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martedì 31 maggio 2016

Il Sudan partner del Processo di Khartoum avvia un piano di deportazioni di rifugiati eritrei ed etiopi. L'Unione Europea stringe accordi con i dittatori e finanzia governi criminali

       
Il Migration Compact proposto dal governo Renzi rilancia la collaborazione con i paesi terzi per bloccare le partenze dei migranti e rimette al centro delle politiche europee il Processo di Khartoum, centrato sulla collaborazione tra Unione Europea e Sudan.

http://www.governo.it/sites/governo.it/files/immigrazione_0.pdf

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/04/dal-processo-di-khartoum-al-migration.html

Il Sudan con il supporto dell'Unione Europea esegue deportazioni in Eritrea. E non è solo il Sudan a percepire fondi per gestire il fenomeno migratorio con la sostanziale cancellazione del diritto di asilo previsto dalla Convenzione di Ginevra.
                                                                                                      https://www.hrw.org/news/2016/05/30/sudan-hundreds-deported-likely-abuse

http://www.africa-express.info/2016/06/01/sudan-3/
                                                                                 
In molti paesi centroafricani le violazioni dei diritti umani sono quotidiane ed i governi sono sempre più corrotti, negando qualunque possibilità di sopravvivenza civile alle popolazioni. E poi qualcuno si stupisce perchè un numero così elevato di persone fugge dall'Africa subsahariana.

http://www.bbc.com/news/live/world-africa-36175490

Il Sudan sta rimpatriando in Eritrea rifugiati che si vedono negare il diritto di residenza. Carcere e torture, se non la morte, sono la conseguenza di questi rimpatri, disposti contro il diritto internazionale e la Convenzione di Ginevra. Si moltiplicano anche gli arresti di pastori cristiani.

http://www.worldmag.com/2016/05/sudan_frees_one_pastor_plans_to_prosecute_two_others

Il dittatore sudanese, benchè riconosciuto e condannato  per avere commesso "crimini contro l'umanità", passa da un vertice ad un'altro e svolge una importante funzione politica in tutta l'Africa. Malgrado si rechi in paesi nei quali le polizie avrebbero l'obbligo di arrestarlo.

http://www.sudantribune.com/spip.php?article59137

http://unipd-centrodirittiumani.it/it/news/Corte-Penale-Internazionale-Richiesta-del-mandato-darresto-per-il-Presidente-del-Sudan-per-il-crimine-di-genocidio-crimini-contro-lumanita/1044

L'Unione Europea foraggia le politiche del Sudan in materia di controllo delle migrazioni, e dunque è direttamente responsabile degli abusi commessi anche in questi giorni da questo stato. Un altro capitolo della debacle europea in tema di diritti umani. La vergogna  europea non si limita a Idomeni ed al mar libico, ma arriva fino a Khartoum.

http://www.timeslive.co.za/africa/2016/05/31/Abuse-fears-as-Sudan-deports-Eritreans-HRW
  • Sudan is already benefitting from a $45 million regional programme to “better manage migration” in the Horn of Africa, under the European Commission’s $2 billion Emergency Trust Fund for Africa.

http://ec.europa.eu/europeaid/regions/africa/east-africa_en

Questa la politica di "sostegno" della Commissione Europea. Qualcuno dovrebbe rendere contro degli abusi commessi dagli stati terzi, partner nel Processo di Khartoum e nel Migration Compact.
Three actions in Ethiopia (€30 million)Sudan (€15 million) and Kenya (€15 million) will implement innovative approaches to improve the living conditions of Eritrean and Somali refugees (as well as other refugee groups) and their host communities. The actions will address the long-term development and protection needs of these groups along the following three components: (1) improved livelihoods, service delivery and social cohesion; (2) strengthened capacity building to local authorities to develop an integrated approach towards refugees and host communities; and (3) improved protection space, including access to and provision of basic rights and services.
Geographically, the actions will prioritise the following geographical areas: in Ethiopia, the Shire region (host to a large number of Eritrean refugees), Afar and Somali (host to a large number of Somali refugees); in Sudan, the states of Kassala and Khartoum (host to a large number of Eritrean refugees);
http://ec.europa.eu/europeaid/news-and-events/eu-has-today-announced-new-actions-tackle-irregular-migration-and-forced_en

Questi i risultati degli aiuti erogati dall'Unione Europea per sostenere i rifugiati eritrei presenti in Sudan.

http://www.voanews.com/content/sudan-hundreds-of-eritreans-denied-right-to-seek-asylum/3355025.html

http://www.iol.co.za/news/africa/sudan-deports-hundreds-of-eritreans-hrw-2028515

http://www.christiantoday.com/article/sudanese.pastor.re.arrested.in.ongoing.campaign.to.harrass.christians.csw/87264.htm

http://www.premierchristianradio.com/News/World/Deep-concern-at-re-arrest-of-Sudanese-church-minister

Anche l'Egitto di Al Sissi ci mette il suo zampino. Tra dittatori ci si intende. L'Unione Europea plaude.

http://thecairopost.youm7.com/news/210090/news/24-sudanese-ethiopians-nigerians-deported-over-illegal-immigration

Tra Sudan ed Etiopia si profilano grossi interessi economici, e gli stati europei non resteranno certo a guardare. Al centro dello scambio il conrtollo sull'immigrazione "illegale".

KHARTOUM, May 30 (Xinhua) -- Sudan and Ethiopia have agreed to implement cooperation projects, including establishment of economic zones and free markets between the two countries, official SUNA news agency reported Monday.
The joint technical economic committee between the two countries convened meetings in Port-Sudan city in eastern Sudan, where the two sides agreed on importance of facilitating flow of free and preferential trade between the two countries, the report said.
The two sides further agreed to facilitate customs procedures from one location, stressing the importance of establishing a joint force to combat smuggling on the border.
The two sides, meanwhile, reviewed how to issue certificates of origin for the moving commodities between the two countries, whether imported or exported, agreeing on importance of facilitating the movement of the citizens between the two countries, provided that it is to be government with organized procedures to control illegal migration.

http://news.xinhuanet.com/english/2016-05/31/c_135399903.htm                                                                                                                                 
 Etiopi ed eritrei anche molto giovani la maggior parte delle vittime delle traversate dalla Libia verso l'Europa. Non hanno pieta' di loro neppure da morti. Li cancellano dalla memoria in un attimo.                                                                                                                                    http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/cronaca/2016/05/31/migranti-zerai-eritrei-ed-etiopi-50-ultimi-morti-in-mare_6d098025-fd49-4482-b414-d247fec62338.html   

 (ANSAmed) - ROMA, 31 MAG - Il 50% delle vittime degli ultimi naufragi nel Mediterraneo (con circa 1000 vittime secondo i calcolo dell'Oim), provenivano dall'Eritrea e dall'Etiopa. Lo segnala don Mussie Zerai dell'Agenzia Habeshia, in una lettera aperta all'Alto Commissario per Rifugiati Filippo Grandi. Secondo quanto riportato dai sopravvissuti - scrive il religioso eritreo che da anni raccoglie le segnalazioni di migranti in difficoltà in mare o trattenuti in condizioni disumane dai trafficanti - centri per il traffico di persone sono attivi in Egitto, in Sudan per chi proviene dal Corno d'Africa e in Niger per quanti giungono dall'Africa dell'ovest e sono diretti verso la Libia, dove molti rimangono per diversi mesi prima di essere imbarcati per l'Europa.

"Sono molti i racconti dei traumi subiti a causa della violenza sessuale e di genere dalle donne che compiono il viaggio". "Alcune ci hanno raccontato di essere state ridotte in schiavitù sessuale in Libia. È da segnalarsi anche un aumento negli arrivi di minori non accompagnati, molti dei quali con gravi abusi alle spalle.

"Al momento, l'Agenzia Habeshia ha riscontrato evidenze - prosegue Zerai - di un cambio di rotta significativo da parte di eritrei, etiopi o somali dalla rotta Sudan - Libia a quella egiziana, poi diretti verso il Mediterraneo centrale Il religioso segnala infine situazioni a rischio in cui si trovano gruppi di migranti in vari Paesi. Tra questi l'Arabia Saudita, con quattro profughi eritrei in un centro detentivo sull'isola di Sarsan, e la mancata soluzione del caso di un ex diplomatico eritreo in attesa di un visto umanitario in Francia.

Un altro caso in Oman, dove sono stati portati due giovani feriti nel conflitto in Yemen, dove ora temono di dover tornare.

Quanto all'Egitto, "oltre alle migliaia di profughi intrappolati nel paese dopo essere arrivati dal Sudan (eritrei, sudanesi, somali, etiopi dell'Oromo e dell'Ogaden), vi è il caso di un sequestro di gruppo ai danni di 14 giovani eritrei che si trovavano in Sudan, e che "sembra ricalcare sequestri analoghi che si sono registrati a partire dal 2009 in Sinai e negli anni successivi nella fascia meridionale del Sudan, tra il confine eritreo e la zona di Kassala". (ANSAmed).


I ragazzi e le ragazze provenienti dal Corno d'Africa sono quelli che durante il viaggio subiscono gli abusi peggiori, e muoiono anche dopo che sono stati soccorsi in mare.

http://www.voceevangelica.ch/focus/focus.cfm?id=24027

http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/gommone-della-morte-i-fatti.aspx

http://www.padreantonioguarino.com/news/migranti-a-palermo-una-preghiera-in-memoria-delle-giovanissime-rahel-fiori-e-mhret/

Il loro calvario non finisce neppure quando sono sbarcati in Sicilia.

http://www.lettera43.it/capire-notizie/lampedusa-dietro-la-protesta-dei-migranti-eritrei_43675227600.htm


                 
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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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