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sabato 10 ottobre 2015

EUNAVFOR MED passa alla fase due, cambia nome ed entra in acque libiche, o si tratta dell'ennesimo trucco per mascherare il fallimento della missione militare europea contro gli scafisti ed i trafficanti ? Ma forse la distinzione non interessa.

Arriva il testo integrale della Risoluzione ONU, finalmente si sgombra il campo dalle menzogne diffuse ad arte dai governanti europei. EUNAVFOR MED NON PASSA ALLA FASE DUE CHE IN ORIGINE, A MAGGIO, PREVEDEVA L'INTERVENTO IN ACQUE LIBICHE. E CAMBIA NOME, ADESSO SI CHIAMA OPERAZIONE SOFIA.

http://www.statewatch.org/news/2015/oct/un-res-med-res-2240.pdf 

http://www.opex360.com/2015/10/10/mediterraneemigrants-resolution-de-lonu-donne-legitimite-accrue-loperation-europeenne-sophia/ 

Tutta la stampa internazionale ed italiana ha riferito che il Consiglio europeo dei ministri della giustizia e dell'interno, dell'8 e del 9 ottobre, avrebbe dato il via libera alla seconda fase dell'operazione EUNAVFOR MED contro i trafficanti e che questa missione militare avrebbe avuto il mandato  di distruggere, sembrerebbe in acque internazionali, le imbarcazioni usate ( dagli scafisti) una volta terminate le attività di salvataggio delle persone a bordo.

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2015/09/28-eunavfor/

http://www.onuitalia.com/2015/09/24/mogherini-da-eunavfor-med-a-sofia-un-nome-che-dia-speranza/

http://iljournal.today/cronache/parte-l-operazione-sofia/

http://mobile.avvenire.it/Mondo/Pagine/migranti-ue-mogherini-piano-anti-scafisti.aspx?path=Pagine%2F

 "Operazione Sophia: la Fase 2 di Eunavfor Med"

http://www.analisidifesa.it/2015/09/28686/ 

Le cose non stanno così, senza il mandato del Consiglio di Sicurezza EUNAVFOR MED, anche se cambia nome, e si chiama Operazione Sofia, non può inviare assetti operativi in acque libiche. Soprattutto considerando le ultime difficoltà sorte nel difficilissimo processo di pace in corso da mesi in quel paese. Per non parlare di chi lo sta sabotando giorno dopo giorno.

http://www.statewatch.org/news/2015/oct/eu-jha-council-8-9-oct-lux-prel.pdf 

Qualcuno cambia le carte in tavola perchè probabilmente mette nel conto che quanto prima si realizzerà un intervento militare europeo in Libia, non appena trovato l'accordo con un qualsiasi governo, indipendentemente dalla legittimazione che questo possa ricevere dalle diverse parti in conflitto tra loro. Una autentica sciagura se la missione dovesse essere a guida italiana.

http://www.lastampa.it/2015/10/10/esteri/vicina-la-missione-di-peace-keeping-roma-pronta-subito-con-uomini-LTQZpv7R2RqhuDMo7DknDO/pagina.html 

In realtà sembra trattarsi solo dell'ennesimo trucco, camuffato dietro il nome di una bimba nata a bordo di una delle navi di soccorso, Sofia, nuovo nome dell'operazione EUNAVFOR MED, per nascondere che la fase due, prevista originariamente nelle acque libiche, come dimostrano i documenti approvati dal Consiglio e dalla Commissione lo scorso maggio, si limiterà adesso a fare quello che già si sarebbe potuto fare, ed in parte si è fatto, in acque internazionali, cioè distruggere le imbarcazioni usate dai trafficanti, che adesso affondano da sole, spesso portandosi dietro parte del loro carico umano. Magari mentre le persone sono sotto bordo affiancati ai mezzi militari, in attesa da ore di venire ammesse a bordo, per essere identificate e perquisite ad una ad una.

Una decisione di un gruppo ristretto di ministri, priva di basi legali ed in violazione del riparto di competnze tra i diversi organi dell'Unione Europea. Messo da parte il Parlamento di Bruxelles, con l'escamotage di ricondurre i controlli alle frontiere esterne alla lotta contro i trafficanti e dunque alle questioni di sicurezza comune. Un espediente che però non è riuscito a garantire il consenso del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, necessario per l'intervento in acque libiche, nè una maggiore coesione tra i diversi partner europei. Si è cercato alla fine un voto qualsiasi del Consiglio, ma solo per interventi in acque internazionali, e non era neppure necessario, mentre rimane ancora priva di base legale e copertura politica da parte dell'ONU qualsiasi operazione che comporti l'ingresso nelle acque territoriali libiche.

http://www.dw.com/en/un-security-council-to-vote-on-eu-naval-mission/a-18771600 

Queste le regole e le fasi certe dell'operazione militare europea EUNAVFOR MED.

DECISIONE (PESC) 2015/778 DEL CONSIGLIO
del 18 maggio 2015
relativa a un'operazione militare dell'Unione europea nel Mediterraneo centromeridionale (EUNAVFOR MED)

Articolo 2
Mandato
1.   EUNAVFOR MED opera conformemente agli obiettivi politici, strategici e politico-militari figuranti nel concetto di gestione della crisi approvato dal Consiglio il 18 maggio 2015.
2.   EUNAVFOR MED è condotta per fasi successive e conformemente ai requisiti del diritto internazionale. EUNAVFOR MED:
a)
in una prima fase, sostiene l'individuazione e il monitoraggio delle reti di migrazione attraverso la raccolta d'informazioni e il pattugliamento in alto mare conformemente al diritto internazionale;
b)
in una seconda fase,
i)
procede a fermi, ispezioni, sequestri e dirottamenti in alto mare di imbarcazioni sospettate di essere usate per il traffico e la tratta di esseri umani, alle condizioni previste dal diritto internazionale applicabile, in particolare UNCLOS e protocollo per combattere il traffico di migranti;
ii)
conformemente alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite applicabili o al consenso dello Stato costiero interessato, procede a fermi, ispezioni, sequestri e dirottamenti, in alto mare o nelle acque territoriali e interne di tale Stato, di imbarcazioni sospettate di essere usate per il traffico e la tratta di esseri umani, alle condizioni previste da detta risoluzione o detto consenso;
c)
in una terza fase, conformemente alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite applicabili o al consenso dello Stato costiero interessato, adotta tutte le misure necessarie nei confronti di un'imbarcazione e relativi mezzi, anche mettendoli fuori uso o rendendoli inutilizzabili, che sono sospettati di essere usati per il traffico e la tratta di esseri umani, nel territorio di tale Stato, alle condizioni previste da detta risoluzione o detto consenso.
3.   Il Consiglio valuta se siano state soddisfatte le condizioni per la transizione oltre la prima fase, tenendo conto delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite applicabili e del consenso dello Stato costiero interessato.
4.   EUNAVFOR MED può raccogliere, conformemente al diritto applicabile, i dati personali relativi alle persone imbarcate su navi partecipanti a EUNAVFOR MED relativi a caratteristiche che potrebbero contribuire alla loro identificazione, tra cui le impronte digitali nonché i seguenti dettagli, a esclusione di altri dati personali: cognome, cognome da nubile, nomi ed eventuali pseudonimi o appellativi correnti; data e luogo di nascita, cittadinanza, sesso; luogo di residenza, professione e luogo in cui si trovano; dati relativi alle patenti di guida, ai documenti di identificazione e al passaporto. Può trasmettere tali dati e i dati relativi alle imbarcazioni e alle attrezzature utilizzate da dette persone alle pertinenti autorità incaricate dell'applicazione della legge degli Stati membri e/o agli organismi competenti dell'Unione.

Ecco chi ha approvato l'avvio della missione EUNAVFOR MED.


Nelle acque del Mediterraneo quasi tremila morti nel 2015, un record rispetto agli anni precedenti, anche se le partenze dalla Libia sono adesso in leggera flessione. E non si intravedono le basi legali di EUNAVFOR MED, adesso ribattezzata Operazione SOFIA.

"The EU naval operation against human smugglers and traffickers in the Mediterranean, ‘EUNAVFOR MED - OPERATION SOPHIA’, yesterday moved to its second phase, during which ships will conduct boarding, search, seizure and diversion, on the high seas, of vessels suspected of being used for human smuggling or trafficking.
In order to accomplish this highly operative part of the mission, member states have agreed to enhance the Force by deploying more assets at sea.  At the moment EUNAVFOR MED - OPERATION SOPHIA can count on 6 naval units (the Italian flagship “Cavour”, 2 German, 1 UK, 1 French and 1 Spanish warships) and 7 air assets among planes and Helicopters. 3 more vessels will join the naval Force in the Area of Operation in few weeks. 
In its first phase, the operation patrolled on the high seas gathering information detecting and monitoring the smuggling networks. The ships also contributed to save more than 3,000 migrants’ lives performing several rescues at sea"

http://www.enpi-info.eu/mainmed.php?id_type=1&id=42323&lang_id=450&utm_source=Oempro&utm_medium=Email&utm_content=Subscriber%23737&utm_campaign=EU+naval+operation+against+human+traffickers+enters+new+phase+of+action

http://www.enpi-info.eu/medportal/news/latest/42229/EUNAVFOR-Med:-EU-to-launch-active-phase-of-the-operation-against-human-smugglers

Adesso venerdì scorso è arrivata la risoluzione ONU invocata da mesi dall'Unione Europea e dalla Commissaria Mogherini, ma ha un contenuto diverso da quello atteso. Si continua a giocare sulla fase due e sulla fase tre dell'operazione EUNAVFOR MED e per mascherare questo ennesimo fallimento si cambia nome all'operazione. Quanto autorizzato dal Consiglio di Sicurezza NON è ancora la fase due prevista dall'Unione Europea nel mese di maggio. In acque libiche non si potrà entrare, soprattutto adesso che la situazione politico-militare in quel paese appare sempre più confusa.

Under the resolution, European naval forces are authorized to board ships for inspection, seize them and even dispose of vessels suspected of being used by migrant smugglers.
It does not, however, authorize action in Libyan territorial waters or on the country’s coast, which the European Union wants to carry out in the third phase of its anti-trafficking plan.

http://www.rawstory.com/2015/10/un-backs-european-military-push-against-smugglers-targeting-migrants/ 

I veri progetti europei vanno nella direzione dei respingimenti collettivi, e si sta cercando la base legale per aggirare il divieto di respingimento collettivo affermato dalla Corte Europea dei diritti dell'Uomo con le sentenze sui casi Hirsi contro Italia e Sharifi contro Italia e Grecia.

http://www.academia.edu/13173289/A_Liguori_respingimenti_in_mare_e_diritto_internazionale4_definitivo

Due macigni sulla strada delle politiche di respingimento che sta per intraprendere l'Unione Europea anche a costo di trattare con regimi impresentabili che calpestano tutti i giorni i diritti fondamentali delle persone.

http://www.iusexplorer.it/Riviste/ArticoloRivista?idDocMaster=3379418&idDataBanks=127&idUnitaDoc=0&nVigUnitaDoc=1

http://www.formiche.net/2015/07/06/fermare-lo-tsunami-migratorio-alto-mare/

http://www.duitbase.it/database-cedu/hirsi-jamaa-ed-altri-c-italia

http://epthinktank.eu/2015/05/13/non-refoulement-push-backs-and-the-eu-response-to-irregular-migration/

E intanto in Libia il processo di pace si arena un'altra volta. Tra poco cominceranno a fuggire anche i libici, e sarà di nuovo emergenza.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Libia-Tripoli-non-accetta-intesa-sul-governo-di-unit-nazionale-2721a128-99a5-412e-881e-6cfcb58235e6.html

Ma i problemi li sta creando il governo di Tobruk che impone condizioni capestro alle altre parti, e continua a riscuotere il consenso della comunità internazionale, che non è mai stata davvero equidistante.

http://notizie.tiscali.it/esteri/feeds/15/10/09/t_152_2015-10-09_1091332612.html?esteri

http://www.state.gov/r/pa/prs/ps/2015/10/248082.htm

http://sputniknews.com/europe/20151009/1028295068/Libyan-UN-Envoy-Warns-of-Refugees.html





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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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