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mercoledì 16 marzo 2016

Si riapre il corridoio libico. Tripoli e Bengasi respingono il governo supportato dalle Nazioni Unite. 16 interventi di soccorso di fronte alle coste della Libia.


In due giorni soccorsi oltre 2400 migranti nelle acque a nord della Libia. I mezzi di informazione italiani, e non solo, lo nascondono, mentre tutta l'attenzione sembra concentrata sulla rotta balcanica. Dalla Libia non arrivano immagini, solo urla dal silenzio dei lager nei quali vengono ammassati i migranti prima dell'imbarco sui gommoni.    Il traffico di migranti vede compartecipi bande criminali e milizie ormai legate ad Isis, le stesse che garantiscono protezione ai termibali petroliferi dell'Eni.                                                                               https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10154033063326926&id=553836925

Torture e sevizie che si vedono sui corpi di chi arriva, ma allo sbarco si pensa solo a trasformare i profughi in migranti economici, con le pratiche Hotspot, ed a arrestare gli immancabili scafisti, spesso scelti tra i profughi, in qualche caso anche minori.

http://www.dailymail.co.uk/news/article-3495661/Return-horror-seas-Three-migrants-drown-2-400-refugees-saved-people-smugglers-boats-two-days.html?ITO=1490&ns_mchannel=rss&ns_campaign=1490

La nostra Marina militare con la Guardia costiera porta a compimento la maggior parte dei salvataggi, con il concorso della nave umanitaria Aquarius di MDM. Marginale il ruolo dei due mezzi, uno inglese ed uno tedesco della missione EunavforMed, ancora alla sua seconda fase, denominata Operazione Sofia, per nascondere il suo sostanziale fallimento.

Non si conoscono i risultati delle autopsie delle vittime sbarcate in Sicilia, anche se è sempre più difficile attribuire la responsabilità delle sevizie agli scafisti, nascondendo quello che succede davvero in Libia. perchè tutti quelli che arrivano dalla Libia in questo momento avrebbero diritto almeno ad un permesso di soggiorno per motivi umanitari, mentre l'Unione Europea si dissolve nella ricerca di improponibili accordi di rimpatrio forzato. Anche quando non si sa neppure con chi andare a trattare, oppure quando il coltello dalla parte del manico rimane in mano ai dittatori, come nel caso dell'Egitto.

http://livesicilia.it/2016/02/28/sbarco-ad-augusta-tra-i-migranti-tre-feriti-con-arma-da-fuoco_720795/

Morti per asfissia a bordo di un barcone aperto ? Le prime ricostruzioni danno già come scontate solo le ipotesi che aggravano la posizione degli scafisti, prima ancora che siano completate le autopsie.

http://siracusa.gds.it/2016/02/26/sbarco-di-augusta-i-migranti-morti-per-asfissia_479794/

Si riapre dunque il corridoio libico, ma arrivano solo subsahariani, eritrei sono sotto sequestro e i siriani hanno scelto la rotta balcanica. Intanto in Libia i governi di Tobruk e di Tripoli respingono l'ipotesi del governo di unità nazionale, ed Isis estende la sua area di influenza. A questo punto l'intervento militare sempre più probabile non potrà che sancire la divisione della Libia.

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2016/03/16/libia-tripoli-no-a-governo-sarraj_63184942-4865-464f-8e8a-1985c1bed20f.html

Mentre si avvicina una catastrofe umanitaria, per la inadeguatezza del sistema di accoglienza italiano, ancora modellato sulle forme e sui rapporti di Mafia Capitale, il Ministro Alfano, in piena campagna elettorale, pensa solo a misure che violano la Costituzione e non servono neppure più, dopo la quasi scomparsa di siriani ed eritrei tra i migranti che sono sbarcati in questi giorni nei porti siciliani.

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2016/03/16/migranti-alfano-si-a-uso-forza-per-imp_ee9e3d6c-531f-45e6-9500-34268c0c2e57.html

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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