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sabato 10 ottobre 2015

Una nuova Troika europea commissaria Italia e Grecia, mentre si attribuisce a Frontex il ruolo di negoziare i rimpatri con i paesi terzi. Dopo i provvedimenti di respingimento, rimpatri collettivi o abbandono per strada.


Dopo la stagione della Troika europea che ha imposto alla Grecia un piano di rientro dal debito che ne ha dstrutto l'economia e lo stato sociale, adesso a Bruxelles si è formata una nuova Troika, sui rapporti con i paesi terzi e la "gestione" delle frontiere, che progetta ed organizza le politiche della sicurezza e include tra queste le materie dell'immigrazione e dell'asilo, sottraendo al Parlamento europeo le competenze decisionali che gli sarebbero riservate in base ai Trattati dell'Unione.  Un gruppo ampio che prepara, e spesso anticipa, il lavoro del Consiglio e della Commissione Europea. Un gruppo che si dimostra capace di gestire in piena autonomia i rapporti con le agenzie di informazione, che poi rilanciano comunicati o decisioni che, seppure ancora provvisorie, vengono spacciate come immediatamente operative.

da www.statewatch.org

 Council of the European Union: Draft Council conclusions on the future of the EU return policy for adoption at the Justice and Home Affairs Council on 8-9 July 2015. Including:
"The Council invites the Commission and the EEAS, and the Member States, in particular through their representations outside the EU, in close cooperation with the liaison officers mentioned in paragraph 9, to promote the EU laissez-passer (standard travel document for the expulsion of third-country nationals) which should become the travel document commonly accepted for return purposes by third-countries. Moreover, Member States commit to using more regularly the EU laissez-passer in return operations." (Point 14, emphasis added])
Tony Bunyan, Statewatch Director, comments:"The Commission and the Council have never understood that refugees, who have fled from war, persecution and poverty, do not want to return to the country they have come from. The idea that returns can be fast-tracked through issuing EU laissez-passer to return refugees to third countries is reminiscent of the apartheid pass laws.
This is compounded by the Council is relying on 1994 Recommendations as the legal basis for issuing these co-called EU laissez-passer return documents which were adopted before the European or national parliaments had any say. Furthermore these "Conclusions" are "soft law", non-binding but enabling two or more Member States to undertake operational measures - again parliaments have no say. Measures which will have such a profound effect on refugee's rights and freedoms should be the subject of formal EU legislative procedures."

 E non mancano neppure i "piani segreti" dei quali non si trova traccia nei documenti ufficiali dell'Unione Europea.

http://www.thetimes.co.uk/tto/news/world/europe/article4578486.ece?shareToken=f8eb0ead32f15defe7fb90a7a3264556

http://www.cronachediordinariorazzismo.org/lunione-europea-sceglie-rimpatri-detenzione-e-campi-profughi/

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/european-agenda-migration/proposal-implementation-package/docs/return_handbook_en.pdf

Questa Troika è formata dai rappresentanti dei Consigli PESC ( Politica estera e sicurezza comune)  e PSDC ( Politica della sicurezza e della difesa comune), che a maggio ha ideato l'operazione navale Eunavfor Med, dai vertici di Frontex che, dopo la strage del 17 aprile, hanno lanciato l'operazione Triton nel Mediterraneo centrale e Poseidon nell'Egeo, dal Commissario all'immigrazione Avramopoulos e dalla Commissaria alla politica estera Mogherini.

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32015D0778&from=IT

 Al di sotto di questo livello decisionale che trova periodicamente un coagulo nei Consigli dei ministri dell'interno e nei cd. Consigli Europei "informali", la collaborazione "multiagenzia" tra Frontex, Eurosur. Easo ( che dovrebbe occuparsi di supporto ai richiedenti asilo) ed i vertici dei corpi di polizia dei diversi paesi. Di rimpatri "veloci" se ne parlava già nel mese di giugno scorso. Le solite notizie propagandistiche.

http://www.statewatch.org/news/2015/jul/eu-com-frontex-role.pdf

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-06-26/tempi-stretti-i-rimpatri-063626.shtml?uuid=AC7ezFH

 Tutte queste diverse sedi decisionali orientate al rimpatrio di massa dei migranti, che saranno definiti come migranti "economici", dovrebbero trovare un alveo comune nel cd. Processo di Khartoum e formalizzare nel prossimo vertice di La Valletta a Malta, l'11 ed il 12 novembre prossimi, una serie di proposte operative rivolte ai paesi terzi. Proposte che dovrebbero essere concretizzate dal Consiglio dell'Unione Europea che si svolgerà nel mese di dicembre.

http://www.statewatch.org/news/2015/oct/eu-council-summit-draft-concil-draft%20conclusions-1137-15.pdf

http://www.statewatch.org/news/2015/aug/eu-council-med-crisis-preparation-La-Valletta-11534-15.pdf

http://www.statewatch.org/news/2015/oct/khartoum-process.htm

L'Unione Europea, mentre avvia un processo ancora simbolico di ricollocazione dei profughi siriani ed eritrei giunti in Grecia ed in Italia, impone a questi paesi l'apertura dei nuovi centri di identificazione e trattenimento, denominati Hot Spots, e rafforza l'Agenzia per il controllo delle frontiere esterne Frontex, per intensificare i voli di rimpatrio gestiti dall'agenzia, sulla base di contatti diretti, che vengono delegati alla stessa agenzia, con i governi e le polizie dei paesi di origine, spesso stati governati da dittature militari o dove a seguito dei rimpatri si può restare esposti a trattamenti inumani o degradanti vietati dall'art. 3 della Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo.

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/471773/Rimpatri-indagine-su-Frontex-Che-risponde-coinvolti-solo-nel-2-dei-casi

Basta che la polizia definisca sommariamente un gruppo di migranti come migranti "economici" e tanto basta ad impedire l'accesso alla procedura per il riconoscimento dello status di protezione internazionale. Contro le leggi che privano le forze di polizia di qualunque valutazione discrezionale circa l'ammissione delle persone alla procedura.Ma solo una parte di coloro che vengono definti come migranti "economici" viene effettivamente rimpatriata, anche per la scarsa collaborazione della maggior parte dei paesi di origine.

 EU to step up deportations of economic migrants

http://uk.reuters.com/article/2015/10/07/uk-europe-migrants-idUKKCN0S120T20151007?rpc=401

http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-15-5777_en.htm

Il ministro Alfano ed il Commissario Avramopoulos dopo avere inaugurato le procedure di rilocazione verso il nordeuropa di ben 19 ( diciannove ) migranti eritrei, arrivati a Lampedusa dalla Libia, lasciandone in stato di detenzione altre decine che rifiutavano di farsi prelevare le impronte digitali, annunciano che adesso sarà compito dell'Unione Europea procedere al rimpatrio di chi non sarà riconosciuto come profugo, o addirittura, neppure avrà accesso alla procedura.

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2015/10/08/alfano-rimpatri-di-migranti-compito-ue_652307c2-af75-4a42-ab51-d07132f3de2e.html

http://www.ilmegafono.org/migranti-economici-ennesimo-delitto/

In Sicilia sono operanti da mesi sette squadre operative di Frontex, visitano oltre ai Centri di identificazione ed espulsione o i CPSA,  anche i centri di accoglienza, stanno nei porti di sbarco, hanno una sede nel Centro di prima accoglienza e soccorso di Pozzallo ( Ragusa), che tra poco dovrebbe diventare un Hot Spot, ed hanno una sede ubicata nella città di Catania.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/05/frontex-apre-una-sede-catania-e-va-in.html

http://www.gazzettadelsud.it/news//144244/Polizia-e-Frontex--inaugurano-uffici.html

http://www.ildistretto.it/inaugurati-in-cpsa-pozzallo-uffici-ps-e-frontex/

http://www.telenovaragusa.com/2015/05/29/immigrazione-ufficio-mobile-di-frontex-a-pozzallo/

I questori siciliani rispondono subito all'indirizzo del ministro Alfano, dopo i tentativi di respingimento differito esperiti dalla questura di Catania il 17 agosto scorso ai danni di 116 cittadini marocchini poi internati nel CIE di Trapani (Milo), altri questori, come a Catania, a Trapani ed a Ragusa, adottatno provvedimenti analoghi di respingimento differito, ex art. 10 comma 2 del Testo Unico sull'immigrazione 286 del 1998, ma senza trattenimento in un CIE, bensì intimando ai destinatari di "lasciare il territorio nazionale entro sette giorni", un ordine impossibile da rispettare per chi è privo di mezzi e di documenti di identità. Di fatto una nuova fabbrica della clandestinità per legge.
 
http://www.radiortm.it/2015/10/10/sbarco-del-7-ottobre-a-pozzallo-il-questore-dispone-il-respingimento-di-44-extracomunitari/

Non va meglio a coloro che non vengono respinti, perchè i tempi di ingresso nella procedura di asilo sono lughissimi, anche mesi per formulare la richiesta formale sul cd. modello C 3, e settimane all'addiaccio per potere trovare posto in un centro di accoglienza. Succede a Caltanissetta.

http://www.radiocl1.it/web/migranti-deportati-a-caltanissetta-senza-acqua-e-cibo-in-attesa-della-lista-dattesa/

La situazione dei migranti e dei profughi sta peggiorando ovunque, in Italia ed in Europa, e nelle prossime settimane si potrebbe determinare una esplosione del sistema della prima accoglienza, per non parlare del numero crescente di dinieghi che vengono adottati dalle Commissioni Territoriaali, e dunque del rischio che un numero elevato di richiedenti asilo "denegati" possa essere internato nei CIE, sembrerebbe anche per un anno, in attesa della decisione del giudice, qualora le autorità di polizia ravvisino un qualsiasi "rischio di fuga".  La fine dell'Europa dei diritti, la fine dello stato di diritto.

https://www.opendemocracy.net/can-europe-make-it/richard-b/dublin-is-over-rise-of-europes-new-migrant-prisons

http://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/protezione-internazionale-le-nuove-norme-analizzate-dallasgi/

Una svolta sarebbe ancora possibile, con l'individuazione di procedure più rapide per il riconoscimento degli status di protezione, con la maggiore possibilità di riunificazione familiare verso altri paesi europei, già prevista dal Regolamento Dublino III e cerrto più consistente dei modesti numeri che Alfano ed Avramopoulos potranno garantire nelle procedure di ricollocazione. intanto molti paesi europei si muovono in ordine sparso e reintroducono controlli più severi alle frontiere Schengen, anche qui con l'intervento di agenti di Frontex. Le chiamano "smart borders"...

http://www.statewatch.org/news/2015/oct/france-smart-borders-for-all.htm

 Una soluzione autentica di problemi che altrimenti non potranno che degenerare giorno dopo giorno verrà soltanto dal riconoscimento immediato della protezione umanitaria alle persone che fuggono da guerre e dittature, dall'apertura di corridoi umanitari attraverso la concessione di visti di ingresso da parte di tutti i paesi UE, e da una reale solidarietà europea con il superamento del Regolamento Dublino III e con il riconoscimento di un diritto di asilo europeo. Ma il Consiglio dell'Unione Europea procede soltanto nella direzione di rendere più efficaci le operazioni di rimpatrio.

http://www.statewatch.org/news/2015/oct/eu-jha-council-conclusions-returns-policy.pdf

Tutte le soluzioni basate esclusivamente sulle misure di contrasto dell'immigrazione "irregolare" e di sicurezza o di difesa dei confini esterni dell'Unione Europea non potranno che aggravare una situazione che è già devastante per centinaia di migliaia di persone che l'Unione Europea rifiuta di riconoscere non solo come profughi o asilanti, ma anche come esseri umani.


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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