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sabato 10 ottobre 2015

Alfano ed Avramopoulos firmano le prime ricollocazioni di eritrei verso il nordeuropa. Una operazione simbolica che non avrà seguito fino a quando gli HOT SPOT non funzioneranno come pretende l'UE. Senza basi legali e con i consoli che entrano, come a Pozzallo, per identificare i migranti.


Si potrebbe dire che l'Unione Europea sta davvero strappando la Convenzione di Ginevra con la detenzione sistematica di tutti i richiedenti asilo e di coloro che rifiutano di farsi prelevare le impronte digitali, pur facendosi identificare con il fotosegnalamento. nessuna ipotesi di apertura di veri canali umanitari, come si potrebbe agevolmente fare con una reale possibilità di otteneredai consolati visti di ingresso in Europa, e nessuna modifica del Regolamento Dublino III. La lotteria Svezia messa in scena oggi significa per gli Eritrei soltanto alcune centinaia di posti a disposizione. E poi?

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-10-06/migranti-ue-venerdi-primi-trasferimenti-italia-svezia--192419.shtml?uuid=ACaElHBB&refresh_ce=1

http://www.lepoint.fr/monde/migrants-meilleur-accueil-hotspots-plus-facile-a-dire-qu-a-faire-09-10-2015-1972151_24.php

Davvero un trasferimento simbolico da Lampedusa. Buono per le interviste trionfali di qualche ministro in difficoltà.

http://video.repubblica.it/dossier/immigrati-2015/migranti-partiti-per-la-svezia-i-primi-19-ricollocati-eritrei/214173/213345

La realtà a Lampedusa è ben diversa da quella che viene fatta apparire.

LAMPEDUSA (AGRIGENTO), 8 OTT, (MH) - Questa mattina abbiamo nuovamente assistito alla protesta pacifica dei giovani eritrei che chiedono di lasciare l'isola di Lampedusa. Alcuni di loro forse per una errata comunicazione, sono usciti autonomamente dal centro ed hanno raggiunto la nave di linea chiedendo di poter partire. Vedendo negate le loro richieste due di loro, molto giovani, si sono gettati in mare. Il primo ragazzo è stato subito soccorso, mentre il secondo è stato recuperato dopo una decina di minuti dalla Capitaneria di Porto dato che non voleva salire sui mezzi di salvataggio. Dopo la protesta i giovani hanno deciso di ritornare al centro di Via Imbriacola

La condizione che i trasferimenti verso il nordeuropa proseguano è che gli HOT SPOT in Sicilia funzionino come vuole l'Unione Europea, ma è una condizione impossibile, non succederà perché il sistema che hanno ideato è privo di basi giuridiche e non è economicamente sostenibile, per non parlare dei costi umani pagati da coloro che saranno definiti migranti economici e buttati in mezzo alla strada, se non rimpatriati. Per la Commissione Europea erano gia attivi da un mese i cinque Hot Spot previsti in Sicilia. Una catena di menzogne che non è ancora esaurita.

http://www.askanews.it/esteri/rifugiati-commissione-ue-5-hotspot-gia-operativi-in-italia_711604107.htm

A qualcuno sta pure bene così, certo bene per i 19 ( diciannove) eritrei trasferiti in Svezia, se ci rimarranno, ma questo sta legittimando espulsioni e respingimenti sommari, e la selezione tra i profughi sulla base di una lista di stati di provenienza che appare del tutto arbitraria e limitata.

http://www.unhcr.it/news/al-via-il-programma-europeo-di-ricollocamento-19-richiedenti-asilo-in-partenza-dallitalia-per-la-svezia

 Le operazioni simboliche di questo tipo e la bagarre pubblicitaria che ne è seguita ricordano davvero il fascismo. Gli effetti sull'opinione pubblica saranno devastanti, con la trasformazione dei migrantie esclusi dal sistema di protezione, e saranno la maggioranza assoluta, in "clandestini".

http://www.franceinfo.fr/actu/europe/article/un-premier-transfert-symbolique-de-refugies-dans-l-union-europeenne-737329

http://www.cronachediordinariorazzismo.org/lunione-europea-sceglie-rimpatri-detenzione-e-campi-profughi/

 Almeno non siamo i soli ad avere dubbi su queste operazione di facciata che nascondono respingimenti sommari ed abbandoni "di stato", anche nei confronti di tanti minori non accompagnati.

http://meridionews.it/articolo/36927/la-sicilia-laboratorio-dellue-sullimmigrazione-con-i-nuovi-hotspot-piu-difficile-lasciare-litalia/

 La clandestinità forzata servirà ad aumentare ancora lo stigma nei confronti dei migranti, di tutti i migranti. Noi non li lasceremo soli, tra chi detiene e chi disinforma.

http://palermo.blogsicilia.it/immigrazione-la-sicilia-rischia-di-diventare-un-immenso-lager/308786/

 Il sistema che hanno escogitato gli scoppierà presto tra le mani, non è semplicemente sostenibile, e l'Italia pagherà il prezzo più alto, perché il numero delle persone che saranno rilocate rimarrà di molto inferiore rispetto a quelle che arriveranno e che cercheranno di identificare. Magari ritornando ad usare la forza o continuando ad usare la detenzione arbitraria.

 Come già espresso precedentemente siamo contrari ad un ricollocamento che riguardi solo poche migliaia di richiedenti asilo provenienti da Eritrea, Siria, Iraq e Repubblica Centrafricana. Sono moltissime le aree di crisi in questo momento nel mondo che costringono ogni giorno alla fuga milioni di persone. Ribadiamo che in base al diritto internazionale tutti hanno diritto a vedersi garantiti l’accesso al diritto d’asilo e agli standard minimi di accoglienza, indipendentemente dal Paese di origine.
Non tenerne conto rischierebbe di creare rifugiati di serie A e rifugiati di serie B.


http://centroastalli.it/alla-luce-dei-primi-ricollocamenti-le-perplessita-del-centro-astalli/

“Gli hotspot sono una scelta fallimentare che genera un sistema otturato in uscita, e in cui si violano i diritti fondamentali degli immigrati – incalza Vassallo Paleologo –. Siamo davanti a un sistema di polizia dettato da provvedimenti limitativi della libertà personale senza alcun intervento del giudice, senza libertà di comunicazione esterna né di difesa legale, soprattutto se si procede a rimpatri collettivi o altro”.
“L'apertura degli hotspot è frutto solo di atti d'indirizzo politico dei consigli europei con un'impronta palese di chiusura – continua lo studioso -. Con il pretesto di smistare e identificare e selezionare i migranti economici da quelli che non lo sono, rischieranno di diventare un vero e proprio tritacarne intasato dal numero di migranti che potrebbe diventare ingestibile
 
http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/492113/Hotspot-per-i-migranti-un-tritacarne-ingestibile-che-si-intasera-presto

http://www.agenzia.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/491119/Hotspot-e-Cie-Migrantes-L-Europa-la-smetta-con-la-melina-delle-quote

Mentre si finge un falso umanitarismo nei confronti degli eritrei vanno avanti i progetti di rimpatrio forzato. Consiglio e Commissione ritengono ormai come interlocutori i governi del Sudan e dell'Eritrea.

Strasburgo, 8 ottobre 2015
Intendono abolire la Convenzione di Ginevra?
I deputati del Gue/Ngl denunciano come deplorevole e pericoloso il Progetto di conclusioni del Consiglio sul rimpatrio
I deputati del Gue/Ngl hanno ripetutamente chiesto al Consiglio dell'UE di far fronte alle proprie responsabilità individuando una risposta umanitaria all'arrivo di uomini, donne e bambini in cerca di protezione in Europa, e smettendo di consolidare la Fortezza Europa.
Il progetto di conclusioni del Consiglio, fatto trapelare da Statewatch, mostra che il Consiglio sta pianificando una serie di iniziative che violano chiaramente i diritti e gli obblighi europei e internazionali, facendo applicare le decisioni di rimpatrio con ogni mezzo, compreso un diffuso ricorso alla detenzione per chiunque non venga considerato qualificato per la protezione internazionale, e un rafforzamento dei poteri dati a FRONTEX.
Il Consiglio minaccia di ritirare aiuti, accordi commerciali e accordi sui visti a quei paesi che dovessero rifiutarsi di riprendere i propri cittadini, e dà alla Commissione sei mesi di tempo per individuare soluzioni su misura per giungere a riammissioni più efficaci con i paesi terzi.
Infine, il Consiglio promuove lo sviluppo di centri di detenzione nei paesi terzi colpiti dalla pressione migratoria "fino a quando non sia possibile il ritorno nel paese di origine". La prospettiva è utilizzare questi centri come luoghi di rapido rimpatrio per chi non sia qualificato per la protezione internazionale, o sia inammissibile in paesi terzi sicuri. La Commissione si è già mossa in questa direzione, decidendo di utilizzare i fondi dell’Unione per aprire sei centri di accoglienza per rifugiati in Turchia, che attualmente fronteggia forti tensioni nella regione circostante.
Marie-Christine Vergiat ha espresso grave preoccupazione per la richiesta del Consiglio di implementare l'articolo 13 dell'accordo di Cotonou relativo all'obbligo di riammettere i cittadini di paesi aderenti all'accordo, quando sappiamo che molti di questi paesi sono aree di guerra e di crisi dalle quali i rifugiati sono attualmente in fuga. Eritrea, Repubblica Centrafricana e Repubblica Democratica del Congo sono tra questi paesi.
"Queste conclusioni, se adottate così come sono, costituirebbero una violazione dell'articolo 263 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, poiché produrrebbero effetti giuridici nei confronti di paesi terzi", ha commentato Barbara Spinelli. "Il Parlamento potrebbe portarle alla Corte per violazione di un requisito procedurale essenziale e dei Trattati”, ha aggiunto, “in quanto il Parlamento non verrebbe coinvolto, in ambito di sua competenza, in decisioni vincolanti per terzi". A proposito degli hotspot menzionati nel progetto di conclusioni del Consiglio, ha detto che "rischiano di intrappolare chi chiede protezione e di trasformarsi in centri di detenzione per i richiedenti asilo".
"Se adottato, questo progetto di conclusioni equivarrebbe all’abolizione della Convenzione di Ginevra e, di fatto, alla fine del sistema di protezione internazionale per i rifugiati, come stabilito dopo la Seconda guerra mondiale", ha aggiunto Cornelia Ernst.





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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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