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mercoledì 23 settembre 2015

Ftwi Segen, vittima del Regolamento Dublino e della disinformazione. Si fugge dall'Eritrea, si sopravvive alle torture in Libia e si muore di accoglienza in Italia.


Restituiamole almeno il nome. I mezzi di informazione hanno cancellato anche questa tragedia. Con giorni di ritardo arriva un video con testimonianze che aprono scenari inquietanti sulle vere ragioni della fuga delle ragazze eritree dal centro di accoglienza di Giugliano vicino Napoli, mel quale erano state trasferite sibito dopo lo sbarco in Sicilia. Un centro con una forte presenza di uomici nigeriani dai quali le ragazze volevano evidentemente fuggire.

http://youmedia.fanpage.it/video/aa/VgQydeSwRoRydNpe

Le avevamo viste al porto di Palermo, tante ragazze eritree appena sbarcate dalla nave tedesca Schleswig-Holstein. Molte di loro erano state avviate subito verso circuiti protetti, oltre sessanta, con un lavoro eccezionale di volontari e operatori istituzionali. Mai tante giovani donne erano state messe in sicurezza dopo uno sbarco. Se è successo anche questo, se una donna è fuggita per la paura di farsi identificare, e di restare intrappolata nelle maglie del Regolamento Dublino, e forse anche per la eterogenea composizione degli ospiti nel centro di accoglienza nel quale era stata portata, se è stata investita ed uccisa mentre correva lungo un raccordo autostradale, dovranno riflettere davvero sulle modalità di collocazione e trasferimento delle donne che arrivano dalla Libia, sappiamo con quale peso di orrori vissuti sul loro corpo. Perchè non succeda mai più.

"Ftwi Segen era arrivata ieri mattina in autobus dalla Sicilia. Era stata accompagnata con alcuni parenti, tra cui una sorella, al centro «Diogene» di Giugliano. Sarebbe dovuta rimanere lì in attesa di essere fotosegnalata e poi dirottata chissà dove. Essere fotosegnalati, tuttavia, è proprio ciò che la maggior parte dei migranti non vuole: il loro obiettivo è raggiungere i Paesi del Nord Europa, e se fossero identificati lasciare l’Italia sarebbe molto più difficile. In questo caso, inoltre, secondo gli operatori del centro, il gruppo di giovani eritrei aveva manifestato disagio nel trovarsi sotto lo stesso tetto di migranti di altri gruppi etnici" .

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/

http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/incidente_stradale_morta_17enne_giugliano/notizie/1579496.shtml

http://www.ilmeridianonews.it/2015/09/fugge-dalla-fame-e-dalla-dittatura-ma-in-italia-trova-la-morte-ecco-la-storia-di-seyenne/

In Calabbria in un centro di accoglienza straordinaria, una minore costretta a convivere con venti adulti. E non sono affatto casi rari. Il sistema di distribuzione dei migranti appena sbarcati funziona  con grande improvvisazione e considera le persone come numeri senza proteggere i soggetti vulnerabili e le giovai donne. E poi pensano soltanto agli Hot Spot per identificare ed espellere.

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10206478877084729&set=a.2287499920992.118020.1653755297&type=3&theater

http://www.gazzettadelsud.it/news/159762/Minorenne-da-sola--con-venti.html

 http://approdonews.it/giornale/?p=175472

  Migranti, 3707 minori scomparsi nel 2014 dai centri d'accoglienza

 ROMA - Un esercito di invisibili gira per l'Italia. Sono i 3.707 minori stranieri scomparsi nel 2014 dai centri di accoglienza, su un totale di 14.243 sbarcati sulle nostre coste. A fornire il dato è il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, nel corso della seduta della commissione parlamentare Antimafia della Sicilia. Il ministro ha citato dati del ministero del Lavoro, al 31 dicembre del 2014. Solo in Sicilia i minori stranieri non accompagnati scomparsi dai centri sono 1.882 su 4.628 registrati.

http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2015/01/13/news/migranti_3707_minori_scomparsi_nel_2014_dai_centri_d_accoglienza-104858308/



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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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