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venerdì 13 maggio 2016

Alfano chiude il centro di accoglienza di Ventimiglia e condivide i respingimenti collettivi praticati dalla Francia. Il sistema di accoglienza italiano tra perenne emergenza ed insicurezza di stato. Voli di trasferimento forzato da Genova agli Hotspot in Sicilia e Puglia.


Alfano lo aveva promesso e lo ha fatto. Almeno in campagna elettorale le promesse vanno mantenute, anche quando le pratiche di polizia che ne seguono appaiono in contrasto con le norme vigenti, oltre che con il buon senso. Se l'obiettivo di Alfano è "salvare Schengen" poteva quantomeno pretendere dalla polizia francese, fino a Mentone, di rispettare il Regolamento Schengen n.562 del 2006, altrimenti inteso come Codice frontiere Schengen, che impone precise formalità e garanzie per i respingimenti alle frontiere interne. Un codice che ciascun stato può sospendere unilateralmente di tre mesi in tre mesi, come sta facendo la Francia con la copertura delle autorità di Bruxelles. Stanno demolendo il Regolamento Schengen, ma tutti dicono di volerlo salvare.

http://www.ilsecoloxix.it/p/2016/05/07/ASlEO8dC-migranti_dissuadere_prevenire.shtml

http://www.esteri.it/mae/normative/normativa_consolare/visti/20130912_codice_frontiere_vers_consolidata_2013.pdf

Prima l'Italia ha accettato di riammettere nel proprio territorio centinaia di migranti bloccati in territorio francese e riconsegnati alla polizia italiana.

http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2016/05/12-internal-border-controls/

Poi su richiesta del sindaco di Sanremo, giro elettorale con chiusura del centro di accoglienza inaugurato lo scorso anno. Per Alfano l'emergenza è finita. Ma non è tempo di incontrare chi protesta, neppure i sindacati di polizia. L'attenzione mediatica su queste materie va gestita con cautela, è materia elettorale assai sensibile. Meglio non esporsi troppo al dissenso. E mandare avanti i pattuglioni di polizia per controllare chi protesta.

http://www.riviera24.it/2016/05/il-siulp-al-ministro-alfano-drammatica-la-situazione-lavorativa-delle-forze-di-polizia-al-confine-222880/

http://www.riviera24.it/2016/05/alfano-a-ventimiglia-lemergenza-non-ce-piu-il-centro-va-chiuso-222816/

http://www.lastampa.it/2016/05/08/italia/cronache/alfano-a-ventimiglia-a-decidere-chi-pu-passare-non-sono-i-profughi-MtZKX94EzkVS4UZXLCTOGI/premium.html

http://www.lastampa.it/2016/05/12/edizioni/imperia/ventimiglia-confine-bloccato-dalla-polizia-scattato-il-trasferimento-dei-migranti-respinti-dalla-francia-YURJktzhdLUyTtE3FRF1jJ/pagina.html

http://www.sanremonews.it/2016/05/07/leggi-notizia/argomenti/altre-notizie/articolo/ventimiglia-ecco-il-centro-di-accoglienza-migranti-poco-dopo-la-visita-del-ministro-alfano-nei-pia.html

http://www.sanremonews.it/leggi-notizia/argomenti/cronaca/articolo/ventimiglia-sabato-la-visita-del-ministro-alfano-chiude-oggi-il-centro-di-prima-accoglienza-alla-s.html

http://www.imperiapost.it/175123/ventimiglia-il-ministro-alfano-nega-lincontro-al-sindacato-di-polizia-che-interviene-con-una-lettera-apertai-dettagli

http://www.sanremonews.it/2016/05/07/leggi-notizia/argomenti/cronaca/articolo/ventimiglia-arriva-la-conferma-dal-ministro-alfano-il-centro-di-prima-accoglienza-verra-chiuso.html

Ne riparleremo tra un mese, quando centinaia di migranti riprenderanno a bivaccare per le strade di Sanremo, in attesa di un passaggio in Francia. I nostri sistemi di accoglienza sono già al collasso, ed ogni settimana i prefetti si devono attivare per trovare nuovi posti, anche se l'aumento degli arrivi è contenuto e sarebbe stato del tutto prevedibile dopo la flessione del 2015.

http://www.interno.gov.it/it/sala-stampa/dati-e-statistiche/presenze-dei-migranti-nelle-strutture-accoglienza-italia

E partono anche voli di punizione, i migranti respinti dalla Francia o rastrellati in prossimità del confine, vengono smistati in vari centri di accoglienza, qualcuno anche negli Hotspot, come quelli trasferiti a Trapani Milo.

http://genova.repubblica.it/cronaca/2016/05/12/news/ventimiglia_migranti_respinti_in_blocco_e_sgomberati_via_in_aereo_da_genova-139647905/

http://www.osservatoriorepressione.info/14723/

http://www.ilsecoloxix.it/p/imperia/2016/05/12/ASSz6chC-ventimiglia_trasferiti_migranti.shtml

Gli Hotspot, ed altri centri di accoglienza, mutano così funzione, e piuttosto che garantire una prima identificazione e magari anche una "relocation" in altri paesi europei, diventano luoghi al di fuori del diritto, dove avvocati e giornalisti non possono entrare, e da dove si cerca, con l'aiuto di Frontex, di organizzare voli congiunti di rimpatrio, per sbarazzarsi di quelli che vengono definiti "migranti economici" perchè proverrebbero da "paesi terzi sicuri", sicuri come l'Egitto o la Nigeria.

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/european-agenda-migration/press-material/docs/state_of_play_-_hotspots_en.pdf

E dove non si possono aprire Hotspot arriva il cd. "Approccio Hotspot", anche nelle questure, con il contorno di agenti di Frontex e di operatori di EASO.

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/european-agenda-migration/background-information/docs/2_hotspots_en.pdf

Il Consiglio dell'Unione Europea progetta forme sempre più rapide di respingimento o di espulsione , anche in aperto contrasto con atti vincolanti aventi natura legislativa come la Direttiva 2008/115/CE, quella che a suo tempo fu definita la Direttiva della vergogna, ma che di fronte alle vergogne attuali, diventa quasi un argine da difendere.

http://www.meltingpot.org/Direttiva-rimpatri-e-stato-di-diritto-Un-commento-alla-luce.html

http://www.altrodiritto.unifi.it/ricerche/tratta/genovese/cap1.htm

http://www.altrodiritto.unifi.it/ricerche/migranti/happache/cap6.htm

In parallelo con la militarizzazione degli Hotspot, e dei centri di accoglienza, militarizzazione che passa anche attraverso i tentativi di riutilizzo delle caserme dismesse dall'esercito, si intensifica la caccia ai terroristi tra i migranti, magari con qualche colpo a vuoto,  e si diffonde tra la popolazione ulteriore allarme, prima si trattava di "clandestini", adesso la possibilità che tra i migranti appena arrivati si possa nascondere qualche terrorista, come pure in astratto non sarebbe da escludere, serve per abbattere qualsiasi garanzia dello stato democratico, dalla riserva di legge e dai limiti al trattenimento amministrativo ( art. 10 e 13 della Costituzione), fino al capovolgimento della presunzione di innocenza ed alla prognosi sul modello dei telefilm americani nei quali si "profilano" i potenziali attentatori,o i soggetti che si presumono pericolosi fino a prova contraria, e si tenta di arrestarli, prima ancora che possano soltanto ideare un concreto disegno criminoso.

http://www.euractiv.com/section/justice-home-affairs/news/eu-proposes-minority-report-style-facial-recognition-for-refugees/

http://bari.repubblica.it/cronaca/2016/05/05/news/terrorismo_il_procuratore_antimafia_roberti_c_e_un_rischio_legato_ai_migranti_ma_nessun_allarme_-139157123/?ref=search

http://www.lastampa.it/2016/05/12/italia/politica/scarcerato-a-bari-uno-dei-tre-fermati-per-terrorismo-kU8qhDyG3VIQAdoIgTcCJK/pagina.html

Le agenzie che hanno fatto audience lanciando gli arresti, adesso sono riluttanti a riconoscere che sono cadute le accuse di terrorismo per tutti e tre gli indagati, dicendo che ne è stato scarcerato uno soltanto. Ma gli altri rimangono in carcere solo perchè indagati del reato di agevolazione dell'immigrazione clandestina. Le immagini di uno degli indagati accanto ad un sindaco, oppure con un arma giocattolo tra le braccia, resteranno per sempre nella testa degli italiani ed alimenteranno altra paura, comunque vada il processo. Il marchio di terrorista è indelebile nella memoria di chi vive nell'ignoranza e nell'egoismo. Ed al momento del voto sono quelli i ricordi che contano.

http://bari.repubblica.it/cronaca/2016/05/12/news/terrorista_scarcerato-139647201/

Alcuni Hotspot, come quello di Lampedusa sono tornati ad essere quello che erano quando si chiamavano Centri di soccorso e di prima accoglienza ( CSPA), ed anche i minori vi rimangono trattenuti a tempo indeterminato. Una anticipazione, nelle prassi di polizia, di quanto il governo sta preparando: la riapertura dei CIE, fino a 1500 posti, una cifra comunque insignificante per dare "effettività" alle misure di rimpatrio, magari con un decreto legge approvato dal parlamento senza neppure potere apporre un solo emendamento.

https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg17/file/repository/commissioni/dirittiumaniXVII/rapporto_cie.pdf

I colpevoli di viaggio, colpevoli dichiarati e perseguibili, vengono trattenuti per tempi sempre più lunghi nei centri di vario tipo, "ospiti" contro la loro volontà, e se non sono trattenuti, sono confinati in centri isolati in campagna o abbandonati nelle periferie delle grandi città, allo sbando, senza il rispetto di quelle prescrizioni che sono imposte all'Italia dalle Direttive 2013/33/ e 2013/32/UE in materia di procedure e di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale.

http://www.meltingpot.org/Direttiva-2013-32-UE-del-26-giugno-2013.html

Il trucco sta proprio qui, basta ritardare la compilazione del modello C 3, non fare assumere alle persone la qualifica di richiedente asilo, o sfruttare le iniquità del Regolamento Dublino III, per costringere qualcuno ad allontanarsi dai centri di prima accoglienza, ed ecco che anche persone che sono in particolare bisogno di protezione, come somali ed afghani possono essere trasferiti a piacimento da un capo a l'altro della penisola, per dimostrare che "noi li ospitiamo dove vogliamo noi" e che dalla frontiera di Ventimiglia non si passa, parola di Alfano. Una sorta di gioco dell'oca con ritorno alla casella di partenza. Ma il fuoco della protesta cova ovunque. Proteste ovunque, da Trento e Ventimiglia a Lampedusa ed Agrigento, dove sono stati sospesi i pagamenti ai gestori, e dunque anche gli stipendi agli operatori.

http://www.meltingpot.org/Trento-La-protesta-in-citta-dei-richiedenti-asilo-Abbiamo.html#.VzUFKISLS00

http://www.vita.it/it/article/2016/05/05/hotspot-di-pozzallo-sovraffollamento-e-preoccupanti-condizioni-sanitar/139274/

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/05/lampedusa-la-protesta-non-si-arresta.html

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/05/lampedusa-la-protesta-non-si-arresta.html?spref=fb

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/palermo/cronaca/16_maggio_12/pagamenti-ritardo-coop-centri-immigrati-protesta-2a6f05a2-1837-11e6-9436-02ccaba9a141.shtml

Il prolungamento dei tempi di attesa nei centri di accoglienza determina una crescita esponenziale dei costi, con alcune amministrazioni comunali che non pagano più i gestori, mentre malgrado inchieste ed ispezioni i sistemi di accoglienza rimangono sempre nelle mani dei soliti noti. Mentre l'inchiesta su Mafia Capitale, qualcuno usa la disfunzionalità del sistema di accoglienza e gli sprechi, che hanno fonte proprio nel ministero dell'interno, per attaccare i migranti.

http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/05/11/news/salvini-139596248/

http://bari.repubblica.it/cronaca/2016/05/12/news/salvini_bombe_umane-139626823/

Ne riparleremo dopo le elezioni, quando il disastro umanitario sarà ormai irreversibile,in tutta Italia, ed  anche nella ridente Ventimiglia che oggi è stata "ripulita"  con l'allontanamento forzato dei migranti in transito. L'accoglienza negata diventa ogni giorno che passa, fattore di insicurezza e di destabilizzazione. Le eccezioni non riescono a coprire quello che si avvia ad essere un default di sistema. E l'Italia cessa di essere un "paese terzo sicuro". Sarebbe tempo che i giudici della Corte Europea dei diritti dell'Uomo e della Corte di Giustizia se ne accorgessero, e bloccassero i ritrasferimenti Dublino verso l'Italia, così come per anni li hanno bloccati verso la Grecia.

Anche perchè il Ministero dell'interno neppure prende in considerazione la possibilità di autorizzare  le associazioni non convenzionate ad effettuare regolari ingressi negli Hotspot.

 LasciateCIEntrare consegna i rapporti ACCOGLIERE, LA VERA EMERGENZA e INCASTRATI al Ministero dell’Interno

Una delegazione della Campagna LasciateCIEntrare, Libera e Cittadinanzattiva ha avuto un incontro con il Sottosegretario con delega all’Immigrazione Domenico Manzione presso gli uffici del Ministero dell’Interno.
Dopo la consegna dei rapporti “Accogliere, la vera emergenza” e “InCAStrati” già presentati alla stampa il 25 febbraio scorso, sono state evidenziate le numerose criticità riscontrate in un anno di accessi e visite nei CIE, CARA e CAS. Abbiamo posto in primo piano i problemi connessi alle infinite inadeguatezze del sistema di accoglienza emergenziale che si realizza nei CAS, le difficoltà riscontrate anche nel poter mappare il territorio nazionale per poter conoscere dove i centri sono ubicati, sotto quali enti gestori, in quali condizioni si trovano gli ospiti e gli operatori.
Abbiamo quindi evidenziato la scarsa disponibilità a collaborare da parte delle prefetture, l’opacità e l’assenza inaccettabile di trasparenza entro cui è definito questo regime di accoglienza, le numerose inchieste aperte in seguito a violazioni tanto di ordine economico nella gestione, quanto nel rispetto dei diritti delle persone ospitate. A seguito di puntuali segnalazioni della campagna agli organi competenti alcuni centri sono stati poi chiusi. Il quadro che abbiamo delineato è quello di un’assenza totale di controllo che si evidenzia non solo nei casi di comprovato sovraffollamento o vulnerabilità non tutelata ma anche nel fatto che dopo le tante inchieste aperte ed in atto, gli stessi soggetti inquisiti continuino a risultare assegnatari di appalti. Alcuni dei Centri visitati dalla campagna sono spesso ubicati in aree a forte incidenza criminale, addirittura funzionali allo sfruttamento lavorativo delle persone accolte, in cui poco o nulla si è fatto per garantire i minori come le donne soggette alla tratta.
Abbiamo chiesto che si definiscano percorsi per abbandonare la condizione di emergenzialità facendo si che siano i Comuni, attraverso i progetti SPRAR, a potere gestire e controllare l’accoglienza, incanalandola in un circuito virtuoso e sistemico perché l’accoglienza non può che realizzarsi in un contesto di sistema.
È stata ribadita la necessità di superare la logica dei CIE, di fronte alla minaccia del loro ampliamento e di considerare urgente poter avere accesso nei nuovi centri e al sistema degli Hotspot che in quanto tale ci risulta privo di qualsiasi garanzia per le persone che vi finiscono. In tale quadro abbiamo chiesto conto dei trattenimenti prolungati anche ai danni di minori a Pozzallo (Rg), e a Lampedusa come a Taranto, cercando di sapere su quali basi legali questi pratiche e centri facciano riferimento. Così come l’utilizzo dell’uso della forza o delle “minacce” per l’ottenimento delle impronte digitali deve assolutamente essere condannato e denunciato nella maniera più assoluta.
Sappiamo che dopo la circolare ministeriale dell’8 gennaio scorso i respingimenti adottati dai questori sono diminuiti ma non sono cessati del tutto e abbiamo domandato se – facendo riferimento anche a recenti denunce ASGI – tutti abbiano avuto poi diritto all’informazione e alla possibilità di chiedere asilo.
Abbiamo parlato della nostra preoccupazione relativa ai percorsi di relocation – che contempleranno solo persone provenienti da poche nazioni – e del rischio che il sistema di esclusione determinato dall’ampliamento della lista dei “paesi sicuri” rischi di produrre esclusivamente irregolarità e rimpatri forzati – pochi saranno gli assistiti – ma soprattutto lasceranno numerose persone in condizioni di limbo giuridico e senza nessun tipo di tutela e assistenza.
È stata da noi avanzata una proposta di organizzazione di “Stati generali dell’accoglienza” per ridefinire in maniera collegiale sia le buone pratiche sia un sistema che, finché resta come ora, non potrà che produrre abusi, discrezionalità, spesso malaffare.
Altra questione su cui abbiamo ritenuto doveroso intervenire è quella dell’operato di alcune commissioni per la richiesta di asilo che continuano a diniegare anche casi eclatanti che vengono poi, solo al ricorso, totalmente ribaltate ma che nel frattempo creano profondo disagio per i richiedenti aumentando invece le fatture percepite degli enti gestori.
Il sottosegretario ha fatto presenti le numerose difficoltà insite nel lavoro delle prefetture, per poter controllare con puntualità il funzionamento dei CAS. Questo nonostante tali controlli – come abbiamo precisato – non siano una opzione ma previsti in termini di legge.
Si è ritrovato d’accordo nella necessità di poter coinvolgere più direttamente i Comuni nei percorsi di accoglienza, tramite i progetti Sprar, anche attraverso bandi aperti, ma ha evidenziato come molti Comuni si dimostrino refrattari a tale pratica e poco propensi all’assunzione di simili impegni. In tale prospettiva diviene fondamentale un accordo con l’ANCI per favorire una più efficiente distribuzione geografica delle strutture di accoglienza grazie anche ad un sistema di incentivazione che premi le amministrazioni locali disponibili ad ospitare progetti SPRAR.
È ritenuto fondamentale uscire dalla logica dell’emergenza, riconoscendo il peso delle criticità che sono state discusse e sulle quali la campagna continuerà il proprio monitoraggio, ma sapendo che tutto potrà maturare esclusivamente se ognuno degli attori locali, nazionali ed europei faranno la propria parte.
Per quanto riguarda le questioni CIE (annunciato l’ampliamento fino a 1500 posti) e Hotspot, il Sottosegretario Manzione ha ribadito come l’identificazione delle persone è indispensabile in quanto richiesto dall’Europa per poter garantire la redistribuzione dei richiedenti asilo e che su tale sistema è “entrano in gioco questioni di sicurezza e di ordine pubblico”. Ha inoltre confermato l’impegno a facilitare l’accesso ai dati relativi al sistema CAS.
Ritenendo interessante la proposta di indire degli “Stati generali sull’Immigrazione” si è poi dichiarato a disposizione tanto per chiarire alcuni elementi di carattere particolare emersi durante gli interventi – fra questi alcuni casi emersi sui costi dei permessi di soggiorno – e a programmare un ulteriore incontro avendo al centro la questione dei minori stranieri non accompagnati.
Nel pomeriggio, la Campagna LasciateCIEntrare, ha incontrato il senatore Luigi Manconi per consegnare anche a lui, in qualità di Presidente del Commissione Straordinaria del Senato per i diritti umani, copie dei rapporti pubblicati.

Roma 13 maggio 2016

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro