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giovedì 26 maggio 2016

Secondo naufragio in due giorni, e 4000 migranti soccorsi in mare nelle ultime 24 ore. In prima linea navi umanitarie e Guardia Costiera italiana. Quante navi europee sono impegnate in missioni di ricerca e salvataggio ? Aprire canali umanitari, chiudere l'Hotspot illegale di Lampedusa.



Oltre 4000 migranti soccorsi in mare in un solo giorno, a circa 20-30 miglia dalla costa libica, e non sappiamo cosa succede a quelli che vengono intercettati dopo la partenza, ancora vicino la costa, in acque territoriali libiche. In soli due giorni stragi che potrebbero avere un bilancio molto più grave di quello finora divulgato dai giornali, se è vero come avviene sempre che i migranti vengono stivati nella stiva e nel vano motore dei barconi.  Sono loro che se il mezzo si capovolge rapidamente ed affonda non hanno scampo. Potrebbero essere anche cento le vittime di aggiungere al tragico bilancio di ieri.

http://www.digitaljournal.com/news/world/survivors-say-100-migrants-missing-in-wednesday-s-shipwreck-off-libya-iom/article/466340

http://news.sky.com/story/1702677/four-thousand-migrants-rescued-in-one-day

Ed oggi ancora un naufragio sotto gli occhi del mondo, con un aereo di Eunavfor Med, adesso ridefinita come Operazione Sofia, che ha ripreso dall'alto la drammatica richiesta di aiuto dei migranti in procinto di affondare. Ieri potrebbero esserci stati anche 500 dispersi.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/05/26/news/nuova_tragedia_nel_canale_di_sicilia_almeno_20-30_morti-140644676/

http://edition.cnn.com/2016/05/26/europe/migrant-boat-rescue-italy-libya/index.html

Rimane davvero da chiedersi quante navi e mezzi aerei stiano impegnando in questi giorni nel Mediterraneo centrale l'agenzia europea Frontex e la missione europea Eunavfor Med, che oggi è stata coinvolta con una sua imbarcazione nelle operazioni di salvataggio.  Tutti sembrano ignorare la drammatica situazione dei civili, e tra questi dei migranti, in Libia.

http://www.bruxelles2.eu/2015/10/07/les-moyens-de-loperation-sophia-eunavfor-med-dans-sa-phase-2/

http://revel.unice.fr/psei/index.html?id=699

UN Expresses Concern Due to Killing of Civilians in Libya         

http://www.plenglish.com/index.php?option=com_content&task=view&id=4915561&Itemid=1

Quanto le attività di sorveglianza cedono il passo all'esigenza primaria di salvaguardare la vita umana in mare, un obbligo sancito chiaramente dal Regolamento di Frontex del 20014, ma mai davvero esplicitato negli atti di dubbia natura legale con cui il Consiglio dell'Unione Europea, su proposta della Commissione, hanno modulato, e poi ridimensionato, la missione Triton di Frontex, che almeno aveva qualche regola chiara sugli obblighi di soccorso in mare.

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/it/ALL/?uri=CELEX%3A32004R2007

Prevale l'indifferenza nell'opinione pubblica, ormai abituata al quotidiano conteggio dei morti e dei dispersi, effetti collaterali della guerra che si combatte contro i migranti tutti, richiedenti asilo e cd. migranti economici, Si nega il diritto alla vita per sbarrare le frontiere e progettare rimpatri verso i paesi di origine, anche quando non rispettano i diritti umani, come nel caso dell'Egitto, o peggio, verso i paesi di transito, cercando di inventare uno stato libico che ancora non c'è ed una Guardia Costiera libica che non può ancora esistere, con la quale fare patti per trattenere i migranti prima della partenza o arrestarli in mare nelle acque territoriali libiche.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/05/le-milizie-libiche-catturano-in-mare.html

 Al contrario occorre negoziare con questi paesi per aprire corridoi umanitari, non per trattenere e respingere per conto ( e con i finanziamenti ) dell'Unione Europea.

http://europe.newsweek.com/refugees-migrants-refugee-crisis-capsize-libya-italy-mediterranean-463914

Sembra questo l'unico problema che avvertono i paesi europei rispetto alle persone che partono dalla Libia, ed in misura assai ridotta dall'Egitto, per tentare la traversata verso l'Europa. Una traversata sempre più spesso tragica che si conclude anche con un naufragio. Dobbiamo ripetere ancora una volta che il numero dei migranti che comunque arrivano in Europa è largamente inferiore al numero dei visti turistici che ciascun paese europeo rilascia annualmente,  che costituiscono il modo di entrare in Europa per quelli che se lo possono permettere, economicamente e culturalmente.

http://www.standard.co.uk/news/world/at-least-20-dead-as-second-migrant-boat-sinks-in-mediterranean-off-libya-coast-a3257666.html

http://www.telesurtv.net/english/news/Italy-Says-Africa-Nations-Back-Plan-to-Close-Libya-Migrant-Route-20160518-0054.html

Eppure si alimenta l'allarme invasione, si dà il maggiore clamore possibile agli arresti dei soliti "presunti scafisti", anche quando sono minori di età, e non si racconta quante e quali sono le sofferenze dei migranti nei paesi di origine, così come nei paesi di transito. Stiamo assistendo al suicidio civile dell'Unione Europea e dei paesi che ne fanno parte. Ed anche il territorio europeo viene militarizzato, e sottratto all'applicazione dei principi che caratterizzano lo stato di diritto. Stato di polizia e trattenimento discrezionale anche di minori non accompagnati a Lampedusa.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/05/lampedusa-cessano-le-proteste-ma-le.html

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/05/un-altro-naufragio-e-migliaia-di.html


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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