Powered by Blogger.

Archivio blog

Search

giovedì 17 marzo 2016

Turchia, Egitto e Nigeria non sono "paesi terzi sicuri". Uso strumentale di una decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Per giustificare un compromesso con la Turchia, che non si farà sulla pelle dei migranti.




Mentre il Consiglio Europeo si avvia verso l'ennesimo fallimento, l'ansia di legittimare le pratiche più violente e disumane di respingimento collettivo e di violazione del divieto di trattamenti inumani e degradanti sta spingendo i governanti europei ad utilizzare strumentalmente una recente decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, in materia di ritrasferimenti Dublino, per trasmettere all'opinione pubblica la falsa percezione che gli accordi con la Turchia siano leciti e che l'Egitto sia un partner affidabile delle politiche di rimpatrio previste all'interno del Processo di Khartoum.

http://www.statewatch.org/news/2016/mar/eu-turkey-draft-statement-16-3-16.pdf

http://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2016-03/cp160032en.pdf

http://www.refworld.org/docid/56e2f4854.html

http://www.notiziegeopolitiche.net/?p=61423

17 marzo 2016    --   10.58     Il regolamento Dublino III "consente agli stati membri di inviare un richiedente protezione internazionale in un Paese terzo sicuro, indipendentemente dal fatto che si tratti dello stato membro competente per l'esame della domanda o di un altro stato membro". Lo ha stabilito oggi la Corte di Giustizia Ue esaminando d'urgenza il caso di un migrante pakistano richiedente asilo,fermato in Repubblica Ceca e rimandato in Ungheria,Paese di primo ingresso in Ue, che a sua volta lo ha rimandato in Serbia da cui era arrivato. 

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-c04f4cda-97a0-45bf-8785-baee29376f51.html

http://www.lastampa.it/2016/03/17/esteri/oggi-il-vertice-ue-sui-migranti-tusk-accordo-con-la-turchia-pi-cauto-che-ottimista-bb7PRLgDmDPr0OzctVWwkI/pagina.html

http://www.statewatch.org/news/2016/mar/eu-med-crisis-com-reports.htm

Il percorso per un accordo dell'Unione Europea con la Turchia, che chiede anche la liberalizzazione dei visti di ingresso in Europa per i propri cittadini, rimane tutto in salita, dopo la decisa opposizione della Spagna, e la maggior parte dei paesi europei appare assai critica, più per egoismi nazionali, a fronte dei costi che lievitano di continuo, che per una preoccupazione, che sarebbe doverosa, per il mancato rispetto dei diritti umani da parte della stessa Turchia.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Migranti-al-via-la-due-giorni-del-Consiglio-europeo-focus-sul-piano-Ue-Turchia-5feee661-41b4-4f26-bb5f-59ad76d26855.html

Dopo la richiesta di alcuni governi di garantire almeno la libertà di informazione in Turchia, le modifiche risultano assolutamente marginali ed i diritti umani della popolazione turca, in particolare della minoranza curda, potranno essere violati a discrezione del governo di Erdogan.

http://www.amnesty.it/accordo-ue-turchia-miglioramenti-puramente-cosmetici

Del resto il fallimento dell'accordo con la Turchia è già scritto nel fallimento del programma di rilocazione in Europa, che, con la istituzione degli Hotspot, era il perno del Piano europeo sull'immigrazione, detto anche piano Juncker, approvato dal Consiglio europeo nel mese di maggio dello scorso anno, e reso esecutivo solo a partire dal mese di ottobre.

http://www.eunews.it/2016/03/16/solo-937-ricollocamenti-sui-160mila-promessi-commissione-onorare-impegni-presi/53394

Sembra però che un accordo con la Turchia si debba concludere a tutti i costi, almeno per continuare ad imbrogliare l'opinione pubblica. Non si citano naturalmente le numerose condanne subite dalla Turchia per la violazione di tutte le principali norme inderogabili previste dalla Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo, alla quale la Turchia ha aderito da tempo. Risulta anche essenziale, per questa Europa in declino, mantenere i rapporti con il governo egiziano e si ritengono episodi isolati i gravi casi di sparizione e di tortura riferibili al governo di Al Sisi, fino all'ultimo clamoroso sequestro, e poi all'uccisione, dopo torture indicibili, di Giulio Regeni

http://www.blitzquotidiano.it/media/corte-ue-condanna-turchia-perquisire-giornali-viola-liberta-di-stampa-2365894/

http://www.adginforma.it/prima-pagina-mainmenu-14/giornalismo-mainmenu-47/4678-la-corte-europea-dei-diritti-umani-condanna-la-turchia-deve-risarcire-ahmet-sik-e-nedim-sener.html

http://www.intelligonews.it/articoli/2-dicembre-2015/33965/la-dittatura-social-di-erdogan-l-ue-condanna-la-turchia-per-youtube

http://www.dirittieuropa.it/blog/2477/news/minorenni-trattati-come-adulti-in-processonessuna-garanzia-turchia-condannata/.

https://antonellamascia.wordpress.com/2014/10/13/ergastolo-come-trattamento-inumano-la-corte-europea-dei-diritti-delluomo-condanna-la-turchia-nel-caso-ocalan/

http://www.retekurdistan.it/2015/10/la-corte-europea-condanna-la-turchia-per-luccisione-di-detenuti/

http://www.giuristidemocratici.it/Comunicati/post/20160317144935

http://www.retekurdistan.it/2016/03/i-curdi-dicono-no-allaccordo-ue-turchia-e-deportazione/

Turchia ed Egitto rimangono arbitri degli equilibri militari e politici in Medio Oriente ed in Africa, al punto che lo stesso Al Sisi, piuttosto che rendere conto della morte di Giulio Regeni si lancia a suggerire all'Italia precise linee di politica estera, suggerendole di non interferire con la spartizione della Libia, che vede nell'Egitto uno degli attori principali, grazie al controllo che esercita sul generale Haftar e sul governo di Tobruk, l'unico riconosciuto dalla comunità internazionale, fino alla formazione del governo di unità nazionale, supportato dalle Nazioni Unite, ma già sfiduciato sia dai governi di Tobruk e di Tripoli che dalle numerose milizie che si dividono la Libia.

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-03-16/il-governo-tripoli-rifiuta-cedere-poteri-all-esecutivo-unita-nazionale--133556.shtml?uuid=AC4if9oC&fromSearch

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Libia-Al-Sisi-avverte-Italia-Intervento-rischioso-manca-exit-strategy-286531e6-1d56-4fec-9ae4-9495ad8b6016.html

Soltanto una Unione Europea  governata da un gruppo di inetti, attenti solo ai successi elettorali ed alla manipolazione della pubblica opinione, attraverso la disinformazione sistematica, può prestarsi al ricatto di uomini come Erdogan ed Al Sisi che andrebbero denunciati ai tribunali internazionali per le gravissime violazioni dei diritti umani che commettono nei loro paesi.

Ma una Unione Europea, e i singoli stati che ne fanno parte, che ancora infliggono torture e trattamenti inumani o degradanti ai migranti che cercano di varcare le frontiere o che devono essere identificati attraverso il prelievo delle impronte digitali, senza neppure attuare le decisioni assunte sul resettlement e sulla rilocazione dei profughi provenienti dai paesi come la Siria e l'Eritrea per i quali è più evidente il bisogno di protezione, hanno perso qualsiasi legittimazione morale per esigere dai paesi terzi il rispetto di quei diritti umani che neppure in suolo europeo vengono rispettati. Tra i paesi terzi sicuri, verso i quali respingere impunemente i migranti ai quali si nega protezione, vi sarebbe anche la Nigeria, altro grande partner commerciale dei paesi occidentali.

http://www.statewatch.org/news/2016/mar/ep-aslyum-draft-report.pdf

http://www.asylumcorner.eu/nigeria-a-safe-and-sound-democracy-no-not-exactly-so/

Le immagini di Idomeni e di Calais, le ferite sui corpi dei migranti sottoposti ad identificazione con il ricorso all'uso della forza in Italia, i respingimenti collettivi praticati dalla Grecia verso la Turchia, sono segni di un degrado civile che sembra avere superato il punto di non ritorno. La recente apertura di Alfano alle richieste di alcuni sindacati di polizia che reclamano una legge per dare copertura all'uso della forza nel prelievo delle impronte digitali apre una nuova stagione di abusi sui migranti sbarcati in Italia, e crea le premesse per tensioni che potrebbero avere conseguenze imprevedibili. Tutto questo in un paese nel quale il reato di tortura non è ancora legge.

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2016/03/16/migranti-alfano-si-a-uso-forza-per-imp_ee9e3d6c-531f-45e6-9500-34268c0c2e57.html

http://www.eunews.it/2016/03/16/lanomalia-italiana-degli-abusi-divisa-forenza-porta-le-violenze-di-stato-alleuroparlamento/53388

http://www.dinamopress.it/news/anomalia-italiana-le-vittime-raccontano-gli-abusi-in-divisa

http://ilmanifesto.info/tortura-in-italia-un-caso-europeo/

Nell'indifferenza collettiva che è succeduta alla breve stagione della pietà, dalla strage di Lampedusa nell'ottobre del 2013 ai fatti di Colonia in occasione dell'ultimo giorno del 2015, in tutta Europa si è diffuso come un cancro un nuovo fascismo democratico, supportato dal crescente consenso dei partiti populisti e xenofobi che riescono a condizionare le politiche dei governi di grandi coalizioni, che poi permettono prassi di polizia ed accordi internazionali che violano impunemente i diritti fondamentali della persona umana. Oggi gli abusi e le violazioni dei trattati e delle norme costituzionali si rivolgono contro i migranti, ma presto si rivolgeranno anche nei confronti dei cittadini europei, come si sta verificando nei confronti dei giornalisti e dei cittadini solidali che non si rassegnano, interponendosi tra i migranti in fuga e le guardie di frontiera, e che sono diventati un target ben individuato da parte delle polizie e dei gruppi più estremi, come si è già verificato a Calais, in Macedonia ed in Grecia, come si sta verificando in tutta Europa.

http://www.left.it/2016/03/17/in-europa-aumentano-i-casi-di-volontari-processati-o-multati-per-aver-aiutato-rifugiati/

I cittadini solidali non arretrano, mantengono le prassi di interposizione e rilanciano una serie di proposte politiche. Occorre una revisione sostanziale del Regolamento Dublino III ed una politica europea che impedisca accordi di riammissione e cooperazione militare con paesi che non rispettano i diritti umani.

Si devono assolutamente aprire canali legali di ingresso garantito attraverso la concessione di visti per motivi umanitari nei paesi terzi.  L'Unione Europea deve contribuire alla fine dei conflitti animati dall'Arabia Saudita e da altri paesi del golfo in tutta l'Africa ed in Medio Oriente ponendo fine al commercio di armi. Le sanzioni vanno trasferite dai paesi che comprano ai paesi che vendono armi.

http://ninofezzacinereporter.blogspot.it/2016/03/yemen-raid-saudita-su-un-mercato-41.html

Occorre interrompere i programmi di cooperazione commerciale e la fornitura di tecnologie a paesi come l'Egitto che già prima dell'omicidio di Giulio Regeni avevano dimostrato di non rispettare i diritti umani, neppure della propria popolazione.

http://dirittiumani1.blogspot.it/2016/03/continua-in-egitto-la-repressione.html?m=1

Si dovrà prendere atto che il Processo di Khartoum è fallito nel momento in cui Egitto, Sudan ed Eritrea, per non parlare dell'Etiopia si stanno macchiando come mai in passato di crimini contro l'umanità. Qualunque altra scelta, condizionata dallo scopo di contenere gli arrivi di migranti,  avrà soltanto il senso di una resa alla logica che il fine giustifica i mezzi. I complici dei dittatori ed i loro mandanti elettorali sono già ben visibili. E le mafie che dilagano ovunque ne stanno già approfittando.

http://www.eastonline.eu/it/eastwest-64/la-fragilita-sunnita?utm_content=buffereeda6&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer




0 commenti:

Posta un commento

Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro