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giovedì 30 luglio 2015

Proseguono i salvataggi operati da navi umanitarie e dalla Guardia costiera italiana. Conferme dalla Germania che dopo il 30 giugno le nevi tedesche dell'operazione ENUNAVFOR MED non svolgono più attività SAR ( Search and Rescue)..Dove sono finiti i mezzi di Frontex/Triton ?


Anche oggi numerosi interventi di salvataggio operati dalle due navi di Medici senza frontiere (Bourbon Argos e Dignity) e da diversi mezzi della Guardia Costera italiana, guidati da nave Corsi, alla quale sta dando il cambio nave Di Ciotti, nella zona a 50-90 chilometri a nord della costa libica, nei pressi delle piattaforme del campo petrolifero offshore Bouri Field. Al momento alcune attività di salvataggio sono ancora in corso, mentre la nave Dignity di MSF, probabilmente con alcune centinaia di persone a bordo, dovrebbe giungere nel porto di Trapani domani. Speriamo che non ci siano altri rifiuti di attracco, e soprattutto di sbarco di migranti, come già successo qualche settimana fa proprio a Trapani.

http://www.msf.org/article/migration-bourbon-argos-not-authorised-land-700-rescued-migrants-sicily 

I mezzi veloci della Guardia Costiera italiana stanno facendo rientro alla loro base a Lampedusa. Vedremo se arriveranno carichi di migranti o se avranno effettuato soltanto primo soccorso e trasbordo in alto mare su navi più grandi. Come è stato documentato da foto e atti pubblici nel caso degli interventi di salvataggio operati insieme alla nave irlandese LE NIAMH che opera nell'ambito dell'operazione umanitaria PONTUS.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/07/operazione-umanitaria-pontus-nel.html


Questi migranti che domani dovrebbero sbarcare nel porto di Trapani, migranti e basta, perchè fino al rigetto definitivo della domanda di asilo non si possono definire migranti economici, potrebbero essere, almeno in parte, i primi che sperimenteranno il trattenimento amministrativo a scopo di identificazione nel nuovo HOT SPOT di Trapani Milo, la cui capienza è stata portata ( forse anche con il ricorso alle tende) da 140 a 450 posti. Non si tratta che del vecchio CIE che ormai era sottoutilizzato, dopo le ultime modifche adottate dal governo italiano sulla durata del trattenimento ( massimo tre mesi) e sulle moalità di riconoscimento in base ai nuovi accordi bilaterali che prevedono procedure sommarie. 

 http://www.unitademocraticagiudicidipace.it/2015/07/26/prefetto-di-trapanicie-di-milo-sara-chiuso-e-trasformato-in-hotspot/

Si riconferma intanto il ruolo essenziale dei salvataggi operati dalle navi umanitarie dopo che il 30 giugno è partita l'operazione ( in parte ancora solo sulla carta) EUNAVFOR MED. Sembra che da quella data le navi dell'operazione FRONTEX/TRITON si siano di nuovo ritirate, probabilmente verso le acque maltesi, e l'unico mezzo di TRITON che sembra operativo, a parte qualche aereo, è un grosso rimorchiatore antincendio svedese, la POSEIDON che dopo le azini di soccorso viene inviato fino a Taranto, dove stanno preparando un'altro HOT SPOT, perdendo giorni preziosi per i trasferimenti, durante i quali non può certo operare in assetti SAR ( ricerca e alvataggio) a sud di Malta e Lampedusa.

http://www.trapanioggi.it/il-cie-di-milo-diventa-hotspot-per-identificazione-migranti/  

La nave irlandeseLE NIAMH  che effettua numerosi salvataggi a nord della costa libica, secondo quanto afferma il governo irlandese, fa parte di una missione umanitaria in Mediterraneo definita "Pontus".  Il governo inglese ha già chiarito che la sua nave Enterprise non opera all'interno del dispositivo Frontex/TRITON. Ed adesso abbiamo l'ennesima conferma che le navi tedesche che operano dentro la missione EUNAVFOR MED non svolgono, non hanno svolto nelle ultime tre settimane, alcuna operazione di ricerca e salvataggio.

Dobbiamo sostenere tutti la missione tedesca Sea-Watch, che oltre a salvare vite umane nel Mediterraneo denuncia da alcuni giorni il sostanziale disimpegno delle navi finanziate da Frontex e di quelle, anche tedesche, ricomprese nell'operazione EUNAVFOR MED. E dobbiamo fare circolare le informazioni, perchè ci sono istruzioni precise, contenute in documenti dell'Unione Europea, che dopo ogni avvenimento tragico come il decesso di migranti durante le traversate, tendono a spostare l'attenzione sugli arresti degli "scafisti" in modo che l'opinione pubblica non si possa interrogare troppo sull'utilizzo ( e sui costi economici ed umani)  delle navi inviate per la "difesa dei confini", per impedire una "invasione" e per "mettere in sicurezza" il territorio europeo di fronte al rischio, che alcuni paventano, di possibili infiltrazioni terroristiche.

Oggi la nave umanitaria Sea Watch ha fatto rientro a Lampedusa, per rifornimenti, ma si corre il rischio che, dopo queste denunce, le autorità militari vogliano tenere alla larga testimoni troppo scomodi, anche se questi stessi testimoni potrebbero risultare preziosi per salvare vite umane. Gli allarmi si continuano a susseguire, ed oltre alle nabi umanitarie interviene di nuovo un numero crescente di mezzi mercantili, con tutti i rischi che questi interventi comportano.

 http://sea-watch.org/

http://watchthemed.net/

E la situazione non è meno tragica nel Mare Egeo tra la Turchia e le isole greche 

http://www.proasyl.de/de/news/detail/news/humanitaere_katastrophe_in_der_aegaeis_griechenland_geht_in_die_knie_europa_versagt/

Queste le notizie sul disimpegno di Frontex e di EUNAVFOR MED, già presenti nel Mediterraneo centrale,  apparse sulla stampa tedesca. E va detto che per tutto giugno le navi tedesche presenti nell'operazione Triton di Frontex, avevano contribuito al salvataggio di migliaia di migranti a nord della costa libica. Evidentemente ci deve essere stato un'avvicendamento tra le operazioni Frontex/Triton e l'operazione EUNAVFOR MED, con una riduzione dell'area di intervento delle unità da guerra, probabilmente più impegnate nelle esercitazioni in vista di un possibile attacco in Libia, che nello svolgimento delle attività di ricerca e salvataggio a sud di Malta e Lampedusa, fino alle 138 miglia che erano state decise a Bruxelles dopo la strage del 18 aprile 2015. Una strage che aveva già messo in evidenza l'inadeguatezza della missione europea Frontex/Triton nello svolgimento delle attività SAR (Ricerca e salvataggio) in acque internazionali, attività richieste peraltro a qualsiasi nave dalle Convenzioni sul diritto del mare.



"Schon vor Beginn des Einsatzes im Mai war klar, dass die Bundeswehrschiffe sich an der Antischleuser-Misson der Europäischen Union, der Operation Eunavfor Med, beteiligen würden. Diese startete am 30. Juni – just nachdem die Bundeswehr nicht mehr zu Rettungseinsätzen ausgerückt war.
Warum in den fraglichen drei Wochen keine Rettungseinsätze mehr unternommen wurden, beantwortete die Bundeswehr nicht. Sie erklärte lediglich, an den Schiffen seien Umrüstungen für die EU-Mission notwendig gewesen. Nun sammeln die deutschen Schiffe „Informationen über die kriminellen Netzwerke der Schleuser“, etwa mit Seeradaren oder durch Befragung geretteter Migranten. Die „Aufgabe Seenotrettung“ bleibe aber „weiterhin bestehen“, so eine Sprecherin.
„Wo sind die eigentlich?“
Ruben Neugebauer, Sprecher der Sea Watch, sagte, wenn seine Organisation Schiffbrüchige entdecke und an die italienischen Behörden Notrufe absetze, sei das nächste Schiff oft viele Stunden entfernt. „Und wenn wir gezielt nach Militärschiffen fragen, heißt es immer, es seien keine in der Gegend. Da fragen wir uns natürlich, wo sind die eigentlich?“
Rainer Arnold, verteidigungspolitischer Sprecher der SPD, nahm die Marine hingegen in Schutz: Die „Erkundungsphase“ der Schlepperbekämpfungsmission laufe derzeit „zusätzlich zur Rettung automatisch mit“.
Die Linken-Abgeordnete Ulla Jelpke sagte, die Zurückhaltung der Bundeswehr wundere sie „überhaupt nicht.“ Statt Flüchtlinge zu retten, würden nur Schleuser bekämpft. Der Grüne Omid Nouripour sagte, es erscheine wie ein „zynisches Schaulaufen, wenn man Hilfe suggeriert, die gar nicht da ist“. Langfristig müsse eine gut finanzierte, zivile Seenotrettung eingesetzt werden.

http://www.taz.de/Bundeswehr-im-Mittelmeer/!5212655/ 

Questa la lettera comunicato della scorsa settimana diffusa dall'organizzazione umanitaria tedesca Sea Watch 

Dear Sirs,
Our ship, the MS Sea-Watch, is now, after rescuing 587 people in 6 separate rescue missions on the way back from its second operation, and arrived in Lampedusa yesterday evening. „Our crew being on a constant rescue mission for six days shows that we are exactly what is needed here. However, it also shows that the European Union does not seem to take sea rescue seriously“ says the initiator of Sea- Watch, Harald Höppner.
“Not a single day passed out here without a rescue mission, we have in the meantime used up all our life rafts and have to return to Lampedusa to take new rescue devices on board “ says Sea-Watch skipper Ingo Werth. “We would like to thank very much the organizations MSF (Doctors Without Borders) und MOAS, who also do excellent work here, for the fantastic cooperation. We would also like to thank the Italian coast guard for the great cooperation – but we do ask ourselves what the ships of the EU mission Triton and EUNAVFORMED are actually doing. We have not seen them here!“
During the operation of the MS Sea-Watch, which has already been going on since 05 July 2015, the MS Sea- Watch was sometimes the only ship available for sea rescue in the area of the Libyan coast as the ships of the MSF and MOAS also have to keep returning to land to drop of the rescued people. “But we cannot be everywhere at once“, explains Skipper Ingo Werth. “In the case of one sinking rubber dinghy we literally arrived in the last second and could save 116 people on two of our life rafts.” One seriously injured person was given first aid by our doctors on board the MS Sea- Watch. If we hadn’t found the dinghy just in time, the majority of those people would most likely have drowned. “
„We feel left alone by the European Union and the Federal Government “, says Sea-Watch initiator Harald Höppner. “Where are the “Schleswig Holstein “and the “Werra“? The European Union is responsible for the desolate situation on the Mediterranean Sea, they force the people onto boats that are absolutely not seaworthy, because they block all the legal ways into the EU for them. Therefore it cannot be the task of the civil society to take over the sea rescue“, Höppner continues. “We ask ourselves, what is happening with the funds which were increased for the Frontex mission Triton after the boat disasters in April, the funds which were intended for sea rescue. Where are the ships? “
„The situation as we experienced it in the area leaves the impression that the rescue mission of the
Bundeswehr was nothing but a mere PR activity. If they really cared about the rescue they would still be cruising here at the 24-mile zone in front of Libya’s coastline. The majority of the boats we found did not have a satellite phone on board and so could not send distress alerts. Those people can only be rescued when someone is actively looking for them “says skipper Ingo Werth. ”The Bourbon Argos of the MSF alone twice took rescued refugees from us on board and took them back to land whilst we continued our mission. We would like to thank the MSF for their support and the great cooperation, but at the same time also hold the EU responsible „ says Höppner.
„We are glad that we could save almost 600 human lives during our second operation. However, the
operation of the MS Sea-Watch once again shows how desperate the situation is on the Mediterranean Sea. Legal ways to get into the EU finally have to be opened for those people, everything else will not solve the situation in this area in the long term. As long as those people are still forced onto the boats, there will always be tragedies. However, as an immediate emergency measure, we strongly request the European Union to take over their responsibility in the sea rescue and finally send more ships into the sea near Libya which actually run rescue missions themselves. Anything else is negligence and failure to render assistance! “


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Le organizzazioni umanitarie stanno davvero mettendo Frontex con le spalle al muro, in tutti i settori nei quali esercita i suoi poteri di polizia di frontiera, dunque anche nel Mediterraneo centrale ed orientale e nei paesi di transito in Africa. I diritti umani non devono restare soltanto una formula evocata sulla carta nelle Convenzioni e nei Regolamenti europei. E Frontex rimane disciplinata da Regolamenti dell'Unione Europea, la conformazione delle sue missioni non dipende soltanto dalla cooperazione pratica che si stabilisce tra le forze di polizia dei diversi paesi. Sarebbe tempo che il Parlamento europeo si riappropriasse delle sue funzioni di controllo. Non è solo questione di budget. Ne và di mezzo la vita umana.

 

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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