Powered by Blogger.

Search

martedì 22 dicembre 2015

Negli Hot Spots "sperimentali" di Pozzallo e Lampedusa si eludono le garanzie previste in favore dei migranti e si pratica il prelievo forzato delle impronte digitali. Ancora senza basi legali, ma gli organi di controllo non vedono. Ed a Trapani,nel CIE di Milo, parte all'improvviso l'Hot Spot che si doveva "aprire" il 3 agosto. Nuova pratica o effetto annuncio ?



(Foto Msf)

Dopo mesi di silenzio delle grandi organizzazioni umanitarie sul centro di primo soccorso ed accoglienza di Pozzallo, che adesso dovrebbe diventare Hot Spot, restando quella struttura inadeguata che ormai tutti conoscono, alcune settimane fa un rapporto di Medici senza Frontiere confermava le denunce che gli attivisti aveano pubblicato da anni e che i migranti hanno testimoniato dopo avere subito il prelievo forzato delle impronte digitali. Dopo quella denuncia sembra però che non sia cambiato proprio nulla. Dal 2014 sembrerebbe che il CPSA di Pozzallo sia diventato uno spazio extraterritoriale all'interno del quale non valgono leggi italiane e normative europee. Se ai tempi di Mare Nostrum molti migranti riuscivano comunque ad allontanarsi dal centro senza subire il prelievo forzato delle impronte, dopo la circolare del ministero dell'interno del 26 settembre 2014, con un allegato che autorizzava l'uso della forza, le prassi si sono inasprite e le proteste si sono susseguite senza soluzione di continuità.

Già nel 2014, nel centro di prima accoglienza di Pozzallo si registravano diversi episodi di protesta legati al prelievo forzato delle impronte digitali.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2014/09/a-pozzallo-i-minori-non-accompagnati.html

http://lacittanuova.milano.corriere.it/2014/10/18/emergenza-profughi-i-siriani-denunciano-violenze-nel-rilevamento-impronte/?refresh_ce-cp

http://www.osservatoriorepressione.info/profughi-siriani-picchiati-nel-cpsa-di-pozzallo-ragusa/

http://barbara-spinelli.it/2014/10/27/circolare-del-viminale-e-maltrattamenti-a-danno-di-migranti-richiesta-alla-commissione-di-attivare-procedure-di-infrazione/

http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/05/12/news/migranti-denuncia-all-europarlamento-al-centro-di-pozzallo-minori-maltrattati-1.212205

Finalmente nel 2015 arriva la denuncia di Medici senza frontiere. venivano però negate e rinviate a data da destinarsi visite già autorizzate dal ministero dell'interno. Le comunicazioni di diniego della visita, rivolte alla campagna Lasciatecientrare nel mese di agosto,  riportano la motivazione fornita dalla questura di Ragusa, secondo la quale le visite effettuate dalle autorità consolari all'interno del centro, ai fini evidenti del rimpatrio immediato dei migranti appena sbarcati, del tutto privi di informazioni e della possibilità di accedere alla procedura di protezione internazionale, potevano determinare situazioni di tensione incompatibili con una visita al centro.

     Queste le motivazioni addotte per negare la visita ai rappresentanti della Campagna Lasciatecientrare " al riguardo, tuttavia, la Questura di Ragusa informa che domani 21 agosto c.a., inizieranno le operazioni di identificazione dei migranti presenti presso il predetto CPSA, cui parteciperanno le Autorità Consolari di riferimento. Alla luce di quanto precede, dunque, per tali sopraggiunte esigenze, al momento non si ravvisano le condizioni  necessarie e compatibili con tale attività di identificazione, nonché per la  sicurezza dei Signori  Delegati.
   Tale accesso, previe intese con questo Ufficio,potrà avvenire ad operazioni di identificazione completati che, si presume, si protrarranno per vari giorni".

http://www.asgi.it/approfondimenti-speciali/espulsioni-a-pozzallo-la-denuncia-di-msf/

http://archivio.medicisenzafrontiere.it/pdf/Sintesi

Tra febbraio e maggio, MSF ha comunicato alle autorità casi di protratto trattenimento di alcuni ospiti del centro ai quali era negata la possibilità di uscire e ai quali era anche vietato l’accesso alla zona aperta del centro.

La protratta permanenza associata all’impossibilità non solo di uscire dal centro ma anche di accedere alle aree all’aperto dello stesso (che si somma spesso alla difficoltà di comunicare con il mondo esterno) concorrono ad esasperare le difficili condizioni di convivenza “forzata” acuendo in molti casi la sofferenza psicologica e lo stress che sono inevitabilmente presenti in questo tipo di contesto e all’origine di tensioni tra gli stessi ospiti e tra gli ospiti e gli operatori che vi operanocon difficoltà oggettive rispetto alla gestione degli episodi di tensione.
Nel mese di settembre, un gruppo di minori non accompagnati di nazionalità Egiziana è rimasto all’interno del centro per due settimane consecutive. La motivazione di tale protratta permanenza sembrava trovarsi nella difficoltà di collocare i minori del gruppo presso strutture specifiche. Durante tale periodo, il gruppo è stato confinato in una stanza isolata e privato della possibilità di accedere a zone all’aria aperta del centro e con nessuna possibilità di svolgere attività ricreative o di svago.

MSF ha constatato il verificarsi di episodi di agitazione e il sorgere di sintomi di ansia di origine psicosomatica alcuni dei quali sfociati in atteggiamenti autolesionisti. Riportiamo in questa sede l’episodio di un minore che in seguito a una crisi d’asma è stato visto dai medici dell’ambulatorio e da uno degli psicologi di MSF (che ha sospettato una crisi asmatica e ansiosa di origine psicosomatica). Lo stesso minore, durante la crisi, ha cominciato a battere la testa contro il muro. Un team di psicologi di MSF è dovuto intervenire per risolvere lo specifico episodio attivando, in parallelo, attività di gruppo con gli stessi minori per tentare di smorzare la tensione e gestire l’agitazione.

La possibilità concreta di poter offrire un adeguato servizio in termini di informazione legale, ci pare inoltre compromessa all’origine dalla modalità nella quale, attualmente, l’intero processo di primo soccorso, accoglienza e successivo trasferimento è espletato. Nell’ambito di tale processo, infatti, ci pare che le procedure di identificazione e screening di vulnerabilità avvengano in tempi rapidissimi e immediatamente dopo lo sbarco, quando i migranti appena arrivati, spesso reduci da violenze e abusi occorsi in Libia, si trovano ancora in una fase in cui la risposta medico-umanitaria svolge un ruolo primario al fine di garantire il benessere psico-fisico delle persona assistita. In tale fase, l’intero processo si svolge in maniera accelerata e spesso confusa dal punto di vista di colui/colei che al momento dello sbarco è sottoposto/a ad una serie di procedure di cui non è ancora a conoscenza e di cui non comprende la portata. Spesso le persone che ci avvicinano, si lamentano di non aver capito (a causa della mancanza di elementi di identificazione) chi e a quale istituzione appartiene l’intervistatore (polizia, interprete ecc.) o capire che cosa c’è scritto nei fogli firmati al termine di tale fase. Riportiamo qui di seguito l’estratto di una testimonianza raccolta da uno dei nostri operatori nel corso di uno dei recenti sbarchi: “La notte in cui sono arrivato sono stato anche identificato: mi è stata fatta una foto e sono stato interrogato. Mi è stato chiesto “perché sei venuto in Italia” e io ho risposto “sono venuto per richiedere protezione, perché ho un problema (di protezione). Mi è stato chiesto di firmare un foglio, ma non so cosa ci fosse scritto"

Rapporto di Medici Senza Frontiere sulle condizioni di accoglienza nel CPSA Pozzallo
Presentato all’attenzione della Commissione di inchiesta sul sistema di accoglienza, identificazione e trattenimento dei migranti
17/11/2015

http://www.cronachediordinariorazzismo.org/wp-content/uploads/Rapporto_CPI_CPSA_Pozzallo_final.pdf

http://www.medicisenzafrontiere.it/notizie/comunicato-stampa/espulsioni-pozzallo-aspettiamo-un-chiarimento-dalle-autorit%C3%A0-competenti

Per qualcuno, ancora qualche settimana fa, nel CPSA di Pozzallo, futuro Hot Spot, tutto sembra andare per il meglio

https://www.youtube.com/watch?v=AfXWPO7_rAA

Non mancano però le denunce a livello europeo, di certo la cappa di silenzio che per anni ha circondato il centro di Pozzallo è saltata.

http://www.guengl.eu/news/article/category//meps-call-for-urgent-action-from-the-commission-and-council-on-detention-an

Un silenzio che invece nessuno riesce a rompere a Lampedusa, dove, nell'omertà più assoluta delle organizzazioni convenzionate, proseguono pratiche di trattenimento amministrativo e di prelievo forzato delle impronte digitali, allo scopo di impedire i movimenti secondari dei potenziali richiedenti asilo verso altri paesi europei, o di facilitare le riammissioni in Italia per effetto dell'intoccabile Regolamento Dublino III. Nel centro ubicato a Contrada Imbriacola, di notte, se le azioni di salvataggio si susseguono, possono esserci anche più di mille migranti, come è successo due settimane fa, quando la capienza massima dovrebbe essere di 400 persone.

http://www.terrelibere.org/faruk-hotspot-lampedusa/

https://tutmonda.wordpress.com/2015/12/22/la-verita-sul-sistema-hot-spot-violazioni-e-illegalita-a-lampedusa-la-denuncia-delle-associazioni/

http://centroastalli.it/vertice-ue-su-immigrazione-e-asilo-le-perplessita-del-centro-astalli/

L’ Europa degli hotspots: rifugiati deportabili e strategie di contenimento

http://www.euronomade.info/?p=6365

In realtà, come emerge dai documenti che si accumulano sui tavoli della Commissione e dei vari Consigli europei che si succedono con cadenza periodica, non si trova nessuna base legale per quanto le autorità amministrative italiane infliggono ai migranti, senza distinzione alcuna, con il concorso di un nutrito stuolo di agenti di FRONTEX e di EASO, l'agenzia europea che dovrebbe "supportare" i paesi in difficoltà con un numero elevato di domande di asilo.

http://www.lettera43.it/politica/migranti-l-ue-impronte-raccolte-anche-con-la-forza_43675227107.htm

" The Commission has noticed discrepancies between the number of irregular arrivals and the EURODAC fingerprinting statistics. Between 20 July 2015 and the end of November 2015, Frontex figures indicate that 65,050 third-country nationals arrived by sea in Italy. The EURODAC statistics show only 29,176 third-country nationals were fingerprinted in the EURODAC database".

"What still needs to be done in the short term 1. The hotspots in Pozzallo and Villa Sikania/Porto Empedocle should be opened by end 2015. Refurbishment works for additional hotspots should also start with a view to having them ready by end of February 2016. 2. The Italian authorities should take measures immediately to increase medical presence in the hotspots so as to enable a multiplication of screening and fingerprinting lines, streamlining the overall time it takes for a migrant to complete all steps/formalities in the hotspot. 3. Further efforts, also at legislative level, should be accelerated by the Italian authorities in order to provide a more solid legal framework to perform hotspot activities and in particular to allow the use of force for fingerprinting and to include provisions on longer term retention for those migrants that resist fingerprinting. The target of a 100% fingerprinting rate for arriving migrants needs to be achieved without delay"

http://www.statewatch.org/news/2015/dec/eu-com-italy-hotspot-rep-com-679-15.pdf

Anche la Commissione Europea prende atto che, ad oggi, ed a maggior ragione questo vale anche per il passato, in Italia il ricorso all'uso della forza per il prelievo delle impronte digitali è vietato dalla legge, tanto che invita le autorità italiane a modifiche legislative per garantire la legittimità ( una base legale più solida) delle prassi adottate dalla polizia nei centri di prima accoglienza e soccorso, con riferimento all'uso della forza nelle procedure di prelievo delle impronte.

http://www.statewatch.org/news/2015/feb/forced-fingerprinting.htm

Ecco dunque la prova che il prelievo forzato delle impronte a livello europeo, con il ricorso all'uso della forza è soltanto una raccomandazione, ma non ha base legale come misura vincolante per gli stati UE, n del ricorso alla forza si trova traccia nei documenti che si richiamano a supporto delle decisioni del Consiglio e della Commissione Europea, generalmente su proposta di gruppi di lavoro ristretti o del COREPER.

"On 16 June 2015, the Commission held an ad-hoc technical meeting with Member States and Associated Countries. The main focus of the meeting was to gain a deeper understanding of the challenges Member States face when taking fingerprints and to agree on a common best practice approach to taking fingerprints in circumstances where the migrant refuses to cooperate. At that meeting, participating Member States reiterated their different practices when fingerprinting asylum seekers and irregular migrants and talked about different ways to deal with non-cooperation and damaged fingertips. The meeting concluded with the unanimous agreement of all Member States present that the best practices put forward in the above Commission document should be followed.

The JHA Counsellors examined the Commission staff working document at their meeting on 17 July 2015. All delegations welcomed the document, which, based on existing EU law, provides useful guidance to facilitate the systematic taking of fingerprints in full respect of fundamental rights and more specifically of the right to data protection. The JHA Counsellors also took note of the Commission's intention to explore how in future more biometric identifiers could be used through the Eurodac system to assist with identification. 4. The JHA Counsellors suggest that the Member States should address their competent authorities to follow the 10-step approach set out in the Commission staff working document".

http://www.statewatch.org/news/2015/jul/eu-council-compulsory-finger-printing-of-migrants-11013-15.pdf

http://www.euractiv.com/sections/justice-home-affairs/eurodac-fingerprint-database-under-fire-human-rights-activists-316311

http://www.statewatch.org/news/2015/aug/eu-uk-em-fingerprinting-migrants.pdf

http://www.statewatch.org/news/2015/aug/ep-study-dublin.pdf

Intanto l'Unione Europea non fa chiarezza sulle regole che dovrebbero essere rispettate nel prelievo forzato delle impronte digitali, e nei suoi documenti più recenti sembra rimettere alla competenza degli stati la individuazione delle regole di comportamento che la polizia sarebbe tenuta a rispettare, non meno degli agenti Frontex ed Easo presenti in strutture che comunque insistono nel territorio nazionale e non sono state ancora dichiarate zone extraterritoriali.

"MEPs voice concerns over detention and reception conditions for asylum seekers Plenary sessions [16-12-2015 - 19:18] No-one should ever be detained for the sole reason that he or she is an asylum seeker, said speakers in a debate on Wednesday evening. To apply for asylum is a basic human right, and detention can only be used as a measure of last resort, they insisted. Several MEPs criticised declarations by European Council President Donald Tusk about detaining migrants for up to 18 months in order to “screen” them. Other MEPs argued that such decisions are better taken at national level. EU rules require member states to use detention only as a measure of last resort, for as short a period of time as possible, and to respect asylum seekers’ rights, said Luxembourg’s labour minister Nicolas Schmit, representing the Council Presidency. "Member states may only make use of detention if no other, less coercive, measures can be used", he said. "If EU legislation is not applied in an appropriate way, then it is up to the Commission to take appropriate measures", he concluded. EU Commissioner for Migration, Home Affairs and Citizenship Dimitris Avramopoulos said that "all aspects of the asylum legislation" must be respected. Asylum seekers may only be detained "in full compliance with these rules", he insisted, stressing the need to properly transpose EU asylum rules into national law and implement them". 

http://www.statewatch.org/news/2015/dec/ep-refugees-rights-prel.pdf

Se si viene definiti come "migranti economici" la sorte più comune è la notifica di un provvedimento di respingimento differito, su modelli prestampati tutti identici, senza motivazione individuale, ma con la sola indicazione dell'obbligo di lasciare il territorio nazionale entro il termine di sette giorni: seven days, dicono i migranti.

https://www.rtbf.be/video/detail_refugies-en-sicile-abandonnes-a-leur-sort?id=2066619

Se invece si viene ritenuti come potenziali richiedenti asilo, o se ci si rifiuta acconsentire al prelievo forzato delle impronte digitali, dopo il fotosegnalamento e la prima identificazione, tocca un periodo di detenzione a tempo indeterminato, senza quei controlli giurisdizionali che la legge e la Costituzione italiana ( art. 13) imporrebbero entro 48-96 ore.

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/497011/Eritrei-cartelli-e-slogan-a-Lampedusa-Siamo-rifugiati-niente-impronte

http://www.dailymail.co.uk/wires/reuters/article-3364536/No-fingerprints--chant-migrants-Italy-EU-cracks-down.html

Sembra sfuggire alle autorità inquirenti la dimensione crescente della tratta, si arrestano gli scafisti e si fanno i processi,in casi più rari per il reato di tratta, ma non si riesce ancora a garantire una effettiva tutela alle vittime. E tante ragazze minorenni, soprattutto nigeriane, anche pochi giorni dopo gli sbarchi, sono già in balia del mercato della prostituzione.

http://www.fainotizia.it/inchiesta/21-12-2015/black-nights-le-falle-del-sistema-anti-tratta-italiano

Nel caso poi si tratti di paesi con i quali Frontex ha stipulato accordi di riammissione, nell'ottica di una autonomia sempre maggiore di questa agenzia nei rapporti con i paesi terzi, si può anche verificare il rimpatrio forzato, prima ancora di avere accesso alla procedura di protezione internazionale, o di essere informati sulla mera possibilità di accedervi. Un compito che dovrebbe essere svolto dall'UNHCR, ma sul quale molti migranti riferiscono che, dopo una informativa assai sommaria, anche per effetto degli stratagemmi contenuti nei formulari propinati dalle autorità di polizia, nessuno che provenga da un paese ritenuto come un "paese terzo sicuro", come quelli dell'area subsahariana in genere, riesce di fatto a presentare una istanza di protezione. Quando ci riesce, con le nuove procedure introdotte dal decreto legislativo 142 del 2015, entrato in vigore lo scorso 30 settembre, e per effetto degli indirizzi impartiti dalla Commissione nazionale sul diritto di asilo, va incontro ad un diniego anche in poche settimane, con una procedura sommaria che lascia minime possibilità di appello.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/10/rimpatri-forzati-in-nigeria-la.html

 Dopo qualche operazione simbolica il ritrasferimento (rilocation) di richiedenti asilo dall'Italia verso altri paesi europei è di fatto bloccato. E dire che per mesi le autorità amministrative hanno invitato al prelievo delle impronte proprio al fine dichiarato  (oggi fallito) di ritrasferire i richiedenti asilo verso i paesi del nordeuropa, fino ad un limite di 40.000 persone, in due anni...

http://www.asgi.it/notizia/hotspot-e-ricollocamento-la-road-map-dellitalia/

http://www.a-dif.org/2015/12/16/il-fallimento-della-road-map-italiana/

Di certo, a parte gli arresti dei soliti scafisti, mancano controlli effettivi di legalità su quanto avviene nei centri di Lampedusa e di Pozzallo, adesso ridefiniti Hot Spots, e quanto sta avvenendo costituisce un precedente gravissimo perchè configura una serie di "zone rosse" sottratte alle regole democratiche dello stato di diritto e affidate alla totale discrezionalità delle forze di polizia, ancora una volta in palese violazione dell'art. 10 della Costituzione italiana, che oltre a non distinguere tra i migranti che possono avere accesso alle procedure di asilo, stabilisce in modo inequivoco la cd. riserva di legge, E dunque  spetta alla legge e non alla polizia definire lo stato giuridico delle persone e dei luoghi nei quali si realizza la privazione temporanea della loro libertà personale.

SORPRESA. IMPROVVISAZIONE. A TANTA VOGLIA DI RESPINGERE. Ricevo ed inoltro da Marco Bova. Sono giunti sul molo Is.olella del porto di Trapani 128 migranti soccorsi nel canale di Sicilia. Ad intervenire ad oltre 20 miglia dalle coste libiche è stata la nave «Siem Pilot», battente bandiera norvegese e aderente al circuito Triton. «Le operazioni si sono svolte senza particolari problematiche» ha riferito il comandante dell'imbarcazione. I migranti provenienti prevalentemente dal centro Africa (123 uomini, una donna e quattro minori) sono stati trasferiti all'interno dell'ex Cie di Milo che a partire da oggi assumerà i regolamenti hotspot. «Avevamo chiesto 20 giorni di tempo per organizzarci – hanno dichiarato il prefetto Leopoldo Falco ed il questore Maurizio Agricola, presenti in banchina – ma in appena due giorni abbiamo dovuto trovare una soluzione». La riconversione della struttura era stata anticipata dal prefetto trapanese la scorsa estate ed era stata caldeggiata dal premier Matteo Renzi. All'interno dell'hotspot i migranti verranno identificati e poi smistati per le altre regioni.

Sembra che al ministero dell'interno sia cambiato il tempo, forse si tratta solo del cambio di qualche denominazione, anche il CIE di Milo negli anni era stato luogo di sperimentazione di pratiche diverse di trattenimento, certo sembra che adesso l'Italia sia stata costretta ad prire gli Hot Spots, anche se le prospettive di rilocation rimangono praticamente nulle, l'opposto di quello che si sosteneva fino a qualche settimana fa.

http://www.unitademocraticagiudicidipace.it/2015/08/28/immigrazione-violati-i-diritti-umani-slitta-a-trapani-lapertura-dellhotspot/

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/495285/Morcone-Dopo-Parigi-non-si-accelera-sugli-hotspot-pochi-ricollocamenti

http://trapani.gds.it/2015/12/20/immigrati-apre-a-trapani-lhotspot_451612/


COMUNICATO STAMPA

Barbara Spinelli: detenzione dei richiedenti asilo e uso della forza per il prelievo delle impronte: “Se questo è il prezzo di Schengen, no grazie!”

Strasburgo, 16 dicembre 2015


Nel corso della seduta Plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo si è svolto il dibattito su “Detenzione dei richiedenti asilo e uso della forza nei loro confronti”, preceduto dalle dichiarazioni del Consiglio e della Commissione.
La deputata Barbara Spinelli (Gue-Ngl) ha preso la parola alla presenza di Dimitris Avramopoulos, Commissario per la migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, e Nicolas Schmit, ministro del Lavoro lussemburghese, in rappresentanza della Presidenza del Consiglio.
«Leggo nel comunicato della Commissione sugli hotspot italiani che Roma deve “dare una cornice legale all'uso della forza” per il prelievo di impronte e le detenzioni prolungate. Sarà difficile, dicono i giuristi, a meno di violare due articoli della Costituzione: il 13 e il 24. Mi chiedo anche come l'Unione intenda far fronte a detenzioni e violenze verso i rifugiati che si estendono: in Ungheria, Bulgaria, Polonia, Francia, Spagna.
«In Italia le espulsioni forzate sono attuate anche quando i giudici sospendono i rimpatri. Il governo danese confisca da domenica scorsa i gioielli dei rifugiati – anelli nuziali esclusi – per pagarne i costi.
«È grave che tali misure siano presentate come urgenti e obbligatorie “per salvare Schengen”. Che il Presidente del Consiglio Europeo Tusk raccomandi 18 mesi di reclusione dei richiedenti asilo, sempre “per salvare Schengen”. Che non siano invece considerati obbligatori il non-refoulement, l'habeas corpus, la ricerca di alternative alla detenzione sistematica, la non coercizione su persone vulnerabili o minori.
«Non ci si può limitare a imporre solo misure repressive mentre la Carta, i trattati, il pacchetto asilo del 2013 prevedono diritti e clausole discrezionali ben più vincolanti.
«Se questo è il prezzo di Schengen: No grazie! – come cittadina europea rinuncio volentieri a Schengen, senza esitare».




0 commenti:

Posta un commento

Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro