Powered by Blogger.

Archivio blog

Search

mercoledì 26 agosto 2015

Due distinti "incidenti" davanti alle coste libiche. Decine di morti e dispersi. Interviene una motovedetta libica e si riprende i migranti. Occorre aprire un corridoio umanitario navale ed aumentare il numero dei mezzi impegnati in attività SAR ( ricerca e salvataggio). La rotta libica è la più pericolosa del mondo.


Due distinti "incidenti" davanti alle coste libiche. Decine di morti e dispersi. Interviene una motovedetta libica e si riprende i migranti. Poche notizie sui mezzi di informazione italiani relativamente al barcone "soccorso" dalla guardia costiera libica, i cui sopravvissuti sono stati riportati indietro e si troveranno in questo momento in qualche struttura detentiva libica, ancora esposti a violenze di ogni genere.

 "Earlier in the day 17 individuals drowned after their boat capsised some five miles north of the Libyan coastal town of Zuwara on Wednesday. A spokesman for the Zuwara coastguard which spotted and saved 20 people, men and women and recovered three bodies. 
But the survivors, mostly from Nigeria and Ghana, said they were travelling in a group of about 40 when they boat overturned in bad weather some four hours after the boat left. 
The coastguard started the rescue at 4am and continue with the search into the afternoon but nobody else was spotted".

http://www.maltatoday.com.mt/news/world/56509/two_separate_incidents_off_libyan_coast_leave_47_dead#.Vd3zsvHotsd

 Quasi tutti i giornali italiani riferiscono solo di un caso. Decine di morti soffocati su un barcone soccorso da una nave di Frontex. Poi aggiungono "tre morti in un altro gommone", ma i numeri non tornano. E nessuno scrive dell'intervento della Guardia costiera libica.

http://www.aljazeera.com/news/2015/08/scores-dead-refugees-boat-libya-coast-150826143403778.html 

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2015/08/26/-immigrazione-circa-50-cadaveri-in-stiva-barcone_5e314a17-c5d7-4985-a0ea-0904e8771f89.html

http://gds.it/2015/08/26/nuovo-orrore-nel-canale-di-sicilia-50-cadaveri-nella-stiva-di-un-barcone_400831/

http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/cronaca/2015/08/26/immigrazione-50-morti-in-stiva-salvati-piu-di-duemila_2d913877-4268-412c-a33a-fadec4ae08f4.html 

Numerosi oggi gli interventi di salvataggio, oltre 2000 persone soccorse, ma non sono bastati ad evitare tante vittime.

 "A spokeswoman for the Italian coast guard said the Swedish ship Poseidon, working with the European Union's border control agency Frontex, had gone on Wednesday to help a boat in difficulty and had found the bodies.
It was not immediately clear how the migrants died.
More than 100,000 migrants have reached Italy so far this year, but at least 2,300 are believed to have died while trying to make the crossing.
Emergency services received 10 calls for help from various boats in difficulty on Wednesday, all in an area around 30 miles (50 km) from the Libya coast, the spokeswoman said.
An Italian coast guard vessel saved 113 people from a partially-deflated rubber boat, but one passenger, who was already fighting for their life, died soon after.
The Poseidon had earlier saved 130 people from another rubber boat and a merchant ship picked up 225 people in a separate operation.
An Irish coast guard ship is in the process of rescuing up to 500 people from another boat, the spokeswoman said."

http://www.reviewjournal.com/news/nation-and-world/bodies-50-migrants-found-during-rescue-operation-coast-libya 

http://sputniknews.com/europe/20150826/1026229223.html 

Occorre aprire un corridoio umanitario navale ed aumentare il numero dei mezzi impegnati in attività SAR ( ricerca e salvataggio). La rotta libica è la più pericolosa del mondo.

http://www.lettera43.it/cronaca/migranti-la-rotta-della-morte-e-quella-italiana_43675182124.htm 

http://it.ibtimes.com/migranti-oltre-2-mila-morti-da-inizio-2015-il-canale-di-sicilia-e-la-rotta-piu-pericolosa-1411922 

http://www.si24.it/2015/08/04/migranti-oltre-duemila-morti-questanno-la-rotta-del-mediterraneo-e-la-piu-pericolosa/103719/ 

Altri muoiono durante i salvataggi e dopo gli sbarchi per le torture e gli abusi subiti in Libia. gli uomini testimoniano che quasi tutte le donne che arrivano sono state sottoposte a ripetute violenze sessuali, ma i centri di accoglienza nei quali vengono inviate sono privi di quelle professionalità necessarie per curare ed assistere le vittime di tortura e di abusi. Tra questi anche molti minori non accompagnati, come il ragazzino somalo deceduto per un arresto cardio-circolatorio dopo essere stato soccorso da una nave umanitaria.

http://blogs.rue89.nouvelobs.com/les-mots-demons/2015/08/26/refugies-migrants-ou-clandestins-les-mots-comptent-234877

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Migranti-arrivata-ad-Augusta-nave-con-320-persone-a-bordo-il-corpo-di-un-14enne-morto-6a5c340b-50b8-431d-a15c-deb53b36a387.html 

Li stanno facendo morire. Non sono solo gli scafisti "cattivi" i responsabili di queste morti. Queste vittime sono state pianificate come un "danno collaterale" da chi ha deciso di ridurre al minimo la presenza delle navi europee tra la Sicilia e la Libia, ritenendo che la loro presenza fosse un fattore di attrazione, che incentivasse le partenze, che facesse un favore ai trafficanti. Come si ritiene che fanno un favore ai trafficanti coloro che rispondono alle chiamate di soccorso. Si vorebbe che ne arrivassero di meno di migranti, in Italia ed in Europa, anche a costo di qualche migliaio di morti in più. Alle chiamate di soccorso non si deve rispondere. Si chiama dissuasione delle partenze. Oggi i sostenitori di queste diverse forme di dissuasione hanno avuto altre vittime. Ma non dissuaderanno nessuno. Chi fugge dall'orrore della guerra e dalle torture quotidiane che vengono inflitte in Libia, non si può permettere di tornare indietro, per chi attraversa la Libia non può valere la distinzione tra (potenziali) richiedenti asilo e migranti economici. I cittadini solidali non arretrano di un millimetro e continueranno a difendere e ad assistere i migranti che chiamano soccorso ovunque si trovino. 

http://www.aljazeera.com/blogs/europe/2015/08/week-board-refugee-rescue-boat-150825124324352.html

La sicurezza delle persone è più importante della sicurezza delle merci. Se le formiture di petrolio dalla Libia continuano ad essere assicurati anche all'Italia da petroliere che partono dai porti libici, evidentemente sotto il controllo di contractor privati, se non di miliziani che controllano le diverse città, allora non si comprende perchè navi traghetto di diversi paesi europei, se occorre con una copertura militare, dopo avere caricato persone in fuga, non potrebbero partire direttamente dai porti libici. Nel 2011 era pure successo, oggi non si può ripetere. Evidentemente sul petrolio si negozia più che sulle persone, le navi da guerra, anche italiane, della missione Mare Sicuro garantiscono i terminal petroliferi, ed il commercio di idrocarburi continua. Non si vede perchè le vite delle persone debbano valere meno dei barili di petrolio.

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2015/08/25/onu-muri-e-gas-non-fermeranno-profughi_4708c10d-785d-48d6-828a-86d235811aa0.html 

A questo punto occorre pensare seriamente a rafforzare le reti di solidarietà attraverso il Mediterraneo ed a raccogliere fondi per altre iniziative di navi umanitarie civili, oltre a quelle già avviate da MSF, da MOAS e da SEA WATCH,  che vadano a fare i salvataggi dove le navi europee non arrivano più, dove arrivavano nei mesi di maggio e giugno, quando si era registrato un significativo calo del numero delle vittime.

https://twitter.com/MSF_ITALIA/status/636500563010711552?s=04 

http://www.internazionale.it/foto/2015/08/25/migranti-zizola-foto 

http://www.migreurop.org/article2618.html?lang=fr 

https://tutmonda.wordpress.com/2015/07/13/interruzioni-di-confine-la-visibilita-dellumanitario-tra-triton-e-mare-nostrum/ 

Quanto a scafisti e trafficanti, piuttosto che concentrare l'attenzione dell'opinione pubblica sui soliti scafisti che si trovano ad ogni sbarco, anche a costo di raccogliere testimonianze approssimative e spesso contraddittorie, sarebbe tempo di andare a colpire nei paesi di transito gli organizzatori dei viaggi, i loro intermediari, presenti anche su internet, che vendono i servizi di passaggio come se fossero agenzie turistiche, nella più totale impunità. Come operano nella più totale impunità quelle reti di trafficanti stabilmente insediate in Italia che movimentano donne e minori dopo lo sbarco, riducendoli spesso alla condizione di vittime di tratta, anche quando sono arrivati alla fine di un viaggio che hanno voluto e che è stato anche condiviso dalle famiglie.

https://tutmonda.wordpress.com/2015/08/17/dallo-sbarco-in-banchina-al-mercato-del-sesso-se-politiche-e-prassi-istituzionali-favoriscono-la-tratta-invece-di-combatterla-di-fulvio-vassallo-paleologo/

Gli strumenti di protezione, come l'art. 18 del T.U.  sull'immigrazione andrebbero adottati per proteggere queste vittime del traffico e della tratta,da individuare allo sbarco, per sottrarle da subito allo sfruttamento  in modo da ottenere in un secondo tempo una eventuale collaborazione alle indagini. Le indagini dovrebbero avere carattere ambientale e raccogliere elementi probatori che non scarichino sulle vittime il peso della prova contro i responsabili dei reati.  Occorrono poi percorsi particolari di protezione in centri specializzati e protetti per i minori non accompagnati che dopo le violenze e gli abusi subiti in Libia, sono sempre più esposti a subirne altri in Italia. Se non si può fare più nulla per quelli che sono morti prima di arrivare in Italia, almeno si potrebbe fare qualcosa di più per quelli che arrivano vivi.

0 commenti:

Posta un commento

Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro