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venerdì 19 febbraio 2016

Malgrado il fallimento del Processo di Khartoum, sulla base di intese operative di polizia il Belgio deporta in Etiopia un richiedente asilo eritreo. La politica dei rimpatri dell'Unione Europea delegata ai singoli stati ed a Frontex, contro i diritti umani.


Sono giorni in cui in Europa si moltiplicano i muri alle frontiere e si rilancia l'esigenza di dare effettività alle misure di allontanamento forzato ai danni di quei richiedenti asilo che abbiano ricevuto un diniego, sulla base delle nuove procedure accelerate che non consentono un esercizio effettivo dei diritti di difesa e non danno tempo per ricorsi giurisdizionali o almeno per misure cautelari di sospensione delle espulsioni o dei respingimenti.

http://www.reuters.com/article/us-europe-migrants-germany-refugees-idUSKCN0V80IH

Tutti gli accorati appelli dei governanti europei, incapaci di risolvere ( o almeno di contribuire a risolvere) i conflitti nelle aree di crisi dalle quali provengono i migranti, sono rivolti all'esigenza di stipulare accordi con i paesi di origine e transito al fine di riportare in questi paesi i migranti che non ottengono il riconoscimento di uno status di protezione internazionale.

http://www.statewatch.org/news/2015/dec/eu-med-crisis-dec-15-package.htm

Dopo la Conferenza de La Valletta a Malta, lo scorso novembre, appare ormai evidente il fallimento del Processo di Khartoum, lanciato dall'Italia durante il semestre di presidenza dell'Unione Europea nel 2014. Al centro del Processo di Khartoum era proprio la collaborazione di alcuni paesi africani, notoriamente artefici di gravi violazioni dei diritti umani, come l'Egitto, il Sudan, l'Etiopia e l'Eritrea, ed altri, con le politiche di blocco dei migranti e di riammissione di coloro che venivano espulsi o respinti da un paese dell'Unione Europea.
                                                              http://www.a-dif.org/2016/01/05/soldi-alle-polizie-europee-che-perseguitano-i-profughi-eritrei/                                                                           
List of invited delegations
Valletta Summit, 11-12 November 2015 Mediterranean Conference Centre, Valletta - Malta
_____________________________________________________
African States party to the EU-Horn of Africa Migration Route Initiative (Khartoum Process)
1. Djibouti
2. Egypt
3. Eritrea
4. Ethiopia
5. Kenya
6. Somalia
7. South Sudan
8. Sudan
9. Tunisia
African States party to the Rabat Process
10. Benin
11. Burkina Faso
12. Cameroon
13. Cabo Verde
14. Central African Republic
15. Chad
16. Democratic Republic of Congo
17. Côte d’Ivoire
 Egypt
18. Gabon
19. Ghana
20. Guinea
21. Guinea Equatorial
22. Guinea-Bissau
23. Liberia
24. Libya (on hold)
25. Mali
26. Mauritania
27. Morocco
28. Niger,
29. Nigeria
30. Republic of Congo
31. Senegal
32. Sierra Leone
33. The Gambia
34. Togo
 Tunisia

QUESTI NON SONO "PAESI TERZI SICURI COME RITIENE l'UNIONE EUROPEA".

Ad esempio, nel caso del Gambia, paese con il quale l'Italia è in trattative per eseguire rimpatri forzati, questa la situazione accertata dai giudici. I Gambiani possono avere riconosciuto il diritto alla protezione internazionale, senza frettolosi giudizi basati sull'appartenenza ad un "paese terzo sicuro".

http://www.meltingpot.org/Riconoscimento-della-protezione-sussidiaria-a-due-cittadini.html?var_mode=calcul#.VscO1YeFOhw

Alla fine della Conferenza di Malta si rilevava che verso i paesi africani non c'era la stessa generosità dimostrata dall'Unione Europea nei confronti della Turchia di Erdogan ( che negli stessi giorni riceveva oltre tre miliardi di euro, a fronte di un miliardo e ottocento milioni offerti a tutti i paesi africani coinvolti nel Processo di Khartoum.

http://www.vita.it/it/article/2015/10/29/ue-africa-la-valletta-il-summit-della-discordia/137166/

Nei mesi successivi l'Unione Europea delegava all'agenzia Frontex ed ai singoli stati il compito di concludere intese operative di polizia, se non veri e propri accordi bilaterali per rendere possibili i voli congiunti di rimpatrio e dare comunque effettività alle misure di allontanamento forzato adottate dai singoli paesi. Intanto in Africa, ed in particolare nel Corno d'Africa la situazione era in evoluzione, con un avvicinamento del Sudan all'Etiopia ed una riaffermazione del ruolo di potenza regionale dell'Egitto, che attorno ad affari economici e forniture militari, tesseva nuovi rapporti con lo stesso Sudan, con l'Etiopia, con l'Eritrea. In qualche modo il Processo di Khartoum che era bloccato dall'insipienza europea proseguiva sotto la spinta dei paesi africani che volevano comunque mettere sul piatto della bilancia dei rapporti con l'Unione Europea anche la politica dei rimpatri forzati e le conseguenti prassi di polizia.

http://townhall.com/columnists/danielpipes/2016/02/18/can-egypt-and-ethiopia-share-the-nile-n2121250

Egypt supports development efforts in Eritrea: President Sisi  

http://www.madote.com/2016/02/egypt-supports-development-efforts-in.html

http://www.tesfanews.net/eritrean-foreign-minister-in-cairo-meet-al-sisi/

Il mutare dei rapporti tra i paesi coinvolti nel Processo di Khartoum e tra questi e l'Unione Europea produceva immediatamente effetti perversi, che ricadevano sui corpi e sulle vite di persone che avevano cercato di fuggire da dittature feroci o dal rischio di essere uccisi per le loro opinioni politiche o religiose. Le nuove relazioni economiche stabilite su impulso dell'Egitto soprattutto, comportavano un riallineamento dei diversi paesi del Corno D'Africa contro coloro che avevano avuto riconosciuto uno status di rifugiato, in base alla Convenzione di Ginevra, e che erano rimasti nel loro territorio, come nel casi di eritrei presenti in Etiopia o di etiopici rifugiati in Sudan.
Dopo i nuovi accordi tra stati, e sotto la spinta dell'Egitto e degli stati europei coinvolti nel processo di Khartoum, il miglioramento delle relazioni diplomatiche tra questi stati ha messo a rischio decine di oppositori politici dei diversi governi, persone che avevano ricevuto lo status di rifugiato da tempo, ma che all'improvviso si sono trovati esposti a vere e proprie deportazioni da un paese all'altro, ad esempio dal Sudan in Etiopia, finendo in carcere sotto tortura. Ancora una volta la logica dei mercati si è totalmente disinteressata delle violazioni dei diritti umani che venivano perpetrate nel silenzio più assoluto. Un silenzio che in Europa nessuno interrompe, dal momento che è fondamentale la partecipazione di questi paesi per le operazioni di blocco delle partenze o di riammissione dei richiedenti asilo che ricevono un diniego, Come di quelli che vengono definiti "migranti economici" senza neppure potere presentare una richiesta di asilo. Ad Agrigento negli ultimi giorni sono stati consegnati provvedimenti di respingimento "differito" anche ad un cittadino etiope e ad un'altro eritreo. Provvedimenti che magari l'Italia non metterà in esecuzione, ma che segnano una svolta negativa rispetto al recente passato, se si pensa che, dopo la strage del 3 ottobre 2013 a Lampedusa, la maggior parte degli eritrei giunti in Italia ( se sono rimasti nel nostro paese) hanno ottenuto uno status di protezione internazionale.

Sono riprese le deportazioni di persone che erano state già riconosciute come rifugiati, ad esempio dal Sudan verso l'Etiopia, ed alcuni paesi europei, come il Belgio, giungono ad eseguire rimpatri immediati dopo il primo diniego della richiesta di protezione internazionale, ritenendo come "paesi terzi sicuri" stati come l'Etiopia o il Niger, nei quali poi non si riesce a garantire la sicurezza delle persone che vengono deportate o respinte. Le intenzioni, del tutto prive di base legislativa, enunciate nel Piano europeo sull'immigrazione e nei più recenti documenti dei Consigli (informali) dell'Unione Europea, in ordine all'esigenza di garantire rimpatri anche verso i paesi di origine o di transito dei richiedenti asilo denegati, si stanno adesso concretizzando, mettendo a grave rischio la vita delle persone che vengono trasferite in luoghi nei quali vige lo stato di polizia. Intendiamo paesi nei quali si può essere arrestati e detenuti per un tempo indeterminato senza un provvedimento del giudice, paesi nei quali vige sistematicamente il metodo della tortura durante gli interrogatori, con una diffusa corruzione e con ampio ricorso ad un sistema di spie, paesi nei quali non si contano le sparizioni forzate degli oppositori politici. Eppure questi paesi sono pieni di agenti europei, definiti agenti di collegamento, che interloquiscono con le autorità locali, senza anteporre, alle operazioni di rimpatrio o di contrasto dell'immigrazione irregolare, i diritti umani delle vittime del traffico e della tratta. senza garantire soprattutto i diritti fondamentali di chi viene rimpatriato. Anche se nella maggior parte dei casi si tratta di partenze forzate e non più, come in passato, di scelte libere di emigrazione. Si sta riarmando persino una missione europea in Libia, altro paese cardine del Processo di Khartoum. Ammesso che oggi si possa parlare di una sola Libia.

http://www.consilium.europa.eu/fr/press/press-releases/2016/02/15-fac-libya-border-management/

La tragica morte di Giulio Regeni, proprio per la confusione che si vuole mantenere sulle responsabilità dirette ed indirette, sta dando una dimostrazione evidente, se non della dinamica dei fatti, del livello di coperture e di connivenze che garantiscono questi regimi di polizia. Mentre dai più recenti rapporti delle grandi organizzazioni umanitarie, adesso bandite dall'Egitto, si ricava la sistematica violazione dei diritti umani in Egitto, come in tutti i paesi coinvolti nel Processo di Khartoum.

http://europe.newsweek.com/egypt-torture-giulio-regeni-el-nadeem-center-427979?rm=eu

http://www.atlanticcouncil.org/en/blogs/egyptsource/nchr-pushes-for-prison-visits-amid-complaints-reports-of-torture

http://www.albawaba.com/news/hrw-slams-egypt-closure-anti-torture-ngo-807340

http://blog.amnestyusa.org/middle-east/why-protecting-torture-victims-scares-egypts-leaders/

http://jurist.org/paperchase/2016/02/amnesty-egypt-closes-prominent-human-rights-center.php

In qualche caso la responsabilità degli stati europei è evidente. Il 2 febbraio scorso le autorità belghe, probabilmente con il coinvolgimento di unità appartenenti a Frontex, ormai presenti in tutti gli aeroporti internazionali, hanno deportato da Bruxelles in Etiopia il cittadino eritreo T.D.H. , mettendolo poi in stato di detenzione nell'aeroporto di Bole, ad Addis Abeba, dopo che allo stesso, giunto in Belgio nel mese di ottobre dello scorso anno, era stato notificato un diniego sulla richiesta di asilo presentata al momento del suo arrivo. Un diniego ancora più crudele ed immotivato in quanto questa stessa persona avrebbe, secondo informazioni diffuse dalla diaspora eritrea, una parente legalmente residente come rifugiata in Norvegia, e dunque avrebbe avuto diritto ad ottenere in un paese europeo, se non in Norvegia, il riconoscimento di uno status di protezione interazionale.

http://asmarino.com/press-releases/4493-how-much-more-mistreatment-before-mr-tesfagaber-haile-desta-can-be-reunited-with-his-daughter

http://www.erigazette.org/?p=8968

Le circostanze precise di questa deportazione, che potrebbe assumere tutte le caratteristiche del sequestro di persona, non sono note. Di certo, un uomo di nazionalità eritrea, privo di documenti di viaggio e senza alcuna informazione sulla effettiva destinazione, che nelle prime fasi della deportazione sembrava Juba in Sud Sudan , nell'aeroporto di Bruxelles è stato imbarcato a forza su un aereo della Ethiopian Airlines da agenti della polizia belga su un volo che lo ha condotto verso un paese nel quale rischia la tortura o altri trattamenti inumani o degradanti. Come quelli che potrebbero essere inflitti ancora in questi giorni, perché, subito dopo l'arrivo nell'aeroporto di Addis Abeba, da dove avrebbe dovuto ripartire per Juba,  T.D.H. veniva trattenuto in un ufficio di polizia nella zona transiti dell'aeroporto perché privo di documenti e da lì risulta scomparso in data 14 febbraio, da quando non si hanno più notizie di lui. Durante la detenzione aeroportuale gli sarebbe stato richiesto di sottoscrivere un documento con il quale accettava di essere trasferito in Sud Sudan o in Uganda, ma sembra che si sia rifiutato, in ogni caso le autorità di questi due paesi non hanno confermato l'ingresso di T.D.H. nel loro territorio. Secondo altre notizie, diffuse dalla diaspora eritrea, T.D.H sarebbe stato portato via dall'aeroporto di Addis Abeba da due uomini in borghese e da quel momento, dal 14 febbraio, non ci sarebbero più sue notizie ed il telefono squilla a vuoto.

Nell'incertezza dei fatti occorsi dopo l'arrivo ad Addis Abeba è certo che da cinque giorni T.D.H. non riesce a dare più sue notizie ai familiari ed è gravemente esposto al rischio di subire torture o altri trattamenti inumani o degradanti, se non di essere ucciso, considerando il suo ruolo di oppositore politico della dittatura eritrea che lo aveva già arrestato e torturato prima della sua fuga. Le autorità etiopiche devono comunicare dove è finita una persona che il 3 febbraio scorso è stata consegnata loro dalle autorità di polizia belghe.

E' altrettanto certo che il Belgio è incorso in una gravissima responsabilità nell'esecuzione di una misura di deportazione, perché di questo si tratta, senza poi garantire effettivamente che la persona deportata, al suo arrivo a destinazione, fosse libera di muoversi e di evitare altri arresti o torture. Una responsabilità che potrebbe essere condivisa da agenti di Frontex se si provasse il loro coinvolgimento diretto o indiretto nelle attività di trasferimento forzato, operate dalla polizia belga, e riconsegna di T.D.H alle autorità di polizia etiopiche.

Appare evidente anche che quanto successo potrebbe accadere ancora in altri casi simili, soprattutto se il Processo di Khartoum andrà avanti, e se l'Unione Europea affiderà a Frontex il compito di negoziare con i "paesi terzi sicuri" operazioni di rimpatrio forzato che i singoli stati faticano ad eseguire.

http://asmarino.com/articles/4482-send-the-eritrean-refugees-home-they-are-just-economic-migrants

Occorre salvare la vita di T.H.D ed evitargli altre torture fisiche o psichiche. Il Belgio attraverso una sua rappresentanza diplomatica gli deve consentire un visto di ingresso per motivi umanitari e se, come sembra, una sua parente si trova in Norvegia, lo stesso ha diritto di raggiungere quel paese e presentare lì una richiesta di asilo. L'espediente adottato dalla polizia di frontiera in diversi aeroporti, anche a Roma Fiumicino, di considerare  come "illegali" i migranti che non fanno immediatamente richiesta di asilo nel primo paese d'ingresso dell'Unione Europea,o che hanno ricevuto un primo diniego, può avere conseguenze mortali. E le procedure accelerate, definite altre volte procedure sommarie in aeroporto, sulle richieste di protezione internazionale devono consentire mezzi di ricorso effettivi e misure cautelari di sospensione di decisioni di allontanamento che potrebbero consentire veri e propri sequestri di persona.

Chiediamo all'Unione Europea di verificare se nel corso di quest'anno l'agenzia Frontex ha eseguito o esegue voli di rimpatri congiunti verso i paesi coinvolti nel Processo di Khartoum ed in particolare verso il Sudan e l'Etiopia, e chiediamo che le autorità europee contattino le rappresentanze diplomatiche di questi paesi, o di altri nei quali fossero ricacciati i migranti espulsi o respinti dal territorio dell'Unione Europea, per chiedere notizie e per avere garanzie sul rispetto dei diritti umani e dell'integrità fisica delle persone che, dopo una richiesta di asilo, ricevono un rifiuto e vengono deportate in un paese di transito o nel paese di origine.

Al di là della singola vicenda, sulla quale cercheremo di andare a fondo, appare evidente che i rimpatri di richiedenti asilo denegati devono essere assistiti da particolari garanzie, perché non può sfuggire che la semplice proposizione di una domanda di protezione internazionale pone il richiedente in una posizione di forte contrasto con il paese di origine, che dunque potrebbe poi perseguirlo, con tutti i mezzi, tristemente noti ormai all'opinione pubblica mondiale, qualora questi venga riconsegnato da agenti europei alle autorità di polizia di quel paese.

Deve essere bandito il ricorso alla lista di "paesi tersi sicuri" ed alla categoria, priva di qualsiasi base legale di "migranti economici" soprattutto quando, dopo le operazioni di rimpatrio, si accerta che le persone che sono state deportate vengono arrestate o scompaiono nel nulla senza dare più notizie alle famiglie. "Paesi terzi sicuri" per chi?

Chiediamo all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite ogni possibile sforzo per salvaguardare la vita di T.D.H. e per consentire, attaverso il rilascio dei visti di ingresso necessari, il suo trasferimento in un paese europeo nel quale lo stesso ha già vincoli familiari.

Chiediamo alla Commissione Europea una indagine circostanziata sui voli di rimpatrio effettuati da singoli stati, come sembra in questo caso, o dall'agenzia Europea Frontex, con l'imbarco forzato al fine del rimpatrio di persone che hanno precedentemente presentato una richiesta di protezione internazionale in uno dei paesi dell'Unione Europea, valutando in particolare la fondatezza delle motivazioni dei dinieghi e le garanzie fornire dagli stati che eseguono le misure di allontanamento in ordine alla sicurezza delle persone rimpatriare o deportate verso paesi terzi.

http://www.huffingtonpost.it/filippo-miraglia/piu-controlli-piu-barriere-significano-piu-morti_b_9262634.html












33 commenti:

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  22. NASCONDETE I VOSTRI FIGLI DA NOTO AVVOCATO PEDOFILO DANIELE MINOTTI (FACEBOOK)! NOTISSIMO AVVOCATO PEDOFILO INCULA BAMBINI DANIELE MINOTTI DI RAPALLO E GENOVA! E' SUA LA SETTA DI SATANISTI STUPRA BIMBI CON DENTRO IL REGISTA, PURE PEDOFILO, GIUSEPPE LAZZARI (ARRESTATO), LA NOTA PEDOFILA TANTO QUANTO, ANSELMA DELL'OLIO ( CHE, COME VEDRETE IN UN VIDEO QUI A SEGUITO, DA' DEL GENIO AL SUO COMPARE DI ORGE SATANICHE, DEPRAVATE E PERVERTITISSIME: GIUSEPPE LAZZARI). ED IL, NOTORIAMENTE, DA SEMPRE PEDERASTA, GIULIANO FERRARA!
    1
    LO HANNO BECCATO UN'ALTRA VOLTA A STO SCHIFOSO SATANISTA, ANZI, A STO SATANAZISTA PEDOFILO DI DANIELE MINOTTI, AVVOCATO CRIMINALISSIMO DI RAPALLO E GENOVA (
    Sede di Rapallo (GE)
    Via della Libertà, 4/10 – 16035 RAPALLO (GE)
    Tel. +39 0185 57880
    Fax +39 010 91 63 11 54
    Sede di Genova
    Via XX Settembre 3/13 16121 – GENOVA)
    CHE EFFETTUA ANCHE, DA SEMPRE, TANTISSIMO RICICLAGGIO DI DENARO MAFIOSO, COME ROVINA O TERMINA LA VITA DI GENTE PER BENISSIMO (ANCHE ORDINANDO OMICIDI), ATTRAVERSO COMPLOTTI MASSO-N-AZIFASCISTI, OSSIA, DI LOGGE SATANICHE DI ESTREMISSIMA DESTRA. STO VERME SCHIFOSO DI DANIELE MINOTTI FACEVA PARTE DI UNA SETTA DI PEDERASTA BERLUSCONIANI. IL CUI KAPO', E' OVVIAMENTE, IL PEDOFILO MAXIMO, IL SUO CAROGNESCO MANDANTE DI MILLE CRIMINALITA' E STALKING VIA WEB, METASTASI DI DEMOCRAZIA E GIUSTIZIA: SILVIO BERLUSCONI.
    http://www.huffingtonpost.it/2015/03/26/intervista-gianni-boncompagni_n_6945522.html
    http://www.giornalettismo.com/archives/104797/berlusconi-pedofilo-mafioso/
    DI CUI IL NUMERO DUE E' IL SACCO STRA COLMO DI ESCREMENTI, NOTISSIMO PEDOFILOMOSESSUALE TANTO QUANTO, GIULIANO FERRARA ( LUI STESSO CONSIGLIA IL FARSI SODOMIZZARE, QUI
    http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/giuliano-ferrara-omosessualita-giochetto-consiglio-contro-natura-1483446/).
    VOLETE ALTRE PROVE? ECCOLE QUA. IAMM BELL, IA'! LA, INVECE LEI, NOTA LESBICA, ZOCCOLONA MOGLIE DI GIULIANO FERRARA, ANSELMA DELL'OLIO ( PEDOFILISSIMA ANCHE LEI, SPESSO IN ORGE LESBO CON POCO PIU' CHE BAMBINE), IN QUESTO VIDEO CHE SEGUE
    http://video.corriere.it/sesso-11enne-arrestato-regista-giuseppe-lazzari-l-intervista-rai/4287e44c-5e41-11e6-bfed-33aa6b5e1635
    DAVA DEL GENIO AL SODOMIZZA BIMBI ( COME I SUOI COMPARI SATANISTI E SATANAZISTI DANIELE MINOTTI, GIULIANO FERRARA ED IL GIA' TRE VOLTE IN GALERA PAOLO BARRAI, NATO A MILANO IL 28.6.1965, DI CRIMINALISSIMA WORLD MAN OPPORTUNITIES LUGANO E WMO SA PANAMA), L' APPENA ARRESTATO PER PEDOFILIA: REGISTA GIUSEPPE LAZZARI ( PEDOFILO E NON PER NIENTE, DA SEMPRE BERLUSCONIANISSIMO... OO CHE CASO, OO)!!!

    RispondiElimina
  23. 2
    CHE FACEVA SESSO CON UN BAMBINO DI 11 ANNI A RAVENNA. COME AVRETE NOTATO NEL VIDEO, LA PEDOFILA TANTO QUANTO, ANSELMA DELL'OLIO, DAVA DEL GENIO AL SUO COMPARE PEDERASTA GIUSEPPE LAZZARI. IN QUANTO PARTE DELLA STESSA SETTA SATANISTA E PEDOFILESCA DI SILVIO BERLUSCONI, GIULIANO FERRARA, PAOLO BARRAI DI CRIMINALISSIMA WORLD MAN OPPORTUINITES LUGANO ED IL CITATO NOTO AVVOCATO SODOMIZZA BAMBINI: DANIELE MINOTTI DI GENOVA E RAPALLO, PURE AGENTE SEGRETO IN COPERTO, DI TIPO ASSASSINO. SI, ASSASSINO, PER OVRA E GESTAPO PUBBLICHE E PRIVATE DI SILVIO BERLUSCONI ( VOLETE PROVE ED INIDIZI? IAMM BELL, IA'....GUARDATE QUESTI LINKS, PLEASE.... GUARDATE COME STO PEDERASTA INCULA BAMBINI DI DANIELE MINOTTI, AVVOCATO CRIMINALISSIMO DI RAPALLO E GENOVA, SEMPRE DIFENDA SUOI DEPRAVATI "COLLEGHI", OSSIA VOMITEVOLI PEDOFILOMOSESSUALI COME LUI
    http://www.lettera43.it/cronaca/adescava-minorenni-sul-web-miltare-a-processo_43675123449.htm
    http://genova.repubblica.it/cronaca/2014/02/26/news/sesso_virtuale_in_cambio_di_soldi_per_videogame-79717213/
    http://www.ansa.it/liguria/notizie/2014/06/20/adescava-minori-sul-web-condannato_36c57304-90aa-4c7f-8463-c7d610ed10dd.html
    http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2013/04/19/news/casolare-a-luci-rosse-il-pm-7-anni-e-mezzo-all-ex-dipendente-nca-1.6917147
    E QUI A SEGUITO, LEGGETE, SEMPRE, PLEASE, LA TESTIMONIANZA DI STEFAN CUMESCU, CHE DA BAMBINO FU STUPRATO, FU SODOMIZZATO A SANGUE, FU SODOMIZZATO A MORTE, DAL BASTARDO NAZIPEDERASTA DANIELE MINOTTI, MASSONE NEO PIDUISTA, AVVOCATO DI MAFIOSI E CRIMINALI DI OGNI, DI GENOVA E RAPALLO
    http://www.devsuperpage.com/search/Articles.aspx?hl=en&G=10&ArtID=1908142&KeyWords= ).

    ED ECCO DUE TESTI CHE CHIARISCONO QUANTO IL REPELLENTE PEDOFILO INCULA BAMBINI, DANIELE MINOTTI STESSO, DA SEMPRE, RICICLI PURE SOLDI ASSASSINI DI COSA NOSTRA, CAMORRA E NDRANGHETA! A GO GO!

    http://grokbase.com/t/python/python-list/148jckyh1w/avvocato-pedofilomosessuale-ed-assassino-daniele-minotti-facebook-oltre-che-nazi-megalava-euro-mafiosi-e-come-detto-mandante-di-omicidi-o-suicidate-stalker-di-eroe-civile-michele-nista-su-ordine-di-tiranno-fasciocamorrista-silvio-berlusconi
    http://anti-matrix.org/Convert/Articles_Conspiracy/Conspiracy/Conspiracy-Selected-Articles-140730152020.html


    PRESTO SCRIVEREMO TANTISSIMO, GIORNO E NOTTE, A TURNO, PER DECENNI E DECENNI, GLI INTERI TESTI, (A) DEL POVERO EX BAMBINO STEFAN CUMESCU, SODOMIZZATO QUASI A MORTE, DAL VERMINOSO BASTARDO PEDOFILO AVVOCATO DANIELE MINOTTI DI RAPALLO, E (B) DI COME LO STESSO RICICLI CASH ASSASSINO, DI SACRA CORONA UNITA, COSA NOSTRA, CAMORRA E NDRANGHETA DA SEMPRE!!!

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro