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lunedì 17 agosto 2015

Sugli scogli di Kos trovato morto un ragazzo siriano di sedici anni. Malgrado i dubbi, i respingimenti da parte della Guardia Costiera greca sono provati da anni. Tocca al nuovo governo dimostrare che le indagini si fanno sul serio e che i respingimenti collettivi sono finiti,intanto altri cinque morti.


Sugli scogli di Kos trovato morto un ragazzo siriano di sedici anni.

 
Kos, Greek - "The body of a 16-year-old Syrian boy smuggled from Turkey has been found at the foot of a cliff on the Greek island of Kos, a Red Cross official told AFP on Sunday.
“His boat landed in a dangerous area of Kos,” by a cliff, the official said.
“He was travelling with a group, but because he was overweight and exhausted, he couldn't make the climb and was left behind.”
It is unclear how long the boy was dead for, but he was only reported missing when his brother came from Sweden to find him and alerted the UN refugee agency.
“We launched a search and rescue operation and found his body on the beach on Saturday,” the Red Cross official said.
“The brother is a recognised refugee in Sweden, and their mother is still back in Syria. She was obviously devastated when she learned the news,” UNHCR spokeswoman Stella Nanou said".

http://www.iol.co.za/news/world/teen-refugee-found-dead-on-greek-island-1.1901109#.VdHgNfHotsd

Ed il giorno 18 agosto ancora notizia di cinque migranti morti nel tentativo di raggiungere le isole greche di fronte la costa turca, anche MSF chiede di rinforzare le missioni di ricerca e salvataggio.

http://www.ekathimerini.com/200651/article/ekathimerini/news/five-migrants-trying-to-reach-greece-drown-off-turkish-coast 

Altre notizie di respingimenti da parte della Guardia Costiera greca. 

http://www.vita.it/it/article/2015/08/18/ecco-il-video-di-un-respingimento-greco-a-profughi-siriani-in-mare/136218/

Malgrado i dubbi, i respingimenti da parte della Guardia Costiera greca sono provati da anni. Tocca al nuovo governo dimostrare che le indagini si fanno sul serio e che i respingimenti collettivi sono finiti.

 Watch The Med Alarm Phone Investigation – 25/26 October 2014

Case name: 2014_10_25_pushback_CHIOS-GR-CESME-TR
Situation: Push-back operation by Greek Coastguards
Status of WTM Investigation: Ongoing (Last update: 31st of October 2014)
Time and Place of Incident: Night of 25th-26th of October 2014 between Chios/Greece and Cesme/Turkey

Brief Summary of the Case: Witness Mr D. reports of a push-back operation by the Greek coastguard when he and 32 other passengers, all of Syrian nationality and including a pregnant woman, were leaving Cesme in Turkey to reach the Greek island of Chios on a rubber vessel in the night of the 25th-26th of October 2014. The Greek coastguard intercepted the vessel and later boarded it, then took away the gas tank of the engine and punctured the vessel. The coastguard left the vessel behind in Turkish waters, without an engine and a hole in the vessel. The passengers were able to call the Turkish coastguard which rescued them and brought them back to Cesme.

Summary of the Case based on Mr D.’s witness account: The WTM shift team got in contact by phone on the 26th of October 2014 at 8:49 a.m.. Mr D., calling from a police station in Cesme (Turkey), explained that he and 32 other Syrian refugees were pushed-back by Greek coastguards in the night before when they sought to reach Greece in order to apply for asylum. The shift team reports that Mr D. was audibly shaken and still in shock when recalling the incident of the previous night. In his witness account, he recounted how they boarded a rubber vessel in the area around Cesme/Turkey in order to reach the island of Chios/Greece on the 25th of October. Approximately after one hour, the Greek coastguard intercepted the vessel. The coastguard forced them to shut off the engine. The refugees followed their commands. After they turned off the engine, the coastguard vessel moved away and left them behind. The refugees were stuck in the middle of the sea. After a lengthy period of time they tried to reignite the engine. After some time, they were successful and they reignited the engine. Immediately after, the coastguard re-emerged. The coastguard ordered them to leave their vessel and to embark on theirs. Following Mr D.'s account, the coastguards were shooting in the air. He stated that he was screaming to make the coastguard understand that they were all Syrian refugees on the vessel, and had fled from war and dictatorship: “I have here a 9 months pregnant lady, so please don't do that.” The Greek coastguard entered the now empty refugee vessel. They took away the gas tank of the engine. They drove them to a place where there were no boats, “in the middle of the sea”. They forced them back on the rubber vessel. Then the coastguard punctured the vessel and left them behind in Turkish waters with a hole in the vessel and without an engine. Mr D. stated that the coastguard wanted “to see us drown”. The passengers were able to alarm the Turkish coastguard and after a long time they were rescued by them and brought to Cesme. The survivors were to be brought to Izmir and released there.

Last update: 17:40 Nov 28, 2014

http://watchthemed.net/reports/view/84

http://www.msf.org/article/eu-and-greece-turn-their-backs-refugees-arriving-greek-islands

http://www.ecre.org/component/content/article/70-weekly-bulletin-articles/574-12-refugees-die-during-alleged-push-back-operation-off-greek-island.html

http://www.proasyl.de/en/press/press/news/pro_asyl_releases_new_report_pushed_back/

https://www.hrw.org/news/2014/01/30/greece-investigate-pushbacks-summary-expulsions

Appare certo che nella maggior parte dei casi le autorità greche intervengono per operare attività di salvataggio. Anche se si trattasse di pochi casi isolati, tuttavia, i respingimenti collettivi in mare, o subito dopo lo sbarco a terra, non sarebbero casi meno gravi.

http://greece.greekreporter.com/2015/05/06/bbc-video-on-greek-efforts-to-rescue-migrants-in-mediterranean-sea/

Preoccupa molto anche la distinzione che si sta facendo a Kos tra profughi, i siriani per intenderci, ed i migranti illegali da respingere, tra i quali rischiano di ritrovarsi anche gli afghani.

http://www.khaama.com/afghan-migrants-moved-from-tents-to-shipping-container-homes-in-greece-3778

http://www.dailymail.co.uk/news/article-3200062/Derelict-Kos-hotel-haven-migrants-trapped-Greece.html?ITO=1490&ns_mchannel=rss&ns_campaign=1490

 Basterebbe ricordare che nel caso della Sentenza della Corte Europea dei diritti dell'Uomo che ha condannato l'Italia per i respingimenti collettivi effettuati verso la Grecia, in base all'art. 4 del Quarto Protocollo allegato alla Cedu,  e la Grecia per violazione degli articoli 3 ( divieto di trattamenti inumani o degradanti) e 13 ( diritto di difesa)  della CEDU, si trattava proprio, in prevalenza, di afghani.

http://www.cir-onlus.org/it/comunicazione/news/archivio-2014/1467-cir-su-caso-sharifi-et-al-v-italia-e-grecia-storica-sentenza-della-corte-di-strasburgo-bloccati-i-respingimenti-in-grecia

Anche l'art. 19 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea vieta i respingimenti collettivi.

Articolo 19
Protezione in caso di allontanamento, di espulsione e di estradizione
1. Le espulsioni collettive sono vietate.
2. Nessuno può essere allontanato, espulso o estradato verso uno Stato in cui esiste un rischio serio
di essere sottoposto alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti.


Non si può escludere neppure che il regime turco, in preda a forti convulsioni interne, abbia deciso di utilizzare l'arma dei profughi per ricattare la Grecia e l'Unione Europea, d'altra parte nessuno ha mosso un dito mentre dalla Siria in Turchia passavano un milione ed ottocentomila persone, sei volte quante ne arrivano in un anno in tutta Europa.

http://www.uikionlus.com/kurkcu-erdogan-ha-preso-provvedimenti-per-un-colpo-di-stato/

 Ed adesso molti di loro sono costretti a fuggire verso la Grecia, verso l'Europa, hanno capito che non ci sono prospettive di salvezza e di futuro nè in Turchia nè nel loro martoriato paese. Anche la Merkel scopre che esiste il problema e che sarà determinante per il futuro dell'Europa, ma non modifica la sua linea di chiusura verso la possibilità di ingresso umanitario e controllato.

https://www.amnesty.org/en/latest/news/2015/06/greece-humanitarian-crisis-mounts-as-refugee-support-system-pushed-to-breaking-point/

 http://www.aljazeera.com/programmes/insidestory/2015/08/chaos-kos-greece-frontline-migrant-crisis-150816172223805.html

http://www.eubusiness.com/news-eu/europe-migrants.13x4

Di certo occorrerebbero indagini indipendenti per appurare le modalità di itervento delle unità della Guardia Costiera greca, ed anche di quella turca. Ma occorre anche verificare la qualità dell'impegno e le modalità di ingaggio dei mezzi della missione FRONTEX Poseidon presenti pure a Kos. Tra questi mezzi anche un pattugliatore della Guardia di Finanza italiana. Tanto per ricordare era stato proprio un pattugliatore simile, della Guardia di Finanza, il Bovienzo, ad eseguire i respingimenti collettivi in Libia, il 6 maggio del 2009, nel caso che ha poi portato alla condanna dell'Italia da parte della Corte Europea dei diritti dell'Uomo.

http://www.duitbase.it/database-cedu/hirsi-jamaa-ed-altri-c-italia

http://www.amnesty.it/sentenza-corte-europea-su-respingimenti-in-libia-per-amnesty-international-una-pietra-miliare

 In quel caso a bordo del mezzo della Guardia di Finanza si trovava un fotografo che, malgrado le pressioni subite dal governo italiano, pubblicò tutte le foto. Nelle sue difese davanti alla Corte Europea dei diritti dell'Uomo, come nel caso Sharifi, i legali del governo italiano tentarono con ogni mezzi di mettere in dubbio la credibilità delle denunce e la stessa esistenza dei ricorrenti. Non stupisce dunque che le autorità greche possano avere fatto lo stesso.

Evidentemente a bordo dei mezzi di Frontex e della Guardia Costiera greca in azione tra Kos e la costa turca non sono presenti fotografi indipendenti, ed è facile smentire spezzoni di filmato, anche quando presi e considerati fotogramma dopo fotogramma mostrano comportamenti poco corretti. Anche se non fosse provato che la Guardia Costiera greca ha squarciato i tubolari di un gommone, il semplice allontanamento dal luogo nel quale rimanevano i naufraghi, alcuni dei quali evidentemente in acqua, senza prestare le dovute attività di ricerca e soccorso rappresenta un gravissimo illecito rilevante sia sul piano del diritto interno che in base al diritto internazionale del mare. Un illecito che dovrebbe giustificare una rigorosa indagine giudiziaria.

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Video-shock-motovedetta-Guardia-costiera-greca-si-allontana-mentre-gommone-migranti-affonda-37e00d66-2e33-4309-91f4-6bab3e1c0b36.html

Ed è su questo che aspettiamo una risposta ed una svolta da parte del governo Tsipras. Altrimenti sarà confermata l'omertà che ha caratterizzato il comportamento delle autorità greche in occasione di precedenti "incidenti". Non basta prendersela con i muri che hanno edificato ai loro confini la Serbia e l'Ungheria. Basterebbe ammettere ad esempio che, di fronte al numero elevatissimo di barchini che tentano la breve traversata da Bodrum a Kos o altre simili, la Guardia Costiera non ha i mezzi per interventi di salvataggio, ed utilizzare per le operazioni SAR (appunto ricerca e salvataggio) anche mezzi della Marina Militare e mezzi privati.

https://mediterraneanhope.wordpress.com/2015/07/25/moas-msf-e-sea-watch-ricerca-e-soccorso-indipendenti-nel-post-mare-nostrum/

Succede tra la Libia e l'Italia, non si comprende perchè non si può fare nel breve tratto di mare che separa la costa turca dalle isole greche, largo appena qualche chilometro, praticamente un lago.

http://www.ekathimerini.com/200620/article/ekathimerini/news/minister-admits-migrant-problem-worse-than-predicted-blames-hungary-serbia-border-wall

Secondo diversi rapporti internazionali questi respingimenti collettivi in mare non sono (stati) certo infrequenti, e sono decine le testimonianze che sono state raccolte nel corso degli anni.

Altri riferiscono di percosse inflitte da agenti della Guardia costiera greca. E di richieste di danaro, 100 euro a persona. Si tratta di episodi recenti, risalenti a poche settimane fa.

 Kos, Bodrum: The Mediterranean’s Desperate Refugees and a Dying Child

 "I am then told a story: several Afghani and Pakistani refugees tried, recently, to cross from Bodrum to Kos. Their flimsy boat was intercepted by Greek armed vessel. I was told that the boat belonged to coastguard and that the refugees were pulled on board and attacked, severely beaten.
“They beat us up, hit our faces, and kicked us all over. Then they demanded 100 euro from each person. “


A man had exposed ugly bruises on his arms, legs and back.
I have no way of confirming the story. Was it really Greek authority or some maritime mafia that attacked the refugees? It is a testimony of several people who tried to cross, but did not make it.

 http://www.globalresearch.ca/kos-bodrum-the-mediterraneans-desperate-refugees-and-a-dying-child/5466311

Alcuni testimoni li abbiamo sentiti personalmente nel corso delle procedure per il riconoscimento della protezione internazionale o umanitaria, sono dichiarazioni documentate in atti interni delle Commissioni territoriali, e per questo chediamo noi la prova contraria rispetto alle denunce dei respingimenti collettivi dalla Grecia verso la Turchia, che la stampa internazionale ha rilanciato in questi ultimi giorni.

https://www.hrw.org/news/2015/02/19/greece-address-longstanding-rights-issues

http://www.newstatesman.com/politics/2015/08/europe-shouldn-t-worry-about-migrants-it-should-worry-about-creeping-fascism


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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