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mercoledì 9 settembre 2015

La Germania sospende il Regolamento Dublino per i siriani ma chiede regole vincolanti per la distribuzione dei "profughi" e più rigore per l'allontanamento forzato dei "migranti economici". Il Piano Juncker è già fallito, ma si finge il contrario.Intanto si lavora per la esternalizzazione del diritto di asilo, verso la Conferenza di Malta.


Questa è la reale situazione, frutto di un indirizzo amministrativo sempre revocabile, a scelta del governo tedesco. Questa è la cd. clausola di sovranità prevista dal vigente regolamento Dublino III. In base alla decisione assunta alcune settinane fa dall'Ufficio federale tedesco si possono sospendere le riammissioni dalla Germania verso altri paesi dell'Unione Europea. Ma vale solo per i siriani.

 "Under the Dublin Regulation, a Member State may make use of the "sovereignty clause" to voluntarily assume responsibility for processing asylum applications for which it is not otherwise responsible under the criteria of the Regulation. "

http://www.asylumineurope.org/news/24-08-2015/germany-halt-dublin-procedures-syrians 

 "The German Federal Office for Migration and Refugees (BAMF) has issued internal instructions suspending the Dublin procedure in respect of Syrian nationals.

According to the instructions, dated 21 August 2015, Dublin procedures that have already been initiated in relation to Syrians are to be cancelled, in order for Germany to become the Member State responsible for processing their claims. This entails that enforceable return orders for Dublin transfers to other countries are also to be revoked. Newly applying Syrian asylum seekers are to be immediately channelled into the regular asylum procedure and will not be given the Dublin questionnaires usually provided to applicants".

La decisione di un ufficio federale, dunque una decisione amministrativa, se potrebbe essere ampliata, su base discrezionale, come sembrerebbe da alcune recenti dichiarazioni della Merkel,in favore di cittadini provenienti da altri paesi, purchè fuggano da guerre e persecuzioni. Del resto, si potrebbero creare disparità di trattamento ingiustificabili anche in base alla Costituzione tedesca ed alle regole dell'Unione Europea, ma su questo non sono da escludere altri contrasti giurisprudenziali. Di sicuro, si arriverà presto ad una lista di "paesi terzi sicuri" di origine, una lista che per adesso esiste come previsione generica nelle Direttive, ma non è vincolante per gli stati, come l'Italia, che non l'hanno recepita nella legislazione interna. "Paesi terzi sicuri" dunque, verso i quali respingere le persone, originarie di quegli stati, che presentano una richiesta di protezione internazionale.

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/germany/11821822/Germany-drops-EU-rules-to-allow-in-Syrian-refugees.html

http://www.statewatch.org/news/2015/jul/eu-council-safe-country-of-origin-10687-15.pdf

 La Germania ha soltanto sospeso a tempo, con un atto di indirizzo amministrativo, le riammissioni Dublino dei soli siriani verso altri paesi europei. La cd. clausola di sovranità rientra nel vigente Regolamento Dublino III, che non è stato affatto sospeso dalla Germania o da altri stati, per quanto riguarda le riammissioni di cittadini di paesi terzi richiedenti asilo che non siano siriani. Di fatto il Regolamento Dublino III era già paralizzato, sia perché i paesi terzi come Grecia ed ...Italia non prelevavano le impronte digitali, né potevano essere costrette a farlo, visti i numeri, d'altra parte perché le riammissioni erano davvero poche ( dieci per cento dei casi) e costosissime, anche dal punto di vista umano.  Nel 2014 su 170.000 migranti giunti nel nostro paese, oltre 100.000 ne erano usciti in direzione nordeuropa. E quest'anno non va molto diversamente, malgrado l'invio di pattuglie dell'agenzia europea Frontex nei principali porti di attracco delle navi che svolgono attività di salvataggio in mare. La Germania da oltre un anno aveva sospeso l'applicazione del Regolamento Dublino nei confronti della Grecia. 

http://www.thelocal.de/20150909/were-up-to-challenge-of-21st-century-merkel 

 http://www.dw.com/en/immigration-expert-no-immigration-more-unemployment/a-18702312
 http://www.independent.co.uk/news/world/europe/refugee-crisis-the-map-that-shows-why-some-european-countries-love-asylum-seekers-10492642.html 

http://www.aljazeera.com/indepth/features/2015/09/germany-800000-refugees-150909065445586.html 

http://sputniknews.com/europe/20150909/1026782192.html 

Inoltre i ricorsi degli avvocati potevano sospendere per molto tempo la effettiva esecuzione delle misure di trasferimento verso il primo paese di ingresso, e già anni fa i Tribunali amministrativi tedeschi avevano sospeso decine di procedure di riammissione dalla Germania verso l'Italia.

http://www.questionegiustizia.it/articolo/l-italia-non-e-un-paese-sicuro-per-richiedenti-asilo_07-10-2013.php 

  La Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha chiarito la portata della "clausola di sovranità" prevista dal Regolamento Dublino III, sulla base della quale la Germania sta sospendendo le riammissioni dei soli cittadini siriani verso altri paesi UE aderenti allo stesso Regolamento.

http://asiloineuropa.blogspot.it/2013/06/corte-di-giustizia-ue-causa-halaf.html

 Dunque una decisione provvisoria, l'indirizzo amministrativo tedesco, non un atto legislativo, di fronte all'evidente fallimento del Regolamento Dublino per casi di afflusso massiccio di sfollati da zone di guerra. Ed anche una presa d'atto che l'Unione Europea non ha una politica comune su questo terreno, perché altrimenti si potevano applicare criteri vincolanti di riparto e forse ci si poteva anche avvalere della direttiva 2001/55/CE che è prevista proprio nel caso di afflusso massiccio di sfollati. Se non sono sfollati i siriani, e se il loro arrivo in Europa non è "afflusso massiccio" quando la applicano ?

http://www.csmonitor.com/World/Europe/2015/0908/Can-Hungary-and-Denmark-legally-turn-away-refugees

http://www.mirror.co.uk/news/world-news/hundreds-migrants-break-away-police-6404907

Ma evidentemente quello che si era prefigurato nel 2001 non si può realizzare con i populismi che squassano l'Europa e con partiti opportunisti che speculano sulla crisi e sulla fame dei cittadini europei, distrutti da un sistema finanziario che ha abbattuto quasi ovunque lo stato sociale. Per tutti, siano cittadini o migranti. La Merkel che è la principale responsabile della crisi economica che ha strizzato le economie di Grecia ed Italia, chiede adesso regole comuni e vincolanti, anche in materia di asilo ed accoglienza, ma non è chiaro quanto queste regole comuni saranno sostenibili e dunque condivise.

http://www.businessspectator.com.au/news/2015/9/9/europe/eu-must-pass-binding-rules-refugees-merkel

http://www.theguardian.com/world/shortcuts/2015/sep/01/mama-merkel-the-compassionate-mother-of-syrian-refugees

Si chiedono regole vincolanti per tutti, sulla stessa scia, Renzi ed il Presidente della Commissione UE Juncker, ma è difficile che soprattutto sulla rilocazione dei profughi,  nelle sedi dell'Unione Europea a Bruxelles, e soprattutto tra Bruxelles e le capitali europee, si raggiunga un accordo.

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/european-agenda-migration/proposal-implementation-package/index_en.htm

http://www.europarl.europa.eu/news/en/news-room/content/20150909STO92301/html/Refugee-crisis-must-be-first-priority-says-Juncker-in-2015-State-of-EU-debate

 Stanno cercando di resuscitare i piani già falliti a giugno, ma non si vedono le condizioni politiche per una loro implementazione vicolante da parte di tutti gli stati UE.

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/european-agenda-migration/proposal-implementation-package/index_en.htm

http://www.huffingtonpost.it/2015/06/16/migranti-alfano-esulta-ma-laccordo-ancora-non-ce_n_7594416.html

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-09-08/migranti-ok-commissari-ue-piano-juncker-205241.shtml?uuid=ACsrYOu

http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/09/03/news/impronte-ai-migranti-misure-coercitive-possibili-dai-14-anni-in-su-1.227855

Siamo sempre a livello di proposte, alcune saranno anticipate a livello di prassi di polizia o di accordi bilaterali, ma una politica comune europea in questa materia appare ancora lontana.

  European Agenda on Migration – Legislative documents

Second implementation package (09/09/2015)

In its second package of proposals following the European Agenda on Migration, the Commission presents the following concrete measures:
  • Relocating 120.000 asylum seekers from Italy, Greece and Hungary to other EU countries:
    Proposal for a Council Decision pdf - 265 KB [265 KB] on provisional measures in the area of international protection for the benefit of Italy, Greece and Hungary (Annexes pdf - 727 KB [727 KB] )
  • A permanent crisis relocation mechanism under the Dublin system:
    Proposal for a Regulation pdf - 435 KB [435 KB] of the European Parliament and of the Council establishing a crisis relocation mechanism and amending Regulation (EU) No 604/2013 of the European Parliament and of the Council of 26 June 2013 establishing the criteria and mechanisms for determining the Member States responsible for examining an application for international protection lodged in one of the Member States by a third country national or a stateless person  (Annex pdf - 113 KB [113 KB] )
  • A European list of safe countries of origin:
    Proposal for a Regulation pdf - 315 KB [315 KB] of the European Parliament and of the Council establishing an EU common list of safe countries of origin for the purposes of Directive 2013/32/EU of the European Parliament and of the Council on common procedures for granting and withdrawing international protection, and amending Directive 2013/32/EU (Annex pdf - 30 KB [30 KB] )
  • Action plan on return:
    Communication pdf - 587 KB [587 KB] from the Commission to the European Parliament and to the Council: EU Action Plan on return
  • Return Handbook:
    Version having received the approval in principle of the Commission on 09/09/2015. Adoption will take place as soon as all language versions are available.
    Commission recommendation pdf - 39 KB [39 KB] establishing a "Return Handbook" to be used by Member States’ competent authorities when carrying out return related tasks (Annex pdf - 552 KB [552 KB] )
  • Public Procurement rules for Refugee Support Measures:
    Communication pdf - 370 KB [370 KB] on Public Procurement rules for Refugee Support Measures
  • Addressing the external dimension of the refugee crisis:
    Communication pdf - 551 KB [551 KB]  on Addressing the external dimension of the refugee crisis
  • A Trust Fund for Africa
    Draft Commission Decisions 
A livello europeo si pone in modo pressante il problema del rapporto con i paesi terzi, come la Turchia, mentre in Italia si vaneggia ancora del Processo di Khartoum, come se fosse possibile avviare a breve la collaborazione con la Libia o aprire centri dove selezionare i richiedenti asilo in Sudan o in Niger.

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/italy/11463400/Italy-calls-for-migration-centres-outside-EU.html

http://www.statewatch.org/news/2015/jun/eu-AVRAMOPOULOS-migration-letter-to-eu-ministers.pdf

Di tutto questo se ne parlerà a Malta in una Conferenza degli stati UE con i paesi terzi, l'11 ed il 12 novemnre 2015. Ma che tutta l'Unione Europea adotti una linea comune è ancora molto improbabile. Magari si cercherà di strumentalizzare l'UNHCR per improbabili centri di raccolta nei paesi di transito. E nessuno parla più dei morti in mare sulla rotta dalla Libia, la rotta migratoria più pericolosa del mondo.

http://www.statewatch.org/news/2015/aug/eu-council-med-crisis-preparation-La-Valletta-11534-15.pdf

http://neurope.eu/article/denmark-does-not-want-refugees-but-seeks-unchr-top-job/

http://www.sigmalive.com/en/news/greece/134920/merkel-need-to-control-refugee-situation-in-greeceampturkey

http://www.zeit.de/politik/ausland/2015-08/fluechtlinge-dublin-eu-asyl

http://www.zeit.de/politik/ausland/2015-09/dublin-verordnung-asylbewerber-europa

http://www.amnesty.it/Europa-necessario-drastico-cambiamento-della-risposta-alla-crisi-dei-rifugiati

http://www.theguardian.com/world/2015/sep/07/libya-183-drowned-people-smuggling-boat-zuwara

In Italia si continua a giocare con le parole, tra HOT SPOT, HUB e "migranti economici", ed a vivere questa fase storica come se davanti ci fossero soltanto scadenze elettorali e non invece cambiamenti epocali che andrebbero governati con politiche lungimiranti basate su dati di fatto reali e non su campagne di strumentalizzazione e disonformazione programmata allo scopo di erodere consenso elettorale agli avversari.

 A mare i salvataggi sono effettuati in modo ammirevole da unità italiane e da navi umanitarie. Le navi dell'operazione Frontex/Triton sono state ridotte ed arretrate, anche 90 miglia lontano dalle coste libiche. A mare ci sono soltanto naufraghi da salvare e da sbarcare in un porto sicuro ( place of safety), non certo in Libia, e non certo da riconsegnare alle unità delle diverse "guardie costiere" libiche. Come ha fatto Maroni e come vorebbe fare oggi Salvini.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Migranti-profughi-e-rifugiati-ecco-significati-e-differenze-d7c2f4b7-3f7f-4e74-9237-29da18e13075.html

http://europainmovimento.eu/europa/profughi-e-migranti-l-anima-della-nuova-europa.html

Di certo questa volta l'Unione Europea non ci verrà aiuto, perchè è ben difficile che la "solidarietà" tardivamente richiesta dalla Merkel possa strappare il consenso della Danimarca, dell'Ungheria e di altri paesi dell'est. I segnali di guerra ai migranti ed i muri alle frontiere si moltiplicano.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Danimarca-blocca-treni-e-autostrade-per-fermare-i-migranti-dalla-Germania-alla-Svezia-f0fe8bd0-8857-4828-9d96-096b772e152a.html

Per quanto concerne la "responsabilità" che viene richiesta all'Italia si tradurrà in altri tentativi di deportazione collettiva e di detenzione arbitraria, come nei casi già verificati nei CIE di Trapani Milo, di Caltanissetta ( anche in danno di minori), di Bari e di Roma ( Ponte Galeria) .
Almeno si dovrebbero applicare le procedure previste dalla Direttiva 2008/115/CE sui rimpatri, ed in materia di respingimenti in frontiera dal Regolamento Schengen n.562 del 2006. Non vi possono essere rimpatri collettivi ed anche i migranti da espellere o respingere hanno diritto di esercitare una difesa effettiva.

http://www.asgi.it/wp-content/uploads/public/direttive.rimpatri.favilli.pdf

http://www.academia.edu/1891363/Sui_profili_di_contrasto

http://www.parlamento.it/web

Anche i cd. "migranti economici" sono persone umane e godono dei diritti fondamentali, anche nelle fasi dell'espulsione e del trattenimento amministrativo. Per questa ragione la Corte Europea dei diritti dell'Uomo ha recentemente condannato l'Italia, per questa ragione i rimpatri lampo di cui farneticano Alfano e Salvin NON sono praticabili nè legittimi.

http://migrantsatsea.org/2015/09/03/ecthr-italys-use-of-summary-procedures-to-return-tunisian-migrants-constituted-unlawful-collective-expulsion/
 
http://www.guengl.eu/news/article/gue-ngl-news/eu-needs-a-permanent-obligatory-and-fair-mechanism-to-distribute-asylum-see

Allora lo chiede davvero l'Europa ?

 http://www.valeriafedeli.it/migranti-interrogazione-sulle-ragazze-nigeriane-rinchiuse-nel-cie-di-ponte-galeria/

Anche in Grecia le cose non vanno molto meglio, come in Italia, anche casi isolati di furti ai danni dei profughi, da parte di autorità militari o paramilitari. Ma peggio dell'Italia per sovraffollamento ed impreparazione. Del resto la crisi morde ancora forte e non ci sono mezzi per affrontare la situazione. l'Unione Europea non ha neppure versato alla Grecia i soldi promessi lo scorso anno.

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2015/09/05/grecia-a-kos-migranti-presi-a-bastonate_b83fa2b7-d920-49ca-a70b-1d7987dd0fb9.html

http://www.dailymail.co.uk/news/article-3225321/Pirate-rogue-element-Greek-coastguard-ROBBING-migrants-gunpoint-puncturing-dinghies-Mediterranean.html?ITO=1490&ns_mchannel=rss&ns_campaign=1490

http://www.theguardian.com/world/2015/sep/07/lesbos-on-verge-of-explosion-as-refugees-crowd-greek-island?CMP=Share_AndroidApp_Facebook

Dove ci vorrebbe politica e una svolta in materia di immigrazione ed asilo, con l'apertura di canali umanitari e con la velocizzazione delle procedure per il riconoscimento dello status di protezione, il governo italiano risponde con atti di indirizzo opposti rispetto a quelli adottati in Germania. Chiusura crescente nell'esame delle richieste di asilo da parte delle Commissioni territoriali, trattenimento amministrativo arbitrario nei CPSA subito dopo gli sbarchi, arresti di "presunti" scafisti, che poi scompaiono dalle cronache, senza effetti pratici nella lotta ai trafficanti e con la totale caduta del sistema delle garanzie, gravi carenze nella mediazione linguistica e culturale, nessuna tutela effettiva per i minori non accompagnati e le vittime di tratta. Rimangono le immagini da ordine pubblico, o da cronaca nera, da diffondere tramite i media per tranquillizzare l'opinione pubblica.

http://m.repubblica.it/mobile/r/locali/palermo/cronaca

 Ed invece, di fronte a questa mancanza di governance, in un momento in cui le scelte tedesche comunque avranno un "effetto richiamo" verso l'Europa, e non solo per i siriani, con questi politici dell'inganno e con queste prassi amministrative, che orientano ancora verso la clandestinizzazione, abbiamo davvero da preoccuparci per il futuro. Le risposte allora possono e devono partire anche dal basso, dalla partecipazione e dalla condivisione dei cittadini solidali.

http://www.ilsettemezzomagazine.it/omicidio-palagonia-il-sindaco-chi-da-nord-soffia-sul-fuoco-ci-chiamava-terroni-e-ha-voluto-il-cara/

http://europainmovimento.eu/europa/profughi-e-migranti-l-anima-della-nuova-europa.html

Une union protectrice :
Programme d’Amnesty International pour la protection des réfugiés en Europe


Au cours des huit premiers mois de l’année 2015, plus de 350 000 personnes ont atteint l’Union européenne (UE) par la mer, en quête de protection ou d’une vie meilleure. Sur les plus de 244 000 personnes arrivées sur les seules îles grecques, près de 90 % sont originaires de Syrie, d’Afghanistan et d’Irak, pays déchirés par la guerre. Cet afflux sans précédent est le résultat inévitable de la pire crise internationale des réfugiés depuis la Deuxième guerre mondiale, puisqu’ils sont actuellement environ 19,5 millions dans le monde, et hébergés à 80 % par des pays en développement.
Plutôt que d’accueillir une part équitable des réfugiés du monde, les dirigeants de l’UE se sont essentiellement concentrés sur les contrôles aux frontières, la construction de clôtures et la mise à contribution de pays voisins comme garde-barrières. Près de 2 800 personnes ont déjà trouvé la mort depuis le début de l'année en essayant de gagner l'Europe. Même lorsqu’elles y parviennent, les épreuves sont loin d’être terminées, comme Amnesty International l’a constaté en Grèce, en Hongrie et ailleurs. Il ne faut pas, et il n’est pas nécessaire, que cela continue. Une réaction d’urgence concertée et une refonte radicale du système d’asile défaillant de l’UE sont requises de toute urgence.
Amnesty International exhorte donc les dirigeants de l’UE à :
1. Prévenir les décès survenant le long de trajets périlleux, en fournissant des itinéraires sûrs et légaux pour atteindre les pays de l’UE, par le biais d’une augmentation considérable du nombre de places de réinstallation, d’admissions humanitaires, de visas humanitaires et de regroupements familiaux. Cela limiterait le nombre de réfugiés se lançant dans des périples dangereux, réduirait les pressions exercées sur les États à la périphérie de l’UE, garantirait une répartition plus équitable des réfugiés dans le monde et à travers les États de l’UE, et se solderait par une raréfaction des occasions pour les passeurs de profiter de la situation.
Amnesty International évalue qu’1,38 million de places de réinstallation et d’admission humanitaire seront requises au cours des deux prochaines années ; l’organisation se base pour cela sur les dernières estimations en date du Haut-Commissariat des Nations unies pour les réfugiés (HCR), selon lesquelles 1,15 million de réfugiés ont actuellement besoin d’une réinstallation, et sur l’augmentation probable de ce chiffre pour cette période. Les États membres de l’UE, qui composent le bloc politique le plus riche, peuvent et doivent proposer au moins 300 000 places de réinstallation et d’admission humanitaire pour les deux années à venir aux réfugiés les plus vulnérables se trouvant hors de l’UE. Cela pourrait se faire par le biais de programmes nationaux ou d’un programme obligatoire à mettre en place par l’UE.
2. Garantir l'entrée sur le territoire de l'UE aux réfugiés arrivant aux frontières terrestres extérieures, afin de réduire la nécessité pour eux d’entreprendre des traversées maritimes dangereuses. Les personnes en quête d’asile doivent être autorisées à franchir les frontières officielles, qu’elles soient en possession de documents d’identité valides ou non, et il convient de maintenir suffisamment de points de passage frontaliers sûrs et ouverts, à des endroits appropriés pour les réfugiés.
3. Soulager les pressions s'exerçant de manière immédiate sur les pays situés aux frontières extérieures, en soutenant un programme de réinstallation d'urgence et en y participant. À titre de mesure temporaire, les propositions de réinstallation doivent être immédiatement mises en oeuvre. Pour une solution durable, les mesures figurant dans ce programme, notamment concernant l'accroissement des itinéraires sûrs et légaux vers les États membres de l’UE, un système d’asile commun avec des prestations et des droits égaux à travers l’UE, et le droit de circuler librement pour les réfugiés, doivent être adoptées. Enfin, tout programme de répartition doit prendre en considération les besoins et souhaits des personnes concernées et respecter le droit à l’unité familiale.
4. Faire cesser les violations des droits humains aux frontières extérieures de l’UE, en mettant fin aux refoulements, aux mauvais traitements et au recours excessif et injustifié à la force, et en fournissant des recours utiles aux victimes. Les États membres doivent veiller à
ce que toutes les allégations de violations donnent lieu dans les meilleurs délais à une enquête approfondie et indépendante, et à amener les responsables de ces agissements à rendre des comptes. La Commission européenne, en sa qualité de gardienne des traités, doit initier des procédures d’infraction contre les atteintes aux acquis communautaires.
5. Augmenter considérablement le soutien financier, technique et opérationnel aux États membres de l’UE se trouvant en première ligne de l’accueil des demandeurs d'asile et du traitement des demandes d’asile. Toutes les agences de l’UE et des États membres chargées de l’asile, de la migration et de la protection civile doivent immédiatement être mobilisées afin de soutenir les services d’accueil et le traitement des demandes d’asile aux points d’entrée cruciaux.
L’apparition de tout éventuel « point de passage » dans les États membres se trouvant en première ligne, comme l'envisage l’Agenda européen sur la migration, devrait inciter à mettre l’accent sur des procédures d’asile individuelles dignes de ce nom et à des conditions d’accueil adaptées pour tous les demandeurs d'asile. Cela garantirait que les réfugiées puissent exercer leurs droits dès leur arrivée, tout en aidant à réduire les mouvements irréguliers vers l'avant au sein de l’UE.
6. Permettre aux réfugiés de se déplacer librement dans l’UE, et revoir à cet effet les textes communautaires restreignant le droit de circuler librement des personnes pouvant bénéficier de l’asile au sein de l’UE, notamment en révisant la directive relative aux résidents de longue durée et en établissant un système de reconnaissance mutuelle des décisions positives en matière de protection internationale. Cela aiderait à empêcher des mouvements secondaires irréguliers au sein de l’UE, à favoriser le regroupement familial, à améliorer les perspectives d’intégration, et à soulager les pressions à long terme sur les pays situés aux frontières extérieures.
7. Garantir la mise en oeuvre des normes d’accueil et de traitement des demandes à travers l’Europe, en veillant à ce que la Commission européenne fasse rigoureusement appliquer l’acquis communautaire en matière d’asile en ce qui concerne le traitement des demandes et l’accueil des demandeurs d’asile par des États membres de l’UE, afin de garantir le respect des droits humains. Les mouvements secondaires irréguliers au sein de l’UE ne peuvent être empêchés qu’en établissant un système d’asile uniforme, qui garantisse des normes équivalentes à travers tous les dispositifs d’accueil, d’asile et d’intégration de l’UE.
8. S’abstenir de dresser une liste de « pays d’origine sûrs ». La détermination du statut de réfugié étant un processus portant sur des situations individuelles, aucun pays d’origine ne peut être qualifié de « sûr » de manière générale. L’adhésion au concept de « pays d’origine sûr » porte fondamentalement atteinte à l’accès des personnes à une procédure de demande d’asile équitable et digne de ce nom, car la charge de la preuve qui incombe alors aux demandeurs provenant de pays considérés « sûrs » est souvent excessive. Cela pourrait exclure a priori des groupes entiers de demandeurs d’asile du statut de réfugié et se solder au bout du compte par un refoulement. Cela impliquerait une discrimination entre demandeurs d’asile se fondant sur la nationalité, ce qui est contraire à l’article 3 de la Convention de Genève de 1951.
9. Maintenir des capacités de recherche et de sauvetage le long des principaux itinéraires de migration vers l’UE, en accord avec les tendances prévisibles concernant les départs. Tant que les départs se poursuivent à un rythme aussi important dans le centre de la Méditerranée, Amnesty International appelle les dirigeants européens à maintenir les niveaux actuels de déploiement des ressources navales et aériennes aussi près que possible des eaux territoriales libyennes afin de pouvoir porter secours rapidement aux réfugiés et migrants en péril en mer. Toute opération ayant pour objectif d’intercepter les embarcations des passeurs et de s’en débarrasser ne doit pas détourner de ressources utilisées dans le cadre de la tâche essentielle consistant à patrouiller en haute mer afin de venir en aide aux personnes en détresse. Les dirigeants européens doivent continuer de faire en sorte que les personnes sauvées soit débarquées en lieu sûr et puissent bénéficier d’un véritable dispositif d’asile visant à accorder une protection internationale à ceux qui en ont besoin.
10. Encourager et soutenir les pays de transit afin qu’ils élaborent des politiques d’asile et de migration respectueuses des droits. Les accords de coopération avec des pays tiers en matière de migration doivent mettre l’accent sur les droits et les besoins des personnes concernées, et chercher à élargir et non pas réduire l’accès à une protection internationale lorsque cela est nécessaire.
11. Renforcer l’assistance humanitaire aux crises des réfugiés hors des frontières de l’UE. Le financement des appels humanitaires des Nations unies, qui ont pour but de fournir une assistance essentielle en termes de nourriture, d’hébergement, de santé et d’éducation aux réfugiés et aux populations qui les accueillent, est très insuffisant. António Guterres, le haut-commissaire des Nations unies pour les réfugiés, a indiqué cette semaine que la communauté internationale humanitaire est « financièrement à sec ». Cette absence de financements a un grave impact sur les conditions proposées aux réfugiés au Moyen-Orient et ailleurs. 


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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