzie europee Frontex e EASO.

(AGI) - Trapani, 24 lug.-«Chiuderemo il Cie di Milo trasformandolo in hotspot». A dirlo è stato il prefetto di Trapani, Leopoldo Falco. «E' la conclusione di un percorso. Sostanzialmente si tratterà di una struttura di prima accoglienza chiusa all'interno della quale sarà possibile effettuare il fotosegnalamento. Abbiamo già avviato dei lavori di ristrutturazione ed entro l'inizio di agosto sarà operativa». L'apertura dell'hotspot rientra in un piano di accoglienza applicato dal Ministero dell'Interno che coinvolgerà anche le città di Lampedusa, Porto Empedocle, Pozzallo, Augusta e Taranto. (AGI/Tp2)

" Il Centro di identificazione ed espulsione di Milo cambia destinazione e sarà operativo dal prossimo 1 agosto come “hotspot”. Nella struttura, che sarà dotata di 408 posti letto, si svolgeranno le procedure per il foto segnalamento e il prelievo delle impronte dei migranti che giungeranno, di volta in volta, al porto di Trapani. Lo ha annunciato stamane il prefetto di Trapani, Leopoldo Falco, nel corso di un incontro con la stampa. “Nell’immediato avremo disponibili più di 200 posti per poi raggiungere la funzionalità completa – ha spiegato Falco – e potremo dare un’accoglienza dignitosa in attesa di distribuire nelle altre regioni i migranti che arriveranno”. In questo tipo di centri, secondo quanto deciso dalla nuova Agenda europea sulle migrazioni, si procede – in teoria entro le 72 ore dall’arrivo – a verificare se gli extracomunitari possono presentare la domanda di protezione internazionale o se devono essere avviate procedure di espulsione e rimpatrio. Presso l'”hotspot” opereranno funzionari dell’European Asylum Support Office, di Frontex e dell’Europol oltre ad uomini delle forze dell’ordine locali.

http://www.trapanioggi.it/il-cie-di-milo-diventa-hotspot-per-identificazione-migranti/ 

http://www.tp24.it/notizie-inchieste-eventi-a-trapani/migranti-ecco-come-cambia-il-sistema-dell-accoglienza-il-cie-di-milo-diventa-hotspot/93289 

Anche nei Centri di primo soccorso ed accoglienza (CPSA) come quelli di Pozzallo e Lampedusa si doveva restare trattenuti per un massimo di 48-72 ore, e invece la norma è diventata la detenzione amministrativa per oltre 96 ore, in assenza di un provvedimento giurisdizionale di convalida e senza diritti di difesa, come l'accesso ad un avvocato esterno, in contrasto con gli articoli 13 e 24 della Costituzione italiana. Vedremo adesso cosa succederà a Trapani Milo, dove in passato i livelli di conflittualità erano già altissimi. 

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/06/28/news/rivolta_degli_immigrati_al_cie_di_milo_due_arresti-90225479/?refresh_ce 

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/06/09/news/pezzo_principale-36856562/

  
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/06/09/news/cie_le_galere_fuorilegge-36862905/ 

http://video.repubblica.it/le-inchieste/trapani-il-cie-della-vergogna-violenza-tra-i-cancelli-colorati/97978/96360 


Come si vede a Trapani i problemi nella gestione del CIE di Milo non erano mai mancati. Adesso che lo si vorrebbe trasformare in HOT SPOT, come e da chi sarà gestito ?

http://www.tp24.it/2015/01/15/immigrazione/migranti-la-gestione-del-cie-di-trapani-milo-va-a-badia-grande-ma-con-una-clausola/88673


Trapani è sempre stato terreno di sperimentazione della detenzione amministrativa. Si aprì in quella città il primo centro di detenzione amministrativa in Italia, il famigerato "centro di permanenza temporanea ed accoglienza" (CPTA) in Italia, nell'estate del 1998, dopo l'approvazione della legge 40, la "Turco-Napolitano", e dopo un viaggio dell'allora ministro dell'interno Giorgio Napolitano a Tunisi, per la firma di un accordo bilaterale di cooperazione e di riammissione.

http://www.didaweb.net/risorse/scheda.php?id=5244

 http://www.meltingpot.org/Perche-la-tragedia-del-Vulpitta-non-si-ripeta-piu.html#.VbXz9PYw9sc

http://www.meltingpot.org/Diritti-sotto-sequestro-Lo-Stato-italiano-condannato-a.html#.VbXzXfYw9sc

http://www.meltingpot.org/Sentenza-del-Tribunale-di-Palermo-n-2976-dell-11-giugno.html#.VbXzm_Yw9sc

http://www.mediciperidirittiumani.org/pdf/ARCIPELAGOCIEsintesi.pdf

Anche oggi Trapani rimane un luogo nel quale si sperimentano nuove pratiche di trattenimento amministrativo, dopo l'esperienza fallimentare del 2011 quando, nel corso dell'emergenza Nord-Africa si tentò di trasformare una tendopoli, in località Kinisia, a pochi chilometri dalla città, in un centro di detenzione per migranti da espellere. Un esperimento fallito presto.

 http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic4_12562_16

http://www.meltingpot.org/Diritti-sotto-sequestro-Emergenza-Nord-Africa-tra-prassi.html#.VbXtkfYw9sc

http://www.trapanioggi.it/kinisia-si-smantella-la-tendopoli/

Intanto i CIE ritornano in auge e qualcuno vorrebbe aprirne uno in Liguria, magari pensando agli "irriducibili" che a Ventimiglia chiedono ancora di potere passare in Francia o a quelli che la Francia ci rimanda indietro.

"Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti commenta così la proposta lanciata dalla sua vicepresidente Sonia Viale di realizzare un centro di identificazione ed espulsione in Liguria. “Sul tema dell’immigrazione – prosegue il Governatore si è fatta troppa confusione accomunando profughi, richiedenti asilo e clandestini e si e’ fatta troppa confusione su un piano di smistamento del 2014 che non si e’ mai verificato fino in fondo. Abbiamo chiesto al ministro Alfano e al presidente del Consiglio Renzi di essere ovviamente coinvolti perche’ vogliamo collaborare anche al di la’ delle competenze della Regione che in materia di immigrazione sono veramente poche”.
“Vogliamo risposte chiare da parte del governo sia dal punto di vista dell’identificazione di chi entra, sia su come bloccheremo gli sbarchi, visto che stiamo parlando di 200mila arrivi a fine anno a consuntivo”.

http://www.genova24.it/2015/07/emergenza-immigrazione-il-governatore-toti-un-cie-in-liguria-proposta-sensata-92239/

http://www.genova24.it/2015/07/cie-in-liguria-in-sindacati-dicono-no-basta-propaganda-regione-lavori-per-accoglienza-migranti-92362/

L'Unione Europea, stravolgendo le competenze dei suoi organi legislativi, ha approvato da alcuni mesi nuove regole per inasprire le modalità di identificazione dopo lo sbarco e selezionare più rapidamente i migranti ritenuti "economici" o provenienti da "paesi terzi sicuri", per bloccarli in localitù vicino ai punti di sbarco nella prospettiva di respingerli con i voli di rimpatrio affidati all'agenzia Frontex.

http://www.statewatch.org/news/2015/jun/eu-AVRAMOPOULOS-migration-letter-to-eu-ministers.pdf

L'Italia sta cercando di recepire la categoria di "paesi terzi sicuri" per semplificare le procedure e per respingere celermente le domande di protezione delle persone che provengono da questi paesi. Per ottenere questo risultato occorre trasformare i cantri di accoglienza in centri di detenzione. 

http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/15/05/20/cir-immigrati.html?cronaca

Ma in poche settimane non è certo possibile istituire centri di trattenimento amministrativo per decine di migliaia di persone, e si adotteranno le consuete soluzioni arbitrarie e illegittime affidate alla gestione delle forze di polizia, adesso rinforzate dalle squadre di Frontex. Il tentativo di una detenzione generalizzata di tutti i migranti che dovrebebro essere identificati attraverso il prelievo immediato delle impronte digitali non potrà che fallire. Mancano le risorse e soprattutto le basi legali. E la catastrofe dei centri di accoglienza in Italia è nota ormai in tutta Europa.

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/italy/11756705/Migration-centres-to-close-after-people-were-being-treated-like-animals.html

Il Regolamento di attuazione delle norme attuative delle Direttive dell'Unione Europea in materia di accoglienza e procedure di protezione internazionali risulta già superato dai fatti e dalle nuove norme interne che dovranno adottarsi per dare attuazione alle Direttive 2013/32/UE e 2013/33/UE. La categoria di "paesi terzi sicuri" non può essere introdotta in Italia per decisione delle autorità amministrative.

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2015-03-05&atto.codiceRedazionale=15G00029&elenco30giorni=false

http://statewatch.org/news/2015/jul/eu-safe-countries-drafts.html

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DOSSIER/934889/index.html?part=dossier_dossier1-sezione_sezione11-h1_h13

Per non fare trapelare la reale portata dei nuovi/vecchi luoghi di trattenimento amministrativo, al di fuori dei principi costituzionali (che prevedono limiti alla detenzione praticata dalla polizia in assenza di un provvedimento di un giudice e diritti di difesa da esercitare effettivamente, e non solo sulla carta) si è scelta la lingua inglese e si sono inventati gli HOT SPOTS "chiusi", perchè sembra che ci saranno quelli "aperti". In questi luoghi si dovrebbero prelevare le impronte digitali, anche con il ricorso "moderato" e "proporzionato" all'uso della forza, anche nei confronti di minori e donne in stato di gravidanza. Altri HOT SPOTS dovrebbero essere istituiti a Lampedusa, Porto Empedocle, Pozzallo, Augusta e Taranto, luoghi di sbarco dalle navi che soccorrono i migranti a nord della costa libica, e non solo.

http://www.statewatch.org/news/2015/jul/eu-com-hotsposts.pdf

http://www.statewatch.org/news/2015/feb/forced-fingerprinting.htm

http://www.statewatch.org/news/2015/jul/eu-jha-council-a-points-agenda.pdf

http://www.statewatch.org/news/2015/jul/eu-council-compulsory-finger-printing-of-migrants-11013-15.pdf

I documenti che pevedono queste strutture, adottati dal Consiglio o dalla Commissione Europea, mai approvati dal Parlamento Europeo o dai Parlamenti nazionali, sono estremamente generici, e privi di base legale, perchè in assenza di provvedimenti legislativi nazionali o di Regolamenti europei, che hanno natura di atti legislativi e rientrerebbero nella "riserva di legge" prevista per le misure limitative della libertà personale, affidano di fatto alla polizia la decisione di limitare la libertà personale a scopo di identificazione. Trattenimento che si ptrebbe protrarre per una durata indeterminata e senza le garanzie giurisdizionali imposte dalle Costituzioni nazionali, dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, dalle Direttive e dai Regolamenti europei che legano il trattenimento amministrativo ad un "pericolo di fuga" che deve essere documentato caso per caso, con le garanzie di una convalida giurisdizionale.

http://www.statewatch.org/news/2015/jun/eu-war-on-migrants.htm

http://www.meltingpot.org/Firenze-Il-GDP-annulla-l-espulsione-ed-il-decreto-di.html#.VbX32_Yw9sc

Nei luoghi di sbarco ed alle frontiere va garantita una immediata informazione sulla possibilità di chiedere asilo, e tutti coloro che lo vogliono devono essere messi nelle condizioni di accedere alla procedura.

 Corte di cassazione
Sezione VI civile
Ordinanza 25 marzo 2015, n. 5926

Con ordinanza 5 giugno 2014, n. 12609, questa Corte si è adeguata agli sviluppi della giurisprudenza CEDU (in particolare le sentenze 8 febbraio 2011, ric. n. 12921/04, Seferovic c. Italia, e 10 dicembre 2009, ric. n. 3449/05, Hokic e Hrustic c. Italia) in tema di interpretazione dell'art. 5, § 1, della Convenzione, quanto alla definizione della nozione di arresto o detenzione "regolari" disposti nel corso di un procedimento di espulsione. Precisando il proprio consolidato orientamento, secondo cui al giudice della convalida del trattenimento o accompagnamento coattivo dell'espulso alla frontiera non è consentito alcun sindacato di legittimità sul sottostante provvedimento espulsivo, del quale deve limitarsi a verificare soltanto l'esistenza e l'efficacia, questa Corte ha affermato che tale giudice è investito anche del potere di rilevare incidentalmente, ai fini della decisione di sua competenza, la "manifesta" illegittimità del provvedimento espulsivo, da intendersi in concreto nei sensi ricavabili dalla medesima giurisprudenza CEDU.
3.4. - Il Giudice di pace, perciò, avrebbe dovuto darsi carico di verificare la fondatezza della censura (cui si fa cenno nel sintetico verbale dell'udienza di convalida) d'illegittimità del decreto di respingimento per non essere stato il ricorrente informato sulla possibilità di presentare una domanda di protezione internazionale, e avrebbe dovuto verificarne, per quanto possibile, la fondatezza e comunque statuire su di essa.
Di una tale verifica o statuizione, invece, non vi è traccia nel provvedimento impugnato, che va pertanto cassato senza rinvio essendo spirato il termine perentorio previsto dall'art. 14 d.lgs. n. 286 del 1998, cit., per la convalida del trattenimento".

http://www.eius.it/giurisprudenza/2015/054.asp

Nei luoghi in cui si realizza il trattenimento amministrativo dei migranti vanno garantiti i diritti di difesa ed il diritto al contraddittorio. Quello che vale per i CIE vale anche per gli HOT SPOTS chiusi.

https://codadirittoasilo.wordpress.com/2015/07/27/corte-di-cassazione-allinterno-dei-c-i-e-deve-essere-garantito-il-contraddittorio-durante-le-udienze/

 In Italia in una riunione del Consiglio dei ministri nel mese di maggio si era approvato uno schema di decreto legislativo che prevedeva il trattenimento amministrativo dei richiedenti asilo, in un numero di casi maggiore di quanto non si verifichi oggi, ma quel provvedimento non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, e dunque non è applicabile, a fronte della evidente impossibilità di adottare misure di accoglienza/detenzione a decine di migliaia di persone alle quali non si riesce a garantire neppure un tetto ed una accoglienza dignitosa, neppure nel caso di minori  non accompagnati e di vittime di tortura, oltre un terzo di tutti i migranti che in questi giorni vengono sbarcati nei porti italiani.

http://www.camera.it/leg17/682?atto=170&tipoatto=Atto&leg=17&tab=1#inizio

http://www.asgi.it/media/comunicati-stampa/mancanza-norme-chiare-accoglienza-conflitti-sociali-asilo-roma-treviso-accoglienza-italia/

http://ninofezzacinereporter.blogspot.it/2015/07/incertezza-ed-eterna-emergenza-una.html

http://www.europeanrights.eu/public/commenti/I_commento_Tria.pdf

Migranti che adesso si troveranno davanti ad altri "trattamenti inumani o degradanti" , almeno quelli che saranno effettivamente trattenuti nei nuovi HOT SPOTS "chiusi", i vecchi centri di identificazione ed espulsione, i CIE, o altre strutture comunque "difendibili", con alte mura e cancelli, come le caserme dismesse, all'interno dei quali si vorrebbero montare tende per recludere piutosto che per accogliere persone che provengono in largissima parte da territori dai quali sono dovute fuggire per salvare la vita. Chi non la rischiava nel paese di origine è stato esposto per mesi, in Libia, a torture ed abusi di ogni genere. Per chi proviene da quel paese non è possibile fare alcuna distinzione tra "migranti economici" e "richiedenti asilo".

http://www.independent.com.mt/articles/2015-07-26/local-news/Grave-abuses-of-young-migrants-in-Libyan-detentions-centres-6736139476

http://www.limesonline.com/i-migranti-invisibili-che-vengono-dal-futuro/83135

Di fronte a questa ulteriore involuzione del sistema italiano di prima accoglienza una responsabilità sempre più grande incomberà sulle associazioni e su tutti coloro che, operando anche all'interno di strutture e servizi pubblici, saranno coinvolti nelle attività di prima accoglienza dopo lo sbarco. In tutte le città portuali di sbarco e nei centri dove saranno istituiti HOT SPOTS chiusi occorrerà vigilanza e capacità di pronto intervento, attraverso reti indipendenti di operatori sociali, esperti legali, giornalisti e medici. 

http://m.livesicilia.it/2015/07/25/in-785-sbarcano-a-palermo-tra-loro-27-minori_651137/


Ci sono diversi aspetti che il variegato mondo delle associazioni di volontariato devono riconsiderare. Nessuno e' perfetto e gli interventi subito dopo lo sbarco non possono essere affidati allo spontaneismo. Occorre che la società civile crei delle "unità di crisi" a livello locale.

http://palermo.gds.it/2015/07/26/indumenti-e-aiuto-per-migranti-minori-lappello-del-centro-telesino_388110/

Occorre ottenere un tavolo di confronto con le prefetture.  
Ci sono problemi gravissimi da risolvere per garantire sicurezza ed accoglienza ai minori non accompagnati . Devono andare solo in strutture accreditate. 
Le potenziali vittime di tratta vanno identificate e seguite anche nei centri di prima accoglienza, che non devono però diventare luoghi di detenzione amministrativa.
Le procedure di asilo vanno avviate immediatamente e non possono durare oltre due anni, come avviene attualmente. Al massimo in sei mesi occorre dare uno status di soggiorno legale e consentire i ricongiungimenti familiari superando le storture del Regolamento Dublino III.

http://www.articolo21.org/2015/06/il-piano-b-sullimmigrazione-esiste-gia-tutte-le-proposte-delle-associazioni/

Emergeranno ancora più evidenti le contraddizioni di tutte quelle organizzazioni "embedded", in convenzione con il ministero dell'interno, che prestano la loro attività "umanitaria" in modo da risultare funzionali alle logiche di trattenimento amministrativo e di selezione sommaria dei migranti, in vista di un loro possibile allontanamento forzato verso i paesi di origine. Anche se in quei paesi si ripetono gravi violazioni dei diritti umani e domina la corruzione e la collusione tra polizie e trafficanti.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/06/statewatch-anticipa-la-bozza-di.html

La collaborazione con i paesi terzi, anche con quelli caratterzzati da una dittatura militare o in mano a governi criminali, come nel caso del Sudan, è la direzione nella quale ci si muove con crescente determinazione nell'ambito del cd. Processo di Khartoum sotto l'occhio attento degli ispettori di FRONTEX e degli agenti di EASO., l'agenzia europea che dovrebbe supportare i paesi dell'Unione maggiormente in difficoltà per l'elevato numero di arrivi e di richieste di protezione internazionale. In questa direzione la Converenza europea prevista a Malta il prossimo mese di novembre.

http://www.statewatch.org/news/2015/jul/eu-council-november-015-migration-valletta-conference-orientation-debate-10387-15.pdf


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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