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sabato 19 marzo 2016

A Palermo lo sbarco delle ragazzine nigeriane, mentre Frontex si limita a sorvegliare le operazioni di sbarco ed a interrogare i migranti ancora tramortiti dal freddo. Ma a Catania ritorneranno presto le pratiche Hotspot in banchina. Si ritorna al prelievo violento delle impronte digitali. Ed in mare riprendono le stragi.




Sulla rotta libica "oscurata" dai governanti europei e dal governo italiano, si continua a morire, e i salvataggi si ripetono ora dopo ora.

http://www.agi.it/cronaca/2016/03/19/news/nuova_strage_di_migranti_30_annegati_al_largo_della_libia-627226/

Oltre 1800 migranti soccorsi in un solo giorno, occorre prendere atto che la rotta dalla Libia si è riaperta, dopo mesi di relativo rallentamento delle partenze. Ed occorre non dimenticare la situazione militare sempre più conflittuale tra le diverse fazioni che si contendono la Libia, dopo la bocciatura del governo di "unità nazionale" sostenuto dalle Nazioni Unite, ma osteggiato dalle autorità di Tripoli e di Tobruk. Sempre forte il rischio di un intervento militare, che in queste condizioni potrebbe trasformare la Libia in un nuovo Vietnam.

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2016/03/19/migranti1800-soccorsi-in-canale-sicilia_a1aabe3f-4a62-4aaa-b0c2-5521f400b1d2.html

Dopo una pausa durata dal 28 dicembre 2015, riprendono gli sbarchi a Palermo, questa volta è arrivata la nave norvegese SIEM PILOT dell'operazione Triton di Frontex, con un carico di oltre 700 persone, 598 uomini, 51 donne, ben 63 minori stranieri non accompagnati, in gran parte giovani ragazze nigeriane chiaramente vittime di tratta già in Libia, alcune delle quali anche incinte. Gli stati di provenienza sono Senegal, Gambia, Guinea, Nigeria, Mali, Costa d'Avorio, Burkina Faso, Guinea, Sierra Leone, Cameron, Togo, Mauritania, Benin, e sembrerebbe anche che qualcuno si dichiari libico.

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/503653/Migranti-a-Palermo-gli-oltre-700-soccorsi-al-largo-della-Libia

 Oltre 200 persone saranno trasferite nell'Hotspot di Trapani Milo, ed il sistema di accoglienza basato sugli Hotspot rischia già di implodere, se non sarà attuata al più presto la rilocazione dei richiedenti asilo in chiaro bisogno di protezione verso altri paesi dell'Unione. Ma tra gli ultimi sbarcati le persone che possono assumere questa qualifica ed essere meritevoli della rilocazione sono davvero pochi, e dunque gli Hotspot rischiano di trasformarsi in centri di detenzione al di fuori delle procedure e delle garanzie previste dalla legge in tutti i casi in cui venga limitata la libertà personale dei migranti ( a partire dai limiti temporali dettati dall'art. 13 della Costituzione italiana)

http://bari.repubblica.it/cronaca/2016/03/18/news/migranti_il_nuovo_hotspot_di_taranto_inaugurato_e_subito_in_emergenza_cento_ospiti_di_troppo_-135753114/

Mancano gli eritrei, i sudanesi, ed in genere i profughi provenienti dal Corno d'Africa, e questo alimenta il sospetto, se non la certezza, che i migranti di queste nazionalità hanno scelto altre rotte, dopo l'intensificarsi del prelievo delle impronte digitali con il ricorso all'uso della forza, anche della violenza più ingiustificata, come si è verificato nei mesi scorsi in Sicilia, in particolare nell'Hotspot di Lampedusa. Il blocco dell'arrivo degli eritrei si potrebbe spiegare anche con le durissime condizioni di internamento cui sono sottoposti in Libia e delle torture che subiscono, insieme ai sudanesi, prima di riuscire ad imbarcarsi verso l'Europa, in genere dopo che i parenti hanno inviato altri soldi ai loro carcerieri per consentirne la liberazione.

http://www.amnesty.it/Libia-orribili-abusi-spingono-i-migranti-a-rischiare-la-vita-attraverso-il-Mediterraneo

Tra le prime persone sbarcate, decine di giovani nigeriane, molte minorenni, qualcuna visibilmente bambina di circa 14 anni, che erano frutto di una prima selezione che evidentemente era già avvenuta a bordo della nave SIEM PILOT che appartiene alla missione TRITON di FRONTEX, a bordo della quale erano sicuramente presenti operatori di polizia appartenenti all'Agenzia. Intanto qualcuno in Europa, come il leader inglese Cameron torna ad evocare i respingimenti in Libia, quei respingimenti collettivi ordinati da Maroni nel 2009, che sono già costati una condanna all'Italia da parte della Corte Europea per i diritti dell'Uomo. Ma i diritti umani per questa Europa di governanti meschini ed impotenti valgono sempre meno.

http://www.theguardian.com/world/2016/mar/18/refugee-boats-david-cameron-early-intervention-libya-migrants-mediterranean-eu-leaders

http://www.independent.co.uk/news/uk/politics/refugee-summit-david-cameron-to-send-royal-navy-warships-to-libya-to-deter-migrants-a6938086.html

Non appena portata a terra, ciascuna ragazzina aveva un suo percorso tra i diversi gazebo, accompagnata da operatori e mediatori di organizzazioni umanitarie in stretta collaborazione con le autorità di polizia, in particolare la guardia di finanza. Gli operatori umanitari delle organizzazioni non convenzionate erano invece relegate ai ruoli di prima assistenza e di fornitura di beni di prima necessità. Dalle modalità di accompagnamento e dalla durata dei primi colloqui, si ricavava l'impressione che, rispetto al passato, un numero maggiore di ragazze veniva individuato come potenziali vittime di tratta e dunque accompagnate in centri di accoglienza specializzati, senza venire trasferite con i numerosi autobus, dai quali si verifica, già nel corso del viaggio, un elevato numero di allontanamenti. Molte ragazze hanno infatti in tasca numeri telefonici di loro connazionali che le prendono nelle piazzuole autostradali nelle quali rimangono dopo essere scelte dagli autobus, per finire nei circuiti della prostituzione. Si tratta di garantire un corretto equilibrio nell'applicazione della nuova normativa antitratta e delle  norme in materia di protezione internazionale, anche a fronte della circostanza, oggettivamente verificabili, che molte commissioni territoriali negano sistematicamente il diritto alla protezione ( anche umanitaria) a minori non accompagnati ed a persone maggiorenni ma ad evidente rischio di essere sfruttate dai trafficanti.

http://piattaformaantitratta.blogspot.it/2016/02/spunti-di-riflessione-per-un-modello-di.html

La Piattaforma Nazionale Antitratta propone un sistema di accoglienza strutturato come segue:
- fase precedente all'identificazione della richiedente protezione internazionale quale vittima di tratta: in questa fase, fondamentale per l'emersione di una sospetta ipotesi di tratta, si auspica che la richiedente protezione internazionale sia accolta in una struttura – afferente al circuito SPRAR o a quello Emergenza profughi – dedicata a target femminile; nell’identificazione della struttura, sarebbe preferibile dare la precedenza agli Enti iscritti alla II Sezione del Registro degli enti ed associazioni che svolgono programmi di assistenza e protezione sociale disciplinati dall'art. 18 TUI, promuovendo la sottoscrizione di convenzioni tra tali Enti e le Prefetture per l’accoglienza di potenziali vittime di tratta provenienti dal circuito dei richiedenti protezione internazionale (come già sperimentato, del resto, in alcune aree del territorio nazionale);

Si tratta di impedire che le organizzazioni criminali, largamente radicate nel territorio italiano, continuino ad avere lo stesso potere di controllo e di intimidazione che gli è stato consentito da chi ha smantellato il sistema dell'art. 18 ed ha chiuso tutte le possibilità di protezione delle vittime, indipendentemente da una denuncia.

http://catania.meridionews.it/articolo/41648/prostituzione-sei-persone-nigeriane-fermate-riti-tribali-per-costringere-donne-a-prostituirsi/

La presenza di un numero così elevato di giovani nigeriane, alcune tanto visibilmente minori da sembrare quasi bambine, ed i recenti arresti di una banda di nigeriani che gestiva il traffico a Catania, fa comprendere la potenza organizzatrice che le mafie nigeriane hanno pienanente recuperato anche in Libia, una capacità organizzativa ed un potenziale di intimidazione che stanno rapidamente aumentando anche in Italia, e in Sicilia in particolare. La potenza della mafia nigeriana è particolarmente elevata in Campania, motivo per il quale i bus in partenza dai porti siciliani non dovrebbero MAI portare giovani migranti nigeriani in quella regione, come purtroppo continua ad accadere. Magari proprio verso i centri di accoglienza ubicati nei pressi di Castelvolturno.

http://www.pbs.org/newshour/updates/nigerian-women-escape-sexual-bondage-italy/

Di fronte a questo fenomeno va data immediata attuazione al piano nazionale antitratta recentemente approvato, superando la logica premiale che ha finora improntato l'operato delle forze di polizia che offrono protezione solo a chi collabora nelle indagini facendo nomi e dando indirizzi. Il permesso di soggiorno per protezione sociale come previsto dall'art. 18 del T.U. di polizia può prescindere dalla collaborazione nelle indagini e va riconosciuto a tutti e tutte coloro che risultino bisognose di protezione rispetto al grave sfruttamento a scopo lavorativo o sessuale. Non sarà facile che questa diversa impostazione modifichi nel breve periodo l'operato delle forze di polizia, anche a fronte della chiusura, registrata anche in recenti incontri ufficiali, da parte delle autorità di governo, nei confronti delle associazioni indipendenti e dei cittadini solidali.

http://piattaformaantitratta.blogspot.it/

http://www.camera.it/leg17/561?appro=finanziamento_del_programma_anti_tratta

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/491013/Anche-indennizzi-alle-vittime-nel-nuovo-Piano-nazionale-anti-tratta

Alla scaletta di sbarco ed alla fine del percorso obbligato, segnato più che in passato da strisce colorate e da barriere metalliche e costituito da diversi gazebo, unità dell'agenzia Frontex, questa volta con le loro pettorine bene in vista. Ma non ci sono stati prelievi forzati delle impronte digitali in banchina, a parte qualche passaggio dei minori non accompagnati in una tenda chiusa dove tali prelievi sarebbero stati possibili in modo da non rendere visibili le procedure di identificazione. Per l'avvio della sperimentazione delle pratiche Hotspot in banchina, con il prelievo forzato ed immediato delle impronte digitali, i vertici dell'agenzia hanno scelto Catania, dove tali prassi erano state già sperimentate in passato, e dove Frontex, grazie alla disponibilità dimostrata dal sindaco Bianco, ha una sua roccaforte.

http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2016/02/11/news/migranti_emergenza_hotspot_capienza_insufficiente_a_contenere_flusso-133025433/?refresh_ce

http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2016/03/17/migranti-arriva-in-sicilia-hotspot-mobile_c590a620-b7d2-4bff-962a-340b890f08f6.html

(ANSA) - ROMA, 17 MAR - Arriva 'l'hotspot mobile' in Sicilia.
    Un team composto da poliziotti ed esperti Ue pronto a muoversi quando avvengono sbarchi al di fuori delle località in cui sono presenti gli hotspot (attualmente Lampedusa, Pozzallo, Trapani e Taranto) per svolgere le procedure di identificazione dei migranti previste e chieste dalla Commissione europea. Il 'mobile hotspot team' - come viene definito nei carteggi tra Bruxelles e Viminale - sarà operativo a Catania entro la fine del mese, secondo quanto si apprende. (ANSA).


http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/03/18/news/tratta_di_donne_costrette_a_prostituirsi_sei_nigeriani_arrestati_a_catania-135743107/

Numerosi autobus attendevano i migranti alla fine del percorso, in una zona del porto di Palermo che, a differenza di quanto avveniva in passato, era stata chiusa con il ricorso ad alcuni container che lasciavano solo uno stretto varco sotto ferreo controllo di polizia. Molto rafforzata la presenza delle diverse forze dell'ordine, rispetto a quanto si era visto negli sbarchi precedenti, anche se molti operatori di polizia restavano ad assistere ed a trasferire soltanto le persone sospette o sottoposte ad indagini penali. Sempre più invasivo il comportamento degli agenti di Frontex, che dopo i controlli affidati alla polizia italiana, procedeva a brevi interviste di persone che se in quel momento fossero state in dubbio nella scelta di sottrarsi alle organizzazioni di trafficanti, sottoposte a freddo ad interrogatori di quel tipo, si sarebbero sicuramente nascoste dietro l'omertà assoluta con gli sfruttatori. La accresciuta presenza degli operatori di Frontex nel porto di Palermo questa mattina  e l'approccio che ne ha caratterizzato l'attività, se non si è ancora tradotto nel prelievo forzato delle impronte, attività che comunque non possono competere ad agenti di polizie straniere in territorio italiano, ha avuto il sicuro effetto di mettere a rischio il lavoro di mediazione e di avvicinamento avviato dagli operatori umanitari e va denunciato.

http://www.dinamopress.it/news/frontex-e-regime-confinario-europeo-genealogia-e-trasformazioni-attuali

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/frontex-bulgaria-albania-e-adriatico-prossime-rotte-dei-migr-1235059.html

Tra gli autobus in fila, pronti a caricare i migranti se ne notava pure un paio provenienti da Mineo (Catania) ma dalle notizie apprese in banchina sembra che 250 migranti sarebbero stati trasferiti nell'Hotspot di Trapani Milo, e gli altri direttamente verso centri di accoglienza del norditalia. E' presumibile che, come già successo in occasione dello sbarco del 28 dicembre scorso, un numero più limitato di migranti appartenenti a paesi con i quali l'Italia ha accordi di riammissione, possa essere trasferito nella Questura di Palermo, Ufficio immigrazione di San Lorenzo, per essere identificato e quindi per vedersi notificare un provvedimento di respingimento.

http://it.radiovaticana.va/news/2016/03/02/immigrazione_hotspot_luoghi_di_illegalit%C3%A0/1212413

In definitiva, anche questa mattina a Palermo, si è avuta conferma di un inasprimento delle prassi di primissima "accoglienza" dopo lo sbarco, che passa attraverso la rinforzata presenza di funzionari di EASO e di agenti di Frontex, nel tentativo evidente di selezionare subito il maggior numero di migranti "economici" da respingere o da espellere, e di intercettare gli scafisti e le loro connessioni con le organizzazioni di trafficanti, anche a costo di mettere a rischio le esigenze di protezione delle vittime ed i diritti di difesa che comunque andrebbero riconosciuti a coloro che vengono sospettati di avere commesso un reato. Il passaggio dai centri Hotspot alle "pratiche Hotspot" disseminate in diversi luoghi di sbarco segna il fallimento di un disegno originario che voleva concentrare in pochi luoghi di sbarco le attività di prelievo forzato delle impronte digitali. Ad Augusta l'Hotspot previsto da mesi non è mai partito. E gli sbarchi continuano proprio nel porto di Augusta. Dove porteranno i migranti che vi verranno sbarcati ?

http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2016/03/19/migranti-ad-augusta-nave-sfinge-con-471-a-bordo_64c6cea3-c91f-4492-8305-a62d2286b058.html

https://twitter.com/ItalianNavy/status/710888185723801604?s=04

Ma la conseguenza più grave di questa svolta repressiva  che si è verificata oggi a Palermo è costituita dalla vanificazione del lavoro di mediazione che si stava conducendo, come in passato, subito dopo lo sbarco nel porto di Palermo, un lavoro che aveva già dato buoni risultati, con il salvataggio di decine di minori sottratti a trasferimenti collettivi verso centri di accoglienza inadeguati nei quali le mafie non faticano affatto a recuperare le loro vittime, soprattutto quando le prefetture vietano l'ingresso agli operatori umanitari indipendenti ed agli avvocati. A Siculiana, unico "Hub" siciliano per l'accoglienza di migranti richiedenti asilo da ricollocare in altri paesi europei, succede anche questo... 

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/03/18/news/il_sindaco_di_siculiana_alcol_vietato_e_coprifuoco_per_i_migranti-135768246/

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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