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lunedì 9 maggio 2016

Report perde una occasione. Le proiezioni di Eunavfor Med non corrispondono alla realtà. Invece dell'accoglienza in caserme abbandonate occorre una accoglienza diffusa.


Una trasmissione che avrebbe potuto dare una impostazione diversa da quella generalmente diffusa dai media dominanti. Ed invece si è rimasti su una visione quantitativa del fenomeno immigrazione, rilanciando allarmi che allo stato dei fatti appaiono assolutamente ingiustificati, perchè il milione di profughi siriani ed afghani che lo scorso anno percorrevano la rotta balcanica non potranno certamente spostarsi quest'anno su rotte marittime lunghe e pericolose. Chi arriva ad Idomeni non avrà mai alcuna possibilità reale di arrivare in Italia. Ed il diritto di asilo viene negato anche nei paesi più vicini alle aree di crisi che sbarrano le loro frontiere condannando i migranti in fuga alla morte o alla deportazione. Succede anche in Kenia. Il diritto alla protezione viene negato anche dove era riconosciuto in passato, in Africa come in Europa.

https://www.opendemocracy.net/can-europe-make-it/tim-baster-isabelle-merminod/trapped-in-new-greek-archipelago-with-no-way-out

http://www.vita.it/it/story/2016/05/03/idomeni-dentro-la-dachau-dei-vivi/38/

http://www.the-star.co.ke/news/2016/05/06/refugees-must-go-kenya-says_c1345961

Si è arrivati addirittura ad ipotizzare, con il supporto dei vertici di Eunavfor Med ,che profughi simili a quelli oggi intrappolati in Grecia, per effetto della chiusura dei confini da parte di Macedonia e Bulgaria, possano spostarsi in Albania e poi attraversare l'Adriatico verso le coste italiane, o addirittura partire dal Libano, dall'Egitto o dalla Libia, ammesso che di Libia si possa parlare ancora oggi.

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-da207169-5075-430d-9de5-246cd85d88c5.html

http://www.analisidifesa.it/2016/02/lammiraglio-credendino-fa-il-punto-su-eunavfor-med/

http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/commenti-e-idee/2015-11-24/missione-anti-trafficanti-pochi-risultati-082257.shtml?uuid=ACnWQBgB

https://news.vice.com/article/african-migrants-in-libya-face-kidnapping-torture-and-robbery-on-smuggling-route-to-europe

http://www.leaders.com.tn/article/19718-immigration-du-sahel-vers-la-libye-puis-l-europe-itineraires-et-consequences-un-grand-debat-a-tunis

Queste le previsioni di Frontex, almeno si potevano considerare, divergono da quelle di Eunavfor Med.

http://frontex.europa.eu/assets/Publications/Risk_Analysis/Annula_Risk_Analysis_2016.pdf

Si è accettata la distinzione che prevale nelle scelte politiche di respingimento e nelle decisioni delle Commissioni territoriali tra migranti in particolare bisogno di protezione, migranti richiedenti asilo, migranti economici, dunque irregolari in base ad una selezione preventiva che non rispetta il diritto di accesso alla procedura di asilo ed i diritti di difesa. L'impostazione della trasmissione si è centrata sull'esigenza di confinare in luoghi più facilmente controllabili e con alte mura a recinzione, come le caserme dismesse, la maggior parte dei profughi in arrivo. Invece non si è spesa una sola parola, non si è trasmessa una sola immagine sui modelli virtuosi di prima accoglienza gestita dalle associazioni in luoghi aperti, e soprattutto sulla seconda accoglienza "diffusa" un modello che sembra interessare soltanto all'estero, come è confermato dai riconoscimenti internazionali per il sindaco di Riace Mimmo Lucano. Le caserme abbandonate non devono diventare nuovi ghetti.

http://www.a-dif.org/2016/04/23/da-badolato-a-riace-laccoglienza-diffusa-come-risposta-a-muri-e-a-ghetti/

 Proprio l'esperienza negativa dell'accoglienza in caserma e nelle tendopoli avrebbe dovuto sconsigliare un ulteriore ricorso a strutture militari dismesse, quasi sempre in condizioni di abbandono e fatiscenza totale, per accogliere migranti appena sbarcati dalle navi che li hanno soccorsi. Una prima accoglienza che troppo spesso si protrae per mesi.

http://migrantsicily.blogspot.it/2015/10/the-business-of-bad-welcoming-in-messina.html

Nella seconda parte del servizio trasmesso da Report l'attenzione si è concentrata sulla effettività delle misure di allontanamento forzato, in particolare con riferimento ai richiedenti asilo denegati ed a coloro che vengono qualificati come "migranti economici", senza riconoscere che le Commissioni territoriali negano oggi il riconoscimento di uno status di protezione ad oltre il 70 per cento dei richiedenti ( in qualche sede anche al 95 per cento) e che non ci sono possibilità effettive di ricorso per la maggior parte di loro, espulsi immediatamente dal sistema di accoglienza, ed in qualche caso allontanati dal territorio nazionale. La constatazione che la maggior parte dei provvedimenti di allontanamento forzato, come il provvedimento di intimazione a lasciare il territorio dello stato entro sette giorni ( seven days), notificato a coloro che vengono ritenuti immediatamente come migranti economici, non deve essere rivolta a giustificare misure di allontanamento forzato che non rispettano ad oggi nè i diritti di difesa nè la dignità delle persone che in manette vengono accompagnate sugli aerei per i voli di rimpatrio. Alla fine si è trasmessa una idea della "pericolosità" dei migranti costretti alla irregolarità, da espellere per rassicurare una opinione pubblica sempre più disorientata ed affamata di "sicurezza". Una sicurezza che non verrà certo dall'esecuzione di 10.000 respingimenti in più all'anno, ammesso che si arrivi a tanto. Neanche un riferimento alle espulsioni collettive attuate in contrasto con le Direttive ed i regolamenti europei, espulsioni identiche a quelle rappresentate nei servizi video. neanche un cenno alla riproduzione di luoghi di concentramento ed alle proteste dei migranti che vi vengono confinati, a Lampedusa era sucecsso già a dicembre, succede ancora in questi giorni.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/05/il-fallimento-dellhotspot-di-lampedusa.html

Si è riferita acriticamente l'esigenza di accordi di riammissione con i paesi di origine, ed i riferimenti agli accordi bilaterali tra Italia , Egitto e Nigeria non hanno fatto emergere le gravi violazioni dei diritti umani che avvengono in quei paesi. Questi accordi bilaterali andrebbero sospesi subito e non dovrebbero essere individuati come modello delle relazioni con i paesi terzi. Esattamente quel modello che il governo italiano ha proposto con il Processo di Khartoum nel 2014, quando era alla presidenza dell'Unione Europea, e che oggi Renzi rilancia con il Migration Compact, ricalcato sui documenti della Commissione Europea, e quindi favorevolmente accolto dagli stessi autori che ne hanno ideato finalità e strumenti.

http://comune-info.net/2016/05/migration-compact/

http://eulawanalysis.blogspot.it/2016/05/the-orbanisation-of-eu-asylum-law.html

http://www.statewatch.org/index.php/site/analyses/news/news/2016/may/cear-eu-turkey-complaints.htm

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/05/accordi-ue-turchia-privi-di-base-legale.html

Oggi non si possono eseguire tutti gli allontanamenti forzati che le norme italiane e le decisioni delle Commissioni territoriali richiederebbero per la situazione nei paesi di origine e per le condizioni geopolitiche nei paesi di transito, nei quali non è garantito il minimo rispetto dei diritti umani. Una volta l'art. 10 della Costituzione italiana affermava questo principio, oggi sembra che tutti, anche quando propongono una informazione professionale ed indipendente, lo abbiano dimenticato.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/05/hotspot-approach-fuori-dalla-legalita.html



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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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