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venerdì 7 agosto 2015

Si denuncia la cattiva accoglienza in Grecia ma si tace sull'operazione Frontex/Poseidon. Ancora sotto pressione il governo greco.Tsipras risponde e chiede aiuto ma l'Europa schiaccia la Grecia ed i migranti e prosegue nelle sue politiche della vergogna.


Da anni denunciamo abusi commessi da parte della polizia greca e degli agenti di Frontex nei confronti di migranti che tentano di raggiungere la Grecia. Dove è operativa una missione Frontex denominata Poseidon.

http://statewatch.org/news/2015/jul/uk-hoc-briefing-med.pdf 

http://migrantsatsea.org/tag/frontex-joint-operation-poseidon-land/  

http://www.ekathimerini.com/200355/article/ekathimerini/news/eu-appeals-for-assets-for-greece-hungary-migrant-operations 

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/08/naufragi-anche-in-grecia-dove-frontex-e.html 

Sono rimasti del tutto inascoltati, anche davanti alla crisi umanitaria derivante dall'esodo di massa dei profughi siriani, gli allarmi sulla situazione alla frontiera greco-turca, le uniche risposte sono arrivate in termini di maggiore impiego di forze di polizia, senza garantire canali di ingresso legali in Europa e condizioni più dignitose nei centri di accoglienza greci. l'Unione Europea si è chiusa negli egoismi nazionali di chi si riteneva lontano dalle frontiere esterne. Malgrado il Regolamento Dublino i migranti hanno continuato ad entrare nello spazio Schengen diretti verso il nordeuropa, ed adesso sono i governi di quei paesi, con Cameron in testa, che guardano con preoccupazione a quanto avviene sulle sponde del Mediterraneo ( e non solo, perchè anche la rotta balcanica è sempre più battuta, e nuovi muri vengono costruiti ovunque, come ai confini serbi ed ungheresi). Non si è aiutata la Grecia quando si era ancora in tempo ed oggi di fronte al collasso definitivo del suo sistema di accoglienza nessuno è pronto ad intervenire con misure di carattere umanitario, come si potrebbe fare attivando gli strumenti previsti dalla Direttiva 2001/55/CE ( permesso di soggiorno europeo per protezione temporanea) che riguardava proprio l'afflusso massiccio di sfollati.

http://www.huffingtonpost.com/entry/greece-refugee-arrivals_55c4a465e4b0923c12bc7294?kvcommref=mostpopular 

http://unhcr.it/news/si-aggrava-la-crisi-dei-rifugiati-in-grecia-unhcr-chiede-azione-netta-e-urgente

http://europe.newsweek.com/greece-says-country-cannot-handle-migrant-inflows-331332?piano_t=1 

http://www.theguardian.com/world/2015/aug/07/immigrant-flow-to-greece-is-beyond-what-we-can-handle-alexis-tsipras 

 http://greece.greekreporter.com/2015/08/07/un-official-criticizes-deplorable-conditions-for-migrants-and-refugees-on-greek-islands/ 

http://www.middleeasteye.net/news/greece-urges-eu-help-deal-record-breaking-migrant-influx-1007396358 

Intanto le tragedie dell'immigrazione nelle acque tra Turchia e Grecia rimangono senza colpevoli, vengono oscurate le responsabilità politiche ed istituzionali. neanche i morti ottengono giustizia, ai vivi si riserva un lungo peregrinare, da una frontiera ad un'altra,  come "clandestini".

http://frontex.europa.eu/operations/archive-of-operations/8HPltg

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/01/ad-un-anno-dalla-tragedia-di.html 

Questi i report più recenti sulle chiamate di soccorso che vengono lanciate dai migranti che dalla Turchia tentano di raggiungere le isole greche. Aggiornamenti fino agli inizi di agosto.

 http://watchthemed.net/reports/view/194

Adesso la situazione interna greca è vicina al collasso anche dal punto di vista del sistema di accoglienza, già sottodimensionato in passato, con standard al di sotto dei requisiti minimi previsti dalle direttive dell'Unione Europea in materia di accoglienza, e con procedure che non rispettano i diritti fondamentali della persona. Il nuovo governo Tsipras ha cercato di chiudere i centri più impresentabili, ma la mancanza di risorse sta stroncando sul nascere qualsiasi possibilità di una nuova politica su immigrazione ed asilo. Le destre greche, con le squadracce di Alba Dorata, sono sempre pronte a colpire i soggetti più vulnerabili, mentre i trafficanti estendono il loro controllo, avendo la possibilità, offerta dalle autorità europee, di garantire ad un numero crescente di persone le uniche chance di uscita dal paese, con documenti falsificati o per i canali dell'immigrazione irregolare, via mare verso l'Italia, o via terra, sulla rotta balcanica.

"Il premier greco Alexis Tsipras presiederà oggi una riunione d'emergenza del governo per affrontare la crisi dei migranti, situazione resa ancor più grave dai problemi di finanziamento di Atene. L'incontro è stato convocato dopo che il Commissario Ue per le Migrazioni, Dimitris Avramopoulos, ha informato Tsipras che la Grecia perde più di 500 milioni di euro di finanziamenti Ue perché non ha un'agenzia preposta a ricevere e stanziare questi fondi per i progetti di immigrazione e di asilo".

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2015/08/07/grecia-crisi-migranti-travolge-governo_210de1f7-3df9-4faa-8913-38eb8436eb66.html

Questa la condizione dei bambini siriani appena arrivati nell'isola di Lesvos.

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10155890081780156&set=a.108649605155.197558.726840155&type=1&theater

Da giorni le grandi agenzie giornalistiche internazionali lanciano allarmi sulla situazione disastrosa nella quale si trovano i migranti in Grecia. Mentre in Italia il numero degli arrivi è rimasto di poco superiore allo scorso anno, in Grecia, da terra e dal mare, si registra un aumento esponenziale. cinque volte il numero dello scorso anno. Lo conferma anche Frontex.

http://www.bluewin.ch/it/news/diversi/2015/8/7/frontex--record-arrivi-migranti-in-grecia-a-luglio.html

 https://www.washingtonpost.com/world/europe/on-greek-island-paradise-becomes-a-purgatory-for-newly-arrived-migrants/2015/08/04/c90c4d32-3156-11e5-a879-213078d03dd3_story.html

http://www.nytimes.com/2015/08/06/opinion/greeces-refugee-crisis-and-europes-failure.html?_r=2

Dopo avere schiacciato la Grecia con le sue politiche economiche l'Unione Europea abbandona l i migranti in transito in quel paese al loro destino.  Una scelta stupida, dettata dai paesi che sono guidati da partiti populisti e di destra, una scelta che non produce alcuna riduzione sul numero degli immigrati che, dopo essere passati dalla Grecia, raggiungono comunque il Nordeuropa. Anche perchè, per effetto di decisioni della Corte di giustizia di Lussemburgo e della Corte dei diritti dell'Uomo di Strasburgo, i ritrasferimenti Dublino verso la Grecia sono bloccati. Non sempre però. Se non si riesce a presentare una domanda di asilo il regolamento Dublino non si applica e la polizia di frontiera può effettuare respingimenti con la massima discrezionalità, sulla base degli accordi tra Italia e Grecia firmati nel 1999 ( indovinate chi era ministro degli esteri ?). Anche se si tratta di accordi che contrastano con il successivo Regolamento Schengen 562/2006 e con l'art. 3 e 13 della CEDU. Lo ha affermato la Corte Europea dei diritti dell'uomo.

http://www.meltingpot.org/La-Corte-Europea-per-i-diritti-dell-uomo-scivola-nell.html#.VcS9ZfEw9sc

http://unipd-centrodirittiumani.it/it/schede/La-CEDU-stabilisce-che-il-trasferimento-di-richiedenti-asilo-in-Grecia-in-applicazione-del-regolamento-Dublino-II-viola-la-Convenzione-europea-sui-diritti-umani-MSS-c-Belgio-e-Grecia-2011/193

 Dopo la sentenza sul caso Sharifi contro Italia e Grecia neppure l'Italia può respingere collettivamente migranti in arrivo nei porti adriatici da Patrasso o da Igoumenitsa.

http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_

http://www.meltingpot.org/No-ai-respingimenti-dall-Italia-alla-Grecia-storica.html#.VcS96PEw9sc

La polizia italiana, in diverse occasioni,  continua ad eseguire i respingimenti vietati dalla Convenzione Europea dei diritti dell'Uomo, forse sperando che tali respingimenti producano un effetto dissuasivo, ma i dati e le storie personali di chi comunque  ritenta la traversata ed alla fine rimane in Italia, o prosegue il suo viaggio verso il Nordeuropa, smentiscono i fautori delle politiche di contrasto dell'immigrazione irregolare basate sui respingimenti collettivi. La Grecia non è comunque un "paese sicuro" per i potenziali richiedenti asilo.

http://www.meltingpot.org/Ancona-Ancora-21-respingimenti-collettivi.html#.VcTHt_Ew9sc

http://www.meltingpot.org/Human-Rights-Watch-respingimenti-Ancona-tra-le-citta-citate.html#.VcTEefEw9sc

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/03/nuovi-accordi-con-i-paesi-di-transito.html

La mancanza di vie legali di ingresso ed il mancato avvio delle procedure di rilocazione promesse da Bruxelles ( peraltro in numeri risibili, alcune decine di migliaia di persone, "spalmate" in due anni) aggravano la condizione dei migranti intrappolati in Grecia. 

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DOSSIER/934889/1.pdf 

http://www.amnesty.eu/en/news/press-releases/all/latest-mediterranean-shipwreck-underscores-urgent-need-for-safe-legal-routes-to-europe-0918/

http://www.statewatch.org/news/2015/may/eu-com-speech-commissioner-avramopoulos-frontex-conference.pdf

L'Europa insiste in politiche di morte. Questo il comunicato più recente del Commissario UE all'immigrazione Avramopouolos. Che parla come se le navi di Frontex con le operazioni Triton e Poseidon in acque greche fossero ancora realmente presenti nelle operazioni SAR ( di ricerca e salvataggio). Dalla fine di giugno sono praticamente scomparse, in contemporanea con l'avvio dell'operazione EUNAVFOR MED. Di questa riduzione delle forze messe in campo, dall'Unione Europea, malgrado l'aumento consistente delle risorse destinate a Frontex,  un arretramento che denunciano anche i responsabili di Medici senza frontiere e di Sea Watch (missione umanitaria tedesca) qualcuno dovrà pur rispondere.

Dolo l'ultima strage davanti alla costa di Zuwara in Libia scrive oggi Avramopoulos:

"It is with great sadness that we learned of the incident that took place just a few miles off the coast of Libya yesterday.
The EU wants to commend the Italian Coast Guard, the Frontex-deployed assets and boats operated by Médecins Sans Frontières and Migrant Offshore Aid Station for their relentless efforts to save lives, today and in the past.
Though nearly 400 lives could be saved, at least 25 lives were lost in this latest tragedy. Just one life lost is one too many.
The EU is working hard to prevent these terrible tragedies. We have tripled the resources dedicated to search and rescue efforts at sea, allowing us to rescue over 50,000 people since 1 June 2015. But even if the number of people dying at sea has fallen dramatically, it is not enough and will never be enough to prevent all tragedies. We must also recognise that emergency measures have been necessary because the collective European policy on the matter in the past has fallen short.
There is no simple, nor single, answer to the challenges posed by migration. And nor can any Member State effectively address migration alone. It is clear that we need a new, more European approach.
The European Agenda on Migration we presented in May sets out this European response, combining internal and external policies, making best use of EU agencies and tools, and involving all actors: Member States, EU institutions, International Organisations, civil society, local authorities and third countries. Implementation is already underway.
From increasing our presence at sea – through our naval operations Triton, Poseidon and EUNAVFOR MED – to cooperating with countries of origin and transit – to this end we will hold a summit in Valetta in November with key African countries – to clamping down on smuggling networks, making returns more effective and showing solidarity with frontline countries, we need to tackle this challenge from all angles.
Migration is not a popular or pretty topic. It is easy to cry in front of your TV-set when witnessing these tragedies. It is harder to stand up and take responsibility. What we need now is the collective courage to follow through with concrete action on words that will otherwise ring empty".
 
http://www.eeas.europa.eu/statements-eeas/2015/150806_02_en.htm 

Si è cercato di ridurre gli arrivi con i muri e con i respingimenti collettivi, ma i migranti sono passati lo stesso, e pur non volendo restare in Grecia, continuano a fare emergere le carenze sistematiche dell'accoglienza in un paese che non ha più i mezzi neppure per sfamare i cittadini.

Atene (Grecia), 7 ago. (LaPresse/Reuters) - Le infrastrutture della Grecia non sono in grado di gestire le migliaia di migranti che approdano sulle coste elleniche arrivando da Paesi in guerra come Afghanistan o Siria. Lo ha detto il primo ministro greco Alexis Tsipras, aggiungendo che "ora è il momento di vedere se l'Unione europea è l'Unione europea della solidarietà o un'Unione europea in cui tutti cercano di proteggere i loro confini". "Il flusso migratorio verso la Grecia va oltre a ciò che le infrastrutture dello Stato sono in grado di gestire", ha aggiunto Tsipras. "Abbiamo grandi problemi ad affrontare la situazione, per questo abbiamo chiesto aiuto all'Ue", ha concluso. Nelle ore scorse l'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) ha esortato Atene a prendere il controllo del "caos totale" che regna sulle isole greche nel mar Mediterraneo, in cui sono sbarcate 50mila persone solo nel mese di luglio.Fonte Reuters - Traduzione LaPresse

http://notizie.tiscali.it/esteri/feeds/15/08/07/t_121_20150807_EST_TN01_0080.html?esteri

Da anni si è ritenuto che con la costruzione del muro nel territorio del fiume Evros e con le operazioni di blocco in mare e respingimento dalle isole greche del Dodecanneso verso la Turchia il problema degli ingressi irregolari nell'area Schengen attraverso la Grecia si potesse risolvere. Hanno trasformato il Mediterraneo in un mare di morte e non basta attribuire le responsabilità delle tante vittime a scafisti ed a trafficanti. Scafisti e trafficanti esistono perchè si proibisce di entrare legalmente, persino a chi deve effettuare il ricongiungimento familiare o non ha ancora raggiunto la maggiore età.

http://www.corriere.it/esteri/speciali/2015/migranti-anagrafe-dei-morti-nel-mediterraneo/

Oggi si può verificare, dati alla mano, come anche sui confini greci l'Unione Europea si sia avvalsa di "analisi rischi" e di soluzioni operative del tutto errate, che sono costate centinaia di vite umane disperse in mare o annegate nel fiume Evros.

http://espresso.repubblica.it/internazionale/2015/08/07/news/i-muri-anti-migranti-non-fermano-l-immigrazione-ma-la-orientano-verso-l-italia-1.224780?ref=HEF_RULLO

http://ilmanifesto.info/tsipras-cerca-lintesa-con-litalia-sullondata-di-migranti-dalla-siria/

http://www.frontexit.org/fr/docs/49-frontexbetween-greece-and-turkey-the-border-of-denial/file

I problemi che affronta la Grecia non possono essere considerati separatamente dalla situazione nella quale si trova la Turchia, in mano ad un regime dittatoriale, che ha deciso una politica espulsiva nei confronti dei profughi siriani, soprattutto se si tratta di siro-palestinesi.

http://www.statewatch.org/news/2015/may/eu-council-migratory-pressures-turkey-8161-15.pdf

Si prepara per novembre la conferenza di Malta. E le truppe europee sono già pronte all'intervento in Libia. Pronte alla guerra prossima ventura ma restie ad intervenire in attività di ricerca e salvataggio quando arrivano le chiamate di soccorso.

http://www.statewatch.org/news/2015/jul/eu-council-november-015-migration-valletta-conference-orientation-debate-10387-15.pdf

http://contropiano.org/politica/item/32179-libia-truppe-e-flotte-europee-pronte-a-intervenire-preparatevi-alle-media-menzogne

http://www.dailysabah.com/nation/2015/08/05/illegal-immigration-remains-unsolved-despite-measures


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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