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mercoledì 6 aprile 2016

In Libia si profila l'intervento militare, mentre i migranti continuano a morire. Per chi sopravvive in Libia arresti e deportazioni con l'avallo dell'Unione Europea. Per chi viene soccorso e condotto in Italia identificazioni con il ricorso alla forza.



https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10153310325641504&set=pcb.10153310333486504&type=3&theater

Nelle acque di fronte alle spiagge libiche si continua a morire, ma questo non lo scrive nessuno. Sulle coste i cadaveri dei migranti continuano ad accumularsi e non si trova neppure il modo ed il luogo per seppellirli, forse vogliono lasciarli come monito per quelli che devono ancora provare a partire.

Sono giorni frenetici in Libia. Il nuovo governo sostenuto dalle Nazioni Unite, sbarcato in una base navale pochi giorni fa, sta tessendo una fitta trama di relazioni con le città della Tripolitania adesso anche con la spinta delle milizie di Misurata, ma il governo di Tobruk già riconosciuto in precedenza dalla comunità internazionale non cede il potere, il generale Haftar, grande amico degli egiziani continua ancora a fare pesare il suo ruolo, e nel sud del paese divampano gli scontri, oggi anche a Seba, tradizionale snodo della rotta dei migranti in fuga dall'africa subsahariana e dal Corno d'Africa verso il Mediterraneo.

http://www.libyaobserver.ly/news/one-killed-attack-central-region-military-force-al-jufra

http://libyaprospect.com/index.php/2016/04/04/7-killed-and-wounded-in-clashes-in-sabha/

http://www.albawaba.com/news/militants-attack-southwestern-libyan-town-825594

http://www.digitaljournal.com/news/world/tripoli-authorities-cede-power-to-libyan-unity-government-statement/article/462097

http://www.libyaobserver.ly/news/state-council-holds-first-session-gnc-rejects

http://www.libyaobserver.ly/economy/letters-credit-available-importing-basic-commodities

http://www.libyaobserver.ly/news/salvation-government-resigns

Tanto per non dimenticare come si è arrivati alla situazione attuale in Libia.

http://www.repubblica.it/esteri/2011/03/27/news/frattini_piano_italo-tedesco_per_la_libia_gheddafi_in_esilio_e_pi_diritti_alle_trib-14142806/

E le diverse milizie il loro potere territoriale se lo stanno prendendo, DAESH permettendo.
In un numero crescente, i mezzi navali veloci delle varie guardie costiere municipali, semplici gommoni armati di matragliatrice, riescono ad intercettare i gommoni in fuga, molto più lenti, prima che raggiungano le acque internazionali ( 12 miglia dalla costa), dove stazionano le navi di soccorso di Aquarius e della Guardia Costiera italiana, "coperte" dai mezzi militari della missione italiana Mare Sicuro, con la sorveglianza aggiuntiva di mezzi di Frontex e della missione EUNAVFOR MED che si preoccupano soprattutto di contrastare l'immigrazione irregolare, individuando scafisti e trafficanti.
Per chi viene "soccorso" dai libici e riportato a terra, è il ritorno all'inferno dei centri di detenzione.

http://m.mgafrica.com/article/2016-04-03-inside-southern-libyas-people-smuggling-hub-where-the-crime-rate-is-150?fb_ref=812f2ff3db5d4a6b8233ce04190183df-Facebook

http://migrantreport.org/five-migrants-dead-15-injured-libya-escape-detention-centre/

Scores of Nigerians Deported from Libya

http://allafrica.com/view/group/main/main/id/00041791.html

http://www.lana-news.ly/eng/news/view/92224/Illegal_immigrants_deported_from_Maitiqa_International_Airport_Tripoli_06

http://www.refworld.org/country/LBY.html

Le stesse navi europee operano poi da filtro, come uffici di polizia galleggianti, per selezionare i migarnti in base alla nazionalità, individuare scafisti e testimoni, avviare le operazioni di preidentificazione. Anche a costo di ritardare l'arrivo nei porti di sbarco. Frontex non si limita solo alle analisi dei rischi. Sempre più spesso svolge funzioni di polizia, anche a mare, subito dopo i soccorsi, quando le persone sono ancora inebetite dal freddo e dalla paura.

http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/stenografici/html/69/audiz2/audizione/2016/01/13/indice_stenografico.0036.html

http://frontex.europa.eu/trends-and-routes/central-mediterranean-route/

Per chi riesce ad arrivare in Italia le procedure di identificazione, anche con il ricorso all'uso della forza, sempre più diffuso, come conferma un recente comunicato di un sindacato di polizia.

http://www.statewatch.org/news/2015/nov/italian-Roadmap.pdf

Migranti, Coisp: "Uso della forza per i riconoscimenti"

http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=27785

In questo quadro disperante, perchè si prospetta un intervento militare dalle conseguenze imprevedibili, qualcuno, dall'interno del governo tedesco giunge ad ipotizzare accordi di respingimento con le nuove autorità libiche sulla falsariga degli accordi stipulati tra l'Unione Europea e la Turchia.

http://www.digitaljournal.com/news/world/op-ed-usa-france-italy-and-u-k-preparing-for-libya-military-mission/article/462022

http://epthinktank.eu/2016/03/16/outlook-for-the-european-council-of-17-18-march-2016/

Del resto Erdogan è tra i primi ad inviare a Tripoli i suoi emissari, e l'Unione Europea da anni sta cercando di trovare il modo per superare l'ostacolo, un vero e proprio masso, costituito dalle condanne riportate dall'Italia da parte della Corte Europea dei diritti dell'Uomo sui casi Hirsi e Sharifi.

http://www.dw.com/en/court-fines-italy-for-deporting-migrants-to-libya/a-15761455

Si cerca in tutti i modi di superare i divieti di respingimenti collettivi e di trattamenti inumani o degradanti, e intanto si impedisce l'esercizio effettivo dei diritti di difesa e si forzano i migranti a simulare un rimpatrio volontario, quando è del tutto evidente che la volontà dei rimpatriandi non si forma liberamente ma è estorta con la forza. Le organizzazioni che gestiscono i cd "rimpatri volontari" dovrebbero vigilare su questi casi e denunciare gli abusi che si verificano sotto i loro occhi.


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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