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venerdì 14 agosto 2015

Testimoni confermano gli attacchi della Guardia Costiera greca contro i profughi siriani in fuga dalla Turchia. A Kos, presente una imbarcazione della Guardia di finanza inserita nell'operazione Frontex Poseidon.




Ancora conferme, questa volta da parte di pescatori turchi, delle modalità di blocco e di respingimento adottate dalla Guardia Costiera greca nei confronti delle piccole imbarcazioni sulle quali i profughi siriani, ed anche afghani o di altre nazonalità, cercano di compiere le brevi traversate dalle coste turche alle isolette greche, che nell'Egeo e nel Dodecanneso sono a pochi chilometri di distanza, facili da raggiungere, ma nelle quali adesso il governo greco ha deciso di arrestare chi arriva e per questo sta inviando anche navi  che saranno utilizzate come "prigione" galleggiante.  

http://www.ansamed.info/ansamed/en/news/sections/generalnews/2015/08/14/migration-athens-sends-ship-to-ease-kos-refugees-chaos_45c32237-0e78-4daf-ab0b-e8e1f3340545.html

Questa volta i greci sarebbero giunti al punto di affondare l'imbarcazione carica di migranti. in Italia, naturalmente, non ne parla nessuno.

http://www.euronews.com/2015/08/14/turkish-fisherman-claims-greek-officials-intentionally-sank-migrant-boat/

http://greece.greekreporter.com/2015/08/14/turkish-fishermen-accuse-greek-coast-guard-of-sinking-syrian-refugee-boat/

https://fr.news.yahoo.com/garde-c%c3%b4tes-grecs-coulent-bateau-migrants-m%c3%a9diterran%c3%a9e-073737525.html

http://www.liberation.fr/direct/element/des-garde-cotes-grecs-tentent-de-couler-un-bateau-de-migrants_15284/?utm_campaign=Echobox&utm_medium=Social&utm_source=Facebook

http://tempsreel.nouvelobs.com/monde/20150814

 La guardia costiera greca afferma anche di salvare migranti, ma non smentisce testimonianze ed immagini che ormai hanno fatto il giro del mondo.

http://uk.reuters.com/video/2015/08/14/greek-coastguards-rescue-migrants

 I bravi giornalisti collegano questo incremento esponenziale delle partenze dalla Turchia verso la Grecia alle condizioni dei siriani in Turchia, in costante peggioramento, ed al blocco delle partenze dei grandi cargo che, con o senza equipaggio, in realtà con equipaggi composti anche da persone in fuga, riuscivano a raggiungere direttamente dalla costa di Izmir la Calabria o la Puglia. Dai primi giorni di gennaio di quest'anno, dopo 17 navi arrivate in Italia con oltre 12.000 persone, in gran parte siriani, questo "traffico" è stato stroncato, e sono riprese le traversate con le barchette dalle coste turche alle isole greche più vicine. Potevano dare la possibilità di lasciare salpare navi umanitarie, avrebbero combattuto meglio anche le organizzazioni di trafficanti che continuano invece a proliferare sulla necessità assoluta di mobilità che nessuna norma penale potrà mai sopprimere.

 Turkish crackdown on 'ghost ships' sparked migrant drive to Greece: IOM

 http://www.straitstimes.com/world/europe/turkish-crackdown-on-ghost-ships-sparked-migrant-drive-to-greece-iom

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/12/i-mille-profughi-della-blue-sky-m.html

http://www.nzherald.co.nz/world/news

Ennesima riprova che la mera repressione penale della cd. tratta, che tratta non è perchè i migranti scelgono loro stessi, nel caso della Turchia come e quando partire, ed a chi affidarsi, non porta altro che una modifica dei percorsi e una polverizzazione delle rotte, con rischi crescenti per le vittime che si dovrebbero tutelare aprendo canali legali di ingresso, e con guadagni sempre maggiori dei trafficanti che rischiano senpre il meno possibile, anche a costo della vita delle persone. La strage di Pharmakonisi non ha insegnato davvero nulla, ed i ministri di Tsipras che controllano frontiere e guardia costiera seguono la stessa linea dei governi precedenti.

 http://atenecalling.org/naufragio-farmakonisi-la-guardia-costiera-ha-ucciso-i-migranti/

https://www.amnesty.org/en/latest/news/2015/01/greece-farmakonisi-migrant-tragedy-one-year-and-still-no-justice-victims/

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/01/ad-un-anno-dalla-tragedia-di.html

Le navi umanitarie arrivano dove possono, occorre fare partire altre missioni civili autofinanziate, ma occorre anche cambiare politiche su immigrazione e d asilo, temi da scorporare dalle politiche estere di sicurezza. Occorre aprire canali umanitari. Altrimenti nei prossimi mesi sarà una ecatombe.

http://www.spiegel.de/international/world/alongside-doctors-without-borders-in-the-mediterranean-a-1047535.html

Comunque occorre ricordare he delle 2300 vittime in mare nel corso del 2015, che oggi denuncia l'OIM, oltre 2200 sono annegate nel Canale di Sicilia e nel mar Libico, dove le distanze ed il ritiro parziale di Frontex/Triton non hanno dato scampo. Resterebbe semmai da chiedere cosa ci sta a fare nel Mediterraneo orientale l'operazione Frontex/Poseidon e se partecipa alle attività di respingimento violento e di arresto coordinate dalla Guardia costiera greca.

RAI NEWS 24 comunica che una unita' navale della Guardia di Finanza italiana e' presente nell'isola di Kos nell'ambito del dispositivo Frontex-Poseidon. Questa notte avrebbero salvato persino un uomo che "a nuoto con un salvagente" tentava di raggiungere l'isola. Come se fosse possibile attraversare a nuoto un tratto di mare breve ma comunque proibitivo per chi non sia un fondista... probabile l'ennesimo affondamento di un gommone o di un barchino. Ma questo la Guardia di Finanza, arruolata in Frontex nell'isola di Kos, non lo dice.

Questa e' la prigione galleggiante per i siriani. Per gli altri la prigione e' tutta l'isola di Kos. Presto sara' un inferno. Agenti di Easo contribuiranno alle identificazioni forzate. L'Unione Europea sta facendo la sua parte. Si deve riconoscere.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Grecia-Arrivata-isola-di-Kos-la-nave-per-identificazione-dei-profughi-immigrazione-fe6d9c55-14b9-4f67-a68e-b35cd8bf6013.html

http://www.ekathimerini.com/200579/article/ekathimerini/news/greek-mayor-hands-out-aid-as-kos-sets-up-floating-migrant-center

A partire dal mese di luglio si sono diradate le attività di dicerca e salvataggio delle missioni di Frontex nel Mediterraneo, ma cresce in modo esponenziale la pressione sugli stati, e qundi sulle forze di polizia dei paesi membri, per inasprire le attività di identificazione, previste dai Regolamenti Dublino ed EURODAC, aggiungendo al consueto fotosegnalamento il prelievo forzato delle impronte digitali, anche con il ricorso all'uso della forza.In queste attività si segnala la presenza di un numero crescente di agenti di polizia, almeno sette squadre, appositamente inviate in Italia dall'Agenzia Frontex, che dovrebbe operare in collaborazione con gli agenti di EASO, l'agenzia europea che dovrebbe fornire un "supporto" agli stati membri in difficoltà con un numero elevato di richieste di asilo. Un supporto che finora non si è tradotto in maggiori interventi di ricerca e salvataggio o in un aumento nelle misure di accoglienza, limitandosi soltanto ad un incremento dei controlli di polizia.

http://www.statewatch.org/news/2015/may/eu-med-military-op.pdf

http://www.statewatch.org/news/2015/jul/eu-council-compulsory-finger-printing-of-migrants-11013-15.pdf

Anhe su questo, appena possibile, a Bruxelles  dovranno essere pubblicati i rapporti di attività ed i budget impiegati dalle navi e dagli agenti europei in territorio greco e nelle acque dell'Egeo.

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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