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sabato 1 agosto 2015

L'eclissi dell'operazione FRONTEX/TRITON. I salvataggi operati da navi di missioni umanitarie, dalla Guardia Costiera italiana e di nuovo da mercantili. Nell'ombra EUNAVFOR MED mentre il ministro Pinotti va a Malta. Ancora cinque cadaveri a bordo dei gommoni.


Vengono sbarcate di nuovo salme a Messina, la nave soccorritrice è la irlandese Le NIamh impegnata nell'operazione umanitaria PONTUS che non fa parte di Frontex/Triton.

http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2015/07/29/a-messina-le-salme-dei-14-migranti_1723d0da-cbc9-47bc-b2be-a2a30dc92e48.html

Il ministro Pinotti a Malta discute su come fare partire EUNAVFOR MED e sulle fasi di Triton, ma le navi dove sono? Collaborazione militare tra Italia e Malta, dove però non viene fatto sbarcare più nessuno, per accordi con le autorità italiane, evidentemente.

http://www.independent.com.mt/articles/2015-07-31/local-news/Military-training-cooperation-strengthened-between-Malta-and-Italy-after-visit-by-Minister-Pinotti-6736139801

Sbarcano i vivi a Cagliari ma ci sono altre vittime... qui sono intervenuti nave Sirio della nostra marina militare ed una nave tedesca che secondo alcuni farebbe parte di Frontex, ma i tedeschi non lo ammettono. Comunque sulle operazioni di ricerca e soccorso decide la Centrale operativa della Guardia Costiera italiana, solo che se le navi militari sono lontane, ad esempio vicino Malta, deve chiedere aiuto dalle navi commerciali.

L'Ansa da notizie sul sito in inglese, ma non su quello in italiano.

http://www.ansa.it/english/news/2015/07/31/coast-guard-rescues-1230-migrants-recovers-two-bodies_6f34e826-d516-4247-9826-01844596d2fc.html

Si susseguono i trucchi della comunicazione su Frontex/Triton: quando intervengono i mezzi della Guardia Costiera i giornalisti "embedded" scrivono che i salvataggi sono avvenuti "nell'ambito dell'operazione Triton di Frontex". Un falso clamoroso perchè i mezzi della Guardia Costiera non sono contemplati nei documenti che istituiscono la missione Triton di Frontex, e i loro costi di intervento non sono neppure a carico del budget assegnato a Frontex per Triton nel Mediterraneo centrale.

http://www.lagazzettasiracusana.it/888-migranti-salvati-dal-dispositivo-triton-intervenute-due-motovedette-della-guardia-costiera/

Poi allo sbarco, basta arrestare un paio di scafisti e la popolazione può stare tranquilla. Non sarà così in futuro.

http://www.radiortm.it/2015/07/31/pozzallo-sbarco-di-241-migranti-arrestati-due-scafisti/#more-293604

http://www.radiortm.it/2015/08/02/mmigrati-barconi-alla-deriva-a-largo-libia-800-salvati-5-morti-la-nave-dirige-su-pozzallo/

Ecco l'emergenza che non c'è. L'unica emergenza è una emergenza democratica perchè ovunque avanzano razzismo e discriminazione. Che si basano sulla disinformazione di massa.

http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/cronaca/2015/07/31/immigrazioneeurobarometro-prima-preoccupazione-per-europei_4555cfd6-fa3e-4d09-9ece-3e09eec51234.html
  
" Una nave con a bordo 435 profughi e le salme di due migranti approderà a Cagliari intorno alle 16. Gli stranieri fanno parte di 1230 migranti soccorsi ieri dalla Nave Sirio della Marina militare e dalla Guardia Costiera a largo coste libiche mentre si trovavano a bordo di due gommoni e tre barconi.
In particolare i 435 e le salme erano a bordo di due barconi insieme ad altri 245 stranieri. I profughi sono stati poi trasferiti sulla nave della marina militare tedesca Schleswigholstein che, salvo eventuali cambiamenti nel corso della giornata, li porterà a Cagliari".

http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=20500

http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/08/01/approda-a-cagliari-nave-con-435-profughi_86e60a0b-551d-4f72-94f5-39af209eaef6.html

 Ennesima conferma della "sparizione" di Frontex Triton e delle nuove modalita' di ricerca e salvataggio con il ricorso piu' esteso a mercantili sotto il coordinamento della Centrale operativa della Guardia costiera italiana. Eppure fino alla fine di giugno i mezzi non mancavano, ed il numero delle vittime erwa drasticamente calato.

On 26 May, Frontex adopted a new operational plan for Operation Triton, with an increased budget, extra resources and an expanded operational area, extending from the original 30 nautical miles (approximately 55km) from Maltese and Italian coasts to 138 nautical miles (approximately 255km) south of Sicily, roughly 70 nautical miles south of Lampedusa. Frontex wrote to Amnesty International in June 2015 that during the peak summer season, from May to September, Triton would deploy six offshore patrol vessels, 12 patrol boats, three airplanes and two helicopters.
At the same time, a number of governments decided to deploy naval and aerial assets outside Operation Triton, in national humanitarian operations to assist refugees and migrants in peril at sea. On 5 May, the British flagship HMS Bulwark reached the central Mediterranean to assist refugees and migrants at sea under the UK operation “Weald”, together with three Merlin helicopters. It was followed on 7 May by the German Navy ships Berlin and Hessen and later in May by the Irish ship Lé Eithne. Within a few days of reaching the central Mediterranean, they all started assisting refugees and migrants. While these ships remain under their national line of command, all search and rescue operations are coordinated by the Italian Maritime Rescue Coordination Centre, as required under the law of the sea. The Italian Navy, which also deploys up to five ships outside Triton, ensures local coordination to make the best use of available assets.
In addition, two non-governmental organizations, the Migrant Offshore Aid Station (MOAS) and Doctors without Borders (MSF), have also enhanced capacity for rescue operations by deploying
four private vessels to assist refugees and migrants at sea.
With these fresh additional assets deployed, search and rescue operations continued relentlessly throughout May and June, in some cases with thousands of people being brought to safety in very short periods of time: over 5.500 between 30 April and 4 May; 2,220 in 11 operations on 14 May; over 5,000 between 29 and 31 May, in 26 operations; 3,480 in 15 operations on 6 June; and about 2,900 in 21 operations on 28 June.

By the end of May, the level of resources which had been available to Operation Mare Nostrum in 2014 had been surpassed. Due to the extension of Triton’s operational area, Triton assets have been deployed up to the southern border of the Maltese search and rescue region, as Frontex confirmed in writing to Amnesty International in June 2015. At the same time, the German, Irish, Italian and UK ships, operating independently, are deployed south of the expanded area now covered by Triton and have been able to reach people in distress at sea as close as 30 nautical miles (55km) off Libyan coasts in about two hours. This has been particularly important as in recent months boats and dinghies have departed from a broader stretch of the Libyan coast than before and on some occasions over 25 boats and dinghies have departed at the same time.

https://www.amnesty.org/en/documents/eur03/2059/2015/en/

 Qualcuno ha osservato che in questo modo si era creata quasi una oerazione Mare Nostrum europea e la Germania e la Gran Bretagna hanno ritirato le navi più grandi. Anche gli assetti di Frontex Triton sono cambiati.
Nella zona a nord della Libia nel mese di luglio, e,sono dunque presenti a rotazione, compatibilmente con i lunghi trasferimenti verso i porti italiani, adesso anche in Sardegna, solo la nave irlandese Le Niamh ed i due mezzi di Msf la Dignity e la Bourbon Argos che vanno avanti ed.indietro, oltre alla nave umanitaria Phoenix di MOAS ed alla nave tedesca Sea Watch.. Due soli interventi di navi militari segnalati, quello della Sirio e quello della tedesca Holstein.

Oggi 780 persone tratte in salvo al largo delle coste libiche, nei pressi delle piattaforme di Bouri Field. Altro importante intervento della nave umanitaria Bourbon Argos di MSF in sinergia con le navi della Guardia costiera e con un rimorchiatore ASSO di servizio al campo petrolifero di Bouri Field sulla rotta da Zuawara alla Sicilia. Purtroppo dopo il salvataggio si scoprono alcuni cadaveri a bordo. Ancora ignote le cause della morte, ma si parte dalla Libia in condizioni sempre più estreme, ed i tempi delle traversate si allungano per la carenza di mezzi di salvataggio.

"I soccorsi, coordinati dalla centrale operativa della Guardia Costiera a Roma hanno visto coinvolti quattro gommoni ed un barcone che erano alla deriva tra le 30 e le 40 miglia a nord della Libia. Novantacinque persone che erano a bordo di un gommone sono state recuperate da due motovedette della Guardia Costiera e poi trasbordate sulla nave di Medici Senza Frontiere, che a sua volta aveva recuperato altri due gommoni a bordo di uno dei quali c'erano i cinque cadaveri. Un quarto gommone con 115 migranti a bordo è stato soccorso da una motovedetta della guardia di finanza mentre un barcone con oltre 360 persone è stato recuperato dal rimorchiatore Asso 29".

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/migranti-salvate-780-persone-su-un-imbarcazione-recuperati-5-cadaveri_2125962-201502a.shtml

 Scomparsi anche i maltesi privati di Moas e a Lampedusa per ricambio equipaggio la piccola imbarcazione tedesca Sea-Watch. 

http://www.christophercatrambone.com/ 

http://www.marinetraffic.com/en/ais/index/itineraries/all/shipid:3367429/mmsi:211677160/shipname:SEA-WATCH 

Scomparso anche il diritto all'informazione. Ormai non si scrive piu' neppure dei morti. L' Ansa tace sulle due nuove vittime e Rai News arriva 24 ore dopo i siti stranieri. Cancellata la notizia del "fuoco amico" su un gommone della marina italiana da parte di fucilieri imbarcati a bordo di un guardiacoste svedese inserito nella missione Triton. Unico segno della presenza di Frontex in quelle acque.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Immigrazione-due-morti-su-un-barcone-Soccorsi-1.230-migranti-23dee6c0-c04f-4910-9353-8061dbabb7c9.html 

Per chi sbarca la strada da percorrere è ancora tanta.

http://www.irishtimes.com/opinion/vincent-woods-it-s-not-such-a-long-way-from-calais-to-the-irish-coffin-ships-1.2303696 

Sullo sfondo i preparativi infiniti per missioni di guerra in Libia, ma le minacce di intervento non aiutano il processo di pace. 


"Parallelamente al negoziato politico, in Europa nelle ultime settimane è andata avanti la preparazione per una possibile missione militare di stabilizzazione del paese che verrebbe affidata a un'operazione internazionale approvata dall'Onu. Il Times di questa mattina scrive che il governo britannico ha deciso di offrire alcune centinaia di soldati per la missione militare in Libia e per combattere lo Stato islamico. "Alla missione verranno assegnati militari da Italia, Spagna, Francia, Germania e Stati Uniti", scrive il giornale, confermando che l'operazione dovrebbe partire - come previsto - solo dopo la formazione di un governo di unità nazionale libico che poi chiederebbe assistenza internazionale alle Nazioni Unite. Secondo fonti di Repubblica, gli Usa non dovrebbero partecipare con uomini sul terreno, ma soltanto offrendo intelligence e copertura aerea, ma le trattative per la creazione della forza sono ancora in corso. Un obiettivo rilevante della missione sarebbe quello di lavorare anche per bloccare il traffico di clandestini che in Libia è gestito da reti criminali assai potenti e organizzate". 
Un diplomatico italiano conferma che "la missione militare è allo studio da tempo, e molti paesi chiedono all'Italia di guidarla, ma chiaramente è indispensabile un accordo politico fra le parti in Libia". Non è ancora chiaro quale sarebbe il carattere dell'operazione Libia, ovvero se si tratterà di una operazione di peace-enforcing, di imposizione della pace, o cos'altro". 

In altri termini, ancora non si sa cosa fare delle operazioni Mare Sicuro ( italiana) ed EUNAVFOR MED (europea). Senza l'avallo ( che non arriva) dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, i piani di Cameron, che riscuote l'appoggio di Renzi e della Mogherini, sono destinati solo ad intralciare il processo difficilissimo di pacificazione in Libia.

http://www.repubblica.it/esteri/2015/08/01/news/libia_gentiloni_a_tripoli_per_spingere_su_processo_di_pace-120228340/?refresh_ce 

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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