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domenica 23 agosto 2015

I vertici di FRONTEX e di EUNAVFOR MED rilanciano i piani di attacco contro l'immigrazione "illegale", mentre sono i mezzi privati e le navi della Guardia Costiera a salvare la maggior parte dei naufraghi. Nuove testimonianze sugli attacchi ai migranti nel mare Egeo. Ma ne muoiono tanti anche sulle rotte del Sahara.


Con l'intensificarsi dei salvataggi in mare, nel giorno più lungo dell'immigrazione in Europa, 4400 persone recuperate in mare a nord della Libia e altre migliaia finalmente libere di uscire dalla Grecia verso la Macedonia, quando la distinzione voluta da Bruxelles tra profughi e "migranti economici" dimostra la sua tragica inadeguatezza, i vertici di Frontex e di Eunavfor Med non trovano altro che rilanciare i loro piani di attacco ai trafficanti, piani noti da tempo, che che in realtà tendono solatnto a sbarrare ogni possibilità di fuga verso la salvezza a migliaia e migliaia di persone costrette dalla fuga verso l'Europa.
 
"A joint action plan drafted by the Greek Police, the Hellenic Coast Guard and Frontex aims to boost patrols in the eastern Aegean in a bid to curb a dramatic influx of refugees and immigrants, Fabrice Leggeri, the executive director of the European Union’s border monitoring agency, has told Kathimerini.
The key goal of the European border guards will be to spot smuggling vessels heading toward Greece from neighboring Turkey before they enter Greek waters and to inform Turkish Coast Guard officials so the vessels can be returned. The Frontex officials to be dispatched to Greece are to conduct sea patrols but also land patrols on islands such as Lesvos and Kos that have borne the brunt of an intensified influx of migrants"

 http://www.ekathimerini.com/200832/article/ekathimerini/news/frontex-to-boost-patrols-in-aegean-to-halt-migrants

Questa al momento l'unica nave di Frontex che si sta prodigando per salvare vite umane a nord della costa libica. E' la norvegese SIEM PILOT un rimorchiatore di alto mare particolarmente indicato per il salvataggio. Attualmente è in rotta per Cagliari. Per tre giorni non potrà operare altre attività di ricerca  e salvataggio.  La seconda nave di Frontex è uscita da Malta solo ieri, è il rimorchiatore svedese Poseidon, ed è da ieri operativo anche in zona SAR libica, sotto il coordinamento della Centrale operativa della Guardia Costiera. I commenti si possono anche saltare.

https://www.facebook.com/mauro.pilibis/videos/vb.100002061396128/901057123306326/?type=2&theater

Intanto la Macedonia ha deciso di riaprire, le sue frontiere, ma altri problemi ci saranno presto alle frontiere con la Serbia e con l'Ungheria. Di fronte ad una emergenza umanitaria largamente prevista, l'Unione Europea è capace soltanto di rispondere con i muri e le missioni militari.

http://greece.greekreporter.com/2015/08/23/migrants-pass-greek-fyrom-border-barriers-heading-for-europe/

http://www.upi.com/Top_News/World-News/2015/08/23/Macedonia-reopens-border-with-Greece-allowing-migrant-inflow/9161440350617/?spt=sec&or=tn

Generalmente ignorate le ragioni che stanno spingendo in questi giorni un numero tanto elevato di profughi verso le frontiere dell'Unione Europee. Ammetterle, riconoscerle, significherebbe ammettere e riconoscere gli errori e l'incapacità di una politica estera europea che non è stata ancora capace di una risposta unitaria e solidale.

http://www.gadlerner.it/2015/08/23/la-siria-non-puo-che-riversarsi-sulleuropa-che-lha-ignorata-per-quattro-anni

 Gli unici responsabili che si additano all'opinione pubblica, gli unici colpevoli, di solidarietà, sono le reti e gli attivisti che raccolgono le chiamate di soccorso e prestano attività umanitaria. Giornalisti embedded che cercano di nascondere un fallimento che è sotto gli occhi di tutti. EUNAVFOR MED, missione militare europea a comando italiano, avviata frettolosamente lo scorso maggio, non passerà mai alle fasi due e tre, che prevedono interventi in acque ed in territorio libico, senza un preciso assenso del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che allo stato della situazione in Libia, ben difficilmente potrà arrivare come richiesto dai politici italiani di governo e dalla Commissaria UE Mogherini, che su questo tema, dopo i ripetuti fallimenti, si è praticamente eclissata.

"La missione Eunavformed per il contrasto agli scafisti, su cui il Consiglio Ue ha deliberato il 22 giugno, è nella fase 1, raccolta di informazioni, ma è pronta a passare alla fase 2, che consente di arrestare gli scafisti e di distruggere le imbarcazioni". 

  http://www.ilgiornale.it/news/cronache/lammiraglio-credendino-possiamo-fermare-scafisti-1162557.html

Ecco cosa voleva essere EUNAVFOR MED... una missione Atalanta in Mediterraneo.

http://www.statewatch.org/news/2015/may/eu-med-military-op.pdf

Per nascondere questo fallimento non gli rimane che puntare sull'effetto "paura da invasione" ed avviare campagne di discredito verso i migranti ed i cittadini solidali.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/scafisti-chiamano-litalia-partiamo-venite-prenderci-1117117.html?mobile_detect=false

 Domani un vertice franco-tedesco per imporre ai paesi che hanno frontiere esterne, in particolare Italia e Grecia, pratiche violente nella identificazione e selezione dei migranti, centri di detenzione amministrativa in prossimità dei luoghi di frontiere e rimpatri sommari anche a costo di collaborare con i paesi che non rispettano i diritti umani.  Parlano di politiche di asilo, ma progettano nuovi sbarramenti. La categoria dei "migranti economici" in questo momento serve proprio a questo.

http://www.euractiv.com/sections/justice-home-affairs/merkel-and-hollande-press-eu-move-faster-asylum-policy-316974

  E' il Processo di Khartoum proposto dall'Italia lo scorso anno ed adesso a disposizione di tutte le dittature africane che vogliono accreditarsi con l'Unione Europea.

http://www.esteri.it/mae/approfondimenti/2014/20141128_political_declaration.pdf

http://www.thecairopost.com/news/164746/news/egypt-deports-37-detained-sudanese

http://www.sudantribune.com/spip.php?article56152

http://www.scoop.co.nz/stories/WO1508/S00071/un-report-reveals-endemic-impunity-in-darfur.htm

Intanto nei deserti africani decine di migranti in fuga verso l'Europa, muoiono prima ancora di arrivare sulle sponde del Mediterraneo. Morte 176 persone, per lo più eritrei, nel Sahara il 2 agosto. Ma di questo non ha scritto nessuno. Eppure tanti vorrebbero costruire campi in Niger per "filtrare" i richiedenti asilo e distinguerli dai migranti economici.

http://www.italpress.com/politica/migranti-alfano-piano-ue-per-campo-in-niger

http://www.nytimes.com/2015/08/21/world/africa/migrant-smuggling-business-is-booming-in-niger-despite-crackdown.html?_r=0

 "At the beginning of this month of August 2 transportation cars left Sudan with 200 people with majority been Eritrean headed for Libya. Due to disagreement of the trafficker 173 people lost their life due to luck of food and water, left in the middle of the desert waiting, 27 survived the ordeal and made it back to Sudan. Now days the traffickers are asking five thousand dollar just to get to Libya, kidnapping death at sea is becoming a normal news, please share this story ( did my best to translate)".

http://www.news24.com/Africa/News/Deadly-journey-to-Europe-a-road-to-hell-20150811

http://www.news24.com/Africa/News/African-migrants-risk-all-in-Sahara-20150528

Tra le tante notizie tenute nascoste, arriva dalla Turchia l'ennesima versione sul blocco nelle acque dell'Egeo di un imbarcazione carica di profughi siriani. Sembra che a bordo ci fosse un uomo dal volto coperto che sarebbe stato riconosciuto da uno dei profughi respinti. Altro capitolo del conflitto diplomatico e mediatico a bassa soglia tra Turchia e Grecia, o un passo avanti verso l'accertamento delle responsabilità ?

http://www.dailysabah.com/nation/2015/08/24/masked-man-on-greek-boat-suspected-in-attack-on-migrants

Di certo in passato, proprio ai confini tra Turchia e Grecia non si è comportata molto meglio, come testimoniano i rapporti internazionali, e decine di profughi che nel corso delle procedure di asilo in Italia hanno dichiarato di essere stati respinti sia da guardie di frontiera greche, che da uomini che parlavano in tedesco non appartenenti alla polizia greca. Succede da anni.

http://www.proasyl.de/en/press/press/news/pro_asyl_releases_new_report_pushed_back/

Vedremo adesso che cosa comporterà il "rinforzo" della missione Frontex/Poseidon tra la costa turca e le isole greche. Non riusciranno a coprire la verità ancora a lungo. I profughi non hanno più paura di raccontare, se arrivano vivi. Ed i cittadini solidali non si tireranno certamente indietro di fronte a calunnie e velate minacce.

DOCUMENTO RICEVUTO DA MAIPIUCIE E DALLA CAMPAGNA LASCIATECIENTRARE

Il “de-giornalismo” contro migranti e solidali
Il 14 Agosto su “il Giornale” è uscito un articolo a firma di Fausto Biloslavo, che esprime considerazioni che farebbero ridere se non mirassero ancora una volta ad alimentare la pericolosa deriva xenofoba che sta attraversando il nostro paese e l’intera Europa, andando ad attaccare persone e realtà che stanno combattendo una lotta durissima in difesa delle persone migranti e dei Diritti Umani. Un “de-giornalismo” che mira a vilipendere e diffamare, portando questioni gravi e serie a livello di pettegolezzi, se non calunnie vere e proprie. Deridere o insultare per distorcere le azioni e i loro significati distogliendo l’attenzione dell’opinione pubblica dai fatti reali, usando linguaggi da palinsesti di serie B o rotocalchi scandalistici.
La realtà dei fatti ci consegna storie di abusi e, in qualche caso vere e proprie persecuzioni, subiti dai migranti sia da parte di organizzazioni criminali che da forze di Polizia, più volte raccolte e rilanciate da quelle stesse persone che si pretende di poter attaccare. Storie che si continua a voler nascondere perché frutto di politiche europee che continuano ad impedire canali di ingresso protetto in Europa e che costruiscono nuovi spaventosi muri, favorendo quindi il proliferare del traffico e della tratta di esseri umani che arricchisce quelle stesse organizzazioni criminali che si pretende di voler contrastare. Persone vittime di tratta che il sistema Italia addirittura “sbatte” nei CIE, come il caso delle 66 donne rinchiuse a Ponte Galeria, che dopo abusi di ogni genere subiti per sfuggire a Boko Haram, si ritrovano a rischiare di essere rispedite indietro direttamente nelle mani dei loro carnefici. Ed è per questo che gli operatori umanitari indipendenti, che non rinunciano alle loro denunce in cambio di qualche convenzione, danno tanto fastidio.
La realtà conferma come proprio grazie a reti e persone come Abba Mussa Zerai, Nawal Soufi e Watchthemed sia stato possibile salvare migliaia di vite umane in pericolo nelle acque del Mediterraneo. L’articolo suddetto scrive “organizzano gli sbarchi” per l’invasione, come se salvare vite umane fosse un crimine e non un dovere morale e giuridico. Dovere che dovrebbe essere la base delle azioni delle politiche in Europa, la quale invece costruisce un sistema di pattugliamento delle acque del Mediterraneo finalizzato al controllo, spendendo centinaia di migliaia di euro con Triton –Frontex. Soldi per stare a guardare anziché salvare chi chiede aiuto.
La realtà racconta di migranti in fuga da paesi dilaniati da guerre, che i nostri Paesi “civili” alimentano e finanziano. Persone che qui in Europa sempre più spesso, incontrano mala-accoglienza e nuove aggressioni, come dimostrano i fatti accaduti nell’isola greca di Kos, dove i migranti sono stati rinchiusi in uno stadio e poi in una nave per procedure d’identificazione, che proprio i racconti e le testimonianze dei migranti ci hanno detto violente ed inumane.
L’articolista del Giornale parla di “star dell’accoglienza” riducendo ad una miseria morale che forse appartiene alle persone che è solito frequentare, l’azione di centinaia di persone che sui territori portano sostegno volontario a chi ha perso tutto ed è travolto da un sistema di prima accoglienza, e da una informazione embedded, che mira solo a dimostrare quanto siano crudeli gli scafisti, piuttosto che a garantire che le competenti autorità offrano informazione legale e rispetto della dignità umana ai sopravvissuti. Rispondere alle chiamate di soccorso costituisce oggetto di un preciso obbligo giuridico, chiunque sia a chiamare, e in passato colpevoli ritardi nell’attivazione delle operazioni di ricerca e salvataggio sono costati centinaia di morti e divenendo anche oggetto di procedimenti penali ancora in corso. La rete di solidarietà che si sta creando in tutto il Mediterraneo, da ultimo con l’intervento diretto di organizzazioni umanitarie nelle operazioni di ricerca e salvataggio costituisce un sussulto di dignità che sta contribuendo al salvataggio di migliaia di vite. Migliaia di vite che qualcuno vorrebbe fossero abbandonate al loro destino, in modo da potere sbandierare un maggiore effetto dissuasivo delle operazioni militari già in atto (come Frontex/Triton ed EunavFor Med) che mirano più alla difesa dei confini europei che alla salvaguardia della vita umana in mare.
Quando i diritti dei profughi vengono negati da leggi e regolamenti iniqui, come il Regolamento Dublino III che ingabbia nel primo paese europeo di ingresso tutti i potenziali richiedenti asilo occorre fornire la massima assistenza possibile ovunque e comunque, per sottrarre persone che sono già duramente provate all’ennesima speculazione che si gioca sulla loro pelle da parte di trafficanti senza scrupoli, i cd. scafisti di terra, che lucrano a loro volta sulla necessità di mobilità e di ricongiungimento familiare con le comunità di origine. L’assistenza ad immigrati giunti nel nostro paese su mezzi della Marina o raccolti da navi commerciali sotto il monitoraggio dei responsabili delle operazioni di salvataggio, non può essere confusa con l’agevolazione dell’ingresso di “clandestini”, termine che è ritornato tristemente in auge, anche quando è a tutti evidente che l’ingresso di queste persone nel territorio nazionale non ha nulla di clandestino e che anzi, nella maggior parte dei casi, è conseguenza di operazioni di salvataggio in mare. E’ del resto noto che l’art. 12 del Testo Unico sull’immigrazione 286/1998 esclude qualsiasi forma di punibilità per coloro che prestano assistenza volontaria ai migranti che giungono in Italia, quale che sia il loro stato giuridico.
Le persone che arrivano sulle nostre coste sono portatori dell’inviolabile diritto all’asilo (Art. 10 comma 3 Cost )e non clandestini
L’articolo pubblicato dal Giornale cumula una serie di falsità che mirano a diffondere una immagine distorta oltre che degli operatori umanitari, dei conflitti in corso e delle persone che ne fuggono. Ancora una volta ci si riferisce, senza alcuna conoscenza diretta e documentata, a “ribelli siriani” come se il conflitto in Siria si potesse ridurre ad un accenno malevolo ed anch’esso strumentale. Si tace ad esempio che i cd. “ribelli”, sono sempre più frammentati e sotto attacco, anche da parte delle componenti islamiste più estreme, che si pretende di combattere considerando Assad un alleato nella lotta al terrorismo internazionale.
Noi, come cittadini, attivisti e anche semplici lettori siamo offesi basiti. Sebbene non ci aspettiamo un’analisi dei fatti documentata e obiettiva da parte de Il Giornale, ricordiamo – e purtroppo tocca alla società civile doverlo fare – l’esistenza di un codice deontologico per i giornalisti chiamato Carta di Roma, che sottolinea l’importanza dell’utilizzo di un linguaggio adeguato (…)". Siamo offesi, ancora una volta, per la cecità che esiste dietro al de-giornalismo che usa il linguaggio dell’odio e del disprezzo nei confronti dei più deboli e di chi spende la propria vita per difendere persone cui non viene riconosciuto neanche il diritto di esistere.
Pretendiamo un giornalismo serio ed indipendente che faccia informazione basandosi su analisi obiettive di fatti e avvenimenti e usando un linguaggio adeguato e non discriminatorio e fuorviante, soprattutto per quei lettori che non sono informati dei fatti, e sono facili prede delle strumentalizzazioni politiche.
Non ci faremo intimidire. Non ci faremo ridurre al silenzio né taceremo mai di fronte a queste operazioni di pseudo informazione populista che trasudano ignoranza geo-politica che sono evidenti operazioni di strumentalizzazione di una politica nella quale non ci riconosciamo.
Proseguiremo ad operare come abbiamo sempre fatto stringendoci attorno alle persone che arrivano nel nostro paese ed hanno bisogno di tutto, in un momento in cui il sistema di accoglienza è allo sbando e le politiche europee sono di una violenza che ci riporta ai tempi bui dei rastrellamenti fascisti.

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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