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venerdì 12 febbraio 2016

La NATO chiamata in Egeo per fermare i profughi siriani dopo il fallimento dei progetti europei sugli HOTSPOT e sulla Guardia comune di frontiera. Ricatto alla Grecia e promesse ai dittatori, l'Unione Europea in frantumi cancella i diritti umani.


   http://ninofezzacinereporter.blogspot.co.ke/2016/02/sul-fronte-egeo-la-flotta-nato-non-si.html?m=1                                                                                                                                                               
 I fallimenti delle politiche europee condensate nell'Agenda europea sulle migrazioni del 13 maggio 2015 e nella Roadmap adottata anche dal governo italiano alla fine dello scorso anno non si contano più, in tutto il Mediterraneo. Dell'operazione FRONTEX Poseidon non parla più nessuno, qualche notizia filtra solo dalla guardia costiera italiana presente pure in Egeo, quando interviene in qualche salvataggio. Con la precisazione che li si obbedisce agli ordini di Frontex. Come se il dovere di salvataggio non fosse sancito comunque dalle Convenzioni internazionali di diritto del mare.

In a joint statement with Laura Boldrini, president of the Italian parliament, Greek Prime Minister Alexis Tsipras said: “This problem should be addressed by a common European policy and not weighing only or mainly on the shoulders of Greece, Italy, Germany and Sweden.”

https://twitter.com/guardiacostiera/status/697449217128861696

Alla fine, dopo il fallimento della politica degli Hotspot, e della cd. relocation, l'Unione Europea rimane ancora divisa sui progetti per una Guardia costiera comune e per una Polizia di frontiera europea.

http://aa.com.tr/en/world/greece-welcomes-nato-patrols-in-aegean/520300

http://www.statewatch.org/news/2016/jan/e-mail-refugees-25-1-16.pdf

http://www.statewatch.org/news/2016/jan/eu-council-jha-informal-borders-25-26-1-15.pdf

http://www.contropiano.org/internazionale/item/34917-emergenza-migranti-nell-egeo-la-nato-a-guida-tedesca-aspettando-l-esercito-europeo

Anche dell'operazione EUNAVFOR MED sembra non parlare nessuno, forse perchè non è mai arrivata alla fase tre, quella dell'intervento in Libia per colpire i trafficanti, per la mancata copertura da parte del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, mentre si predispongono gli schieramenti militari per il prossimo intervento in Libia.

https://www.asil.org/insights/volume/19/issue/27/eunavfor-med-operation-and-use-force

 In soli sei mesi sembra che sia cambiato tutto, Triton e Poseidon, le operazioni congiunte europee sulle quali tanto si era puntato, sembrano scomparse nel dimenticatoio.

Member States agree to reinforce Frontex Joint Operations (JO) TRITON 2015 and POSEIDON 2015. As regards the JO TRITON 2015 and POSEIDON 2015, and with a view to implementing the 23 April European Council Conclusions, the following actions of Member States should be further strengthened: deployment of additional technical equipment such as patrol vessels and surveillance planes, as well as reinforcement of human resources.
Continuous support is being provided in the development of the hotspots concept and of the European Union Regional Task Force (EURTF). Since the beginning of 2015 until 09 August 2015, 270 facilitators where identified by JO TRITON. As regards the JO POSEIDON 2015, Member States have significantly contributed to the enhanced border surveillance notably by deploying all types of technical assets, by contributing to Search and Rescue (SAR) activities as well as by enhancing debriefing and screening activities.

http://statewatch.org/news/2015/sep/eu-council-migration-state-of-play-11782-15.pdf

http://www.atlanticcouncil.org/blogs/new-atlanticist/libya-remains-a-weak-link-in-effort-to-curb-migrant-flow-into-europe

http://www.theguardian.com/world/2016/feb/11/nato-launches-naval-patrols-to-return-migrants-to-turkey

http://www.aljazeera.com/news/2016/02/nato-deploys-ships-aegean-combat-refugee-crisis-160211124328320.html

I tempi per passare alle fasi operative si allungano sempre di più e non è facile trovare una intese sulle risorse da raccogliere.  Si inasprisce la politica europea del ricatto. Prima vittima designata la Grecia, poi verrà il turno dell'Italia, solo questione di tempo.

http://m.repubblica.it/mobile/r/sezioni/esteri/2016/02/10/news/migranti_ue_grecia-133084076/?ref=HREC1-12

http://www.gadlerner.it/2016/02/10/migranti-vergognoso-lultimatum-ue-alla-grecia-teneteveli-se-no-buttiamo-fuori-anche-voi

Ma anche in Italia l'avvio degli Hotspot voluti da Bruxelles appare sempre più problematico.

http://meridionews.it/articolo/40249/augusta-tutti-contro-lhotspot-dentro-il-porto-a-rischio-sicurezza-e-sviluppo-stop-sbarchi/

Per non parlare della sospensione di fatto della libera circolazione Schengen ai confini con l'Austria. Profughi e blocco della frontiera austriaca: chiesto l'intervento del Governo 

https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/content/view/full/30249

Per fermare le prossime ondate di profughi siriani, si minaccia allora la Grecia verso la quale si agita lo spauracchio del ripristino dei trasferimenti Dublino, attualmente sospesi, e si invita la NATO a spiegare le sue navi da guerra tra Lesvos e la costa turca, in modo da rendere possibili le operazioni di blocco navale ed i respingimenti collettivi verso le coste turche.

http://www.statewatch.org/news/2016/feb/eu-council-recommendation-greece-5876-16.pdf

http://www.statewatch.org/news/2016/feb/eu-greece-commission-recommendation-transfers-871-16.pdf

http://www.amna.gr/english/article/12813/Defence-Minister-Kammenos-on-NATOs-involvement-in-refugee-crisis

La Grecia dovrebbe aprire cinque Hotspot in un mese, con 50.000 arrivi sempre in un mese. A che cosa serviranno ?

http://www.bbc.com/news/world-europe-35549478

http://greece.greekreporter.com/2016/02/11/thodoris-dritsas-five-hot-spots-by-the-end-of-the-month/

http://www.statewatch.org/news/2016/feb/eu-greece-commission-recommendation-transfers-871-16.pdf

A Bruxelles qualcuno gioca anche ad imbrogliare le carte, ed a ricostruire a suo modo le fonti del diritto internazionale, come denuncia Steve Peers nel sito www.statewatch.org

 The Commission is being dishonest: In the Communication State of Play of Implementation of the Priority Actions under the European Agenda on Migration, under the heading "Safe third countries" it says under the heading "Safe third countries":

"Asylum Procedures Directive requires that the possibility exists to receive protection in accordance with the Geneva Convention" (page 18, COM 85-2016)

The full text of the clause in the procedures directive is of course 'the possibility exists to request refugee status and, if found to be a refugee, to receive protection in accordance with the Geneva Convention...'"
They have deliberately omitted the part in bold, with the words 'refugee status' and 'refugee', referring to receiving protection only.

Steve Peers, Professor of Law, University of Essex, comments:
"How is it possible for Syrians, Iraqis, Afghans and many others to 'request refugee status', to be 'found to be a refugee' and to 'receive protection in accordance with the Geneva Convention' in a country which (like Turkey) only applies the Geneva Convention to refugees from Europe? The Commission's selective and misleading quotation from the text of the EU Directive suggests that it knows its argument is weak." 

Intanto le azioni di salvataggio vengono delegate alle navi commerciali, oppure intervengono i volontari giunti da tutto il mondo per soccorrere i profughi, anche a rischio di essere denunciati ed arrestati.Un cargo maltese, il Venator, incrocia dalla mattina di giovedì tra Lesvos e la costa della Turchia, procedendo a lento moto, come se stesse cercando naufraghi, con manovre a pettine, battendo sempre la stessa zona di mare, andando avanti ed indietro. Deve essere successo qualcosa, e non ci devono essere altri mezzi che fanno lavoro di ricerca e salvataggio, o non si fanno tracciare, comunque deve essere successo qualcosa. Dove sono finiti i mezzi di Frontex e della Guardia costiera greca ?
E dalla Turchia le cose appaiono molto diverse da come sono viste dalla Grecia. nessuno pensa davvero a salvare vite umane, ognuno cerca di ridurre il numero dei profughi che dovrà prendere o mantenere in carico. Cosa concluderanno le navi da guerra della NATO ?

http://www.hurriyetdailynews.com/european-parliament-calls-for-stricter-turkish-inspection-of-human-smuggling.aspx?pageID=238&nID=95020&NewsCatID=510

http://www.hurriyetdailynews.com/Default.aspx?pageID=238&nID=94949&NewsCatID=351

https://www.amnesty.org.uk/press-releases/refugees-natos-operations-aegean-sea-must-focus-rescue

NATO’s involvement in ‘surveillance of illegal crossings’ dangerously myopic.

https://twitter.com/MSF_USA/status/697854231815004160

Dei migranti che sono già annegati, forse anche oggi, o di quelli che annegheranno domani, sembra non importare proprio nulla, ai governi europei ed alle maggioranze che li sostengono. Per non parlare delle burocrazie e degli apparati di sicurezza europei, preoccupati soltanto di arginare l'emergenza "terrorismo" senza comprendere che proprio il proibizionismo delle frontiere ed il degrado delle condizioni di vita dei migranti in Europa alimenta un senso di frustrazione e di isolamento che può avere a livello diffuso conseguenze tragiche. L'unica sicurezza possibile può venire dall'accoglienza e dalla convivenza nella dignità e nel rispetto reciproco.

https://www.icrc.org/en/document/detention-not-solution-migrants

http://www.theguardian.com/world/2012/mar/28/left-to-die-migrants-boat-inquiry

Le decisioni più gravi , come i blocchi della frontiera greca o nelle acque dell'Egeo, sono prese su pressione del governo tedesco, guidato da una Angela Merkel in evidente difficoltà dopo i fatti di Colonia, che non trova di meglio che legittimare il regime di Erdogan, autore di massacri quotidiani ai danni dei kurdi, e sempre più a suo agio nel gioco di ricatti incrociati che caratterizza ormai la gestione delle questioni dell'immigrazione e dell'asilo in Europa.

http://eulawanalysis.blogspot.co.uk/2016/02/the-eu-turkey-and-refugee-crisis-what.html

http://www.maurizioblondet.it/merkel-si-umilia-davanti-ad-erdogan-e-leuropa-con-lei/

Dopo la mossa della Merkel, anche l'Unione Europea sembra cedere al ricatto di Erdogan che minaccia di fare passare centinaia di migliaia di siriani attraverso le frontiere dell'area Schengen, o meglio, di quello che ne rimane, perchè ogni paese sta costruendo i suoi muri.

Erdogan to EU: 'We're not idiots,' threatens to send refugees

https://euobserver.com/migration/132233

Più a sud, da parte dell'Unione Europea e dei suoi stati più influenti, si legittima la svolta autoritaria in Egitto, si riprende il percorso del processo di Khartoum, malgrado il fallimento della Conferenza di La Valletta, a  Malta, lo scorso novembre, ed in nome degli interessi commerciali si mette la sordina alle richieste di verità e giustizia seguite alla barbara esecuzione di Giulio Regeni.

http://www.osservatoriorepressione.info/egitto-stato-di-polizia-lultimo-reportage-di-giulio-regeni/

L'Egitto rimane un partner essenziale dell'Italia nelle operazioni di riammissione di migranti "economici", ai quali si nega informazione ed accesso alle procedure di protezione internazionale. Ed anche Sudan, Etiopia e Nigeria, tra breve anche l'Eritrea, sono paesi commercialmente interessanti, e dunque, verso i quali chiudere un occhio quando arrestano, torturano o deportano.

http://www.contropiano.org/internazionale/item/34879-l-egitto-tra-dittatura-e-repressione

E se un loro cittadino, prima di chiedere asilo in Italia, riceve da qualche questura un provvedimento di respingimento differito, i primi a saperlo sono gli agenti diplomatici o consolari di questi paesi, immediatamente avvertiti dalla polizia italiana, e liberi di scatenare rappresaglie ai danni dei parenti rimasti in patria.

http://www.theguardian.com/commentisfree/2016/feb/11/the-guardian-view-on-egypt-one-in-cairo-and-one-nations-authoritarian-spiral

Mentre l'Italia viene bacchettata dal Commissario Europeo all'immigrazione Avramopoulos perchè esegue un numero troppo ridotto di rimpatri con accompagnamento forzato, l'Egitto continua a garantire oltre venti voli di deportazione all'anno, quasi due al mese,  e dunque costituisce un partner scomodo ma efficiente nelle pratiche di riammissione dei propri cittadini giunti in Italia. Altrettanto garantisce la Nigeria. Buone carte per l'Italia di Renzi ed Alfano,da giocare in Europa.

http://www.ansa.it/english/news/2016/02/10/ec-slams-italy-on-migrant-repatriations_5a691f13-6290-4bc9-83a2-8868bed3da7a.html

L'Egitto rimane poi il vero arbitro della crisi libica, grazie alla sua longa manus, il generale Haftar, grande sabotatore degli ultimi "accordi di pace" promossi dalle Nazioni Unite. se qualcuno in Italia si lamenta troppo della barbara uccisione di Giulio Regeni e delle troppe contraddizioni, se non aperte ammissioni di responsabilità, da parte delle autorità egiziane, basta una nota diplomatica per ricordare quanto interesse abbia l'Italia a sviluppare gli affari con il regime di Al Sisi, una nota indirizzata al governo Renzi ed all'ENI che in Africa svolge il ruolo di rappresentante politico, oltre che economico, del nostro paese.

Giovanni Maria Bellu

Il ministro dell’Interno egiziano continua ad affannarsi a escludere qualunque coinvolgimento degli apparati statali nel sequestro e nell’omicidio di Giulio Regeni, ma ogni giorno emerge una nuova circostanza che dice l’esatto contrario. L’ultima – clamorosa – è che pochi giorni prima della “scomparsa” la polizia fece un sopralluogo nello stabile il ricercatore italiano viveva. Per essere precisi – secondo la testimonianza del vicino di casa riportata sia da Repubblica (che ne indica anche il nome: Eddie Saade), sia dal Corriere della Sera – a effettuare la visita furono dei personaggi che, per come si comportavano, avevano tutta l’aria d’essere dei poliziotti. Ma, evidentemente non indossavano alcuna divisa. Non basta. Perché – stando a quanto riportato ieri dal quotidiano Egypt Independent – Regeni era intercettato. Tanto che la polizia egiziana ha potuto ricostruire le sue ultime conversazioni telefoniche prima della scomparsa.

http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/d18c31a2-d0fc-11e5-968d-005056a86fbe/

http://www.agi.it/international/2016/02/11/news/egypt_offers_great_investment_opportunities_for_italy-512766/

http://www.madamasr.com/opinion/politics/giulio-and-cost-doing-business-egypt

http://www.amnesty.it/Omicidio-Regeni-Amnesty-International-scrive-a-Farnesina-ed-Eni

Un quadro di politica estera desolante, nel quale prevalgono i segnali di guerra, con l'annunciato intervento militare in Libia, che potrebbe anche essere già cominciato, se si guarda al forte rallentamento delle partenze, ed alla scomparsa di interi gruppi nazionali, come Siriani ed Eritrei, che in passato costituivano la parte più consistente delle persone che dalla costa libica si imbarcavano verso l'Italia. Anche nel 2011, durante l'intervento militare contro Gheddafi, le partenze erano bruscamente cessate, salvo a riprendere qualche anno dopo, quando si erano ricostituite le reti di trafficanti che le gestivano.

Mancano intanto reali possibilità di canali umanitari, oltre i modesti spiragli garantiti da associazioni private, una goccia nel mare delle richieste di resettlement verso l'Europa, e l'inverno continua a mietere le sue vittime sulla rotta balcanica, di fatto, oggi, quella più battuta. Se non si può invertire questa politica disastrosa dell'egoismo e della "sicurezza", che porterà altre guerre e campagne di odio in territorio europeo, occorre almeno mantenere alto il tono delle denunce, perché domani nessuno possa dire "io non sapevo".
La guerra dei migranti viene combattuta a 360 gradi dall'Unione Europea a presidenza olandese, e le vittime continuano ad aumentare, ed ancora di più aumenteranno in futuro, anche se non se ne deve parlare, e sono già pronte le norme che permetteranno di punire quei cittadini solidali che si intromettono, si ostinano a rimanere sui territori di frontiera, senza arretrare neppure di un milllimetro di fronte alle continue minacce, ed operano soccorsi umanitari, o si limitano a testimoniare gli abusi che vengono commessi. Tira davvero una brutta aria, non è l'inverno, ma un nuovo fascismo che avanza ovunque, perché di questo si tratta.

http://info.arte.tv/fr/bruxelles-veut-criminaliser-ceux-qui-aident-les-refugies

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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