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giovedì 11 febbraio 2016

Per i funerali di Giulio, "persone che si stringono ad altre persone", ed un impegno quotidiano per la verità e la giustizia, per tutti



"Persone che si stringono ad altre persone".

Il sequestro, le torture che ne sono seguite e la barbara uccisione di Giulio Regeni, come i successivi comportamenti omissivi delle autorità egiziane, quali che siano le responsabilità che saranno accertate alla fine delle inchieste, ammesso che si arrivi ad una verità, impongono una riflessione non solo sui rapporti tra Italia ed Egitto, ma anche sui rapporti tra le persone nel nostro paese e tra queste e coloro che le rappresentano.

http://www.repubblica.it/esteri/2016/02/12/news/giulio_i_giorni_della_paura_e_la_verita_del_testimone_preso_da_agenti_in_borghese_proprio_davanti_alla_metro_-133248679/?ref=HRER2-1

Non basta chiedere una svolta nei rapporti economici, politici e militari che legano l'Egitto all'Italia,  o un diverso rapporto tra l'Unione Europea e l'Egitto. Poche ore dopo il ritrovamento del cadavere una delegazione del Parlamento europeo giunta in Egitto trattava affari con il generale Al Sisi, senza spendere neppure una parola su quanto era avvenuto. Dopo la prima reazione, con la interruzione immediata di una importante trattativa commerciale,la posizione del governo italiano sembra ogni giorno più cauta.  L'attenzione generale sta calando mentre ancora non si è neppure svolto il funerale.

Di fronte al dolore inaudito della sua famiglia e degli amici più cari, di fronte all'orrore per le torture inflitte a Giulio, un orrore che non ci dà tregua, dobbiamo rispondere stringendoci più forte, ricostruendo il senso di comunità e la capacità di memoria, trasformare lo sdegno individuale in slancio collettivo per continuare, ciascuno nel proprio campo e con le proprie capacità, verso una direzione comune, che è quella segnata negli anni dal lavoro di persone come Giulio. Non solo per la solidarietà ma per l'emancipazione delle persone che sono sottomesse a regimi dittatoriali, di lavoratori che sono ridotti in condizioni servili se non schiavistiche, dei soggetti più deboli come donne e  minori esposti ad abusi quotidiani.

I migranti si portano dentro i segni di continue violazioni dei diritti fondamentali della persona umana, ma questi stessi diritti sono negati a fasce sempre più ampie delle popolazioni sia nei paesi di arrivo che nei paesi di origine o di transito. A queste violazioni corrisponde una negazione sempre più diffusa del diritto di informazione e tutti coloro che comunicano notizie scomode per i regimi dominanti diventano immediatamente bersagli da colpire.

Vogliamo essere "persone che si stringono ad altre persone", per combattere la proliferazione di muri, alcuni visibili alle frontiere d'Europa, e tanti altri, magari invisibili, ma altrettanto violenti, dentro le nostre città. Sono i muri dell'assuefazione, della disinformazione, dell'ignoranza, del pregiudizio, della discriminazione, della sopraffazione, ed infine della violenza. Quella violenza istituzionale che uccide e nasconde, che depista e provoca. Anche gli uomini di governo saranno giudicati per come si opporranno a questa violenza, se riterranno la vita e la dignità delle persone più importanti degli accordi commerciali o delle intese militari.

Mentre siamo alla vigilia dell'ennesimo conflitto sulle sponde del Mediterraneo percepiamo chiaramente una svolta epocale negli assetti geopolitici internazionali e sul piano  del rapporto tra persone e governanti in Europa e in Italia. Le guerre si moltiplicano, aumentano le vittime civili, e le popolazioni sono private del potere di decidere il loro destino, la guerra si combatte con tutti i mezzi ma non si dichiara ed i parlamenti sono esautorati. Le pratiche di violenza e di prevaricazione rischiano di diventare egemoni, il mercato cancella qualsiasi paravento di moralità e la logica dello sfruttamento sembra ovunque vincente. Dalla dittatura del mercato sembra facile passare alla legittimazione delle dittature, magari con l'obiettivo dichiarato di bloccare profughi in fuga e migranti che cercano solo la sopravvivenza. Nuovi nemici sui quali  costruire campagne di odio e guadagnare facili consensi elettorali.

Nel giorno del funerale di Giulio Regeni il nostro modo per stringerci ad altre persone, per essere insieme, per esprimere vicinanza alla famiglia, sarà un esercizio di memoria condivisa e una richiesta urgente di verità e giustizia. Un no secco alle guerre, in atto, ed a quelle che verranno. Per abbattere muri e costruire ponti. Lavoriamo da anni anche noi in questa direzione e rilanceremo questo impegno a partire da un'aula universitaria, ci rivolgeremo a tutti coloro che riusciremo ad incontrare, o che ci verranno incontro, in questo triste giorno e nei giorni che seguiranno, quando tenteranno di farci dimenticare, o ci proporranno verità di comodo. Saremo, e non per un solo giorno, "persone che si stringono ad altre persone" da qualunque parte del mondo provengano.

Per chi vorrà condividere una riflessione o una proposta, nelle ore e nel giorno della sepoltura di Giulio Regeni, a Palermo ci ritroveremo nell'Aula Sturzo, piano terra, del Dipartimento di Scienze giuridiche e sociali dell'Università di Palermo, a Piazza Bologni 8, alle ore 14,00 di venerdì 12 febbraio. Nello stesso giorno bandiere a mezz'asta al Comune di Palermo.

http://www.theguardian.com/world/2016/feb/08/thousands-of-academics-demand-inquiry-into-cairo-death-of-giulio-regeni

http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/187195/Egypt/Politics-/In-response-to-academics-letter,-Egypt-says-conclu.aspx

L'addio a Giulio, appello della famiglia:  ai funerali niente telecamere e bandiere

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2016/02/10/news/giuilio-ucciso-in-un-appartamento-in-centro-1.12934250

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/10/regeni-media-locali-telefonate-del-ricercatore-italiano-erano-intercettate/2452330/

http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2016/02/09/news/funerali-di-giulio-regeni-lutto-in-tutti-i-comuni-fvg-1.12928370

http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2016/02/10/news/e-tutta-fiumicello-a-preparare-i-funerali-di-giulio-1.12933073

IL TIMES: “OMICIDIO VERGOGNOSO” – “Un omicidio vergognoso” avvenuto in un Paese, che a cinque anni dalla ‘primavera araba’ di piazza Tahrir, si ritrova sotto il tallone dell‘ex generale Abdel Fattah al-Sisi immerso nel “terrore di polizia”: con queste parole il quotidiano britannico The Times ha commentato l’uccisione brutale di Giulio Regeni, giovane ricercatore italiano “laureato a Cambridge”. Il giornale britannico ricorda la lettera aperta firmata da 4.600 accademici di decine di Paesi per chiedere giustizia, ma nota che “non c’è da farsi illusioni” a dispetto del fatto che le autorità del Cairo “smentiscano ogni responsabilità”.
La verità, secondo il Times, è che il Paese è tornato a essere quello che era, “che migliaia di civili sono detenuti senza accuse, e che il semplice sospetto di dissenso e la repressione di una minoranza estremista sono usati per giustificare una dittatura militare vecchio stile”.
L’editoriale critica poi l’atteggiamento dei Paesi occidentali in genere. “Sisi si sforza di costruire relazioni amichevoli con i governo occidentali e, sfortunatamente, molti politici si sono mostrati fin troppo disponibili a passar sopra ai crimini della polizia egiziana nella ricerca di un bastione contro l’estremismo”.
Il giornale cita quindi dati di Amnesty International secondo cui almeno “1.150 dimostranti sono stati uccisi e altri 41.000 arrestati nei primi sette mesi di presidenza Sisi”, mentre “le condanne a morte e le torture sono le armi preferite d’intimidazione usate dal regime”.
Quanto a Regeni, il Times denuncia “gli innegabili segni di tortura” e avanza due ipotesi: “Dapprima – scrive – s’è pensato che fosse stato consegnato alla polizia da venditori di strada, il cui ruolo nell’economia sommersa egiziana era al centro delle sue ricerche; ora pare che possa aver fatto infuriare le autorità per alcuni articoli critici verso il regime proposti sotto pseudonimo a un giornale italiano”.
La conclusione del Times è che il mondo dovrebbe riesaminare le proprie relazioni con il Cairo e spingere per una politica più “illuminata”: “L’estremismo islamico è chiaramente una minaccia immediata per l’Egitto… ma è vitale che il Cairo separi i radicali da chi è a rischio di radicalizzarsi. Sisi invece rischia di mescolarli, condannando il suo Paese a un ciclo senza fine di terrorismo e controterrorismo”

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/giulio-regeni-egitto-ammette-nessuna-rapina-2383897/#sthash.73tcZPY3.dpuf

http://notizie.tiscali.it/esteri/articoli/LEgitto-viola-i-diritti-umani.-Ma-i-migranti-che-giungono-in-Italia-vengono-riconsegnati-alla-polizia-di-al-Sisi/

"Per ora vengono effettuati periodicamente voli charter con la Nigeria, la Tunisia e l’Egitto (22 per l’Egitto, 2 per la Nigeria, 16 per la Tunisia ma anche 1 per Albania, 1 per Albania-Georgia e 2 per la Giorgia, per un totale di 44 voli charter al 20 giugno 2015)"

http://www.ilfattonisseno.it/2014/08/caltanissetta-rimpatriati-51-egiziani-erano-entrati-illegalmente-in-italia/

http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/migranti_italia_pressing_europa_vertice_rimpatri/notizie/1472030.shtml

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2015/10/08-jha-return-policy/

http://www.cronachediordinariorazzismo.org/commissione-parlamentare-di-inchiesta-sul-sistema-di-accoglienza-e-di-identificazione/

Le ultime notizie dalla stampa internazionale:

http://www.pbs.org/newshour/bb/egypts-opposition-forcibly-muted-five-years-since-revolution

http://www.ansa.it/english/news/2016/02/10/egypt-denies-being-behind-regenis-murder_704ad691-9e74-4514-9a1b-f64499526805.html

http://www.ansamed.info/ansamed/en/news/sections/politics/2016/02/10/regeniegypt.-amb-were-not-so-naif-as-to-kill-an-italian_b52902b2-19e9-4c28-91bb-a92f48327ead.html

http://www.albawaba.com/news/italian-student-killed-downtown-cairo-apartment-security-source-804072

http://www.huffingtonpost.ca/2016/02/10/giulio-regeni-dead_n_9202224.html

http://www.egyptindependent.com//news/egypt-rights-groups-say-detention-high-school-student-illegal

Torture is outlawed by Egypt's 2014 constitution, with Article 52 stating that "torture in all its forms is a crime without a statute of limitations."
Although human rights groups say that torture remains widespread in Egyptian police stations and prisons, the interior ministry has repeatedly insists it does not tolerate any misconduct by officers.

http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/187174/-.aspx


















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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro