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venerdì 22 aprile 2016

La nuova Guardia costiera europea non fermerà le partenze ma aumenteranno le stragi. Si diffondono ovunque l'omertà, la disinformazione e l'indifferenza.


Come al solito, dopo ogni strage, anche dopo le stragi negate, che adesso ricevono conferme decisive che non scuotono l'indifferenza generale, l'Unione Europea annuncia nuove misure di stampo restrittivo in materia di immigrazione ed asilo. Le persone arrivano in condizioni spesso critiche.
Le rotte si allungano e diventano sempre più pericolose e la spirale continua a girare, ormai un macchinario che stritola le persone e la dignità di un intero paese, una dignità venduta alle ragioni della peggiore economia.

http://www.statewatch.org/semdoc/border-coast-guard-agency.html

Dopo avere cambiato nome alla fallimentare operazione EUNAVFOR MED, adesso didefinita come Operazione Sofia, il Consiglio e la Commissione Europea, dopo la Polizia europea do frontiera, già all'opera in Grecia, lanciano l'ennesima configurazione degli assetti della Polizia navale europea che dovrebbe entrare addirittura in acque libiche per intercettare i barconi dei disperati.

https://www.ceps.eu/publications/european-border-and-coast-guard-fit-purpose

http://www.statewatch.org/news/2016/mar/eu-council-eu-border-guard-6652-16.pdf

Il governo italiano si presta al gioco e rilancia un Migration Compact che riassume tutte le peggiori politiche proposte dall'Unione Europea per contrastare l'arrivo dei migranti, come se fossero degli usurpatori che vorrebbero venire per toglierci gli ultimi brandelli di benessere e di stato sociale. Su queste menzogne, che cancellano le vere responsabilità della crisi economica ormai irreversibile che stiamo vivendo, si giocano e si vincono le campagne elettorali. Tutto sembra giocarsi sul fronte dell'aumento dei controlli di polizia alle frontiere esterne e su una effettiva collaborazione dei paesi di origine e di transito per il rimpatrio forzato dei cd. migranti economici, definendo paesi terzi sicuri quelli verso i quali vengono deportati. Con la firma dell'Unione Europea di Juncker ed Avramopouolos.

http://www.ansa.it/documents/1461248058988_01.pdf

http://www.a-dif.org/2016/04/19/migration-compact-la-commissione-europea-elabora-e-renzi-rivende-come-propria-la-proposta/

http://www.theglobeandmail.com/opinion/editorials/italy-left-to-deal-with-migrants-by-sea/article29711511/

http://www.rtbf.be/info/dossier/drames-de-la-migration-les-candidats-refugies-meurent-aux-portes-de-l-europe/detail_terrible-naufrage-de-refugies-en-mediterranee-jusqu-a-500-morts?id=9275603

Ed ecco che Alfano, prima che si comprenda bene la piega degli eventi in Libia rilancia la propsoita di un accordo con il governo libico (quale ?) per fermare le partenze dei migranti, siano esse "migranti economici" o potenziali richiedenti asilo.

http://www.ansamed.info/ansamed/en

http://www.dailysabah.com/diplomacy/2016/04/21/nato-chief-turkeys-efforts-to-stop-smugglers-crucial

Dopo giorni di colpevole silenzio dei media greci ed egiziani, le conferme della strage del 16 aorile scorso nelle acque antistanti Tobruk, al limite delle acque egiziane, non si contano più.

http://www.ekathimerini.com/208118/opinion/ekathimerini/comment/greece-turkey-and-the-eu

Solo alcune agenzie di stampa continuano ad usare il condizionale, perchè i parenti dei migranti morti non devono trovare spazio, potrebbero raccontare cose troppo imbarazzanti per il cittadino medio europeo.

http://www.digitaljournal.com/news/world/survivors-recount-mayhem-of-mediterranean-migrant-shipwreck/article/463489

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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