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domenica 19 luglio 2015

Il sistema di accoglienza italiano verso la "tempesta perfetta". Governance in bilico e opacità amministrative favoriscono il dilagare della xenofobia. Dov'è l'Unione Europea ?


Se si rimane centrati solo sulle proteste di piazza alimentate dagli estremisti di Casa Pound e della Lega Nord, ormai seguiti da un crescente consenso negli strati più diversi della popolazione, soprattutto nelle regioni settentrionali, si rischia di non comprendere cosa sta davvero sucecdendo a ridosso dei centri di accoglienza di diverso tipo ( CAS, CARA, Centri SPRAR, Centri per minori) ed al loro interno. Alle posizioni ideologiche non basta rispondere con al solita contrapposizione tra "fascioleghisti" e "buonisti". Vanno identificate le responsabilità politiche ed amministrative che nelle diverse strutture di prima e seconda accoglienza hanno portato alla situazione, largamente prevedibile, che stiamo vivendo in queste settimane. Vanno individuate al più presto soluzioni efficaci, sia sul fronte dell'accoglienza da garantire, che nella direzione di spegnere quella "guerra tra poveri" che le destre stanno supportando con largo riscontro mediatico.

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/07/18/treviso-parlano-migranti-cacciati-da-quinto-trattati-come-cani-picchiati-e-insultati/395673/

Il sistema di accoglienza italiano ha "resistito" all'aumento degli arrivi dello scorso anno con una interpretazione flessibile del Regolamento Dublino II allora vigente ( che prevedeva fino a tre giorni per il prelievo delle impronte) e con un progressivo aumento dei posti disponibili, arrivando oggi alla consistenza di circa 80.000 posti in accoglienza, un numero che potrebbe anche essere adeguato alla mole degli arrivi, che quest'anno non superano di molto quelli dello scorso anno, se si verificassero alcune condizioni fondamentali.Occorrerebbe innanzitutto modificare il sistema di governance, per adesso troppo burocratizzato, ed attivare sietmi di controllo che arrivino prima dell'intervento della magistratura. Solo la partecipazione e la programmazione a livello regionale possono restituire trasparenza ed efficacia al sistema. La solidarietà non va richiesta soltanto all'Europa ma praticata a livello nazionale.

https://twitter.com/MSF_Sea/status/622808130137755648

http://www.medicisenzafrontiere.it/notizie/comunicato-stampa/nave-di-msf-non-autorizzata-sbarcare-700-persone-sicilia-causa-dell#.VaokE0CksY0.facebook 

http://m.repubblica.it/mobile/r/sezioni/solidarieta/immigrazione/2015/07/17/news/msf-119298371/?ref=HRER2-1&refresh_ce

La lenteza delle procedure, fino a due anni per la notifica della decisione della Commissione territoriale, ed altro tempo per gli eventuali ricorsi, hanno ingolfato il sistema. E si arriva al punto che si rifiuta lo sbarco dei naufragi in un porto perchè mancano posti nei centri di prima accoglienza.

https://tutmonda.wordpress.com/2015/07/13/ricorsi-contro-i-dinieghi-degli-status-di-protezione-ed-effettivita-dei-diritti-di-difesa/

Occorrerebbe innanzitutto garantire che le procedure per il riconoscimento dello status di protezione internazionale non durino più di sei mesi, adeguando le dotazioni di personale ed adottando una lista di paesi terzi "non sicuri", come la Siria, l'Eritrea, il Sudan ed altri come il Gambia, il Mali, la repubblica Centroafricana, rispetto ai quali potrebbe prevedersi il riconoscimento immediato( anche in pochi giorni) di uno status di protezione o di un documento di viaggio per raggiungere altri paesi europei. La Commissione nazionale per il diritto di asilo potrebbe dare indicazioni in tal enso alle Commissioni territoriali ed alle questure. Certo non si tratta di preformulare le domande che le commisioni devono fare o di fissare un tempo massimo, come vorrebbe Alfano.

http://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera/20150702/282114930232746/TextView

Vanno individuate dopo lo sbarco, senza estenuanti trasferimenti collettivi verso centri sperduti negli angoli più reconditi d'Italia, tutte quelle persone che presentano caratteri di particolare vulnerabilità, come i minori non accompagnati, le potenziali vittime di tratta, le vittime di tortura, le donne sole con banbini piccoli. Per loro occorre attivare task force specializzate nel pronto intervento a livello locale e trovare soluzioni di primissima accoglienza vicino al luogo dello sbarco, convolgendo il numero più ampio di associazioni ed enti locali, senza limitare i soggetti "autorizzati" ad intervenire sulle banchine portuali ad una cerchia ristretta di professionisti dell'emergenza. Tavoli regionali e tavoli provinciali devono coinvolgere in modo trasparente il numero più ampio di servizi sociali, operativi sul territorio,  insieme ad associazioni ed enti no profit. Bisogna intercettare tutti gli speculatori che ruotano attorno alle persone appena sbarcate non appena lasciano i porti di sbarco.

http://www.corriere.it/cronache/15_aprile_21/gestiva-traffico-uomini-il-permesso-soggiorno-d5e240b6-e7e6-11e4-97a5-c3fccabca8f9.shtml

L'Italia deve ottenere, se non la revisione del Regolamento Dublino III, che il Consiglio  Europeo del 26 giugno scorso ha voluto "bloccare" fino al 2016, la disponibilità da parte di altri stati europei, in particolare del nordeuropa, sulla possibilità di riconoscimento reciproco degli status di protezione, rifiutandosi altrimenti di dare corso ai numerosi trasferimenti Dublino che questi stessi paesi stanno richiedendo  in questi ultimi mesi verso l'Italia.

http://www.statewatch.org/news/2015/may/eu-com-migration-agenda-draft.pdf

Le attività dell'Agenzia europea EASO, piuttosto che essere dirette a sollecitare le commissioni territoriali a respingere il maggior numero di richieste di protezione internazionale di coloro che vengono definiti come "migranti economici", dovrebbero favorire l'implementazione di regole uniformi di riconoscimento degli status, ma anche la uniformazione degli standard di accoglienza. Oggi invece le attività di EASO sembrano quasi collegate con quelle di Frontex, l'agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne, in quanto dal diniego sulla richiesta di protezione, magari con il ricorso alla categoria di migrante economico, si ricava un crescente impegno per riforzare i voli di rimpatrio forzato, anche verso paesi che non rispettano affatto i diritti fondamentali della persona umana.

https://easo.europa.eu/about-us/tasks-of-easo/external-dimension/

Occorre infine fare chiarezza sul contributo economico che l'Unione Europea impegna per attività di accoglienza e per operazioni di rimpatrio, e più in generale per attività di contrasto della cd. immigrazione illegale. Come occorre fare chiarezza sui rapporti con i paesi di transito e di origine. Se qualcuno pensa che delegando ai regimi dei paesi dai quali provengono la maggior parte dei migranti, o alle autorità militari che ne controllano il territorio, come nel caso della Libia, il compito di arrestare i migranti e di bloccare le partenze, si alimenteranno le filiere dei trafficanti e si accrescerà la responsabilità, già assai pesante, dei governi europei che non sostengono abbastanza le missioni di salvataggio nel Mediterraneo.

http://www.statewatch.org/news/2015/feb/eu-frontex-budget%202015.htm

http://www.statewatch.org/news/2015/may/eu-triton.htm

http://www.statewatch.org/news/2015/apr/eu-med-crisis-military-ms-pledges.pdf

http://statewatch.org/news/2015/mar/eu-isf-amif-funding.html

E' un dato di fatto incontrovertibile che dopo ogni azione di soccorso si perde tempo prezioso nell'individuare i porti di sbarco dove sistemare o trasferire i migranti in centri di prima accoglienza.
Questi ritardi, in una fase nella quale sembra diminuito l'impegno dei mezzi navali ed aerei della missione TRITON di Frontex, mentre ancora non sono ben definiti i contenuti operativi della missione EUNAVFOR MED partita all'inizio di luglio, potrebbero costare nelle prossime settimane decine, forse centinaia di vite umane. Ormai oltre alla Guardia Costiera e la Marina militare, sembra che ad operare interventi di ricerca e salvataggio siano rimaste soltanto le navi umanitarie private di MOAS, MSF e Watch The Med. Per salvare dal naufragio chi rischia di perdere la vita in Libia, chi comunque è costretto ad una partenza forzata, senza alcuna possibile distinzione tra migranti economici e profughi o potenziali richiedenti asilo.

http://www.dailymail.co.uk/news/article-3166490/Voyage-damned-Beaten-bowels-fetid-floating-coffin-just-hour-certain-death-pitiful-human-cargo-fleeing-jihad-slavery-man-helped-save.html?ITO=1490&ns_mchannel=rss&ns_campaign=1490

La situazione non è migliore per chi fugge dall'Egitto. Da dove veniva la famiglia siriana a cui apparteneva la bambina diabetica morta a bordo del barcone per l'assenza di medicinali. Una famiglia che, come tanti altri siriani, ha proseguito appena possibile il viaggio verso il nordeuropa.

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2015/07/17/migranti-zainetto-con-insulina-finisce-in-mare-bimba-morta-su-barcone_53bde97c-39d8-4b66-9093-e82c13713c52.html

http://watchthemed.net/

 Arrivavano dall'Egitto, paese che è corteggiato dal govermo Renzi come attore centrale del Processo di Khartoum, e che ha ripreso le deportazioni verso il Sudan.

http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/135645/Egypt/Politics-/Egypt-deports--Sudanese-after-failed-illegal-immig.aspx

L'Unione Europea ha il dovere di attivarsi per fornire all'Italia ( ed alla Grecia) tutta la solidarietà necessaria, e le relative risorse finanziarie, ma deve anche pretendere, e le autorità italiane devono garantire, un rigoroso monitoraggio della effettiva attività svolta dai centri di accoglienza, a partire dalla regolarità delle dotazioni di personale e dei rapporti lavorativi instaurati, fino alla verifica delle presenze quotidiane ed al conteggio dei costi, compresa la garanzia del pocket money dovuto ai migranti.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/04/mafia-capitale-inchiesta-bis-44-arresti-e-21-perquisizioni/1745826/

I ritardi da parte della questura, l'assenza di controlli, la mancanza di una consulenza legale indipendente, hanno prodotto quella opacità che ha caratterizzato le strutture di accoglienza gestite dalle organizzazioni più grandi, come nel caso del Cara di Mineo.

http://www.asgi.it/notizia/cara-mineo-violati-diritti-richiedenti-asilo/

La confusione tra accoglienza e detenzione, magari all'esclusivo fine di identificare le persone attraverso il prelievo forzato delle impronte digitali , hanno prodotto le situazioni aberranti che si sono riscontrate in alcun centri di soccorso e prima accoglienza, come nel CSPA di Pozzallo, dove i migranti sono stati percossi per ottenere il prelievo delle impronte digitali. Una struttura che si doveva chiudere da tempo e che adesso si vorrebbe mantenere ancora aperta con la diversa denominazione di "Hot Spot", con la presenza di agenti di Frontex all'interno. Adesso spunta fuori che gli Hot Spot saranno trasformati in centri di detenzione e che le persone che vi saranno rinchiuse potranno essere allontanate con accompagnamento forzato, probabilmente se appartengono a paesi ritenuti "sicuri". Solo che il nostro legislatore non ha mai accettato la lista di paesi terzi sicuri che propone l'Unione Europea. Domani l'ennesimo vertice nel quale l'Italia si presenterà con il cappello in mano. L'unica richiesta che rischia di passare è un maggior sostegno europeo nei rimpatri. Si profilano altri respingimenti sommari. Occorre alzare la vigilanza su quello che succede all'interno degli Hot Spot, a partire da Pozzallo. L'estate si preannuncia caldissima.

http://www.statewatch.org/news/2015/jul/eu-com-hotsposts.pdf

http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/migranti_italia_pressing_europa_vertice_rimpatri/notizie/1472030.shtml

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/487863/Migranti-nel-futuro-hotspot-di-Pozzallo-Qui-si-naviga-a-vista

http://barbara-spinelli.it/2015/05/13/interrogazione-sulluso-della-forza-nel-prelievo-delle-impronte-dei-migranti-a-pozzallo-e-lampedusa/

http://www.asgi.it/wp-content/uploads/2014/12/IDENTIFICAZIONE.-OBBLIGHI-E-FACOLTA.pdf

Adesso quel sistema non è più sostenibile, e le scelte adottate lo scorso anno, anche con la circolare del ministero dell'interno del 26 settembre 2014, che prevedeva il prelievo forzato delle impronte digitali, hanno prodotto una diffusa clandestinizzazione, con una crescita esponenziale degli intermediari e degli sfruttatori, e queste conseguenze negative si stanno scaricando sulla gestione attuale degli arrivi, determinando situazioni opposte di trattenimento forzato o di abbandono sulla strada, che si succedono irrazionalmente anche a distanza di pochi giorni.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/10/il-ministero-dellinterno-non-risponde.html

 Da parte delle autorità che organizzano i trasferimenti manca anche una qualsiasi capacità di informazione, sia dei migranti oggetto di spostamenti repentini, che delle popolazioni residenti che in qualche caso si vedono arrivare sugli autobus decine di richiedenti asilo senza avere ricevuto alcuna informazione e senza alcuna negoziazione a livello regionale. Tanti stanno soffiando sul fuoco dell'intolleranza in modo irresponsabile per guadagnare altri voti. E se qualche governatore delle regioni settentrionali rifiuta di partecipare alla programmazione regionale è sua e non dei prefetti  la responsabilità delle tensioni che stanno dilagando attorno ai centri di accoglienza, dalla Liguria al Veneto.

http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/PRIMOPIANO/immigrati_zaia_veneto_amp_8203_bomba_sta_per_scoppiare/notizie/1397687.shtml

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/08/migranti-stop-di-maroni-zaia-e-toti-ma-3-ne-accolgono-meno-della-sola-sicilia/1756413/

Occorre dunque un nuovo piano per la distribuzione dei migranti dopo lo sbarco che superi il metodo del piano nazionale adottato  dal governo il 14 luglio del 2014, ed è sempre più urgente l'approvazione del decreto legislativo di attuazione delle Direttive 2013/32/UE e 2013/33/UE, in materia di accoglienza e procedure per il riconoscimento dello status di protezione internazionale, che il governo ha approvato a maggio, ma che non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

http://www.statoregioni.it/Documenti/DOC_044313_Verbale%20%20CU%20%2010%20LUGLIO%20%202014.pdf

http://viedifuga.org/decreto-accoglienza-e-procedure-la-preoccupazione-del-tavolo-asilo/

http://www.integrazionemigranti.gov.it/Attualita/News/Pagine/diettive.aspx

 http://www.camera.it/leg17/682?atto=170&tipoAtto=Atto&leg=17&tab=1

http://documenti.camera.it/apps/nuovosito/attigoverno/Schedalavori/getTesto.ashx?file=0170.pdf&leg=XVII#pagemode=none

 https://www.unhcr.it/sites/53a161110b80eeaac7000002/assets/54e7099c0b80ee68150053c8/Nota_UNHCR_sul_recepimento_delle_Direttive_2013.32.UE_e_2013.33.UE.pdf

http://asgi.it/wp-content/uploads/public/1_0014_ddl_ue_bis_asgidocumenti.pdf

La distribuzione dei migranti sul territorio nazionale non può discendere soltanto da una programamzione stabilita a Roma, dal Ministero dell'interno, di concerto con le prefetture interssate, ma deve avvenire anche su scala regionale, con l'attivazione reale, e non solo sulla carta, dei tavoli regionali di programmazione, con il coinvolgimento più ampio delle associazioni e degli enti no profit, spezzando quelle situazioni di monopolio che non hanno ancora consentito alcun ricambio dei gestori legati al sistema scoperto dall'inchiesta Mafia Capitale, o altrimenti coinvolti in indagini giudiziarie di vario genere ( in qualche caso anche per reati a sfondo sessuale).

http://siciliamigranti.blogspot.it/2015/07/giochiamo-nascondino.html






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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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