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venerdì 20 maggio 2016

Alfano rilancia gli Hotspot "galleggianti" e l'Unione Europea vuole più Hotspot in Sicilia. Ma nessuno parla di rilocazione ed il Ministero dell'interno pensa agli accordi di riammissione ed a 1500 nuovi posti nei CIE.



La proposta di Alfano, la creazione di nuovi Hotspot galleggianti, trova il consenso dell'UNHCR. Ma "a condizione che sia rispettato il diritto di asilo". Una condizione impossibile,soprattutto in acque internazionali, impossibile anche da verificare.

http://www.telegraph.co.uk/news/2016/05/12/eu-plans-floating-migrant-centres-off-libya/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/18/migranti-alfano-apriremo-hotspot-galleggianti-per-non-far-fuggire-nessuno/2743332/

Il sistema degli hotspot galleggianti, ha spiegato il ministro, “consentirà di fare le operazioni di identificazione direttamente a bordo, senza far fuggire nessuno, e a questo meccanismo possono contribuire le agenzie umanitarie e Frontex”.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/05/hotspots-galleggianti-davanti-alle.html?m=1

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/508388/Hotspot-galleggianti-L-Unhcr-Positivi-se-rispettano-il-diritto-di-asilo

http://www.huffingtonpost.it/2016/05/18/alfano-hotspot-galleggianti_n_10026226.html

http://www.iltempo.it/politica/2016/05/19/controlli-in-mare-alfano-copia-salvini-1.1540883

Le agenzie umanitarie collaborano ?  IOM intanto apre due posizioni per mediatori culturali che dovranno operare sulle navi militari. Solo in funzione di soccorso ?

http://www.italy.iom.int/images/pdf/CV201617.pdf

http://www.eunews.it/2016/05/19/migranti-per-oxfam-il-sistema-hotspot-e-extralegale-non-ha-quadro-giuridico/58958

http://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2016/05/Rapporto_Hotspots_Il-diritto-negato_Oxfam_19mag16.pdf

Ma  alla fine, l'invasione annunciata dai servizi segreti e dai vertici dell'operazione Mare Sicuro non si vede, ma si riconfermano le trattative per delegare ai paesi di transito il compito di bloccare i migranti in fuga, che saranno così condannati a subire abusi nei paesi di origine e di transito.

Mettendo insieme i dati della prima parte del 2016 con quelli del 2015 – anno in cui si già si era registrato un calo rispetto agli arrivi record del 2014 – il capo dell’esecutivo italiano sottolinea che “c’è una regressione ancora piccola” del fenomeno migratorio, e indica che gli sbarchi potrebbero ulteriormente diminuire “se venisse accolto il migration compact”, la sua proposta per una strategia globale europea sull’immigrazione.

http://www.eunews.it/2016/05/19/migranti-renzi-frena-su-nuovi-hotspot-e-incassa-il-plauso-della-presidenza-ue/58933

 Intanto i libici hanno accresciuto la loro capacità d'intervento nelle loro acque territoriali, non solo per bloccare i migranti in fuga dalle coste libiche, ma per controllare pesca e traffico commerciale.  Comunque gli interventi di ricerca e soccorso delle navi umanitarie, ai limiti delle acque territoriali sono sempre più a rischio. Saranno le missioni di EUNAVFOR MED che forniranno la base logistica dei prossimi Hotspot galleggianti, o avverrà tutto a bordo di navi battenti bandiera italiana ? Si profilano complesse questioni di giurisdizione e di competenza territoriale. Di certo il mar libico sarà sempre più affollato di navi militari.

http://www.libyaobserver.ly/news/libya-navy-releases-statistics-intercepted-vessels-territorial-waters

http://www.analisidifesa.it/2016/02/mogherini-eunavfor-med-verso-la-fase-3/

Ricollocazione e reinsediamento rimangono attestati su numeri insignificanti, gli Hotspot servono solo ad identificare ed a respingere, in terra ed in mare questo è l'approccio Hotspot.

http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2016/556942/IPOL_STU%282016%29556942_EN.pdf

Bruxelles, le 18 maggio 2016
Ricollocazione e reinsediamento Gli Stati membri dell'UE devono agire per sostenere l'attuale gestione dei flussi
http://europa.eu/rapid/press-release_IP-16-1763_it.htm

Per Alfano i nuovi Hotspot galleggianti dovrebbero servire per "ridurre le tensioni a terra, allo sbarco", in sostanza per avere già pronti e confezionati i migranti da respingere sulla base degli accordi bilaterali che l'Italia ha stipulato con paesi come la Tunisia, l'Egitto e la Nigeria. In questo modo le rotte si allungheranno, e i migranti arriveranno in condizioni sempre peggiori, se arriveranno vivi.

http://palermo.gds.it/2016/05/19/stremata-e-denutrita-muore-a-palermo-migrante-senza-nome_514942/

Italian officials and even German chancellor Angela Merkel have gone so far as to suggest that the EU should strike a deal with Libya similar to the one with Turkey, which allows the return of asylum seekers on the presumption that they are “safe” there.
The assessment that Turkey is safe for refugees and asylum seekers is wrong.
But the idea that Libya, riven by warring factions and with a fledgling and contested government of national unity that the EU is desperate to legitimise, can provide a safe haven is positively mind-boggling.
Given the daily dangers of life in Libya, it seems beyond the point to mention that Libya has not ratified the 1951 Refugee Convention and has no domestic refugee law or asylum procedure.
The dangers to migrants who find themselves in Libya pre-date even the civil war in the country; in 2006 Human Rights Watch published a report on the cruel treatment migrants experienced in detention centres there.
Long-standing, well-documented abuses against migrants and asylum seekers in Libya led the European Court of Human Rights to condemn Italy unequivocally for intercepting migrant boats and pushing them back to Libya in 2009.
The court’s ruling laid down clear red lines: once EU authorities have effective control or custody over migrants, regardless of where that occurs, they are bound by the European Convention on Human Rights.
Italy had in this case violated a fundamental norm of EU and international law: the prohibition on returning someone to a place where they face threats to their lives and freedom, as the court found they did in Libya.
In other words, European countries cannot wash their hands of responsibilities towards migrants and refugees, whether on the high seas or in the territorial waters of a non-EU country.

https://euobserver.com/opinion/133440

l'Unione europea chiede anche di aumentare il numero degli Hotspot in Sicilia, dopo il mancato avvio degli Hotspot di Porto Empedocle ( Agrigento) e Augusta ( Siracusa). Ed il ministero dell'interno vorrebbe portare a 1500 i posti nei CIE. Nei CIE ci va "la gente peggiore". Parole del Viminale.

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2016/05/10/migranti-viminale-1.500-posti-nei-cie_bb9eb132-1328-404b-a71e-fdf27ba8e347.html

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2016/05/19/migranti-ue-a-italia-servono-hotspot-in-piu-in-sicilia-_a300bbb6-b271-40c9-8510-6cbf3d437480.html

http://www.eunews.it/2016/05/18/italia-hotspot-con-capacita-insufficiente-agli-arrivi-estivi/58844

In prospettiva, ammesso che in Libia si affermi una autorità centrale,e  che si costituisca la tanto auspicata Guardia Costiera europea, si profilano operazioni di respingimento collettivo. Magari "delegate" ai mezzi delle milizie libiche.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/04/in-libia-i-guardiacoste-arrestano.html

 Ma la pacificazione in Libia è sempre più lontana, grazie agli errori dell'occidente che per anni, dopo la caduta di Gheddafi, si è schierato con il governo di Tobruk sostenuto dagli egiziani. Ed adesso il generale Haftar dice no alla pace.

http://www.repubblica.it/esteri/2016/05/18/news/libia_generale_haftar_non_riconosco_le_decisioni_di_tripoli_-140051982/

http://www.theguardian.com/commentisfree/2016/may/18/the-guardian-view-on-libya-a-nations-tragedy-a-continents-problem

http://ilmanifesto.info/patto-africano-per-fermare-i-migranti/

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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