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mercoledì 16 settembre 2015

Aumentano le pressioni per i nuovi HOT SPOT in Italia. Nuovo decreto che estende i casi di detenzione amministrativa per i richiedenti asilo. Dal 30 settembre detenzione in caso di "pericolo di fuga" e per chi ricorre contro un diniego di protezione.


  Mentre aumentano le pressioni sull'Italia per selezionare i migranti appena sbarcati negli HOT SPOT, si dovrebbero predisporre migliaia e migliaia di posti nei CIE, perchè è evidente che anche coloro che dovessero essere definiti migranti economici, in assenza di un sollecito rimpatrio ( che in atto è prevedibile solo per tunisini ed egiziani) dopo le prime 48-72 ore dovrebbero essere internati in veri e propri centri di detenzione. 

http://meridionews.it/articolo/36671/migranti-in-sicilia-i-cinque-centri-gestiti-dallue-anche-la-detenzione-per-chi-non-si-registra/ 

Non è cero una novità, se ne parlava da mesi, adesso la Germania sta facendo pressioni straordinarie su Italia e Grecia.

http://meridionews.it/articolo/34224/frontex-a-catania-primo-passo-di-nuova-politica-ue-in-sicilia-nuovi-centri-il-cara-di-mineo-si-trasformera/ 

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Migranti-Merkel-ad-Italia-e-Grecia-Subito-gli-hotspot-Budapest-annuncia-nuovo-muro-con-Romania-1901e6f7-2fd9-4726-8233-5aa6e99d3c96.html 

Altrimenti sarebbero gli stessi HOT SPOT a trasformarsi in veri centri di detenzione senza nessuna delle garanzie di difesa previste dalle Direttive dell'Unione Europea e dalle leggi ( oltre che dalla Costituzione) italiane. Per il Viminale non ci sono problemi. "CIE per chi non si fa identificare".

http://www.huffingtonpost.it/2015/09/15/hotspot-piano-juncker_n_8138196.html 

Articolo 13 della Costituzione italiana
La libertà personale è inviolabile.

Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge .

In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.

E` punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà



I mezzi di informazione danno già per esistenti strutture che non sono ancora pronte o alle quali ci si limita a cambiare la denominazione, come si sta facendo con i CPSA/Hot Spot di Pozzallo e Lampedusa. Erano già fuori dalla normativa vigente in passato, continuano ad esserlo oggi.
  
Migranti, già operativi i centri in Sicilia. Scontri al confine tra Serbia e Ungheria: lacrimogeni sui profughi. Esperti delle agenzie Ue Frontex, Easo, Europol ed Eurojust in Italia. Arresti nell'Est Europa.

 Pronti gli "hotspot" in Sicilia - "Hotspot" funzionanti in Sicilia. Esperti delle agenzie Ue Frontex, Easo, Europol ed Eurojust sono già operativi per gestire, con i funzionari italiani, le attività di registrazione dei migranti in arrivo sulle coste italiane per individuare chi ha diritto allo status di profugo. Dal 1° ottobre i primi trasferimenti di richiedenti asilo da Italia e Grecia. "I ricollocamenti si potranno fare da inizio ottobre", afferma Natasha Bertaud, portavoce della Commissione Ue per l'immigrazione. Secondo quanto si apprende, le roadmap di Italia e Grecia sono arrivate a Bruxelles. nei cinque punti individuati: Augusta, Pozzallo, Porto Empedocle, Trapani e Lampedusa, mentre il quartier generale si trova a Catania. Intanto, rapido accordo sulla "caccia agli scafisti" tra capi di Stato maggiore Ue per la "force generation". Impegnate 7 navi, tra cui 2 italiane.

 http://notizie.tiscali.it/articoli/esteri/15/09/16/imiograzione-hotspot-italia.html 

  Il sistema dell'accoglienza/detenzione in Italia, fin qui imperniato sui Centri di primo soccorso ed accoglienza (CPSA) come quelli di Pozzallo e Lampedusa, e su qualche CIE ancora aperto, come quelli di Trapani Milo e di Caltanissetta Pian del Lago, si avvia verso la definitiva implosione. Il governo italiano ha attuato nel peggiore dei modi  la Direttiva 2013/33/UE, relativa all'accoglienza dei richiedenti asilo.

 Dopo mesi di difficile gestazione, il Consiglio dei ministri aveva deciso a maggio, arriva il decreto che estende i casi di detenzione amministrativa dei richiedenti asilo. Adesso i CIE scoppieranno davvero.

DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2015, n. 142 

Attuazione della direttiva 2013/33/UE recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, nonche' della direttiva 2013/32/UE, recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale. (15G00158) (GU Serie Generale n.214 del 15-9-2015)

Entrata in vigore del provvedimento: 30/09/2015 

  Art. 6 

 Trattenimento 

 1. Il richiedente non puo' essere trattenuto al solo fine di esaminare la sua domanda. 2. Il richiedente e' trattenuto, ove possibile in appositi spazi, nei centri di cui all'articolo 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sulla base di una valutazione caso per caso, quando: a) si trova nelle condizioni previste dall'articolo 1, paragrafo F della Convenzione relativa allo status di rifugiato, firmata a Ginevra il 28 luglio 1951, ratificata con la legge 24 luglio 1954, n. 722, e modificata dal protocollo di New York del 31 gennaio 1967, ratificato con la legge 14 febbraio 1970, n. 95; b) si trova nelle condizioni di cui all'articolo 13, commi 1 e 2, lettera c), del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e nei casi di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155; c) costituisce un pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica. Nella valutazione della pericolosita' si tiene conto di eventuali condanne, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei delitti indicati dall'articolo 380, commi 1 e 2, del codice di procedura penale ovvero per reati inerenti agli stupefacenti, alla liberta' sessuale, al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attivita' illecite; d) sussiste rischio di fuga del richiedente. La valutazione sulla sussistenza del rischio di fuga e' effettuata, caso per caso, quando il richiedente ha in precedenza fatto ricorso sistematicamente a dichiarazioni o attestazioni false sulle proprie generalita' al solo fine di evitare l'adozione o l'esecuzione di un provvedimento di espulsione ovvero non ha ottemperato ad uno dei provvedimenti di cui all'articolo 13, commi 5, 5.2 e 13, nonche' all'articolo 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286. 3. Al di fuori delle ipotesi di cui al comma 2, il richiedente che si trova in un centro di cui all'articolo 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, in attesa dell'esecuzione di un provvedimento di espulsione ai sensi degli articoli 13 e 14 del medesimo decreto legislativo, rimane nel centro quando vi sono fondati motivi per ritenere che la domanda e' stata presentata al solo scopo di ritardare o impedire l'esecuzione dell'espulsione. 4. Lo straniero trattenuto nei centri di cui all'articolo 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, riceve, a cura del gestore, le informazioni sulla possibilita' di richiedere protezione internazionale. Al richiedente trattenuto nei medesimi centri sono fornite le informazioni di cui all'articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, con la consegna dell'opuscolo informativo previsto dal medesimo articolo 10. 5. Il provvedimento con il quale il questore dispone il trattenimento o la proroga del trattenimento e' adottato per iscritto, corredato da motivazione e reca l'indicazione che il richiedente ha facolta' di presentare personalmente o a mezzo di difensore memorie o deduzioni al Tribunale in composizione monocratica competente alla convalida. Il provvedimento e' comunicato al richiedente nella prima lingua indicata dal richiedente o in una lingua che ragionevolmente si suppone che comprenda ai sensi dell'articolo 10, comma 4, del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, e successive modificazioni. Si applica, per quanto compatibile, l'articolo 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, comprese le misure alternative di cui al comma 1-bis del medesimo articolo 14. Quando il trattenimento e' gia' in corso al momento della presentazione della domanda, i termini previsti dall'articolo 14, comma 5, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, si sospendono e il questore trasmette gli atti al tribunale in composizione monocratica per la convalida del trattenimento per un periodo massimo di ulteriori sessanta giorni, per consentire l'espletamento della procedura di esame della domanda. 6. Il trattenimento o la proroga del trattenimento non possono protrarsi oltre il tempo strettamente necessario all'esame della domanda ai sensi dell'articolo 28-bis, commi 1 e 3, del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, e successive modificazioni, come introdotto dal presente decreto, salvo che sussistano ulteriori motivi di trattenimento ai sensi dell'articolo 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286. Eventuali ritardi nell'espletamento delle procedure amministrative preordinate all'esame della domanda, non imputabili al richiedente, non giustificano la proroga del trattenimento. 7. Il richiedente trattenuto ai sensi dei commi 2 e 3 che presenta ricorso giurisdizionale avverso la decisione di rigetto della Commissione territoriale ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150, e successive modificazioni, rimane nel centro fino all'adozione del provvedimento di cui agli articoli 5 e 19, comma 5, del medesimo decreto legislativo, nonche' per tutto il tempo in cui e' autorizzato a rimanere nel territorio nazionale in conseguenza del ricorso giurisdizionale proposto. 8. Ai fini di cui al comma 7, il questore chiede la proroga del trattenimento in corso per periodi ulteriori non superiori a sessanta giorni di volta in volta prorogabili da parte del tribunale in composizione monocratica, finche' permangono le condizioni di cui al comma 7. In ogni caso, la durata massima del trattenimento ai sensi dei commi 5 e 7 non puo' superare complessivamente dodici mesi.

 http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale


Nessun riscontro agli appelli di trattare questa materia al di fuori delle politiche si sicurezza nazionale e di contrasto dell'immigrazione cd. irregolare. La direttiva europea si poteva applicare in modo diverso, ma non sono state ascoltate le osservazioni delle associazioni.

http://www.asgi.it/notizia/asilo-accoglienza-associazioni-richiesta-dialogo/

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/08/il-governo-italiano-sotto-accusa.html

Scriveva Vladimiro Polchi su Repubblica nel mese di giugno, ed anticipava le idee di Renzi, dopo l'approvazione del provvedimento da parte del Consiglio dei ministri.

Clandestini al Sud, rifugiati al Nord. La rete dell'accoglienza italiana è pronta alla rivoluzione. Addio vecchi centri, arrivano hotspot, hub chiusi e hub aperti. Cambia tutto, o quasi: le regioni di approdo dei migranti continueranno a sostenere il peso maggiore. Al Sud spetterà infatti accogliere migranti economici, irregolari e richiedenti asilo. Mentre, al Nord arriveranno solo i profughi. E così, se l'Europa frena sull'agenda immigrazione, al governo italiano non resta che premere sull'acceleratore delle espulsioni. "I richiedenti asilo si accolgono, i migranti economici vengano rimpatriati". Eccola infatti la ricetta targata Matteo Renzi per uscire dall'emergenza profughi. Peccato però che in Italia, se c'è una macchina che non funziona, è proprio quella delle espulsioni. Il nuovo piano del governo prova allora a cambiare le regole del gioco. Il Consiglio dei ministri ha approvato il 18 maggio un decreto legislativo di recepimento delle direttive Ue, che prevede hotspot per la prima accoglienza e hub regionali per identificazione e smistamento. Come funzioneranno?

"Spariscono tutti i centri di primo soccorso e accoglienza. Chi arriva sulle nostre coste verrà subito accolto in uno dei 5 o 6 hotspot che apriranno nelle regioni con punti di sbarco  -  spiegano dal Viminale  -  e dunque in Sicilia, Calabria e Puglia, forse anche in Campania". I luoghi per ora identificati sono Lampedusa, Augusta, Pozzallo, Porto Empedocle, Taranto. "Qui i migranti potranno rimanere non più di 48 ore". La seconda tappa sono gli hub, grandi centri di smistamento, distinti in "chiusi" e "aperti". I primi saranno 6 e verranno allestiti sempre nelle regioni di approdo, dunque al Sud. Qui si proverà a distinguere tra migranti economici irregolari e chi invece ha diritto all'asilo o qualche altra forma di protezione internazionale. "Chi non ha manifestamente diritto all'accoglienza e chi rifiuta di farsi identificare  -  precisano i tecnici del ministero dell'Interno  -  verrà trasferito nei Cie. Chi invece legittimamente fa richiesta di asilo
identificare  -  precisano i tecnici del ministero dell'Interno  -  verrà trasferito nei Cie. 

http://www.repubblica.it/politica/2015/06/26/

Adesso le vittime designate saranno i migranti internati prima negli HOT SPOT e poi nei centri di detenzione, ma sarà una decimazione, forse anche una serie di scelte casuali, perchè non riusciranno mai a costruire tante prigioni per contenere il numero dei migranti forzati che comunque, malgrado tutto, continueranno ad arrivare in Italia. Per proseguire verso altri paesi europei.

http://www.eunews.it/2015/09/16/rifugiati-il-grande-ingorgo-europeo/41521

http://www.limesonline.com/rubrica/gli-infetti

Ancora possibili dunque altri respingimenti sommari e collettivi come quelli per i quali l'Italia è stata condannata dalla Corte Europea dei diritti dell'Uomo nel caso Sharifi/Italia e Grecia.

http://asiloineuropa.blogspot.it/2014/10/sentenza-sharifi-e-altri-contro-italia.html

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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