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martedì 1 settembre 2015

Italia condannata ancora una volta dalla Corte Europea dei diritti dell'Uomo, ma non è una sentenza definitiva e proseguono i trattenimenti arbitrari nei CPSA di Lampedusa e Pozzallo.


Una sentenza importante, benchè ancora non definitiva, che ribadisce come un nucleo essenziale di diritti fondamentali spetti anche ai cd. "migranti economici", in caso di respingimento, espulsione e trattenimento amministrativo. Gli accordi bilaterali di riammissione non possono derogare i principi affermati dalla Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo.Se si potesse fare valere effettivamente il diritto di difesa, se i giudici fossero indipendenti rispetto agli indirizzi del potere esecutivo e se gli avvocati non facessero incetta di procure a decine, basterebbe applicare i principi affermati dalla Corte di Strasburgo che imporrebbero la immediata liberazione delle donne nigeriane trattenute nel Cie di Ponte Galeria a Roma, e dei cittadini marocchini trattenuti arbitrariamente nel Cpsa di Pozzallo.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/

http://www.statewatch.org/news/2015/sep/echr-lampedusa-judgment-prel.pdf

La Corte di Strasburgo condanna l'Italia anche per la violazione del divieto di espulsioni collettive.

Il testo in francese della sentenza

http://www.statewatch.org/news/2015/sep/echr-lampedusa-judgment.pdf 

Alcuni precedenti del caso

http://m.famigliacristiana.it/articolo/navi_270911200313.htm 

http://www.ristretti.org/Le-Notizie-di-Ristretti-2013/immigrazione-la-procura-di-palermo-indaga-sulla-navi-trasformate-in-prigione 

http://m.repubblica.it/mobile/r/locali/palermo/cronaca/2011/09/27/news/la_procura_apre_un_inchiesta_sulla_gestione_dei_tunisini-22304475/ 

http://siciliamigranti.blogspot.it/2011/09/ritirata-strategica-del-ministero.html?m=1 

 Una sentenza della Corte Europea dei diritti dell'Uomo che corrisponde alla più recente giurispdudenza della Corte di Cassazione che richiede procedure individuali, obbligo di motivazione e una completa informazione da garantire ai migranti sottoposti alle procedure di allontanamento forzato, oltre che un effettivo esercizio dei diritti di difesa. Le garanzie dello stato di diritto valgono per tutti, migranti economici e richiedenti asilo. Vedremo adesso se il governo italiano impugnerà questa decisione e con quali motivazioni.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/08/diritto-di-polizia-convalidate-le.html

 Una sentenza importante perchè ancora in questi giorni nei Centri di primo soccorso e accoglienza (CPSA) di Lampedusa e Pozzallo si sono verificati casi di trattenimento arbitrario, mentre alcune questure hanno adottato provvedimenti di respingimento collettivo prima che i destinatari potessero difendersi, arrivando al punto di fare entrare nei CPSA, che sono centri di accoglienza e non di espulsione, gli agenti consolari per predisporre le procedure di rimpatrio forzato. Come è confermato dalle motivazioni fornite dalla Prefettura di Ragusa per impedire l'accesso nel CPSA di Pozzallo, ad una delegazione della Campagna LasciateCientrare.



20 agosto  2015                                            
                                           Spett.le Referente “Campagna LasciateCIEntrare”                    
                                                                             
                                                         p.c.       alla Questura di
                                                                              Ragusa  

OGGETTO: richiesta di accesso al C.P.S.A. di Pozzallo.
                       “Campagna LasciateCIEntrare”

                       Si fa riferimento alla richiesta di autorizzazione  per l’accesso al C.P.S.A. di Pozzallo di una delegazione di giornalisti, avvocati ed attivisti,  per i giorni 21 agosto e 15 settembre 2015, per la quale il  superiore Ministero dell’Interno ha fornito il proprio favorevole avviso.
                      Al riguardo, tuttavia, la Questura di Ragusa informa che domani 21 agosto c.a., inizieranno le operazioni di identificazione dei migranti presenti presso il predetto CPSA, cui parteciperanno le Autorità Consolari di riferimento.
                    
                    Alla luce di quanto precede, dunque, per tali sopraggiunte esigenze, al momento non si ravvisano le condizioni  necessarie e compatibili con tale attività di identificazione, nonché per la  sicurezza dei Signori  Delegati.
   
                   Tale accesso, previe intese con questo Ufficio, potrà avvenire ad operazioni di identificazione completati che, si presume, si protrarranno per vari giorni.


                                                                                          P.IL PREFETTO
                                                                                      Il Viceprefetto Vicario

 Oggi CARA ( Centro di accoglienza per richiedenti asilo) fa cassetta e per il Giornale diventa tutta una cosa con i CPSA, Centri di primo soccorso ed accoglienza, come quelli di Lampedusa e Pozzallo. Nei CARA comunque non ci vanno i "clandestini", come scrive il Giornale, ma i richiedenti asilo, dopo essere stati identificati. E nei Centri di primo soccorso ed accoglienza non ci sono "clandestini", ma solo migranti da soccorrere ed assistere. Possibilmente senza esporli alle visite dei consoli in vista del loro respingimento. Come succede nel CPSA di Pozzallo.

Strasburgo ci condanna per 3 clandestini in un Cara

Secondo la Corte dei Diritti dell'Uomo, le condizioni della detenzione dei tre cittadini tunisini "hanno leso la loro dignità", a causa del sovraffolamento e delle condizioni igieniche della struttura


http://www.ilgiornale.it/news/cronache/strasburgo-ci-condanna-3-clandestini-cara-1165210.html

Italia sotto accusa anche davanti alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea per il mancato rispetto degli standard minimi di accoglienza.

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro