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lunedì 23 maggio 2016

Le milizie libiche catturano in mare centinaia di migranti in fuga verso l'Europa. E li richiudono in prigione. Intanto l'Unione Europea si prepara ad inviare istruttori per rafforzare le capacità di arresto da parte della polizia libica. Ma in Libia ci sono tante "guardie costiere" ed ognuna risponde ad un governo diverso.



Sembra di ritornare al 2010, quando dopo i respingimenti collettivi in Libia eseguiti direttamente da mezzi della Guardia di finanza italiana a partire dal 7 maggio 2009, in base agli accordi tra Berlusconi e Gheddafi, si inviarono in Libia agenti della Guardia di finanza per istruire la Guardia Costiera libica nelle operazioni di blocco dei migranti che erano riusciti a fuggire imbarcandosi su mezzi sempre più fatiscenti.

http://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2012/02/23/foto/respingimenti_italia_condannata_dalla_corte_europea-30386058/1/#

http://www1.interno.gov.it/mininterno/

http://www.meltingpot.org/I-respingimenti-in-Libia-rimangono-privi-di-base-legale.html

http://www.altrodiritto.unifi.it/frontier/prassi/nega.htm

Seguirono arresti indiscriminati davanti alle coste, camuffati da operazioni di salvataggio, torture ed abusi nei centri di detenzione nei quali i migranti venivano ricondotti, diverse stragi in alto mare,ed anche un incidente, quando un pattugliatore libico, con a bordo agenti italiani aprì il fuoco su un peschereccio siciliano impegnato in una battuta di pesca al largo della costa di Tripoli.

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/09/13/news/i_libici_mitragliano_un_peschereccio_finanzieri_italiani_sulla_nave_di_tripoli-

http://www.uonna.it/12-09-2010-motovedetta-libica-spara-contro-peschereccio-italiano.htm

http://www.corriere.it/cronache/10_settembre_17/sarzanini-finanziere_a811c6f0-c281-11df-a515-00144f02aabe.shtml

http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2010/09/13/AMvyhx2D-italiani_pescatori_motovedetta.shtml

http://antoniomazzeoblog.blogspot.it/2014/01/navi-libiche-anti-migranti-paga-litalia.html

Ancora lo scorso anno spari da un mezzo veloce della "Guardia costiera libica" contro un rimorchiatore italiano di servizio alla piattaforma petrolifera del campo di Bouri Field, 70 miglia a nord di Zuwara. Non contro la Guardia Costiera italiana dunque.

http://www.lettera43.it/cronaca/mediterraneo-motovedetta-libica-fa-fuoco-su-guardia-costiera_43675166695.htm

Oggi per i migranti in transito la situazione in Libia è ancora peggiorata rispetto al 2010, chi riesce ad arrivare porta sul proprio corpo e nella propria anima segni di torture fisiche e psicologiche indicibili.
Piuttosto che rafforzare le missioni di ricerca e soccorso, che si preferisce lasciare ai pochi mezzi inviati dalle organizzazioni umanitarie ( tre navi  di MSF e Sos Mediterraneè e due battelli più piccoli  di Sea Watch con mera funzione di sorveglianza), i vertici dell'Unione Europea, spalleggiati da Renzi che ha rilanciato il Processo di Khartoum con il Migration Compact, propongono di nuovo l'invio di agenti europei a bordo delle unità della "Guardia Costiera" libica per rafforzare le operazioni di blocco dei migranti in mare.

http://www.a-dif.org/2016/04/27/habeshia-il-migration-compact-unaltra-barriera/

Anche se una Guardia Costiera libica oggi non esiste, come non esiste un governo centrale ed unitario dell'intera Libia, dilaniata dal conflitto che da Tobruk e Bengasi ha scatenato il generale Haftar, spalleggiato dall'Egitto, contro il governo riconosciuto dalle Nazioni Unite con sede a Tripoli, mezzi navali delle milizie locali dimostrano ai paesi occidentali quanto sono già capaci di bloccare le partenze verso l'Europa. La guerra al terrorismo diventa un pretesto per affermare supremazie territoriali di una fazione contro l'altra.

http://www.libyaobserver.ly/news/violent-clashes-broke-out-sorman-city-western-libya

http://www.libyaobserver.ly/opinions/derna-between-daesh-and-dignity-operation

http://www.libyaobserver.ly/news/rogue-general-haftar-orders-defense-minister-designate-sirraj-government-return-benghazi

Negli stessi giorni in cui l'Unione Europea anticipa il progetto di inviare rinforzi alla "Guardia Costiera libica" centinaia di migranti vengono arrestati in mare e rigettati nei centri di detenzione gestiti dalle diverse milizie che si spartiscono attualmente il territorio libico. Sono le stesse milizie che stanno chiedendo armi agli stati europei sventolando la promessa di riuscire a bloccare le partenze dei migranti verso l'Europa.

http://m.sputniknews.com/africa/20160522/1040061484/libya-asks-eu-guard-assistance.html

http://www.tpi.it/mondo/libia/guardia-costiera-libica-intercetta-850-migranti

http://www.bbc.com/news/world-africa-36355960

7 boats carrying 850 illegal migrants were intercepted off Sabratha coast on Sunday, Libyan Coast Guard has declared.
The migrants, of African and Arab nationalities, were found on inflatable boats north of Sabratha at 7:30 am while they were on their way to Europe.
79 women, 11 of them are pregnant, and 11 children were among the migrants. They were later transferred to the Illegal Immigration Fight Authority in Zawia.

http://www.libyaobserver.ly/news/850-eu-bound-migrants-intercepted-libya-shores

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-1c0c64b3-bbfc-4be4-af0c-754e1075ddd5.html

http://jordantimes.com/news/region/libya-coastguard-intercepts-850-migrants-%E2%80%94-navy

Nelle stesse ore nelle quali la "Guardia Costiera libica" recupera oltre 800 migranti a bordo di sette diversi gommoni, intervengono anche i mezzi di Medici senza Frontiere e della Guardia Costiera italiana, che salvano davvero e portano in un "porto sicuro" come prescrivono le Convenzioni internazionali altre centinaia di naufraghi. Nessuna notizia dalle navi di Frontex, di EUNAVFOR MED e della missione italiana Mare Sicuro. Cosa hanno fatto in quelle stesse ore in cui i libici riuscivano a raggiungere per la prima volta nella storia recente ben sette gommoni a poche ore dalla partenza ? Forse si preparavano a funzionare da Hotspot galleggianti, o erano in contatto con le autorità libiche ? Certo tutto si è svolto sotto il controllo dei loro potenti radar. 

https://mobile.twitter.com/guardiacostiera/status/734774434159075332?s=07

https://mobile.twitter.com/MSF_Sea/status/734687349527961600

https://mobile.twitter.com/MSF_ITALIA/status/734698880231735296?s=04

https://www.periscope.tv/w/1eaJbwLYLMRxX

Questi i rapporti e la catena di comando per le operazioni SAR ( ricerca e salvataggio) nelle acque del canale di Sicilia nel 2013. Prima dell'operazione Mare Nostrum e delle successive operazioni Triton di Frontex e di Eunavfor Med. Cosa succede oggi quando arriva una chiamata di soccorso ? Chi decide davvero sulla vita delle persone in pericolo in mare ? Persone da soccorrere e trasferire in un luogo sicuro (place of safety), non flussi da bloccare.

L’attivazione delle operazioni di ricerca e soccorso da parte delle componenti del Corpo della Guardia Costiera avviene per la totalità dei casi attraverso telefonate dei migranti da bordo dei gommoni ovvero da parte di rappresentanti di associazioni umanitarie o ancora da familiari/conoscenti che richiedono l’aiuto per situazioni di pericolo quali ad esempio il motore in avaria, mancanza di viveri ecc. I primi contatti avvengono quasi sempre nell’area di competenza (ai fini dell’attività di ricerca e soccorso) della Libia mediamente ad una distanza di 50 miglia nautiche da quelle coste e di 80 miglia da Lampedusa.
La Centrale Operativa (Maritime Rescue Co-ordination Centre – MRCC Roma) del Comando Generale della Guardia Costiera, ricevuta la notizia, interviene con immediatezza informando le competenti autorità libiche nonché quelle limitrofe maltesi e tunisine collaborando con le stesse per la buona riuscita delle operazioni di ricerca e soccorso. Con le autorità maltesi o tunisine non emergono particolari problematiche, viceversa con la Libia le azioni diventano più complesse, in quanto quelle autorità, pur assumendo il coordinamento delle operazioni SAR (tramite dichiarazione telefonica), difficilmente sono in grado di condurre direttamente le attività operative per mancanza di una specifica organizzazione SAR (mezzi navali e di telecomunicazione nonché sistemi per il monitoraggio). 
immigrazione 2
Nella pratica la Guardia Costiera libica si rimette a quanto effettuato da MRCC Roma (come prima autorità che ha ricevuto la richiesta di soccorso), per l’individuazione del naviglio mercantile da dirottare sul punto, per la programmazione di voli aerei finalizzati all’intercetto dell’unità in difficoltà, infine per l’invio di assetti aeronavali specializzati nel SAR. Quindi, come spesso accade, è MRCC Roma che dispone per conto della Libia l’invio nella zona di mare del soccorso di navi mercantili o velivoli per l’avvistamento ovvero navi e motovedette militari nazionali. All’attività collabora anche RCC Malta, mettendo spesso a disposizione un velivolo per la localizzazione dell’unita da soccorrere.


CHE RUOLO HANNO AVUTO IN QUESTA OPERAZIONE CHE SI E' CONCLUSA CON LA RICONDUZIONE IN LIBIA DI OLTRE 800 PERSONE, APPARENTEMENTE GESTITA DAI LIBICI, I MEZZI NAVALI DI FRONTEX E DI EUNAVFORMED, O DELLA NATO, PURE PRESENTI IN QUELLE ACQUE ?

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/english/756931/EU-ships-to-enter-Libyan-waters.html

L'operazione Eunavfor Med, adesso ribattezzata operazione Sofia, avrà, o ha già, il compito di addestrare la "guardia costiera libica"?

http://marianna06.typepad.com/il_mio_weblog/2016/05/libiaoperazione-sophia-per-addestrare-la-guardia-costiera-libica.html

14/05/16

Gli ambasciatori del Comitato politico e di sicurezza dell’Ue hanno dato un primo via libera all’estensione del mandato dell'Operazione Sophia al compito di addestrare la guardia costiera libica.
Lo ha annunciato in una nota l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, ricordando che ciò è un “seguito concreto” della riunione del Consiglio affari esteri che si è svolto a Lussemburgo lo scorso 18 aprile. Nello specifico si è deciso che l’operazione avrà il compito aggiuntivo della “capacity building e della formazione della guardia costiera libica” e della marina, oltre che della condivisione delle informazioni, “sulla base di una richiesta da parte delle autorità libiche legittime”.
Nella nota Mogherini precisa anche che discuterà “ulteriormente di questo con il primo ministro libico a Vienna lunedì alla conferenza sulla Libia organizzata da stati Uniti e Italia". (Fonte Agenzia Nova)

BRUSSELS (AP) -- Libya has given the European Union permission to begin training its coast guard, as increasing numbers of migrants leave the country bound for Italy.

EU foreign policy chief Federica Mogherini said Monday that the training effort "will be very important to control Libya's territorial waters, together with our Libyan partners, as well as to control the migrant influx."

http://hosted.ap.org/dynamic/stories/E/EU_EUROPE_LIBYA?SITE=AP&SECTION=HOME&TEMPLATE=DEFAULT&CTIME=2016-05-23-04-43-24

E l'Unione Europea, piuttosto che aprire canali umanitari,  o ampliare le possibilità di ingresso dai paesi terzi di transito con visti umanitari, sembra pronta ad inviare a questo stesso scopo ad inviare agenti, mezzi, ed addirittura ad allestire grandi campi di raccolta e confinamento in Africa, ad esempio in Niger, sulla scorta di un vecchio progetto risalente ai tempi di Maroni. nessuno ricorda che sono già 1369 le vittime dell'immigrazione quest'anno.

http://www.nytimes.com/video/world/europe/100000004431492/completely-without-humanity-at-sea.html

https://mobile.twitter.com/MSF_Sea/status/734471177465368576?s=04

In questo modo si pensa di riuscire a raggiungere gli stessi risultati che in passato sono stati raggiunti dai respingimenti collettivi ordinati nel 2009 dal governo Berlusconi, poi condannati nel 2012 con una sentenza fondamentale della Corte Europea dei diritti dell'Uomo nel caso Hirsi contro Italia.

http://www.meltingpot.org/Italia-condannata-dalla-Corte-europea-dei-diritti-dell-uomo.html

Malgrado quella condanna, l'Italia ancora nel 2013 perseguiva il progetto di collaborare con la Guardia Costiera libica nel blocco dei migranti, anche se la Libia non ha mai sottoscritto la Convenzione di Ginevra sui rifugiati.

http://www.narcomafie.it/2013/03/05/i-gravosi-impegni-italiani-con-tunisia-e-libia-per-il-controllo-dellimmigrazione-via-mare/

Solo che adesso non si effettueranno più renditions dirette da parte di mezzi europei ad autorità libiche, ammesso che esistano a livello centrale, ma si utilizzeranno le risorse finanziarie europee, quindi di tutti i cittadini europei, per foraggiare milizie armate che si dovessero dimostrare capaci di bloccare le partenze dalla Libia verso l'Europa. E si invieranno agenti di polizia come istruttori della "Guardia Costiera libica" che ancora non esiste, agenti che magari saranno scelti tra gli appartenenti alla nuova "Guardia costiera europea". Che neppure esiste ancora.

http://www.kuna.net.kw/ArticleDetails.aspx?id=2503711&Language=en

Da parte di Bruxelles, e dal governo Renzi che su questo terreno sta dettando l'agenda europea con il "Migration Compact", si continua ad operare con annunci sensazionalistici, e con iniziative di polizia internazionali che rimangono totalmente prive di basi legali, sia sul piano del diritto interno, che sul piano del diritto internazionale. Il contrasto dell'immigrazione "illegale" e la "lotta ai trafficanti" non sono finalità che si possono perseguire con mezzi, personale ed operazioni che violano il diritto internazionale del mare e gli obblighi primari di salvataggio.

https://www.unhcr.it/sites/53a161110b80eeaac7000002/assets/53a165df0b80eeaac70003d3/5copy_0_rescueatsea.pdf

http://www.sidi-isil.org/sidiblog/?p=303

http://www.cnr.it/news/index/news/id/6059

Se sui mezzi che effettueranno operazioni di blocco dei migranti in fuga dalla Libia si trovassero imbarcati agenti europei, di Frontex o della nuova Guardia Costiera europea, così come se vi fossero intese operative tra i mezzi navali europei e i mezzi navali libici, al fine di delegare a questi ultimi le attività di ripresa dei migranti e di riconduzione a terra, si potrebbe configurare una precisa responsabilità dei vertici di Frontex e dei singoli stati che dovessero partecipare o assistere a queste operazioni, o che inviassero propri agenti comunque coinvolti in operazioni di sequestro collettivo. Una responsabilità che potrebbe essere fatta valere davanti ai giudici penali nazionali, davanti alla Corte europea dei diritti dell'Uomo, davanti alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea.

http://scuolasuperioreavvocatura.it/wp-content/uploads/2014/07/01.-Cooperazione-internazionale-in-materia-di-soccorso-in-mare.pdf

Sempre più importante, e difficile, in questo mutato cotesto, il ruolo delle navi umanitarie che certamente non saranno testimoni inerti delle operazioni di blocco e di riconduzione a terra dei migranti che ancora cercheranno di fuggire dalle coste libiche. Per effetto di queste politiche di blocco, delegate dall'Unione europea ai paesi di transito le rotte si allungano e diventano sempre più pericolose. E in Mediterraneo si continua a morire.

Naufragio migranti, ricerche ancora senza successo

Sono proseguite tutta la notte, e continuano questa mattina, le ricerche del barchino partito 

dall'Algeria il 19 maggio scorso con a bordo 14 persone e disperso in mare prima di raggiungere le coste della Sardegna     

http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=29226






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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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