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mercoledì 6 gennaio 2016

Hot Spots fuori legge e Rilocazione mancata verso altri paesi Ue. Ennesimo fallimento delle politiche sicuritarie, l'Unione Europea riesce solo ad aumentare le dotazioni di Frontex. Da Fiumicino un volo Frontex al mese verso la Nigeria.


Ricevo dalla rete Migreurop, ringrazio Claire Rodier e diffondo

Sembra che soltanto 272 richiedenti asilo su 160.000 previsti  siano stati ritrasferiti dall'Italia e dalla Grecia verso altri paesi europei. 

http://axisoflogic.com/artman/publish/Article_72674.shtml?

Dopo le promesse mancate di ritrasferimento, per mesi ritornello ricorrente nei centri di prima accoglienza per convincere i migranti a rilasciare le impronte digitali, oltre al fotosegnalamento, adesso nessuno ha più fiducia nella "rilocazione" e montano le proteste contro il Regolamento Dublino che ingabbia i migranti nel primo paese UE di ingresso.

 http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/european-agenda-migration/press-material/docs/state_of_play_-_relocation_en.pdf

Era evidente da mesi che, se la rilocazione non avesse funzionato, gli Hot Spots sarebbero diventati campi di trattenimento, o una vera e propria fabbrica della clandestinità.

http://www.statewatch.org/news/2015/jul/eu-com-hotsposts.pdf

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/490101/Migranti-hotspot-dal-17-settembre-Saranno-centri-di-detenzione


Si danno per funzionanti Hot Spots che ancora esistono solo sulla carta, ma i funzionari di Frontex e di EASO, l'Agenzia europea che dovrebbe supportare i paesi membri in difficoltà con le richieste di asilo, sono già presenti in tutti i centri di prima accoglienza e supportano la polizia italiana nell'adozione di procedure prive di basi legali.

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/european-agenda-migration/press-material/docs/state_of_play_-_hotspots_en.pdf

E quando si decide, contro ogni Direttiva dell'Unione europea, e contro il diritto interno, compresa la Carta Costituzionale, che si tratta di migranti economici, provvedimenti di respingimento differito con abbandono immediato per strada, oppure, se esistono accordi di riammissione con i paesi di origine, come nel caso di Egitto e Nigeria, ma si sta tentando addirittura con il Gambia, voli di rimpatrio e deportazioni finanziate da Frontex.


"II. Returns
What has been done so far
1. Frontex has organized a joint return flight which will leave to Nigeria on October 15, the first after the interruption of the return programme on June 30, 2015".

http://www.statewatch.org/news/2015/oct/eu-com-state-play-EU-Agenda-Migration-annex-2.pdf

In questo documento la conferma che Frontex organizza voli di rimpatrio dall'Italia verso la Nigeria, con cadenza mensile, gli ultimi il 19 novembre ed il 17 dicembre 2015.

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/european-agenda-migration/press-material/docs/state_of_play_-_returns_en.pdf

http://www.statewatch.org/news/2015/jul/eu-com-frontex-role.pdf

http://www.statewatch.org/news/2015/sep/eu-council-migration-state-of-play-11782-15.pdf

La Nigeria "paese terzo sicuro" ? 

http://www.statewatch.org/news/2015/jul/eu-com-safe-countries.pdf

http://www.ecoi.net/news/189854::nigeria/152.nigeria-boko-haram.htm

In questo contesto cresce ogni giorno la responsabilità delle organizzazioni già coinvolte nel progetto Praesidium in convenzione con il ministero dell'interno (UNHCR, OIM, Save The Children) che dovrebbero fornire informazioni corrette ai migranti e vigilare sullo scrupoloso rispetto dei loro diritti, delle Convenzioni internazionali e delle normative interne ed europee.

http://www.a-dif.org/2015/12/16/lettera-aperta-ad-acnur/

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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