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martedì 21 luglio 2015

Si allontana la copertura delle Nazioni Unite per una azione militare europea in Libia. I piani di EUNAVFOR MED falliti in partenza.


Una distanza abissale separa ormai le chiacchiere dei responsabili delle politiche europee, come i componenti del Consiglio Europeo ed i commissari all'immigrazione Avramopoulos e alle relazioni esterne Mogherini, da quanto sta succedendo in LIbia e nel resto del mondo. Una distanza abissale anche rispetto a quanto sta succedendo ancora in queste ore a Lampedusa, con lo sbarco di centinaia di migranti.

http://in.reuters.com/video/2015/07/21/migrant-crisis-flusters-eu-ministers?rpc=401&videoId=365023321&feedType=VideoRSS&feedName=Business&rpc=401&videoChannel=104

Comunicato stampa

Per il Centro Astalli deludente l’esito del Consiglio Europeo
 
Al termine del Consiglio Europeo riunitosi ieri pomeriggio, il Centro Astalli ribadisce la propria delusione e preoccupazione che si profila rispetto alle decisioni adottate e, soprattutto, rispetto alla prospettiva europea sul tema della protezione internazionale dei migranti, particolarmente urgente in un momento di eccezionale emergenza umanitaria come questo.

In particolare pongono particolari criticità i seguenti punti:

- Il regolamento di Dublino, uno strumento che già da tempo ha rivelato la sua inadeguatezza e inefficacia, continua a essere riproposto rigidamente come unico approccio possibile al tema dell’accoglienza dei rifugiati.

- L’insistenza sulle procedure di identificazione, anche coatte, che Italia e Grecia sarebbero tenute a assicurare come condizione per la messa in atto delle misure di redistribuzione previste rivela che non c’è alcuna volontà di lavorare per un nuovo approccio di condivisione effettiva delle responsabilità.

- Il cosiddetto meccanismo di “hot spot” che consiste nell’identificazione dei migranti mediante una presenza più forte, in Italia e Grecia, di funzionari di EASO, Frontex ed Europol è fonte di grandi perplessità. Difficile immaginarne il funzionamento nel caso in cui le persone si rifiutino sistematicamente di farsi foto segnalare, a meno che non si intenda fare ricorso in maniera quasi sistematica al trattenimento.

- Considerando peraltro i numeri irrisori del piano di “solidarietà” (appena 24.000 trasferimenti dall’Italia in 24 mesi), è facile prevedere, alla luce del trend degli arrivi del 2015, che se tale provvedimento fosse applicato l’Italia si troverebbe a dover far fronte aun numero di domande più che raddoppiato rispetto alla situazione attuale.

- Un altro strumento su cui il Consiglio Europeo punta per la gestione del fenomeno è una lista dei Paesi “sicuri” da cui i migranti non hanno motivo di scappare e in cui possono quindi essere rimandati. Più volte l’UNHCR ha espresso riserve e preoccupazione sull’uso di tale definizione nelle Direttive Europee: designare un paese come “paese terzo sicuro” può comportare infatti che una richiesta di protezione internazionale non venga esaminata nel merito e sia dichiarata inammissibile, o sia esaminata mediante una procedura accelerata con garanzie procedurali ridotte. La compatibilità di questa misura con lo spirito della Convenzione di Ginevra è stata più volte messa in discussione.

P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli, commenta così gli esiti del summit di ieri: “Riconosciamo che l’Unione Europea ha compiuto un primo passo per una gestione unitaria e programmata del fenomeno migratorio. Tuttavia ci pare si continui a ragionare su politiche di chiusura dei confini che non consentono un cambio di prospettiva rispetto alle grandi crisi umanitarie che interessano il mondo. Ancora una volta rileviamo che per l'Unione Europea la sicurezza e il controllo delle proprie frontiere sono prioritari rispetto all'accoglienza e alla protezione di chi scappa da guerre e persecuzioni".

La tanto agognata ( dalla Mogherini ) autorizzazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per un intervento militare in Libia ( fase due e tre dell'operazione Eunavfor Med) probabilmente non arriverà mai.

Lo confermano fonti diverse, dopo il chiaro no, secco, immediato di Ban Ki moon alle richieste di Renzi.

Adesso l'Italia sarà sola e appare sempre più impreparata ad affrontare quella che viene spacciata come emergenza, ma che è emergenza soltanto per la serie di errori che stanno accumulando i nostri governanti.Gliarrivi sono di poco aumentati rispetto allo scorso anno, ma il sistema di accoglienza è al collasso, tra scandali, inefficienze e blocchi stradali di chi accoglie i migranti con il saluto romano.Troppo facile scaricare qualche prefetto, senza assumersi la responsabilità di una situazione che deriva dalle scelte del governo nazionale. Scelte che sul piano internazionale sono stae un fallimento dopo l'altro.

http://www.timesofmalta.com/articles/view/20150721/local/moves-for-un-resolution-for-eu-action-against-libya-people-smugglers.577554

In queste ore a Lampedusa stanno sbarcando altri quattrocento migranti, soccorsi da mezzi della Guardia Costiera italiana. Benvenuti. Oggi partire dalla Libia diventa sempre più difficile e rischioso.

Da domani anche per loro comincerà il calvario dell'accoglienza in Italia, molti saranno costretti alla fuga per raggiungere altri paesi europei e lì saranno perseguiti ed arrestati per essere riportati in Italia. Un calvario che si svolge tra aggerssioni di popolazioni ormiai apertamente xenofobe e inadeguatezza dell'intervento di prima e seconda accoglienza a terra. Funziona solo la Guardia costiera italiana. che da sola affronta tutte le chiamate di soccorso che arrivano, con l'aiuto dei mezzi privati di MOAS, MSF e SEA WATCH.

A terra a Lampedusa una pattuglia di operatori umanitari, finalmente in sinergia con le autorità. Un esempio che andrebbe seguito ovunque senza sterili contrapposizioni.

"L'isola sconosciuta è un luogo mobile che appare e scompare sulle carte della fantasia ma sta ben saldo nel cuore di ognuno di noi"
                                                                                    J. Saramago

Questa sera su quell'isola siamo in tanti, quelli che sono arrivati e devono proseguire, e noi che cerchiamo la strada dell'eterno ritorno, e non abbiamo porti da rimpiangere.


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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