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sabato 24 ottobre 2015

In Libia decine di cadaveri rigettati dalle onde sulle coste di Zlitan e Tripoli. E' strage continua, ma l'Unione Europea pensa solo a trattare con i paesi africani per bloccare le partenze e respingere i "migranti economici". L'indifferenza uccide, ma ricade anche su chi la pratica. La politica europea senza futuro.




Ricevo da Nancy Porsia

Tens of bodies waved back last night on shores in Zlitan, 150 km East of Tripoli. Probably migrants #Libya #migrants

Decine di corpi rinvenuti nella notte sulla spiaggia di Zlitan, 150 km Est di #Tripoli #Libia #migranti


http://www.maplandia.com/libya/zeleitin-zliten/zlitan/ 

 Prima era stato un dispaccio di una dei pochi giornalisti ancora presenti in Libia a raccontare la verità, decine di corpi di migranti scoperti nella notte sulla spiaggia di Zlitan, quella verità che i media occidentali nascondono all'opinione pubblica dietro le operazioni militari di facciata, come EUNAVFOR MED e quel che rimane di FRONTEX/TRITON, mentre la maggior parte dei salvataggi in acque internazionali viene operato dalle navi umanitarie di MOAS ed MSF e dalla Guardia Costiera italiana.

http://www.businessinsider.com/ap-bodies-of-40-migrants-wash-ashore-in-libya-2015-10?IR=T

Poi è arrivata la prima agenzia dell'Associated Press,che dava notizia di decine di cadaveri arenati sulla costa di Zlitan, ad est di Tripoli, una notizia ignorata puntualmente dai media italiani, ancora impegnati a convincere l'opinione pubblica che il processo di pace guidato da Bernardino Leon per conto delle Nazioni Unite è a un passo dal pacificare la Libia, e che quidi con un nuovo governo di unità nazionale si potranno stipulare nuovi accordi più efficaci per arrestare i migranti in transito e bloccare le partenze verso l'Italia.

 L'agenzia dell'Associated Press di questa sera.

8:10 p.m.
Libya's Red Crescent says the bodies of 40 migrants have washed ashore in the Mediterranean country.
Red Crescent spokesman Mohamed al-Masrati says 27 bodies were found Saturday in the western town of Zliten, east of the capital, Tripoli. The rest were found along the shores of Tripoli and the nearby town of Khoms.
Al-Masrati says most of the migrants were from sub-Saharan African countries. He says search efforts are underway for another 30 migrants whom authorities believe were on the boat that capsized.
Libya slid into lawlessness following the 2011 toppling and killing of dictator Moammar Gadhafi. Smugglers have exploited the turmoil, sending tens of thousands of desperate migrants off in rickety boats from Libyan beaches this year to seek a better life in Europe.

http://hosted.ap.org/dynamic/stories/E/EU_EUROPE_MIGRANTS_THE_LATEST?SITE=AP&SECTION=HOME&TEMPLATE=DEFAULT&CTIME=2015-10-24-14-15-59

Alla fine arriva anche uno stringato comunicato su Rainews 24

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Migranti-40-cadaveri-sulla-spiaggia-di-Zliten-in-Libia-d1a02aa4-67f8-44a3-9b9e-fceb47e668ef.html

Cinque righe dall'ANSA alle 22 circa, vedremo domani i giornali italiani.

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2015/10/24/migranti-40-cadaveri-su-spiagge-libia_bca32380-a10d-44e9-a167-5dcdb89b1933.html

 Succede da mesi, E' una strage continua. Davanti alle coste libiche. L'Unione Europea e gli stati che scalpitano per intervenire in Libia, rispondono con l'invio di navi da guerra senza promuovere missioni di salvataggio o aprire canali umanitari.

http://www.news24.com/World/News/EU-naval-mission-ready-to-shoot-at-migrant-traffickers-20151023

http://www.express.co.uk/news/uk/614456/Britain-send-Navy-warship-to-tackle-smugglers-in-Med-as-Balkans-threaten-to-close-borders

Nessuna pietà per le centinaia di persone, uomini, donne, bambini, che annegano periodicamente mentre si svolgono le grandi manovre militari per preparare l'intervento in Libia. Un'intervento che le Nazioni Unite non hanno ancora autorizzato con la decisione del Consiglio di Sicurezza chiesta dalla Mogherini a maggio ed ancora rifiutata. Per nascondere il fallimento della missione europea EUNAVFOR MED hanno persino provato a cambiarle nome, utilizzando strumentalmente il nome di una bambina, Sofia, nata durante un intervento di salvataggio, adesso ci hanno rinunciato e sono ritornati alla denominazione originaria, ma la fase due tanto annunciata, con l'intervento in acque libiche per arrestare i trafficanti è ancora lontana. Intanto aumenta il numero delle vittime.

https://www.washingtonpost.com/world/middle_east/the-grim-task-of-identifying-the-migrants-who-dont-reach-europe/2015/10/22/50641442-6783-11e5-bdb6-6861f4521205_story.html?postshare=7101445663415542

Questo si vedeva alcuni mesi fa sulla spiaggia di Gharabouli, vicino Tripoli



Altri 95 cadaveri di migranti riportati dal mare sulle spiagge libiche nei primi giorni di ottobre

 http://www.outlookindia.com/photos/default.aspx?pt=14&ptv=760&photono=0&pn=1&pgid=112699

Centinaia i morti in acque libiche nel solo mese di agosto

http://www.theguardian.com/world/2015/aug/27/at-least-30-dead-after-boat-carrying-migrants-sinks-in-mediterranean

Non si sa quanto queste stragi dipendano da ritardi nei soccorsi o da interventi di blocco da parte delle imbarcazioni delle milizie libiche, perché di "Guardia costiera libica" proprio non se ne può parlare. Di certo sono stragi che avvengono molto vicino alla costa, poco dopo la partenza, forse poco dopo che i migranti in fuga sono stati scoperti.

http://www.breakingnews.ie/world/force-wont-stop-migration-to-europe-say-un-experts-702215.html

 Per gli europei, se i migranti muoiono così, lontano dagli occhi, va bene e possono continuare a finanziare navi militari inutili come i mezzi della missione EUNAVFOR MED, che dovrebbero monitorare le rotte e distruggere le imbarcazioni usate dai trafficanti. Non ci vuole molto, sono mezzi che affondano anche da soli.

 http://www.theguardian.com/world/2015/aug/27/at-least-30-dead-after-boat-carrying-migrants-sinks-in-mediterranean

Ignoranza ed indifferenza non producono buone politiche anche se mantengono il consenso nell'opinione pubblica, in quella parte almeno dell'opinione pubblica che preferisce girare gli occhi davanti alle stragi di migranti e pensare soltanto ai propri problemi, considerando magari proprio i migranti la causa del malessere sociale e della crisi economica che attanaglia ancora l'Italia e costringe tanti giovani a fuggire, insieme con i migranti, dal nostro paese verso il nordeuropa. Intanto nel lager Libia si viene torturati ed abusati ogni giorno.

http://www.bbc.com/news/world-africa-32392788

Tutte le donne straniere in transito in quel paese sono sistematicamente violentate come pure molti minori costretti a prostituirsi. E questo succede anche quando le milizie libiche, definite come polizia libica, arrestano gli "illegali", quelli che tentano di fuggire verso l'Italia.

http://www.huffingtonpost.it/flore-murardyovanovitch/lager-incubo-dei-migranti-campi-concentramento-libici_b_8354772.html

http://www.libyaobserver.ly/videos/migrants-arrest

http://www.bbc.com/news/world-middle-east-19744533

http://www.libyaobserver.ly/migrants

Adesso, se questa ennesima strage sulle coste libiche verrà portata a conoscenza degli italiani ripartirà la solita "chamata alle armi" contro le organizzazioni dei trafficanti, proprio pochi giorni dopo che il Rapporteur delle Nazioni Unite per i diritti umani, Francois Crepeau, ha avvertito che, con le misure di contrasto finora attivate, misure militari e misure di polizia, non si smantellano certo le reti criminali ma si aumenta soltanto la pericolosità delle rotte e dunque il numero dei morti.

" Europe should not use force to stop people smugglers in the Mediterranean, a U.N. investigator said on Friday, suggesting the European Union could team up with the United States, Canada, Australia and New Zealand to resettle two million refugees.
The United Nations Special Rapporteur on the human rights of migrants, Francois Crepeau, said the U.N. Security Council was mistaken to authorise European Union naval operations in the high seas off Libya to seize and dispose smugglers' vessels".

http://in.reuters.com/article/2015/10/23/europe-migrants-un-idINKCN0SH2I120151023?rpc=401

http://www.meltingpot.org/Non-prendetevela-con-gli-scafisti-il-vero-business-dell.html#.VivjivHotsd

Oltre 3000 morti e dispersi quest'anno sulla rotta più pericolosa del mondo, quella dalla Libia alla Sicilia. Nessuno ormai prende più sul serio gli appelli per l'apertura di canali umanitari e per la concessione di visti di ingresso agevolati per chi fugge da paesi in guerra o soggetti alle dittature, come la Siria, l'Eritrea, la Somalia.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/04/renzi-chiede-allonu-un-mandato-per.html

Tranquilli italiani, siamo governati da un ministro dell'interno efficiente, che sta rendendo effettive le espulsioni, ad esempio rinviando in Nigeria giovani donne vittime di tratta, ed ha imposto all'Europa uno straordinario piano di "ricollocazione", oppure rilocation, come fa fino dire in inglese, dei profughi. Naturalmente il suo collega agli esteri dice da tempo che l'Italia è pronta ad intervenire in Libia, dando prova di grande senso politico e di profonda conoscenza del diritto internazionale. Insomma, possiamo dormire sonni davvero tranquilli. E pensare alle partite di calcio della domenica.

http://www.qelsi.it/2015/156-immigrati-ricollocati-su-136-mila-arrivati-il-grande-successo-di-alfano/

http://www.ilmegafono.org/italia-che-raggira-e-abbandona-immigrati/

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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