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lunedì 25 gennaio 2016

A Trapani vengono sbarcati 723 migranti, FRONTEX ed EASO in stretta collaborazione dalla banchina all'Hotspot. Quale tutela per i soggetti vulnerabili, le vittime di tratta ed i minori non accompagnati ? Il ruolo delle associazioni indipendenti.


Dopo una breve pausa sono riprese le partenze di massa dalla Libia, ed in un solo giorno, nelle acque del Canale di Sicilia, sono state soccorse dalla Guardia Costiera italiana e da un mezzo di Frontex oltre 973 persone, in gran parte provenienti da paesi dell'area subsahariana. Circa duecento sono stati sbarcati a Lampedusa, altri sono stati fatti proseguire fino a Trapani dove sono stati sbarcati questa mattina.

https://www.youtube.com/watch?v=Vv5LIeUhaUo

Per 400 di loro, dopo le prime operazioni in banchina, si sono aperte le porte dell'Hotspot di Trapani Milo, una struttura che fino al 28 dicembre del 2015 era utilizzata come CIE ( centro di identificazione ed espulsione) e che ancora oggi "ospita" una dozzina di migranti maghrebini in regime di trattenimento amministrativo ( già destinatari di un provvedimento di respingimento o di espulsione ed in attesa dell'esecuzione della misura di accompagnamento forzato in frontiera). All'interno dello stesso centro è pure operativa una sezione della locale Commissione territoriale competente ad esaminare le richieste di asilo.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/01/24/

https://twitter.com/UNHCRItalia/status/691174384866844672?s=04

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Trapani-sbarcati-723-migranti

Rimane da verificare a Trapani e negli altri Hotspot siciliani ( a Pozzallo in particolare) come sarà applicata la recente circolare ministeriale che impone precisi obblighi di informazione su base individuale e riconosce il diritto di richiedere asilo a chiunque adduca di poterne fare valere i presupposti, senza che una surrettizia distinzione operata dalla polizia, magari in concorso con agenti EASO o di Frontex, possa restringere l'accesso alla procedura a migranti riconosciuti come "migranti economici" sulla base di un "foglio notizie" fatto compilare senza alcuna informazione allo sbarco, o solo sulla base della provenienza nazionale.  Sono solo le Commissioni territoriali che possono decidere quando una richiesta di asilo è manifestamente infondata.

http://www.asgi.it/wp-content/uploads/2016/01/2016_Ministero_Interno_accesso_asilo_garanzie_modalita.pdf

All'interno del vecchio CIE di Trapani Milo il movimento è davvero tanto, sembra che Prefettura e Questura abbiano preso atto della circolare "Urgente, a vista" inviata dal Ministero dell'interno negli scorsi giorni, ed il numero dei respingimenti "differiti" collettivi, con intimazione a lasciare entro sette giorni il territorio nazionale, sembrerebbe drasticamente calato. Provvedimenti che del resto producevano soltanto una diffusa dispersione dei migranti sul territorio nazionale e anche oltre.
Del resto, in tutti i paesi europei si è scelta la strada di costringere alla clandestinità i richiedenti asilo ed i cd. migranti economici, anche a fronte del progressivo sbarramento delle frontiere Schengen. In Germania ci sarebbero oltre seicentomila migranti che sarebbero stati censiti in ingresso, ma che non hanno presentato una domanda di asilo.

http://townhall.com/tipsheet/leahbarkoukis/2016/01/23/germany-doesnt-know-where-600000-migrants-are-n2108746

Con questi numeri in gioco occorrerebbe prendere semplicemente atto che il Regolamento Dublino III non è più applicabile e riconoscere il diritto alla libera circolazione per tutti coloro che fanno richiesta di asilo oppure ottengono il riconoscimento di uno status di protezione internazionale o umanitaria. La clandestinizzazione di centinaia di migliaia di persone, seppure forzate in frontiera  al rilascio delle impronte digitali , non giova a nessuno, neppure ai politici che in campagna elettorale permanente cavalcano la tigre della xenofobia e si accaniscono a rilanciare quotidianamente proclami contro "clandestini" da espellere o terroristi da identificare. Ma ormai la guerra ai migranti paga.

http://www.statewatch.org/news/2016/jan/eu-refugee-crisis-MSF-obstacle-course-%20to-Europe.pdf

Il percorso per l'apertura di alcuni Hotspot in Sicilia appare ancora alquanto tormentato, anche perchè non se ne comprende quale base legale possano avere questi luoghi, e sarebbe davvero da chiedersi come saranno calcolati i compensi per gli enti gestori, su che base temporale e su quale schema di capitolato di appalto, dal momento che tutto quello che è previsto per i centri di identificazione ed espulsione (CIE) o per i Centri di primo soccorso ed accoglienza ( CPSA), non può valere per gli Hotspot, nei quali i "servizi erogati" appaiono profondamente diversi da quelli erogati negli altri "centri per stranieri". Nè si comprende quale personale avrà accesso effettivo agli Hotspot e con quali garanzie. Come non è affatto chiara la natura giuridica delle aree su cui dovrebbero insistere.

http://siracusa.gds.it/2016/01/24/augusta-avviata-uninchiesta-sullhotspot_465862/

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/01/immigrazione-il-bando-per-laccoglienza.html

http://www.asgi.it/ultime-notizie/attivita-di-controllo-sui-soggetti-affidatari-dei-servizi-di-accoglienza/

In un quadro di crescente confusione giuridica ed amministrativa, la primissima accoglienza dopo gli sbarchi viene sempre più militarizzata, come si verifica da tempo a  Lampedusa e Porto Empedocle (Agrigento), Pozzallo (Ragusa), ed a Augusta (Siracusa), e come progressivamente si sta verificando anche a Trapani ed in prospettiva si verificherà a Palermo, con l'arrivo degli agenti di FRONTEX ed EASO, l'Agenzia europea che dovrebbe supportare i paesi in difficoltà con un numero elevato di richieste di asilo. Supporto che rischia di tradursi in una stretta collaborazione di Frontex allo scopo di ridurre il numero delle persone da ammettere alle procedure di protezione internazionale, magari sulla bse della lista di paesi terzi "sicuri", una lista che in Italia è priva di valore giuridico, ed aumentare il numero delle persone potenzialmente espellibili (dopo provvedimenti di respingimento o di espulsione, in qualche caso con trattenimento amministrativo). Di fatto, piuttosto che aiutare i paesi in difficoltà con un numero elevato di richiedenti asilo, anche per effetto delle identificazioni con il ricorso all'uso della forza, queste agenzie supportano la polizia italiana nell'adozione di provvedimenti, come il respingimento differito, che producono una immediata dispersione nel territorio, rendendo più complessa e rischiosa la successiva presentazione di una domanda di asilo.

https://easo.europa.eu/wp-content/uploads/BZ0213822ITC.pdf

https://easo.europa.eu/asylum-documentation/easo-publication-and-documentation/

La "Relocation" alla quale doveva provvedere EASO sembra del resto fallita.

https://www.youtube.com/watch?v=fdSbnA7CQPw

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-10-09/migranti-ricollocamenti-via-19-eritrei-partiti-ciampino-la-svezia-084527.shtml?uuid=ACPto5CB

Rimane davvero da chiedersi quale tutela per i soggetti vulnerabili, le potenziali vittime di tratta, i minori non accompagnati, dal momento che gli operatori accreditati con il ministero dell'interno non sono in numero sufficiente ad identificare tutti le persone da soccorrere immediatamente riservando loro un trasferimento in strutture protette dove possa essere presente personale specializzato, non certo come gli Hub regionali per l'accoglienza che si sono attivati in Sicilia in strutture che erano e sono rimaste sostanzialmente CAS ( Centri di accoglienza straordinaria), come nel caso dell'Hotspot  di Siculiana, in provincia di Agrigento.

http://agrigento.gds.it/2014/07/05/siculiana-il-consiglio-villa-sikania-ai-migranti-357489_146172/

http://napolimonitor.it/old/2015/09/11/30543/villa-sikania-siculiana-racconti-da-un-centro-di-prima-accoglienza.html

Le richieste delle associazioni indipendenti per una migliore tutela delle potenziali vittime di tratta e dei minori non accompagnati. Manca ancora il piano nazionale anti-tratta. Ma non si lamenta nessuno.

http://www.asgi.it/tratta-sfruttamento-lavorativo/cedu-stati-responsabili-creazione-quadro-giuridico-protezione-vittime-tratta/

http://www.asgi.it/ultime-notizie/verso-un-sistema-di-tutela-dei-minorenni-stranieri-non-accompagnati/

Le associazioni indipendenti hanno dato sempre la loro massima disponibilità ad affrontare tutte le emergenze in materia di sbarchi, ma gli sviluppi degli ultimi sbarchi destano gravi preoccupazioni sulle concrete possibilità di continuare a svolgere un ruolo utile, a fronte della crescente militarizzazione imposta anche dalla presenza degli agenti di Frontex e di EASO.

Modificare subito le prassi amministrative per garantire sempre i diritti di ogni  straniero soccorso in mare e sbarcato: ricevere informazioni complete e comprensibili sulla sua condizione giuridica, manifestare la volontà di presentare domanda di asilo, non essere respinto o espulso soltanto per la sua nazionalità, non essere trattenuto soltanto per identificazione







ASGI al Ministero dell’Interno : la natura giuridica degli hotspots va chiarita


In un documento l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione ribadisce l’esigenza di garantire sempre i diritti fondamentali degli stranieri soccorsi e sbarcati .
Il Ministero deve far cessare atti illegittimi e provvedere in modo generale a colmare eventuali lacune per prevenire interpretazioni o prassi non conformi alle norme vigenti, evitando una discrezionalità eccessiva, anche impartendo precise direttive o circolari o predisponendo norme regolamentari.
A seguito dell’approvazione da parte del Consiglio europeo delle decisioni sulla ricollocazione dei richiedenti asilo dall’Italia verso altri Stati dell’Unione europea lo scorso settembre, in Italia le forze di polizia e le autorità di pubblica sicurezza sembrano avere modificato le prassi circa il soccorso, l’identificazione e l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei migranti stranieri soccorsi e sbarcati.
In particolare si segnalano molti casi di provvedimenti di respingimento adottati dai Questori nei confronti di stranieri soccorsi in mare e sbarcati sul territorio italiano, attuati prima che potessero effettivamente manifestare la loro volontà di presentare domanda di asilo. Tali provvedimenti sono stati adottati soprattutto in Sicilia e nell’ambito dei cd. “Hotspots” di recente attivazione (a Pozzallo, Porto Empedocle, Trapani e Lampedusa), che sembrano configurati come luoghi chiusi nei quali operano le forze di polizia italiane, supportate dai rappresentanti delle agenzie europee (Frontex, Europol, Eurojust ed EASO, l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo), in cui gli stranieri appena sbarcati in Italia sono sottoposti a rilievi fotodattiloscopici ai fini della loro identificazione e sarebbero poi distinti e qualificati come richiedenti asilo o migranti economici e a seconda di questo tipo di “catalogazione” sommaria sarebbero poi inviati alle strutture di accoglienza per richiedenti asilo oppure sarebbero destinatari di un provvedimento di respingimento per ingresso illegale e poi lasciati sul territorio italiano senza alcuna misura di accoglienza non essendo comunque possibile alcun rimpatrio.

La normativa italiana non consente in alcun modo di utilizzare la forza per vincere la resistenza passiva dei cittadini stranieri che si rifiutano di farsi identificare.

L’Asgi ha già avuto modo di stilare un documento in cui dettagliatamente si evidenzia l’impossibilità da parte delle forze dell’ordine di fare uso della forza per costringere i cittadini stranieri a sottoporsi al rilevamento delle impronte. I comportamenti contrari a tale divieto assumono un rilievo penale (maltrattamenti, lesioni o altro).
Fermo restando in ogni caso il rispetto del diritto di asilo garantito dall’art. 10, comma 3 Cost. e delle riserve assolute di legge e delle riserve di giurisdizione per le misure restrittive della libertà personale previste dall’art. 13 Cost., negli “hotspots”, l’ASGI ricorda che :
1. Ogni straniero soccorso in mare e sbarcato ha il diritto di ricevere informazioni complete e comprensibili sulla sua situazione giuridica e ha il diritto di manifestare in qualsiasi momento (anche quando già si trova da tempo in Italia) la volontà di presentare domanda di asilo.
2. Ogni straniero soccorso in mare e sbarcato in Italia e sprovvisto di titoli per il soggiorno non può essere respinto od espulso senza una valutazione completa della situazione della persona o soltanto perché le autorità di pubblica sicurezza presumono che la sua nazionalità o lo Stato di provenienza non abbia alcuna rilevanza ai fini di un’ipotetica domanda di asilo o sulla base di accordi bilaterali conclusi n forma semplificata con gli Stati di origine.
3. Ogni straniero soccorso in mare e sbarcato può essere sottoposto ad identificazione soltanto nei casi, nei modi e nei termini previsti dalle norme UE e dalle norme italiane, ma in generale non può essere sottoposto a misure coercitive per i rilievi fotodattiloscopici, né può essere trattenuto con misure coercitive al solo fine di essere identificato.
L’ASGI chiede che il Ministero dell’Interno chiarisca la natura giuridica degli hotspots e garantisca sempre i diritti fondamentali degli stranieri.
L’Associazione ribadisce la necessità che venga data immediata e completa informazione circa il diritto di chiedere la protezione internazionale ai cittadini stranieri, senza che tra essi avvenga alcuna forma di artificiosa selezione tra richiedenti asilo e migranti economici basata su criteri vietati dalla legge, consentendo che in tali strutture sia sempre consentita la presenza dell’UNHCR e delle associazioni umanitarie.
Il documento completo   (in pdf)
Il documento completo   (in doc)






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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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