Powered by Blogger.

Archivio blog

Search

giovedì 24 settembre 2015

Che cosa sono gli HOT SPOT che l'Unione Europea vorrebbe imporre all'Italia e perchè falliranno. Nuove forme arbitrarie di limitazione della libertà personale.Diritti fondamentali a rischio. Verso l' Europa di polizia.


Attorno agli Hot Spot ruota tutta la campagna mediatica avviata dalle principali agenzie dell'Unione Europea per coniugare "responsabilita'" e "solidarietà", i termini chiave delle scelte politiche adottate nei Consigli europei ed in Commisione, mentre il Parlamento viene lasciato alla larga da qualsiasi effettiva scelta decisionale.

http://www.ansa.it/english/news/2015/09/23/40-eu-migrant-procedures-against-19-countries-2_307e162e-1a55-471d-8e23-286206579af1.html

http://www.statewatch.org/news/2015/sep/eu-com-infringement-refugees.pdf

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2015/09/22/migranti-consiglio-straordinario-ue.-juncker-ora-azioni-coraggiose-e-comuni.-telefonata-obama-merkel_0a841be3-e15e-42c7-8f5b-ccdbec26bf87.html

http://eulawanalysis.blogspot.co.uk/2015/09/relocation-of-asylum-seekers-in-eu-law.html  

Dpo avere parlato di "campi di concentramento" a proposito dei nuovi Hot Spot, il capo del Dipartimento libertà civili del Ministero dell'interno precisa la sua posizione. Propositi irrealizzabili, aumenteranno soltanto le deportazioni collettive vietate dalla Convenzione europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo.

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/491114/Migranti-Finira-nei-Cie-chi-non-accetta-l-identificazione-negli-hotspot

 Qui i dettagli sulla rilocazione di 120.000 migranti da Grecia ed Italia verso altri paesi europei, una linea di intervento, ma ancora nessuna decisione operativa.

http://www.statewatch.org/news/2015/sep/eu-com-on-relocation-deal.pdf

  https://euobserver.com/migration/130401

http://www.statewatch.org/news/2015/sep/eu-summit-refugee-crisis-prel.pdf

Ecco come funzioneranno i nuovi Hot Spot, o almeno come dovrebbero funzionare nella visione adottata dai ministri e dai capi di stato a Bruxelles. La realtà in Sicilia ed in altre regioni è molto, molto lontana da questa visione teorica che maschera una politica di selezione e di respingimento.

http://www.statewatch.org/news/2015/sep/eu-com-managing-refugee-crisis-com-490-annex-1.pdf 

http://www.statewatch.org/news/2015/sep/eu-com-managing-refugee-crisis-com-490-annex-2.pdf 

http://eulawanalysis.blogspot.be/2015/09/hotspots-for-asylum-applications-some.html

 Nei nuovi Hot Spot che "ci chiede l'Europa", stretta collaborazione tra gli agenti di EASO che dovrebbe "supportare" l'Italia nella "gestione" dei richiedenti asilo e quelli di Frontex che dovrebbe organizzare i voli di rimpatrio per quelli che saranno definiti "migranti economici", oppure provenienti da "paesi terzi sicuri", con la presenza scontata di consoli che vanno e vengono per identificare gli uni e gli altri. Ed a velocizzare le operazioni dovrebbero arrivare le pattuglie europee denominate RABBIT.

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/european-agenda-migration/proposal-implementation-package/docs/communication_on_managing_the_refugee_crisis_annex_3_en.pdf

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/09/rimpatri-forzati-ed-accordi-con-i-paesi.html

Mentre i media italiani brancolano nel buio più assoluto e si riconvertono come Hot Spot i vecchi CPSA di Pozzallo e di Lampedusa, nei quali in passato si erano verificati abusi tanto gravi da portare a denunce ed a una recente condanna della Corte Europea dei diritti dell'Uomo, la Commissione su mandato del Consiglio chiarisce con documenti interni come funzioneranno queste nuove strutture di prima identificazione e di selezione dei migranti, con una separazione dei richiedenti asilo dai cd. migranti economici.

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/european-agenda-migration/proposal-implementation-package/docs/communication_on_managing_the_refugee_crisis_annex_3_en.pdf

http://eulawanalysis.blogspot.be/2015/09/hotspots-for-asylum-applications-some.html

In Italia si comincia ad avvertire come queste strutture costituiranno grande sfoggio di burocrazia per i vari corpi della sicurezza europea ma non modificheranno di un solo milimetro la situazione assai critica delle migliaia di persone che vengono sbarcate nei porti italiani, soprattutto siciliani, quando riescono ad arrivare da vivi. Migranti economici o profughi finiranno tutti in strutture di accoglienza/detenzione nelle quali sarà davvero arduo garantire i diritti fondamentali della persona.

IL CIR: GLI HOTSPOT SONO I NUOVI CIE!
Roma 24 settembre 2015
Comunicato stampa
CIR: Consiglio Europeo luci e ombre, mancano misure fondamentali per proteggere le persone
Il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) giudica gli esiti del Consiglio Europeo e della politica comunitaria in materia di asilo insufficienti.
Riconosciamo che per la prima volta in Europa si delineano delle risposte comuni alla crisi che sta investendo il continente. Di fronte alle migliaia di persone intrappolate ai confini di vari Paesi membri, in assenza di risposte di accoglienza e protezione adeguate, si gettano le basi per superare il Sistema Dublino attraverso la ricollocazione di 120mila persone. Un fatto epocale, ma una misura che non è sufficiente di fronte alla sfida che ci troviamo ad affrontare.
“In primo luogo appare molto limitante che siano considerati eleggibili per il ricollocamento solo richiedenti asilo ritenuti in “chiaro bisogno di protezione”, ovvero provenienti da 2-3 nazionalità. Un altro rischio è che questa misura non diminuisca minimamente i movimenti secondari all’interno dell’Unione, ma ne cambi solo le rotte. Temiamo che il richiedente asilo non cercherà più di arrivare in Germania dalla Grecia, ma dalla Lituania. Noi proponiamo che ogni ricollocamento sia obbligatoriamente legata o ai legami familiari e culturali delle persone o a un chiaro progetto di integrazione personalizzato e finanziato dall’Unione Europea in Stati Membri attualmente, in molti casi, impreparati a ricevere e integrare rifugiati” dichiara Christopher Hein Portavoce del CIR.
“Nel disegno presentato, inoltre, il ricollocamento funziona solo se collegato al meccanismo degli hot spot che dovrebbero essere i punti in cui viene garantito il fotosegnalamento di quanti arrivano in Europa. Il CIR insiste nel chiedere che in questi luoghi tutti i cittadini stranieri in arrivo siano informati sul diritto di chiedere asilo, come previsto dalla normativa italiana e comunitaria, e che siano, in tempi molto brevi, intervistati attraverso colloqui individuali per valutare i loro legami familiari e culturali al fine del ricollocamento. Temiamo invece che questi luoghi, che sembrerebbero inevitabilmente di detenzione amministrativa, divengano dei nuovi CIE” continua Fiorella Rathaus Direttrice del CIR.
Ma in particolare preoccupa l’assenza, in tutto il programma delineato dalle istanze comunitarie, di modalità di ingresso legali per le migliaia di rifugiati che premono ai confini europei. Non si parla delle vie legali di accesso come: l’utilizzo di visti umanitari, un programma di reinsediamento che dia risposte numeriche adeguate alle esigenze dettate dalla crisi siriana, la possibilità di chiedere asilo dalle rappresentanze consolari. Come CIR siamo convinti che questa sia l’unica via per garantire il rispetto della vita e la protezione dei rifugiati che cercano di arrivare in Europa.
“È stato gettato un primo mattone per la costruzione di un vero sistema d’asilo comune in Europa. Ora è di fondamentale importanza che la reale protezione delle persone venga messa al centro di questo disegno” conclude Hein.

E per quanto riguarda il trattenimento amministrativo nei vecchi CIE la Corte di Cassazione mette paletti ben precisi che limitano la discrezionalità delle forze di polizia.

http://www.ristretti.org/Le-Notizie-di-Ristretti/nei-cie-solo-in-vista-dellespulsione 

Senza un sistema efficace di rimpatrio che garantisca i diritti fondamentali che spettano a tutti, anche ai cittadini stranieri irregolari, e senza centri di detenzione che possano garantire il tratenimento di coloro, e saranno migliaia di persone, che dovessero essere considerate come "migranti economici" o provenienti da "paesi terzi sicuri", tutta questa manovra (finora pubblicitaria) sugli Hot Spot si trasformerà nell'ennesimo tentativo fallito di controllo delle frontiere senza tenere in minimo conto la necessità ormai inderogabile di stabilire canali legali di ingresso per lavoro ( che non sia la ridicola carta blu per i migranti altamente secializzati) e canali umanitari per chi fugge da querre e persecuzioni. Anche le risorse economiche stabilite per queste politiche appaiono del tutto irrisorie rispetto alle dimensioni sociali ed umane delle migrazioni forzate oggi in corso.

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/european-agenda-migration/proposal-implementation-package/docs/communication_on_managing_the_refugee_crisis_annex_7_en.pdf

 Se i governanti europei avessero avuto un minimo di coraggio, oltre che di sano realismo, sarebbero state possibili altre scelte, come l'applicazione della Direttiva 2001/55/CE prevista proprio per i casi di "afflusso massiccio di profughi" ed una riforma sostanziale del Regolamento Dublino, con la creazione di un vero  proprio "diritto d'asilo europeo". Si è preferito invece andare in direzione opposta, con misure di polizia e con accordi con i paesi di transito, anche quando sono governati da personaggi impresentabili come Erdogan, nel caso della Turchia. E poi ci si affida ad operazioni militari già fallimentari come EUNAVFOR MED.

http://www.statewatch.org/news/2015/sep/eu-meijers-cttee-eunavfor.pdf

http://www.statewatch.org/news/2015/sep/ep-refugees-military-action-prel.pdf

http://www.radioradicale.it/scheda/454005/intervista-a-fulvio-vassallo-paleologo-su-ultima-sentenza-della-cedu-su-immigrazione

Le scelte adottate in questi mesi da un gruppo di politici mediocri attenti soltanto a non inimicarsi i propri elettorati, prevalentemente di destra, rischiano di abbattersi come un maglio sul futuro delle generazioni future, di europei e di migranti, ostaggio dei ricatti tra i diversi stati,  se ancora si potrà parlare di Europa. Ribellarsi è giusto e doveroso, a partire dalla necessità di produrre controinformazione per combattere le menzogne che quotidianamente vengono diffuse al fine di dimostrare i successi che queste politiche di esclusione.

0 commenti:

Posta un commento

Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro