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sabato 22 agosto 2015

Diritto di polizia. Convalidate le misure di respingimento e trattenimento dei 116 presunti marocchini rinchiusi nel CIE di Milo a Trapani. In assenza degli interessati. Violati i diritti di difesa ed il principio del contraddittorio. E nel CPSA di Pozzallo va anche peggio. Trattenimenti senza convalida e per "motivi di ordine pubblico" si rinvia la visita delle associazioni indipendenti.


Diritto di polizia. Convalidate le misure di respingimento e trattenimento dei 116 presunti marocchini rinchiusi nel CIE di Milo a Trapani. In assenza degli interessati. Violati i diritti di difesa ed il principio del contraddittorio per "motivi di ordine pubblico", anche se i verbali delle udienze di convalida non riportano alcuna motivazione. Nessuna possibilità di chiedere accesso alla procedura di protezione internazionale. Rischio di respingimenti collettivi.

http://www.altalex.com/documents/news/2004/11/04/bossi-fini-illegittima-l-espulsione-dello-straniero-prima-del-giudizio-di-convalida 

https://codadirittoasilo.files.wordpress.com/2015/07/corte-di-cassazione-cie-presenza-trattenuto-udienza-convalida.pdf 

http://www.meltingpot.org/Il-Giudice-di-Pace-di-Torino-non-convalida-il-trattenimento.html#.VdhjL_Hotsc 

 "La Corte di Cassazione (I^ sez. civile, sent. n. 4544 del 24 febbraio 2010, pres. Adamo, rel. Macioce) si è pronunciata per la prima volta sul procedimento giurisdizionale di decisione sulla richiesta di proroga del trattenimento presso un Centro di Permanenza Temporanea dello straniero già sottoposto a tale misura per il primo segmento temporale previsto dalla legge e ha stabilito che le garanzie del contraddittorio, consistenti nella partecipazione necessaria del difensore e nell’audizione dell’interessato, previste esplicitamente dall’art. 14, quarto comma del d.lgs n. 286 del 1998 per il primo trattenimento, devono essere assicurate anche per la decisione sulla richiesta di proroga, attraverso una lettura costituzionalmente orientata del successivo comma quinto che pur non reiterandole espressamente, le contiene implicitamente, poiché l’opposta interpretazione violerebbe gli artt. 3 e 24 della Costituzione. La Corte ha, altresì precisato che l’interpretazione si applica sia al trattenimento pre-espulsivo (ovvero finalizzato all’attuazione del provvedimento di espulsione) sia al trattenimento dello straniero per il tempo necessario alla definizione del procedimento relativa alla richiesta di misure di protezione internazionale". ( Commento di Paolo Bonetti)

http://www.meltingpot.org/Sentenza-della-Corte-di-cassazione-Sez-Civile-n-4544-del-24.html#.Vdhjf_Hotsc 

 Già la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 222 del 2004, nel dichiarare l'illegittimità costituzionale del Decreto Legislativo n. 286/1998, art. 13, comma 5 bis, introdotto dal D.L. 4 aprile 2002, n. 51, art. 2 convertito, con modificazioni, nella L. 7 giugno 2002, n. 106, nella parte in cui non prevede che il giudizio di convalida debba svolgersi in contraddittorio prima dell'esecuzione del provvedimento di accompagnamento alla frontiera, con le garanzie della difesa, ha osservato che nel quadro normativo innanzi menzionato, la tutela giurisdizionale non si arresta all'impugnativa del decreto di espulsione, ma si estende anche al provvedimento del questore di trattenimento in un centro di permanenza temporanea. Tale provvedimento deve essere trasmesso al giudice senza ritardo e comunque entro le quarantotto ore ed è assoggettato alla convalida nei modi di cui all'art. 737 c.p.c. e segg. sentito l'interessato, con cessazione di ogni effetto qualora non sia convalidato nelle quarantotto ore successive" (art. 14, comma 4). La convalida dell'autorità giudiziaria riguarda anche l'eventuale provvedimento di proroga del trattenimento, con possibilità di ricorso in Cassazione (art. 14, comma 6)".

http://www.altalex.com/documents/news/2012/04/18/extracomunitari-irregolari-garanzie-sul-trattenimento-nei-centri-d-espulsione 

Erano già illegittimi i provvedimenti di respingimento adottati dalla Questura di Catania nei confronti di 116 "marocchini" subito dopo lo sbarco dalla Questura di Catania. Non si rinvenivano infatti motivazioni individuali ed appariva evidente come prima dell'adozione di questi provvedimenti non si fosse fornita agli interessati alcuna informazione sulla possibilità di chiedere asilo o una qualche effettiva possibilità di accesso a tale procedura.

http://www.siciliainformazioni.com/188693/catania-e-pozzallo-sbarcano-altri-mille-migranti 

 Sembra opportuno ricordare che la polizia non ha il potere discrezionale di escludere la possibilità di accesso individuale alle procedure di protezione internazionale e che i respingimenti immediati adottati senza avere fornito informativa legale, anche sulla possibilità di chiedere asilo, sono stati dichiarati nulli con una importante sentenza della Corte di Cassazione di quest'anno. Molti immigrati marocchini già trattenuti nel CIE di Caltanissetta, dopo avere ricevuto un provvedimento di respingimento da parte del Questore di Agrigento sono stati rimessi in libertà, a seguito della mancata convalida del giudice di pace che ha seguito l'orientamento della Corte di Cassazione.

" Il Giudice di pace, perciò, avrebbe dovuto darsi carico di verificare la fondatezza della censura (cui si fa cenno nel sintetico verbale dell'udienza di convalida) d'illegittimità del decreto di respingimento per non essere stato il ricorrente informato sulla possibilità di presentare una domanda di protezione internazionale, e avrebbe dovuto verificarne, per quanto possibile, la fondatezza e comunque statuire su di essa".

 Corte di cassazione - Sezione VI civile 
Ordinanza 25 marzo 2015, n. 5926


http://www.eius.it/giurisprudenza/2015/054.asp

A Trapani invece è andata molto diversamente. Il trasferimento dei presunti "marocchini" da Catania nel CIE di Trapani Milo, mercoledì scorso, aveva creato una situazione di grande confusione, mentre le autorità annunciavano che i "marocchini" sarebbero stati rimpatriati al più presto. Non si comprendeva bene sulla base di quali documenti. Il CIE di Trapani Milo, che dal 3 agosto avrebbe dovuto essere trasformato in Hot Spot chiuso, luogo di prima identificazione e selezione dei migranti dopo lo sbarco, veniva riconsegnato alla sua funzione originaria di luogo di trattenimento amministrativo finalizzato all'esecuzione delle misure di allontanamento forzato.

Ieri venerdì 21 ed oggi sabato 22 agosto all'interno del CIE di Milo si sono svolte le udienze di convalida che devono svolgersi entro 96 ore dall'inizio del trattenimento amministrativo, in base all'art. 13 della Costituzione italiana, che non può essere derogato da leggi che prevedano tempi più lunghi o da prassi amministrative che giocano sui tempi delle notifiche dei provvedimenti per prolungare i termini a discrezione delle autorità di polizia.

http://www.asgi.it/wp-content/uploads/public/1_013_espulsioni_acierno_itgiurisprudenza.pdf 

Per quanto comunicato da alcuni avvocati  sembra che la totalità dei decreti di trattenimento sia stata convalidata dal giudice di pace, malgrado le eccezioni sollevate dalla difesa. Una difesa che non ha potuto garantire il rispetto del principio del contraddittorio perchè molti migranti non hanno neppure partecipato all'udienza, nè hanno avuto conseguentemente diritto ad esprimere la loro voce ( e la loro possibile richiesta di asilo) alla presenza di un interprete di fronte al giudice. In sole due udienze sarebbero state effettuate oltre 116 convalide senza ascoltare gli interessati. Una sorta di rullo compressore. Visti i tempi  ele modalità delle udienze, si può ritenere che tutte le motivazioni siano state identiche e si siano ridotte ad un formulario prestampato ed al riempimento di un quadratino con una crocetta.

http://www.penalecontemporaneo.it/upload/1368647730PERUGIA%202013a.pdf

Si tratta di violazioni gravi delle regole procedurali, che in passato si sono regstrate a Trapani ed in altri CIE, sulla base della mera attestazione da parte delle forze di polizia che l'accompagnamento davanti al giudice sarebbe stato impedito da "ragioni di ordine pubblico". Questa volta hanno messo a verbale che nessuno degli interessati si sarebbe voluto presentare, rimanendo all'interno del padiglione nel quale venivano trattenuti. Sembra che, forse per le stesse ragioni, gli avvocati non abbiano neppure potuto incontrare i loro assistiti. Lunedì prossimo gli avvocati ritorneranno nel CIE di Milo per riuscire finalmente a parlare con i loro assistiti, sempre che il ministero dell'interno, magari con il supporto di Frontex, non riesca ad ottenere prima i riconoscimenti da parte del consolato del Marocco, ed a eseguire i voli di rimpatrio. In questo caso potrebbe configurarsi un caso di respingimento ( espulsione) collettivo. In violazione dell'art. 19 della Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea e dell'art. 4 del Quarto protocollo allegato alla CEDU. Appare anche evidente la violazione delle norme che garantiscono " a tutti", nessuno escluso,  i diritti di difesa, dall'art. 24 della Costituzione italiana fino all'art. 13 della Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/08/detenzione-amministrativa-arbitraria-e.html

Infatti si potrebbero verificare respingimenti collettivi se le autorità marocchine, ammesso che tutti i migranti siano effettivamente "marocchini" fornissero documenti di viaggio a ciascuno dei destinatari delle misure di alontanamento forzato. Contro la convalida del trattenimento sono certo ammessi altri ricorsi ma in sedi lontane e in tempi che potrebbero essere troppo lunghi se l'Italia intende dimostrare il suo "pugno di ferro" nei confronti di quei migranti che prima ancora di sbarcare a terra sono definiti "migranti economici". Su questo tema sono fortissime le pressioni europee e proprio su questo tema lunedì prossimo è programmato un vertice franco-tedesco nel quale Hollande e la Merkel vogliono stabilire ulteriori obblighi per i paesi di primo ingresso, come la Grecia e l'Italia, nell'identificazione attraverso il prelievo delle impronte digitali, nella selezione dei migranti economici, e nel loro successivo rimpatrio. Il CIE di Trapani è la prima struttura che si sarebbe dovuto trasformare in HOT SPOT.

http://www.telesud3.com/attualita/il-cie-diventa-un-hot-spot-24luglio 

 

A Trapani dallo scorso gennaio una circolare della Questura, in deroga al Regolamento ed alle circolari del Ministero dell'interno, limita fortemente l'effettivo esercizio del diritto di difesa da parte dei migranti trattenuti nel Centro di identificazione ed espulsione di Milo. Gli avvocati possono fare ingresso nel centro solo dalle 9 alle 13 di mattina, proprio quando si svolgono le udienze in Tribunale, che dista oltre sei chilometri, e se si comportano in modo non ritenuto confacente ai loro doveri deontologici, secondo quanto ritenuto dalla Questura, possono essere oggetto di denunce al Consiglio dell'ordine. 

Se possono entrare nel CIE gli avvocati già muniti di procura al momento dell'ingresso, come possono fare ad entrare in contatto con i loro assistiti gli avvocati di fiducia o nominati dai migranti trattenuti dopo l'ingresso a Milo ? Come potrebbero preparare una difesa efficace se neppure vengono messi in condizione di parlare con i loro assistiti?              

Visti i tempi brevissimi delle procedure di convalida ed il rischio sempre immanente di un respingimento o di una espulsione il Regolamento, questo Regolamento locale adottato a Trapani sembra fatto a posta per favorire avvocati che siano già informati dell'arrivo dei migranti prima del loro ingresso a Milo, o i cui nominativi siano forniti agli stessi migranti da qualcuno che lavora all'interno della struttura. E su questo davvero dovrebbe indagare il Consiglio dell'Ordine di Trapani e la Commissione di inchiesta sui centri nominata dalla Camera. Prima che il CIE sia chiuso e venga fatto scomparire tutto. Perchè il CIE di Milo, in un modo ( hot spot) o nell'altro ( a seguito di ispezioni) presto verrà chiuso. Come è successo in precedenza per il CIE Serraino Vulpitta, sempre a Trapani

La situazione non è migliore a Pozzallo, anche se in questo caso si tratta di un CPSA, di un centro di primo soccorso ed accoglienza, la cui natura è sempre più dubbia, dopo la notizia che il centro di Pozzallo, come il Cie di Milo, sarebbero stati trasformati in Hot Spot. Nel centro di Pozzallo è stata pure attivata una postazione permanente di Frontex, l'Agenzia europea di controllo delle frontiere esterne, che ha diluito i suoi interventi di soccorso al largo delle coste libiche, ma che sta riempendo di suoi agenti e consulenti tutti i luoghi di sbarco e di transito dei migranti in Sicilia.

http://www.tp24.it/2015/07/24/cronaca/migranti-scontro-in-sicilia-tra-prefetti-e-alfano-nuovo-naufragio-nel-mediterraneo/93289 

http://www.newsicilia.it/cronaca/kyenge-pozzallo-non-pronto-per-hot-spot-per-i-migranti/85210 

http://www.videomediterraneo.it/notizie/attualita/18733-pozzallo-hot-spot-migranti-kyenge-qnon-previsto-a-pozzalloq.html 

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c3159189-b105-4a6f-86c2-b47c95baee85.html

http://www.corriere.it/cronache/15_maggio_13/migranti-quote-italia-e5cc8916-f93c-11e4-997b-246d7229677f.shtml

A Pozzallo decine di persone ricevono le visite delle autorità consolari del proprio paese prima che abbiano avuto modo di essere informati sul loro status legale, sulla possibilità di chiedere asilo e sui diritti che comunque spettano loro anche nelle procedure di allontanamento forzato quando è comunque possibile fare valere una causa di inespellibilità, come quelle indicate nell'art. 19 del vigente Testo Unico sull'immigrazione. I questo caso neppure l'ombra di avvocati e di procedure di convalide, anche se la limitazione prolungata della libertà personale è totale. Ma il centro di Pozzallo viene definito ancora come centro di accoglienza.

http://www.giornaleibleo.it/pozzallo-arriva-lex-ministro-kyenge-per-visitare-il-centro-di-accoglienza/ 

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/487863/Migranti-nel-futuro-hotspot-di-Pozzallo-Qui-si-naviga-a-vista 

Si tratta di violazioni gravi, per quanto riguarda le decisioni dell'autorità giurisdizionale si tratterà di proporre tutti i ricorsi ai livelli più elevati, fino alla Corte di Cassazione ed ai Tribunali internazionali, per quanto riguarda le prassi applicate dalle autorità amministrative sollecitiamo la Commissione di inchiesta sui centri per stranieri, nominata dalla Camera e presieduta dall'On. Migliore e la Commissione Diritti umani del Senato, presieduta dal Senatore Luigi Manconi, a chiedere copia della documentazione fin qui prodotta nelle procedure di respingimento e trattenimento amministrativo dei cittadini di presunta nazionalità marocchina, o di altri paesi con i quali sono stabiliti accordi di riammissione, e di avere anche notizia dello stato di attuazione di tali accordi con riferimento alle persone soccorse a mare dopo essere fuggite dalla Libia e sbarcate nei porti siciliani nei giorni scorsi e poi trasferite nel CPSA di Pozzallo e nel Cie di Milo.

In questa situazione le stesse motivazioni di "ordine pubblico", che impediscono ai migranti trattenuti nei centri di esercitare i diritti di difesa previsti dala legge, sono addotte per escludere il diritto di visita delle associazioni indipendenti.

 Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della Campagna LasciateCientrare

21 luglio 2015

 Negato oggi al Cpsa di Pozzallo l'accesso della campagna LasiateCientrare: qualcosa da nascondere?

  La campagna LasciateCIEntrare continua le visite nei CIE e nei CARA e CPSA, grazie alle autorizzazioni concesse dal Ministero degli Interni, ma spesso rinviate per motivi di “ordine pubblico” dalle Prefetture locali. E’ quanto accaduto oggi 21 agosto in Sicilia, nel centro di Pozzallo, uno di quei centri trasformati in fretta e furia in HOT SPOT, così come chiesto dall’Unione Europea. La Campagna LasciateCIEntrare avrebbe dovuto accedere al CPSA di Pozzallo in data 21 Agosto, accesso autorizzato dal Ministero. In seguito a contatti telefonici per coordinare l’orario della visita, ci viene comunicato che la stessa deve essere rimandata per questioni di Ordine Pubblico. Ci viene quindi notificato per iscritto in data 20 agosto che ” la Questura di Ragusa informa che domani 21 agosto c.a., inizieranno le operazioni di identificazione dei migranti presenti presso il predetto CPSA, cui parteciperanno le Autorità Consolari di riferimento. …. per tali sopraggiunte esigenze, al momento non si ravvisano le condizioni necessarie e compatibili con tale attività di identificazione, nonché per la sicurezza dei Signori Delegati. Tale accesso, previe intese con questo Ufficio, potrà avvenire ad operazioni di identificazione completati che, si presume, si protrarranno per vari giorni.” Questo mancato accesso, divieto di fatto di monitoraggio da parte delle associazioni della società civile preoccupa moltissimo i referenti della campagna. Considerando che l’art. 21, co. 4, del Regolamento di attuazione del D.Lgs. 286/98 (D.P.R. 394/99, come modificato dal D.P.R. 334/04), prevede che "il trattenimento dello straniero può avvenire unicamente presso i centri di permanenza temporanea (oggi C.I.E. - Centri di Identificazione ed Espulsione - ) individuati ai sensi dell’art. 14, comma 1, del Testo Unico sull’Immigrazione, o presso i luoghi di cura in cui lo stesso è ricoverato per urgenti necessità di soccorso sanitario. Tali disposizioni di fonte regolamentare, dunque, in ossequio alla legge - stante la riserva assoluta di giurisdizione prevista dall’art. 13 della Costituzione - prevedono che la privazione della libertà personale dello straniero possa avvenire unicamente presso i CIE, mentre al di fuori di tali centri (e dunque anche nei CPSA e nei CPA) possono svolgersi unicamente attività di accoglienza, assistenza e igienico-sanitarie. Il Centro di Pozzallo è ancora un CPSA, dunque è illegittimo effettuare trattenimenti in queste strutture. Ci risulta che i migranti siano in regime di trattenimento nel Centro da Domenica 16 Agosto. Il trattenimento è giustificato dall’attesa delle autorità consolari ? Oppure per quale altra ragione ? Se le procedure di identificazione sono regolari, perché impedire alla delegazione autorizzata di entrare? Perché la questura di Ragusa teme per l’incolumità dei delegati, quando le procedure di identificazione dovrebbero sempre essere effettuate nel pieno rispetto della dignità delle persone e dei loro diritti, anche in base ad accordi internazionali ? Se fosse confermata la notizia che diverse decine di migranti, di nazionalità marocchina, sono trattenuti all'interno del centro da oltre cinque giorni, in assenza di provvedimenti formali, saremmo davanti all'ennesimo uso improprio di una struttura di prima accoglienza e soccorso ( CPSA) in luogo di detenzione, per la totale limitazione della libertà personale. Ricordiamo che in base all'art. 13 della Costituzione italiana la limitazione della libertà personale da parte delle forze di polizia, in assenza di un provvedimento giurisdizionale, è ammessa solo in casi eccezionali e che comunque lo steso trattenimento va comunicato al giudice entro 48 ore, e quindi convalidato dallo stesso giudice entro le successive 48 ore. LasciateCIEntrare chiede quindi che venga garantito il diritto di visita in strutture che non sono destinate a svolgere la funzione di centri di trattenimento amministrativo, e che sia comunque fornita a tutti i migranti che arrivano in frontiera l'informazione sui propri diritti e la possibilità di accedere alla procedura per il riconoscimento della protezione internazionale.

Queste scelte delle autorità di polizia italiane sembrano collocarsi all'interno dei dieci punti decisi lo scorso maggio nel Piano europeo sull'immigrazione, dai ministri dell'interno e degli esteri europei, senza che si sia modificata la normativa interna. Queste stesse scelte comportano  abusi veri e propri con l'adozione ci provvedimenti in contrasto con le Carte dei diritti fondamentali e con la normativa interna vigente.

 Consiglio dei Ministri degli Esteri e degli Interni:piano d'azione in dieci punti sulla
migrazione

In una riunione congiunta dei ministri degli Esteri e degli Interni, presieduta dall'Alto
rappresentante / Vicepresidente Federica Mogherini e tenutasi in Lussemburgo, il Commissario per le Migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza Avramopoulos ha presentato un piano in 10 punti con le azioni immediate da adottare in risposta alla situazione di crisi nel Mediterraneo. Il piano ha ricevuto il pieno sostegno dei ministri degli Esteri e degli Interni.
2015/04/21
L'Alto Rappresentante / Vicepresidente Federica Mogherini e il Commissario Dimitris Avramopoulos hanno  dichiarato congiuntamente: "Dobbiamo dimostrare lo stesso senso di urgenza collettiva europea che abbiamo sempre mostrato nel reagire in tempi di crisi. La situazione disastrosa nel Mediterraneo non è una realtà nuova o passeggera. Per questo motivo la Commissione presenterà a maggio un'agenda europea sulle migrazioni di ampia portata per affrontare i problemi strutturali. Le 10 azioni che abbiamo concordato oggi sono misure dirette e sostanziali che metteremo in atto per fare una differenza immediata. Tutte queste azioni richiedono il nostro sforzo comune, delle istituzioni europee e dei 28 Stati membri. Trasmetteremo tali proposte al Consiglio europeo che si riunirà giovedì in una riunione
straordinaria per affrontare la situazione nel Mediterraneo. Questa è l'Europa che si assume le proprie responsabilità: tutti noi che lavoriamo insieme".
Dieci punti
- Rafforzamento delle operazioni congiunte nel Mediterraneo, vale a dire Triton e Poseidon, aumentando le risorse finanziarie e il numero dei mezzi. Estenderemo anche la loro area operativa, riuscendo così a intervenire in modo più ampio, nell'ambito del mandato di Frontex;
- Uno sforzo sistematico per catturare e distruggere i barconi utilizzati dai trafficanti. I risultati positivi ottenuti con l'operazione Atalanta dovrebbero ispirare operazioni simili contro i trafficanti nel Mediterraneo;
- EUROPOL, FRONTEX, EASO e EUROJUST si incontreranno regolarmente e lavoreranno a stretto contatto per raccogliere informazioni sul modus operandi dei trafficanti, per tracciare i loro fondi e per aiutare nelle indagini;
- EASO invierà team in Italia e in Grecia per trattare in modo congiunto le domande di asilo;
- Gli Stati membri garantiranno la raccolta delle impronte digitali di tutti i migranti;

-Verranno valutate le opzioni per un meccanismo di trasferimento di emergenza;
-Un ampio progetto pilota europeo di reinsediamento su base volontaria, che offra posti alle persone bisognose di protezione;
- Un nuovo programma per un rapido rimpatrio dei migranti irregolari dagli Stati membri in prima linea, coordinato da Frontex;
- L'impegno con i Paesi che circondano la Libia attraverso uno sforzo congiunto tra la Commissione e il SEAE; le iniziative in Niger devono essere intensificate.
- Invio di funzionari di collegamento sull'immigrazione in paesi terzi chiave, per raccogliere informazioni sui flussi migratori e rafforzare il ruolo delle delegazioni dell'UE.



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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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