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domenica 29 maggio 2016

Dalla Libia con orrore. Abusi e stupri rimossi, per non riconoscere la protezione umanitaria a tutti i migranti che fuggono dall'inferno. Si rinforzano i dispositivi militari, ma non si pensa ad una missione internazionale di salvataggio.


Ancora una volta, dopo la notizia, sempre più ai margini, delle stragi quotidiane, si cerca di spostare l'attenzione sulla malvagità degli scafisti e sui trafficanti che gestiscono le partenze, per nascondere le responsabilità degli stati che non riescono a riportare la pace in Libia, troppo interessati alla difesa dei propri interessi economici e militari, e dell'Unione Europea che non riesce a garantire una missione internazionale di salvataggio ed ha ridotto al minimo la dotazione delle operazioni di Frontex e di Eunavfor Med.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/05/29/news/barcone_affondato_la_strage_dei_bambini

http://m.voanews.com/a/upsurge-of-migratory-traffic-across-sahara-from-west-to-north-africa/3349917.html

http://www.sudantribune.com/spip.php?article59108

http://metro.co.uk/2016/05/28/turns-out-were-at-war-in-libya-but-nobody-bothered-to-tell-us-5910692/

In mare soltanto l'Irlanda ha inviato una missione con esclusivo scopo di salvataggio, tutte le altre missioni militari internazionali sono "law enforcement". La  Guardia costiera italiana e le navi umanitarie rimangono sole ad affrontare un'emergenza senza precedenti.

http://www.independent.ie/world-news/africa/l-risn-helps-italian-authorities-to-rescue-688-migrants-off-libyan-coast-34754426.html

http://www.timesofisrael.com/italian-irish-german-ships-save-668-migrants-at-sea/

http://www.dailymail.co.uk/news/article-3614576/Commandos-road-test-jihadi-hunting-quad-boat-s-high-speed-vessel-s-dropped-air-speeds-elite-forces-battle-water-land.html?ITO=1490&ns_mchannel=rss&ns_campaign=1490

Appena sono libere di parlare, nei porti che non sono completamente militarizzati, e soprattutto quando scendono da navi umanitarie, le vittime si raccontano, e viene fuori tutto l'orrore che vivono i migranti in Libia, trattati come merce, e spesso abusati, soprattutto se si tratta di minorenni. Sono anni che si denunciano queste storie, ma non scalfiscono l'opinione pubblica, ed i decisori politici, così come molti componenti che lavorano nelle Commissioni territoriali che decidono sul diritto alla protezione, ritengono che il transito in Libia sia una passeggiata agevole ed indolore. Ormai non è garantita la sicurezza neppure per tanti cittadini libici.

https://www.amnesty.org/en/latest/news/2015/05/libya-horrific-abuse-driving-migrants-to-risk-lives-in-mediterranean-crossings/

https://www.amnesty.org/en/documents/mde19/1578/2015/en/

http://www.euronews.com/2015/05/11/destroying-boats-could-trap-immigrants-in-cycle-of-abuse-warns-amnesty/

http://www.repubblica.it/solidarieta/profughi/2014/06/23/news/carceri_libiche-89794095/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/01/libia-human-rights-watch-derna-controllo-dei-fondamentalisti/1242432/

Se si conoscessero meglio queste storie, qualcuno, come il ministro Alfano, smetterebbe di evocare accordi tra Unione Europea e Libia sul modello degli accordi illegali già stretti con la Turchia. Anche perché le operazioni di salvataggio dei libici si trasformano sempre in altri arresti ed in altre violenze per i migranti bloccati in mare. E la Libia, ammesso che di Libia si possa ancora parlare, non ha mai sottoscritto la Convenzione di Ginevra.
Le uniche risposte che sono arrivate dall'Unione Europea sono state di natura repressiva, per contrastare i trafficanti. Nessuno ha pensato a salvare le vite umane, nei centri di detenzione in Libia e nei paesi di transito, nei deserti, nelle acque del Mediterraneo.

http://www.huffingtonpost.com.au/2016/05/27/libya-is-saving-migrants-at-sea-and-trapping-them-in-dire-condit/?utm_hp_ref=world

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/05/29/news/minorenne_incinta_vittima_di_stupro_tra_i_migranti_sbarcati_a_palermo-140853500/

http://dailypost.ng/2016/05/29/how-nigerian-human-trafficking-victim-died-after-carrying-out-over-300-abortions/

http://www.repubblica.it/solidarieta/profughi/2014/10/17/news/habeshia-98335349/

Paola Mazzoni (Msf): "Tra essere schiavi in Libia o in Europa ci dicono che almeno preferiscono l'Europa dove qualche diritto ce l'hanno”

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/509297/Sbarcano-a-Palermo-in-604-A-bordo-della-nave-di-Msf

In Etiopia ed in Sudan non va meglio, soprattutto per i minori eritrei esposti ad ogni sorta di violenze. Ma sono paesi con i quali si deve portare avanti il Processo di Khartoum, ed adesso al centro delle attenzioni dei paesi europei che si sono appiattiti sul Migration Compact proposto da Renzi pervhè apre lo spiraglio per accordi di respingimento con i paesi di transito e di origine, inclusi quelli del Corno d'Africa.

https://africamonitorsco.wordpress.com/2016/05/29/eritrean-unaccompanied-minors-and-human-trafficking/

http://statewatch.org/news/2016/may/eu-migration-docs.html

Racconti che dovrebbero avere maggiore spazio delle notizie sugli arresti dei soliti "presunti scafisti", a loro volta sempre più spesso minori di età. Ma siamo sotto elezioni e bisogna dare l'impressione di una risposta dura contro "l'immigrazione clandestina". Come se quattro scafisti arrestati potessero tranquillizzare gli elettori, allarmati dall'incapacità di provvedere di fronte all'ennesima emergenza. Non saranno certo le "operazioni congiunte" di Frontex ad arrestare questa "ondata" di "sbarchi" che sbarchi non sono perché si tratta di azioni di ricerca e soccorso.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/05/stiamo-ricostruendo-lemergenza.html

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/05/da-frontex-alla-guardia-costiera.html

 In Italia 14.000 arrivi in una settimana non sono conseguenza di organizzazioni criminali, comunque sempre più rinforzate dalle politiche proibizioniste.  Quella che chiamano "ondata migratoria" e che potrebbe trasformarsi in uno tsunami, se la Libia dovesse collassare, deriva dalla situazione di crescente violazione dei diritti umani nei paesi dell'Africa subsahariana e dal default dello stato libico, ormai spezzettato in tre governi regionali, sostenuti, secondo la convenienza del momento, da paesi occidentali incapaci di garantire sicurezza e legalità, tanto al loro interno che al di fuori dei propri confini.

http://www.digitaljournal.com/news/world/op-ed-head-of-libyan-state-council-allegedly-attacked-near-abu-grain/article/466518

Questi gli assetti della Marina italiana nel Mediterraneo centrale, oltre al ruolo essenziale ed imprescindibile della Guardia Costiera italiana, l'impegno delle forze navali ed aerei degli altri paesi, al di là di scopi meramente militari, è sempre più ridotto. Non sono noti nè il numero, nè le destinazioni di impiego, delle navi straniere coinvolte nelle operazioni Frontex-Triton ed EunavFor Med. Quando i giornali riportano le notizie degli "sbarchi" e degli immancabili scafisti arrestati nei porti italiani, leggete bene e ricordate i nomi delle navi che hanno operato il soccorso, per capire chi si deve ringraziare, e quanto l'Unione Europea ci abbia colpevolmente abbandonati.

(Fonte Notiziario Marina Militare - febbraio 2016)

OPERAZIONE MARE S I C U R O 
O p e r a z i o n e  d i   p r e s e n z a ,   s o r v e g l i a n z a    e   s i c u r e z z a   m a r i t t i m a  n e l 
 M e d i t e r r a n e o   c e n t r a l e   p e r   l a t u t e l a   d e g l i   i n t e r e s s i   n a z i o n a l i 
Fino a 5 unità navali: Cacciatorpediniere MIMBELLI, DURAND DE LA PENNE Fregate MARGOTTINI e FASAN (flagship), GRECALE, SCIROCCO Pattugliatori BETTICA, CIGALA FULGOSI, BORSINI, VEGA

E U N A V F O R - MED 
E U R O P E A N  U N I O N  N A V A L  F O R C E
 O p e r a z i o n e   d i   c o n t r a s t o   a l   t r a f f i c o   d i   e s s e r i   u m a n i  n e l  M e d i t e r r a n e o 
Portaerei CAVOUR (flagship)

J O I N T  O P E R A T I O N  T R I T O N 
 O p e r a z i o n e   c o n g i u n t a   d i   c o n t r o l l o   d e l l e f r o n t i e r e   e s t e r n e    d e l l a U E    s o t t o   e g i d a   d e l l ’ a g e n z i a   F R O N T E X   
Personale MM presso ICC Pratica di Mare

Questi gli assetti di Frontex,con l'operazione Triton nel Mediterraneo centrale al febbraio del 2016,  ma nove navi europee nelle acque tra la Libia e la Sicilia non le ha viste nessuno, al massimo saranno quattro ( due navi spagnole, una nave tedesca ed una nave norvegese, la Siem Pilot). Se hanno altre navi lo facciano sapere, e le impieghino nelle operazioni di soccorso. 
  • What type of equipment is deployed to Italy and how many countries take part in Operation Triton?

    At present, 25 European and Schengen Associated Countries are taking part in Operation Triton by deploying experts and/or technical equipment. The deployment levels depend on the level of migratory pressure in the area. To give an example, in February 2016, Frontex deployed 275 officers, four aircraft, two helicopters and nine vessels in the area.
http://frontex.europa.eu/pressroom/faq/frontex-operations/

Ancora più confuse dotazioni, ubicazione e modalità di impiego delle navi che fanno parte dell'operazione EUNAVFOR MED, rimasta ancora alla sua prima fase, ribattezzata "Operazione Sofia", dal nome di una bambina nata durante una delle operazioni di soccorso svolte nell'ambito dell'operazione. Le navi impegnate da questa operazione sarebbero sei, inclusa la nave a capo dell'operazione la portaerei Cavour, che non sembra sia stata direttamente coinvolta, anche per le sue caratteristiche, in operazioni di salvataggio.

http://eeas.europa.eu/csdp/missions-and-operations/eunavfor-med/index_en.htm

https://wikileaks.org/eu-military-refugees/EEAS/EEAS-2016-126.pdf

http://picum.org/en/news/bulletins/49922/#news_49880

Dunque tra Frontex ed Eunavfor Med tra la Libia e le coste siciliane dovrebbero essere dislocate almeno 15 navi ed almeno una decina di mezzi aerei, però di tutti questi mezzi compare solo qualche traccia sporadica nelle cronache degli sbarchi, e le attività di ricerca e salvataggio (SAR) condotte sotto il coordinamento del Comando centrale della Guardia Costiera a Pratica di Mare coinvolgono soprattutto i mezzi della Guardia Costiera, le navi delle agenzie umanitarie , le navi della Marina Militare italiana dell'operazione Mare Sicuro, e persino mezzi commerciali, come petroliere o cargo, che vengono dirottati per esigenze di soccorso. Basta seguire le cronache degli sbarchi e le storie dei trasbordi in mare dopo i primi soccorsi, per verificare chi interviene e chi invece, se c'è, rimane nell'ombra.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/05/porto-empedocle-e-lampedusa-il.html

Le ultime stragi sono solo le conseguenze di scelte politiche precise, non di una strategia dei trafficanti. I migranti non piovono dl cielo direttamente in mare e non ci sono più "sbarchi" ma solo operazioni di ricerca e soccorso in mare. Per salvare vite umane.

http://www.lastampa.it/2016/05/29/esteri/il-mare-un-cimitero-corpi-nella-stiva-della-nave-affondata-en1xGI8CRkVNKnJ1QkjmJI/pagina.html





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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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