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venerdì 6 novembre 2015

Anticipazioni sul Summit di Malta. In arrivo negli Hot Spots poliziotti inviati dai governi africani per facilitare i rimpatri. L'Unione Europea si prepara a violare la Convenzione di Ginevra sui rifugiati.


I governi europei non sanno più cosa propinare all'opinione pubblica per nascondere i loro fallimenti a catena in materia di immigrazione e per rassicurare la parte più becera dei loro elettorati. Si allungherà soltanto la lista delle vittime, in mare ed in terra, vite perdute, corpi bruciati o annegati, bambini e donne in mano ai trafficanti. Tra i partners africani dell'Unione Europea anche il governo eritreo, invitato al vertice de La Valletta a Malta l'11 ed il 12 novembre prossimi. Dovranno risponderne davanti alla storia.

http://m.voanews.com/a/un-body-set-for-next-round-of-eritrea-rights-probe/3039959.html

http://www.statewatch.org/news/2015/nov/eu-com-refugee-crisis-state-of-play-6-11-15.pdf

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/european-agenda-migration/proposal-implementation-package/docs/communication_on_managing_the_refugee_crisis_en.pdf

Il Processo di Khartoum, proposto lo scorso anno dal governo italiano, svela le sue vere finalità. Ma falliranno ancora una volta. Dipende anche dal nostro impegno e dalle nostre denunce.

"Funzionari per l'immigrazione da 10 Paesi africani in Europa per verificare i migranti irregolari da rimpatriare. L'idea in una bozza di documento che dovrebbe essere presentato a Malta al vertice dell'11 e 12 novembre prossimi"

"Quello della Valletta - spiegano fonti Ue - è l'inizio di un processo in cui la questione delle riammissioni e dei rimpatri, diventa un tema al centro della cooperazione per lo sviluppo dei Paesi africani"

Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro