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domenica 12 luglio 2015

Mentre a Bruxelles va in scena il suicidio dell'Europa, il governo italiano difende il processo di Khartoum e la collaborazione con gli stati che non rispettano i diritti umani per bloccare le partenze e facilitare i rimpatri sommari.


Mentre a Bruxelles va in scena il suicidio dell'Europa, il governo italiano difende il processo di Khartoum e rilancia la collaborazione con gli stati che non rispettano i diritti umani per bloccare le partenze e facilitare i rimpatri sommari. L'attentato del Cairo spinge il ministro Gentiloni e il Presidente del Consiglio Renzi a promettere fedeltà assoluta al generale Al Sisi, che in Egitto sta utilizzando l'emergenza degli attacchi terroristici, per cancellare qualunque forma di opposizione democratica e per consolidare una posizione di predominio nell'intera regione, come è dimostrato anche dagli ultimi sviluppi delle trattative per la pacificazione della Libia, che si affermano concluse, quando manca ancora l'approvazione da parte del governo di Tripoli.

http://www.askanews.it/politica/renzi-ad-al-sisi-italia-ed-egitto-insieme-contro-il-terrorismo_711557211.htm

http://www.pressenza.com/it/2014/12/italia-ed-egitto-coopereranno-contro-terroristi-e-migranti/

https://www.radioradicale.it/scheda/388891/egitto-intervista-a-giuseppe-acconcia-corrispondente-de-il-manifesto

L'appoggio dato ad El Sisi dalla comunità internazionale, e per suo tramite al governo di Tobruk, rischia di aprire la strada ad uno smembramento della Libia ed alla creazione di vaste aree non governabili dalle autorità centrali, zone nelle quali sarà assai probabile uno stabile insendiamento di Isis.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Libia-raggiunto-accordo-con-mediazione-Onu-ma-manca-Tripoli-78eeeb7d-535d-46fe-9122-41776beb4fb7.html

Al centro del dibattito politico è la sovrapposizione del contrasto del terrorismo con il contrasto dell'immigrazione irregolare, come se fosse già provato che tra i migranti che sbarcano in Italia ci siano, o ci possano essere in futuro, pericolosi attentatori.Sembra non rilevante il contributo dato da Al Sisi al deterioramento della situazione in Egitto e la cappa di regime militare che è calata in quel paese.

http://www.amnesty.it/dalle-piazze-al-carcere-una-generazione-di-giovani-attivisti-schiacciata-dalla-repressione-in-egitto

In questi giorni a Bruxelles e nelle sedi dei comitati tecnici che collaborano con la Commissione ed il Consiglio Europeo si sta giocando una doppia partita dagli esiti imprevedibili, che però vede ormai dilaniata l'Unione Europea a 28 che qualcuno, con troppa premura, aveva voluto proporre come soluzione per i mali cronici della crisi economica mondiale e del nuovo assetto di poteri che ne sta scaturendo. Già la crisi siriana e poi quella ucraina avevano messo a nudo la incapacità dell'Unione Europea ad affrontare le crisi con una sola politica, mentre prevalevano gli egoismi e gli interessi nazionali. Adesso sulla crisi del debito greco e sulle risposte da dare in materia di immigrazione ed asilo si registrano spaccature che potrebbero mettere fine a quell'Unione Europea che, dopo il Trattato di Lisbona, ambiva ad una politica comune anche sui temi della pace, della sicurezza e dell'immigrazione. All'ombra dello scontro sul debito greco si è riusciti ad approvare soltanto l'asservimento degli stati europei al TTIP fortemente voluto dagli Stati Uniti.

 http://ilmanifesto.info/ttip-ok-alla-nascita-della-super-corte/

 Su tutte le altre questioni l''Unione Europea appare ormai spaccata ed un vasto fronte di paesi, soprattutto tra quelli di ingresso più recente, governati da maggioranze di destra apertamente xenofobe e nazionaliste, boicotta la soluzione della questione del debito greco, ed affronta i temi dell'immigrazione e dell'asilo in una chiave esclusivamente sicuritaria, di sbarramento delle frontiere ( anche di quelle interne, con la costruzione di nuovi muri) e di accordi con i paesi di transito e di origine per il respingimento o l'espulsione delle persone che vengono ritenute "migranti economici". Il piano in dieci punti presentato dalla Commisione Europea il 13 maggio scorso è rimasto quasi per intero sulla carta, sono state varate ( e finanziate) soltanto le misure di stampo repressivo che con la scusa di combattere i trafficanti di esseri umani hanno come obiettivo quello di bloccare, ad ogni costo, qualsiasi possibilità di fuga verso l'Europa. Non si sono aperti canali umanitari, non si è modificato il Regolamento Dublino III, non si sono approvate misure credibili (soprattutto nei numeri) per favorire la ridislocazione in Europa di una parte consistente dei profughi accampati in condizioni estreme nei paesi al confine delle zone di crisi.

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/european-agenda-migration/background-information/docs/communication_on_the_european_agenda_on_migration_en.pdf

http://www.statewatch.org/news/2015/jun/eu-council-summit-draft-conclusion-8395-15.pdf

http://eunavfor.eu/mission/

http://www.statewatch.org/news/2015/jun/eu-AVRAMOPOULOS-migration-letter-to-eu-ministers.pdf

Anche per i richiedenti asilo non si prospetta un futuro migliore perchè aumentano gli ostacoli alla circolazione tra i diversi paesi dell'Unione Europea, non si modifica il Regolamento Dublino III che continua a mietere un numero crescente di vittime, e si introducono forme violente di trattenimento ammnistrativo e di prelievo delle impronte digitali ben prima dell'ammissione alla procedura di asilo. Il sospetto sempre più forte nei loro confronti, soprattutto se provengono da zone di guerra, come nel caso dei siro-palestinesi e che tra loro si possano celare ex combattenti o persone che una volta giunte in Europa potrebbero costituire un pericolo per la sicurezza degli stati. Si dimentica che le prime vittime delle organizzazioni terroristiche sono proprio le persone che sbarcano ( quando non perdono la vita in mare) dopo essere state soccorse in mare.

http://www.independent.co.uk/news/world/africa/isis-plans-to-use-immigrant-boats-from-libya-to-cause-terror-in-europe-and-close-shipping-routes-10053148.html

http://www.ansa.it/english/news/politics/2015/07/08/terrorists-may-be-running-migrant-boats_1e3bc15e-d7a9-4178-8f60-a54d5381aa3f.html

Sembra proprio che si siano saldate la questione della prima identificazione subito dopo lo sbarco dei migranti  e le attività di polizia in lotta contro il terrorismo. La gestione dei relativi dati viene infatti unificata, si stabilisce che diverse agenzie da Eurodac ad Europol, possono scambiarsi informazioni sensibili, senza ricordare che le informazioni riguardo i richiedenti asilo ( o potenziali richiedenti asilo) non dovrebbero mai entrare in possesso dei servizi segreti dei paesi dai quali provengono, circostanza che invece appare assai probabile, atteso che i rapporti di collaborazione tra le polizie dei paesi di origine e le polizie europee sono sempre più intensi.  Rapporti espressamente richiamati dal processo di Khartoum che sollecita una stretta collaborazione a livello di intelligence e di scambio di informazioni tra le polizie di tutti i paesi coinvolti, anche se tra questi paesi vi sono paesi come l'Eritrea, il Sudan e l'Egitto che non rispettano i diritti umani, con particolare riguardo ai rifugiati ed alle minoranze.

http://www.statewatch.org/news/2014/dec/eu-africa-frontex-intell-report-2014.pdf

Il processo di Khartoum e le più recenti proposte europee in materia di scambio di informazioni tra diverse agenzie, e quidi con le polizie dei paesi di origine e di transito, costituiscono ormai punto di saldatura tra le politiche di contrasto dell'immigrazione irregolare ( o illegale, come qualcuno la chiama,  anche se è noto a tutti che la maggior parte delle persone che sbarcano nel nostro paese sono potenziali richiedenti asilo .

http://www.ispionline.it/sites/default/files/pubblicazioni/analysis_286_morone__2015.pdf

http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-15-4832_en.htm

http://africanarguments.org/2015/04/16/new-eu-approach-to-horn-of-africa-migration-sets-worrying-precedent-by-maimuna-mohamud-and-dr-cindy-horst/

http://www.dw.com/en/germany-suggests-asylum-centers-in-north-africa/a-18283547

Si moltiplicano gli allarmi, per adesso destituiti di qualsiasi fondamento, sulla possibilità che attraverso i barconi si possano "infiltrare" persone legate ad organizzazioni terroristiche, e soprattutto si cerca di interconnettere le banche dati come il sistema SIS II ed EURODAC, che sono destinate alla registazione delle impronte digitali di chiunque varchi irregolarmente le frontiere europee e di tutti i richiedenti asilo con età superiore ai 14 anni, con le banche dati che mirano a raccogliere informazioni sulle persone che potrebbero rivelarsi in futuro, o che già lo sono, appartenenti ad organizzazioni dedite alla lotta armata. Magari solo sulla base di una presunzione che scaturisce dall'area geografica di provenienza.

http://www.statewatch.org/news/2014/sep/sis-stats.htm

Con le ultime modifiche proposte dalla Commissione Europea si andrà al prelievo violento delle impronte digitali anche nei confronti dei minori e delle donne in stato di gravidanza. Gli agenti di frontex sono stati inviati nei punti più "caldi" di sbarco, i cd. Hot Spot, come nel Centro di prima accoglienza e soccorso di Pozzallo, esattamente con questa missione operativa.

http://www.statewatch.org/news/2015/jun/eu-war-on-migrants.htm

E si potranno trattenere a tempo indeterminato le persone che rifiutino comunque di "collaborare"  nel prelievo delle impronte digitali. Se questo è un modo per contrastare l'arrivo in Europa di pericolosi terroristi.

http://www.statewatch.org/analyses/no-270-fingerprinting-migrants-coercive-measures.pdf

http://www.statewatch.org/news/2015/jul/it-systems-reports.htm

Statewatch article: RefNo# 34677
Fingerprinting by force: secret discussions on "systematic identification" of migrants and asylum seekers
Statewatch News Online, March 2015
Including "fingerprinting [with] the use of a proportionate degree of coercion" on "vulnerable persons, such as minors or pregnant women"

http://database.statewatch.org/article.asp?aid=34677

http://www.statewatch.org/news/2015/jun/eu-jailing-migrant-families.htm

Il rilevamento massiccio delle impronte digitali allo sbarco e le nuove regole operative che si vorrebbero attribuire a Frontex in materia di riammissione, dotando questa autorità amministrativa della più ampia autonomia nell'esecuzione delle operazioni di rimpatrio (return), anche con rapporti diretti con le polizie dei paesi di origine, rischia di esporre i migranti che non intendono chiedere immdiatamente asilo in Italia al rischio concreto ed attuale di una misura di allontanamento forzato (respingimento collettivo). Prospettiva tanto più concreta per quei migranti, come gli Egiziani ed i Nigeriani, i cui stati di origine hanno stretto da tempo accordi di riammissione assai efficaci, con il governo italiano.

http://www.limesonline.com/le-traversate-del-deserto/81133

Su questi temi si terrà una importante Conferenza europea a Malta nel novembre del 2015. Sarà assai importante che per quella data la società civile europea, o quello che ne rimane, venga correttamente informata e che gli attivisti e le organizzazioni umanitarie indipendenti elaborino controproposte rispetto alle linee che fin qui stanno emergendo a livello europeo.

http://www.statewatch.org/news/2015/jul/eu-council-november-015-migration-valletta-conference-orientation-debate-10387-15.pdf

http://www.statewatch.org/news/2015/jun/eu-eeas-crisis-in-med-statement.pdf

Le proposte ci sarebbero, e non dovrebbero valere solo per i siriani,  ma nessuno ascolta... manco la Croce Rossa viene ascoltata...

http://www.statewatch.org/news/2014/nov/eu-red-cross-protection-prel.pdf

"1. Ensure that people fleeing Syria have access to asylum procedures in the EU
2. Consider visa applications from people fleeing Syria in a protection sensitive way
3. Facilitate family unity in Europe for people fleeing Syria.
4. Offer emergency resettlement to the most vulnerable people fleeing Syria.
5. Review refugee status determination procedures and reception conditions for people fleeing Syria.
6. Do not return people to Syria and its neighbouring countries."





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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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