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martedì 23 febbraio 2016

La Corte Europea dei diritti dell'Uomo condanna ( con sentenza non definitiva) l'Italia per la riconsegna di Abu Omar all'Egitto. Ma su ricorso del governo Renzi la Corte riapre il caso Khlaifia e rinvia alla Grande Camera per decidere sulle espulsioni collettive verso la Tunisia volute da Maroni nel 2011


Una sentenza della Corte Europea dei diritti dell'Uomo sulle "extraordinary rendition"

Si tratta di una sentenza della Corte di Strasburgo non ancora definitiva, potrebbe essere impugnata entro tre mesi dal governo italiano, ma stabilisce all'unanimità gravi violazioni commesse anche dall'Italia e dai suoi agenti. Comunque si accerta che in Egitto la tortura di stato esiste già da tempo. E che fino a poche settimane fa le autorità italiane hanno fatto tutto il possibile per nascondere le responsabilità e fare dimenticare il caso. Una legittimazione della tortura nella lotta contro il terrorismo che oggi viene scomodo ammettere, ma che viene riconosciuta fino ai più alti vertici dello stato.

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The CIA’s abduction and extrajudicial transfer to Egypt
of the imam Abu Omar infringed the applicants’ rights under the Convention

ECHR 070 (2016)
23.02.2016
In today’s  Chamber judgment1 in the case of Nasr and Ghali v. Italy (application no. 44883/09)
the European Court of Human Rights held, unanimously, that there had been:

– with regard to Mr Nasr:
a violation of

Article 3 (prohibition of torture and inhuman or degrading treatment) of the
European Convention on Human Rights,


a violation of
 
Article 5 (right to liberty and security) of the European Convention,


a violation of
 
Article 8 (right to respect for private and family life) and

a violation of


Article 13 (right to an effective remedy) read in conjunction with Articles 3, 5 and 8


– with regard to Ms Ghali:
 
a violation of

Article 3 (prohibition of torture and inhuman or degrading treatment),

a violation of

Article 8 (right to respect for private and family life) and

a violation of

Article 13 (right to an effective remedy) read in conjunction with Articles 3 and 8


The case concerned an instance of extrajudicial transfer (or “extraordinary rendition”), namely the

abduction by CIA agents, with the cooperation of Italian officials, of the Egyptian imam Abu Omar,

who had been granted political asylum in Italy, and his subsequent transfer to Egypt, where he was

held in secret for several months.

Having regard to all the evidence in the case, the Court found it established that the Italian

authorities were aware that the applicant had been a victim of an extraordinary rendition operation

which had begun with his abduction in Italy and had continued with his transfer abroad.............

.......the present case the Court held that the legitimate principle of “State secrecy” had clearly been
applied by the Italian executive in order to ensure that those responsible did not have to answer for

their actions. The investigation and trial had not led to the punishment of those responsible, who

had therefore ultimately been granted impunity.

http://hudoc.echr.coe.int/eng-press?i=003-5307169-6607369

http://www.a-dif.org/2016/02/15/tortura-e-terrorismo-dallimpunita-dei-responsabili-alla-legittimazione-mediatica-della-guerra-permanente/

http://www.marinacastellaneta.it/blog/category/extraordinary-renditions



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Si riapre il caso delle "ordinary rendition" da Lampedusa

Altra decisione importante da Strasburgo, questa volta si riapre il caso Khlaifia, deciso da una sentenza di condanna del primo settembre scorso, adottata nei confronti dell'Italia per le espulsioni collettive di tre tunisni, volute nel settembre del 2011 dal ministro dell'interno Maroni, adottate ed eseguite dalle competenti prefetture e questure.
Adesso in sede di appello dovrà pronunciarsi la Grande Camera della Corte Europea dei diritti dell'Uomo. Un appello fortemente richiesto dall'Italia in continuità con le decisioni del governo Berlusconi-Maroni, per evitare che oggi i principi affermati in quella sentenza potessero scoperchiare la scandalosa gestione del centro di soccorso e prima accoglienza di Lampedusa, trasformato adesso in Hot Spot.
 I trattenimenti prolungati in assenza di provvedimento in condizioni igieniche inaccettabili, quando si verificano periodicamente condiizioni di sovraffollamento, proseguono, magari al solo fine di identificazione attraverso il prelievo delle impronte. Adesso il governo Renzi cerca una copertura del suo operato a Lampedusa, e di quello del precedente governo Berlusconi-Maroni, ricorrendo alla suprema istanza della Corte di Strasburgo. Si attende un verdetto importante che non riguarda solo il passato, ma che per i principi che affermerà, potrebbe incidere pesantemente sulla gestione degli Hot Spot e dunque sull'intera politica di controllo delle frontiere esterne, decisa dall'Unione Europea in assenza di basi normative certe.

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At its last meeting (Monday 1 February 2016), the Grand Chamber panel of five judges decided .


The following case has been referred to the Grand Chamber of the European Court of Human Rights.


Khlaifia and Others v. Italy


(application no. 16483/12)

On 1 February 2016 the case was referred to the Grand Chamber at the request of the Italian Government.

http://hudoc.echr.coe.int/fre-press?i=003-5288997-6578353

http://www.penalecontemporaneo.it/area/3-/26-/-/4209-lampedusa__la_corte_edu_condanna_l_italia_per_la_gestione_dell_emergenza_sbarchi_nel_2011/











 




 

 





 




 
 

 

 

 


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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