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venerdì 13 novembre 2015

Naufragio dei diritti al Vertice euroafricano de La Valletta a Malta. L'Unione Europea rilancia la guerra ai profughi, sostegno pieno alle dittature. Verso la fine del diritto di asilo in Europa.


Bilancio amarissimo dal Vertice eurofricano di Malta. Alla fine tutto si è risolto in una questione di soldi e di difesa delle frontiere europee.                                                  http://m.huffpost.com/it/entry/8544578              

http://www.maltastar.com/dart/20151113-valletta-summit-five-priorities-sixteen-concrete-measures

http://www.politics.co.uk/comment-analysis/2015/11/13/comment-why-has-europe-stopped-caring-about-children-drownin

"EU gives green light to German, Swedish temporary border checks"

http://www.trust.org/item/20151113125649-v80tr/

Anche a costo di collaborare con le peggiori dittature africane e di cancellare il diritto di asilo in Europa.

http://www.politico.eu/article/eu-invites-turkey-to-the-summit-table-tayyip-timmermans/

Ma sulla collaborazione con la Turchia è scontro. In nome dei muri, non del rispetto della democrazia. Protesta il governo ungherese. Per gli altri, Italia compresa, la Turchia è un "paese terzo sicuro".

http://hosted.ap.org/dynamic/stories

Un fallimento annunciato dell'Unione Europea sempre più influenzata da stati che hanno votato a destra e nei quali dilagano xenofobia e discriminazione. La kermesse della sicurezza europea a Malta si chiude in "bellezza" con una riunione italo-maltese.

http://www.maltastar.com/dart/20151113-migration-on-agenda-during-home-affairs-ministry-meeting 

 Per i profughi in fuga e per i migranti tutti si annuncia una ennesima stretta repressiva. Migliaia le probabili vittime in mare e sulle montagne dei Balcani. Quando cercherete di responsabili di queste stragi quotidiane fissate bene i volti immortalati nelle fotografie che ritraggono i partecipanti al vertice. 


"Un fondo fiduciario da 1,8 miliardi di euro per lo sviluppo in Africa e 3 miliardi per il Piano d’Azione con la Turchia. Da Malta dove si è conclusa la 48 ore di negoziati e discussione sull’emergenza rifugiati l’Unione europea conferma le sue intenzioni iniziali. Intenzioni che però lasciano insoddisfatti in molti: alcuni Paesi africani, che ritengono troppo esiguo il contributo comunitario e il blocco oltranzista dell’est europeo, che continua a dirsi contrario alla ridistribuzione dei rifugiati.
“Non sono affatto soddisfatto dal ritmo dei ricollocamenti tra gli Stati membri. Fino ad oggi sono state appena 130 le persone partite da Italia e Grecia verso altri Stati membri. Mentre il numero totale da ricollocare è 160 mila. Se continuiamo cosi riusciremo a ricollocarli tutti soltanto nel 2101. Dobbiamo procedere a un ritmo più spedito” ha tuonato Juncker al termine del summit".

http://it.euronews.com/2015/11/12/vertice-de-la-valletta-junckervelocizzare-i-ricollocamenti-di-questo-passo-i/

Can $2bn for Africa stem the refugee crisis? 

http://www.theguardian.com/world/2015/nov/13/refugee-crisis-africa-2bn-trust-fund

http://www.eureporter.co/frontpage/2015/11/13/schulz-refugee-crisis-can-only-be-tackled-if-all-eu-countries-commit-to-dealing-with-it/

http://www.internazionale.it/notizie/2015/11/11/malta-valletta-summit-immigrazione

Per saperne di più, quello che i giornali hanno presto accantonato, per coprire l'ennesima vergogna europea. Il prossimo atto andrà in scena al Consiglio Europeo, già fissato per dicembre. A rischio anche la libera circolazione introdotta dal Trattato di Schengen. Ormai il Parlamento europeo, unico organo a base democratica in Europa è del tutto scavalcato dal Cosiglio e dalla Commissione. La democrazia non è più alla base dell'Unione Europea delle polizie e dei muri.

da      www.statewatch.org

EU-AFRICA: Valletta Summit: VALLETTA SUMMIT, 11-12 NOVEMBER 2015 ACTION PLAN - Final (pdf) and VALLETTA SUMMIT, 11-12 NOVEMBER 2015: Declaration - Final (pdf)

see: Remarks by President Donald Tusk at the press conference of the Valletta summit on migration (pdf)
and Europe fund to tackle African migration 'not enough' (BBC News, link): "Senegal's President Macky Sall has described a $1.9bn (£1.2bn) European fund set up to tackle irregular migration as a good beginning but said more money was needed.... "The Senegalese leader also pointed to tax avoidance by multinationals that he estimated cost Africa billons of dollars. "We have sufficient resources in Africa… if we could combat tax evasion - that would stop us calling for aid. "Terrorism is an issue, wherever war is waged people flee - where there's less development people flee towards development," he said. "We have to look at migration serenely, take the drama out of it. And we have to tackle the traffickers.""

EU Commission: A European Union Emergency Trust Fund for Africa (pdf): "made up of €1.8 billion from the EU budget and the European Development Fund (EDF), to be complemented by contributions from EU Member States and other donors. To date, Member States' contributions amount to around €78.2 million " The Member States are meant to match the Commission's contribuition... and List of Member State donors and contributions in Alphabetical order (as at 11/11/2015) (pdf)

Europe in 'race against time' to save open borders - EU's Tusk (Reuters, link): ""We must hurry, but without panic," he said after a summit with African leaders that will be followed by an emergency EU summit later on Thursday in Valletta to discuss migration and notably efforts to secure a deal with Turkey to slow departures."

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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