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venerdì 3 giugno 2016

Centinaia di dispersi a sud di Creta, in acque internazionali non si rispettano gli obblighi di ricerca e salvataggio per la carenza di mezzi e di volontà politica. Altri due barconi chiamano soccorso.Genocidio nel Mediterraneo. I cadaveri dei dispersi partiti dalla Libia affiorano sulla costa di Zuwara.



Le agenzie di informazione riferiscono soltanto delle persone soccorse e di qualche cadavere recuperato nel primo intervento di salvataggio, 75 miglia a sud di Creta, ma la conta dei dispersi è lunga, come conferma l'OIM. E quando l'Egitto soccorre, poi deporta verso i paesi di origine, come il Sudan, dove governa un dittatore condannato per crimini contro l'umanità.                                                    
Ancora una doppia azione di ricerca e salvataggio da parte della Guardia Costiera italiana sulla rotta egiziana. Gli unici davvero a rispondere subito alle chiamate di soccorso.                                                                                          http://www.lastampa.it/2016/06/04/italia/cronache/la-corsa-contro-il-tempo-della-guardia-costiera-per-soccorrere-di-due-barconi-a-ovest-di-creta-jf2QjmWUysb2H5gweYGDjO/pagina.html

http://www.ekathimerini.com/209295/article/ekathimerini/news/hundreds-missing-as-migrant-boat-capsizes-off-crete

http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/135561/Egypt/Politics-/Egypt-deports--Sudanese-after-illegal-migration-at.aspx

http://www.usatoday.com/videos/news/world/2016/06/03/85336252/

http://migrantreport.org/boat-alexandria-capsizes-off-crete/                                                                                                                                             
Gli egiziani hanno ricevuto la prima chiamata di soccorso alle 8,30 di venerdi' mattina. Ma non sembra che si siano attivati tanto rapidamente.                                                                                                                                        http://www.madamasr.com/news/4-dead-340-migrants-rescued-mediterranean-sea-egyptian-greek-coast-guards
    2:40 p.m.
    The Egyptian army's search-and-rescue center says it has received a distress call from a smuggling boat full of migrants in the Mediterranean Sea and is rushing to help.
6:30 p.m.
Greek authorities say more bodies have been recovered from the site of a migrant boat sinking in the Mediterranean, bringing the total death toll to nine.
A total of 340 people have been rescued so far from the sinking Friday of a roughly 25-meter (82-foot) boat about 75 nautical miles (139 kilometers; 86 miles) south of the southern Greek island of Crete, the coast guard said.
Most of the survivors were being taken to Italy, while others were being transported to Malta, Egypt and Turkey.
A massive search and rescue operation was continuing for the location of possible missing people, with three passing ships, a coast guard vessel and airplane, as well as two helicopters.

http://m.chron.com/news/world/article/The-Latest-Libya-finds-over-100-bodies-after-7961127.php

Six ships and three helicopters joined rescue efforts after the 80-foot migrant vessel capsized in winds of up to 25 mph, according to the coast guard. At least 302 people were rescued and boarded nearby ships.
Although the area was in Egypt's area of responsibility, the search was led by Greek authorities, with two helicopters from the country's army 

http://www.nbcnews.com/storyline/europes-border-crisis/migrant-crisis-libyan-officials-find-117-bodies-greece-rescues-over-n585151

Death toll from migrant boat in south of Crete rises to 9
 03.06.2016 21:04 Greece 

http://www.sigmalive.com/en/news/greece/145607/death-toll-from-migrant-boat-in-south-of-crete-rises-to-9                                                                                                                                                    Per gli egiziani, come per i greci ed i libici, i migranti in fuga verso l'Europa sono soltanto "illegali" da arrestare dopo i soccorsi in mare, da ricoverare negli ospedali quando necessario, e da respingere al piu' presto senza alcuna considerazione per la loro condizione di vulnerabilita' , ed anche in violazione dell'art.33 della Convenzione di Ginevra.   I paesi rivieraschi  si accordano anche sulle modalita' di intervento nelle zone Sar ( ricerca e soccorso) di loro competenza. Vedremo gli sviluppi, intanto stiamo contando morti e dispersi che avrebbero potuto evitare.                                                                                             http://www.dailynewsegypt.com/2016/06/04/egypt-consults-with-greece-libya-over-rescue-operation-in-the-mediterranean/

Egypt’s military spokesperson reported that “all military hospitals” along its northern coast have been placed on standby and are “on heightened alert to provide medical assistance” to rescued migrants. In the past, however, Egyptian authorities have arrested and deported dozens of Sudanese migrants attempting to cross the Mediterranean Sea from Egypt into southern Europe.

http://www.madamasr.com/news/4-dead-340-migrants-rescued-mediterranean-sea-egyptian-greek-coast-guards

http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2009/03/04/Darfur_Al_Bashir_condannato_per_crimini_contro_umanita.html

Sotto scadenze elettorali è meglio fare sapere a chi legge solo i titoli che i morti dell'ennesima strage a sud di Creta sono solo quattro. Nessuno che dica che la chiusura della rotta balcanica, voluta dall'asse Merkel-Erdogan e ratificata dall'Unione Europea se ha fatto diminuire gli arrivi in Europa, anche perchè l'incremento delle partenze dall'Egitto è ancora relativamente modesto, rispetto al milione di migranti che lo scorso anno attraversavano i paesi balcanici diretti in Europa, sta producendo una crescita esponenziale dei naufragi con migliaia di morti e dispersi.

http://data.unhcr.org/mediterranean/regional.php

http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/219223/-.aspx

http://www.ekathimerini.com/209288/article/ekathimerini/news/rescue-under-way-for-migrant-boat-south-of-crete

http://www.theguardian.com/world/2016/jun/03/rescue-operation-under-way-as-migrant-boat-capsizes-in-mediterranean

In un frangente così disperato non manca in Europa chi vagheggia di replicare con la Libia, con la Libia che non ha ancora un governo unitario, gli accordi tra Unione Europea e Turchia. Anche se la Turchia e la Libia non sono, nè potranno essere, "paesi terzi sicuri".

http://www.amnestyusa.org/research/reports/no-safe-refuge-asylum-seekers-and-refugees-denied-effective-protection-in-turkey

http://www.mfa.gr/en/issues-of-greek-turkish-relations/relevant-documents/search-and-rescue.html

EU navies to help Libya coastguard stop migrants

https://euobserver.com/migration/133523

Da quel giorno uno stillicidio di stragi in mare proprio ai limiti delle acque libiche.



Ai limiti selle acque territoriali libiche presenti anche le navi italiane dell'operazione Mare Sicuro.  Anche loro coinvolte in operazioni SAR coordinate dalla Guardia Costiera italiana.

http://www.lettera43.it/cronaca/mare-sicuro-lo-scudo-italiano-contro-la-jihad_43675163552.htm                                                                                                                                 
Il premier Serraj insediato a Tripoli dalle Nazioni Unite continua a negare l'autorizzazione all' ingresso di navi europee nelle acque territoriali libiche, per dare la caccia a scafisti e trafficanti, come la Mogherini chiede da un anno.                                                                                                                    http://www.repubblica.it/esteri/2016/06/03/news/libia_il_governo_le_basi_degli_scafisti_non_saranno_colpite-141235030/?ref=HREC1-7

http://agensir.it/quotidiano/2016/6/2/migranti-tarquinio-avvenire-certi-politici-continuano-senza-leggere-senza-capire-senza-vergogna/

E la proposta degli Hotspot galleggianti, in realtà, si inserisce in un disegno più ampio che nell'immediato vorrebbe facilitare i voli congiunti di ritorno gestiti e finanziati dall'agenzia Frontex, ma che nel medio periodo punta alla collaborazione con la ricostituenda Guardia costiera libica, e dunque ad operazione di selezione sommaria in mare tra richiedenti asilo e migranti economici, e quindi a veri e propri respingimenti collettivi, affidati magari a mezzi libici guidati da "istruttori" europei.

http://www.eunews.it/2016/05/31/migranti-alfano-scrive-frontex-e-propone-le-navi-hotspot/60098

http://www.eunews.it/2016/06/02/hotspot-galleggianti-ogni-nave-potra-battere-bandiera-italiana/60329

https://www.amnesty.org/en/latest/news/2014/09/search-and-rescue-operations-central-mediterranean-facts-and-figures/

Nulla di veramente nuovo, queste procedure illegali furono già sperimentate nel 2010 dopo gli accordi tra Gheddafi, Berlusconi e Maroni, sulla base di un Protocollo operativo firmato dal ministro Amato e dal capo della polizia Manganelli, ai tempi del governo Prodi nel dicembre del 2007. Ed anche durante l'operazione Mare Nostrum, nel 2014, si era provato ad installare un ufficio di polizia, con funzionari del Ministero dell'interno a bordo delle navi militari inviate in funzione di soccorso, ma l'esperimento fallì, di fronte alla impossibilità di identificare a bordo tutti i migranti, e dei tempi sempre più rapidi dei soccorsi.

http://www.meltingpot.org/Mare-Nostrum-Luci-ed-ombre-sulle-modalita-operative.html

http://www.asgi.it/media/comunicati-stampa/ogni-azione-di-contrasto-del-traffico-di-persone-via-mare-deve-rispettare-sempre-lobbligo-internazionale-di-assicurare-lincolumita-e-il-trattamento-umano-delle-persone-a-bordo-di-un/

http://fortresseurope.blogspot.it/2006/01/italia-libia-firmato-laccordo-per-il.html

http://www.corriere.it/politica/07_dicembre_29/accordo_italia_libia_974aac78-b60a-11dc-ac5d-0003ba99c667.shtml

Solo che oggi il numero delle persone in movimento è molto superiore rispetto al numero dei migranti che dieci anni fa cercavano di lasciare la Libia, dove molti comunque riuscivano a lavorare, mentre oggi la situazione in Libia è degenerata, chi riesce a lavorare viene schiavizzato per potere comprare il suo biglietto di passaggio dai trafficanti, e sempre più spesso questo viaggio si conclude con un naufragio anche a poche centinaia di metri dalla costa.

http://nena-news.it/migranti-intrappolati-nellinferno-libico/

http://ilmanifesto.info/accoglierli-tutti-non-e-unutopia/

In una situazione tanto grave rimane da verificare chi assolve davvero gli obblighi di ricerca e salvataggio imposti dalle Convenzioni Internazionali, e quanto siano responsabili gli stati frontalieri che non intervengono con un numero di mezzi adeguato alla gravità della situazione,  che imporrebbe missioni umanitarie di soccorso gestite dagli stati, e non solo quelle affidate ai privati come MSF, SEA WATCH o SOS Meditarreneé.

http://video.repubblica.it/dossier/emergenza-lampedusa-2010/il-risiko-dei-mari-le-zone-sar-italiana-e-maltese-a-confronto/65689/64232

La responsabilità delle operazioni di ricerca e salvataggio, quando non arriva la Guardia Costiera e non ci sono navi umanitarie, non può essere scaricata sulle navi commerciali, le meno adatte ad avvicinarsi ai barconi stracolmi di migranti, che possono rovesciarsi appena arriva un onda più alta.

https://evimedresearch.wordpress.com/2016/05/07/search-and-rescue-at-sea-a-legal-obligation/

http://www.searchandrescueeurope.com/

http://www.nortonrosefulbright.com/knowledge/publications/137946/the-rescue-of-migrants-at-sea-obligations-of-the-shipping-industry

http://www.iims.org.uk/rescue-migrants-sea-obligation/

Perchè, piuttosto del cd. MIGRATION COMPACT, adesso rivisto, prima ancora di essere approvato, non si investe sulle missioni di ricerca  e soccorso ? Perchè si continua soltanto a cercare la collaborazione dei paesi terzi come l'Egitto e la Libia per bloccare le partenze, e non invece per migliorare la capacità di soccorso e garantire a tutti lo sbarco in un porto sicuro, che non è quello più vicino, dove presentare una richiesta di protezione internazionale ? Per chi viene riportato in Libia o in Egitto l'inferno continua. Neppure la Grecia in questo momento è un "place of safety" idoneo per lo sbarco dei naufraghi. E la tensione nei centri di prima accoglienza greci è ormai alle stelle. Ma tutto questo per chi propone il Migration Compact, e per chi lo approva, è irrilevante.

ATHENS, June 3 (Xinhua) -- Hundreds of refugees and migrants rescued from a sinking vessel south of Crete island on Friday will not disembark at a Greek port, according to Greek Coast Guard sources.
Four died and 340 passengers were been rescued as hundreds of people were being evacuated from the half- sunken 25-meter wooden vessel. The migrants were believed to have been on board the ship which was located some 120 km off the port Kali Limenes
A still unclear number of people are missing, Greek Coast Guard officers told Xinhua from the coordination operation center at Piraeus port.
Some 242 survivors were on their way to Italy as well as the body of one of the victims, Greek national news agency AMNA reported.
A further 75 persons and two more bodies will be sent to Port-Said, Egypt, 16 will be sent to Turkey and seven to Malta, according to Greek Coast Guard sources.

http://news.xinhuanet.com/english/2016-06/03/c_135410953.htm

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Migranti-pronto-il-Migration-Compact-interventi-per-500-milioni-di-euro-f1e314e6-47b0-45ac-a7dc-f3f90cc16452.html

Queste le regole di ricerca e salvataggio, queste le zone SAR, che fine hanno fatto i mezzi finanziati dall'Unione Europea con le missioni TRITON di FRONTEX ed EUNAVFOR MED ? Quanto si è tenuto conto delle osservazioni dell'Ombudsman europeo e quanto viene rispettato il REGOLAMENTO FRONTEX del 2004 ? Lo scorso anno il budget di Frontex è stato triplicato, quanto si spende per i soccorsi in mare e quanto per le delegazioni di funzionari negli Hotspot e per i voli congiunti di rimpatrio ?

http://www.eunews.it/2014/04/16/immigrati-nuove-regole-per-operazioni-frontex-vietati-i-respingimenti-in-mare/14601

http://www.asylumlawdatabase.eu/en/content/en-regulation-eu-no-6562014-european-parliament-and-council-15-may-2014-establishing-rules

http://www.ombudsman.europa.eu/cases/decision.faces/en/59740/html.bookmark#_ftnref20

http://www.analisidifesa.it/2016/05/loperazione-eunavformed-sophia-nelle-acque-libiche/

http://www.theguardian.com/politics/2016/may/26/british-navy-ship-poised-libya-anti-smuggling-mission-migrants-arms

Quando precipita un aereo in mare, valgono altre regole ?

https://theconversation.com/egyptair-ms804-search-and-rescue-at-sea-is-never-easy-59766

Lo scorso anno, dopo la grande strage del 18 aprile 2015, sembrava che un'altra politica delle migrazioni e dei soccorsi in mare fosse possibile. Per due mesi da maggio a giugno non si erano verificate stragi, malgrado il numero sempre altro di arrivi, poi a partire dal primo luglio e progressivamente fino ad oggi, le navi europee sono state ritirate, si è dovuti ricorrere più frequentemente ai soccorsi operati dalle navi commerciali, e malgrado l'impegno enorme della Guardia costiera e della Marina italiana e dei mezzi umanitari, il conto delle stragi è dicentato quotidiano, nell'indifferenza della popolazione che crede ai politici in campagna elettorale permanente. Sono loro i primi colpevoli di strage, anche se provano giorno dopo giorno a scaricare le responsabilità su scafisti e trafficanti, Ma sono anche i loro migliori alleati. Qualcuno avanza strane tesi, ci deve essere insofferenza nei servizi segreti, tanto abili nel collaborare con quelli egiziani anche in questi giorni, servizi che trovano sempre qualche bravo giornalista a disposizione...

http://www.ilpopulista.it/news/3-Giugno-2016/1565/L-Italia-sa-in-anticipo-quando.html

Alcuni pericolosi assalitori dell'Europa non sono riusciti ad arrivare. In Libia affiorano e si arenano sulle rive decine di corpi di migranti dispersi nell'ultima strage, davanti alla costa di Zuwara, una strage che non sarà certo l'ultima. Soprattutto se i libici intensificheranno la loro caccia alle imbarcazioni cariche di migranti, magari con gli aiuti europei.

http://www.telegraph.co.uk/news/2016/05/23/libya-migrant-crisis-coast-guard-intercepts-boats-carrying-850-m/

http://www.huffingtonpost.it/2016/06/03/sami-unhcr-naufragio_n_10276606.html

http://migrantreport.org/bodies-wash-zuwara/

http://www.nbcnews.com/storyline/europes-border-crisis/migrant-crisis-libyan-officials-find-117-bodies-greece-rescues-over-n585151

27.04.2015                                                                                      
Barbara Spinelli, Cornelia Ernst, Marina Albiol, Martina Anderson, Malin Björk, Kostas Chrysogonos, Marie-Christine Vergiat, Eleonora Forenza, Tania Gonzalez Penas, Takis Hadjigeorgiou, Pablo Iglesias, Patrick Le Hyaric, Younous Omarjee, Curzio Maltese, Marisa Matias,  Lola Sanchez Caldentey, Neoklis Sylikiotis, Estefania Torres Martinez, Miguel Urban Crespo, Kostas Chrysogonos, Dimitris Papadimoulis, Stelios Kouloglou, Sofia Sakorafa, Kostadinka Kuneva, Emmanouil Glezos,


Commission>{GUE}on behalf of the GUE/NGL Group

European Parliament resolution on the report of the extraordinary European Council (23 April 2015) - The latest tragedies in the Mediterranean and EU migration and asylum
(2015/....(RSP))

The European Parliament,
- having regard to the Charter of Fundamental Rights of the European Union,
- having regard to the European Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms,
- having regard to the Universal Declaration of Human Rights of 1948,
- having regard to the Geneva Convention of 1951 and the additional protocol thereto,
- having regard to its resolution of 9 October 2013 on EU and Member State measures to tackle the flow of refugees as a result of the conflict in Syria,
- having regard to its resolution of 23 October 2013 on migratory flows in the Mediterranean, with particular attention to the tragic events off Lampedusa,
- having regard to the debates held, since the beginning of the current legislature, in the European Parliament Committee on Civil Liberties, Justice and Home Affairs on 22 July 2014 on the Implementation of the Communication on the Work of the Task Force Mediterranean; on 4 September on Frontex Activities in the Mediterranean and on the Task Force Mediterranean; on 24 September on the Commission 5th Annual Report on Immigration and Asylum (2013)[1]; on EASO Annual report on the situation of Asylum in the European Union (2013); on JOT Mare on 21 April 2014,
- having regard to the annual reports of the UN Special Rapporteur on the Human Rights of  Migrants, in particular the report, published in April 2013, on the management of the EU’s external borders and its impact on the human rights of migrants, and the report published in April 2014, on Labour exploitation of migrants,
- having regard to resolution of 17 December 2014 on the situation in the Mediterranean and the need for a holistic EU approach to migration,
- having regard to the 10 points action plan proposed by the European Commission ahead of the extraordinary European council of 23 April 2015,
- having regard to President Juncker's statement at the extraordinary European Council that "La toute première priorité consiste à sauver des vies humaines. L'urgence est immédiate et il faudra que nous renforcions les moyens pour sauver les vies",
- having regard to the Speech by Martin Schultz, President of the European Parliament, at the extraordinary summit of 23 April 2015,
- having regard to the European Council statement of 23 April 2015,
- having regard to the declaration of secretary general of the UN, Ban Ki-moon, on 26 april 2015 to the newspaper La Stampa stating that “There is no military solution to the human tragedy playing out in the Mediterranean," and that "it is crucial that we take a holistic approach that looks at the root causes, at security and the human rights of migrants and refugees, and have legal and regulated immigration networks",
a.    whereas more than 1554 migrants have died since the beginning of 2015 according to the International Organisation of Migration, with many more missing; whereas the drowning of more than 800 migrants on 19 April 2015 constitutes the biggest tragedy in the Mediterranean since World War II,
b.    whereas more than 30 000 persons have died at sea in the past twenty years, pointing once more to the need to do everything possible to save the lives of people in danger and to the need for Member States to abide by their sea-rescue obligations according to International Maritime Law;
c.    whereas the ‘Mare Nostrum’ patrolling, rescue and surveillance operation launched by Italy to enhance the humanitarian rescue activities in the Mediterranean, has during 364 days rescued 150 810 migrants; whereas the Italian Government has closed its Mare Nostrum operation, with the justification that it constituted a “pull factor” encouraging migrants and smugglers to attempt the sea crossing: a justification totally disproved by the facts;  whereas no search and rescue operation of the same size has replaced Mare Nostrum since then due also to the lack of solidarity from countries of the European Union, which have not been living up to their responsibilities; whereas the end of Mare Nostrum meant the end of huge boats solely devoted to search and rescue stationed in the high seas close to the Lybian coast where most refugee boats get into distress;
d.    whereas the joint operation ‘Triton’ coordinated by Frontex has become fully operational on 1 November 2014 and has border surveillance as its mandate, not search and rescue; whereas Triton assets have been used for search and rescue under the coordination of the Italian Search and Rescue coordination center which led to a complaint of FRONTEX of the use of their assets by the Italian coastal guards in the high seas; whereas tripling the budget of Triton, as decided by the European Council on Thursday 24 April 2015, will not reduce the number of migrants dying at sea given FRONTEX mandate, the type of equipment and the current 30-miles limit of the operational area;
e.   whereas the possibilities for people in need of protection to legally enter the EU are very limited; whereas estimates suggest that 90% of asylum seekers actually enter the EU in an irregular manner; whereas the number of Schengen visa granted to Syrian nationals has dramatically dropped in the course of the Syrian war, from 30,000 in 2010 to almost zero in 2013;
f.    whereas the neighbouring states of Syria, according to UNHCR estimates host an estimated 3,9 million Syrian refugees; whereas European Member States have taken only 37.000 Syrian refugees via the resettlement programme of the UNHCR, while UNHCR is calling for 10% of Syrian refugees to be resettled (370.000) and is urgently looking for at least 130.000 resettlement places for refugees with special protection needs; whereas 13 Member States have so far not been resettling a single refugee;
g.    whereas the EU and its Member States contribute to nurturing the criminal and dangerous business of human smuggling by building fences and increasingly sealing off their external borders against migrants and refugees - without providing possibilities for safe and legal access to the EU; whereas the EU and its Member States are therefore failing to deliver an adequate response to the deaths in the Mediterranean and the refugee crisis in our neighbourhood,
h.    whereas in the margins of the Justice and Home Affairs Council (JHA) on 12 March 2015 the Interior Ministers of France, Germany, Spain as well as the European Commission discussed a proposal by Italian Interior Minister Angelino Alfano to outsource search and rescue, and maritime control of EU borders,  to countries such as Egypt or Tunisia who would then bring the rescued migrants to their shores; whereas this proposal aims to produce a “real deterrent effect, so that fewer migrants would be ready to put their life at risk to reach Europe’s coasts; whereas Ministers of Interior discussed at the JHA Council  the possibilities of setting up refugee camps in Northern Africa and the possibility to process asylum applications in these camps;
1.    Pays tribute to the men, women and children who have died over the years in their attempt to reach a safe place in Europe and expresses its sincere condolences, solidarity and support to the families of the victims; calls the EU and Member States to do their utmost to identify the bodies as well as the missing persons and inform their relatives;
2.    Recognises the need to operate a radical and immediate shift in migration and asylum policies; condemns in this regard the Council statement of 23 April 2015 that has failed to do so by putting the emphasis on strengthening Fortress Europe with repressive measures and treatment of migrants as if they were a threat instead of deciding to take immediate measures with the aim of saving lives;
3.    Recalls that the EU and its Members States have a responsibility in the war, chaos, economic misery, hunger and death  refugees and immigrants are escaping from, including because of global neoliberal economic policies;
4.    Condemns the decision to triple FRONTEX Triton operation budget, presented with extreme hypocrisy, in the statement of the European Council, as a measure of search and rescue; recalls in this regard FRONTEX Director statement to The Guardian on the eve of the extraordinary summit that Triton cannot be a proactive search-and-rescue operation as this is not in FRONTEX's mandate: a declaration not contradicted by the final statement of the European Council of 23 April 2015; warns in this regard the Commission and the Council that the Parliament will reject the 2016 budget in its role as co-legislator if it does not include a specific search and rescue provision, as well as it will reject any provision of additional EU funds for 2015 if they are not exclusively devoted to search and rescue and humanitarian assistance in order to save lives; calls for the suppression of the FRONTEX agency and the transfer of its budget on measures aiming at saving lives, including search and rescue, relocation and resettlement;
5.    Notes the absence of consensus among Member States on the needed political shift to address the death in the Mediterranean and finds it unacceptable that governments continue to blame each other for lack of action; calls therefore for a coalition of willing Member States prepared to take a lead to put in place a multinational search and rescue operation to save lives, and to develop mechanisms for increased solidarity and mutual support for refugee reception, including with the use of EU funds; calls if enough members states are prepared to cooperate to activate the enhanced cooperation procedure to achieve these goals;
6.    Welcomes the provision as pledged by some Member States at the Council meeting on 23 April 2015 of ships devoted solely to search and rescue in the high seas and urges other Member States to provide assets including boats able to station in the high seas solely devoted to search and rescue in order to carry out a Mare Nostrum + that would be a robust multi-national European search and rescue operation sparheaded by those countries that are prepared to taking action focusing solely on saving lives;
7.    Condemns the decision of the Council to concentrate all effective efforts, including military ones, only on the fight against smugglers and the destruction of their vessels along the coasts of Lybia or other North African countries and calls the EU and Member States not to engage in any CDSP half civil half military operation in this regard;
8.    Warns on the potential impact of the Council proposal “to use EUROPOL to detect and request removal of internet content used by traffickers to attract migrants and refugees, in accordance with national constitutions" as it might also be used to hamper internet communication exchange among migrants and with migrant support and solidarity communities, which have in the last months enabled to save thousands of life; calls to take this concern into account if such action would be undertaken by Europol and/or other authorities;
9.    Condemns the absence of any proposals to ensure safe and legal access to the EU for both asylum-seekers and economic migrants, considering the extreme difficulty to separate flight from wars, from dictatorial regimes or militias and from economic disaster, and calls for ambitious proposals in this regard;
10. Calls for the immediate issuing of humanitarian visas at Member States embassies and consular office for asylum-seekers as well as the introduction of a mandatory resettlement programme at EU level instead of the weak voluntary resettlement programme proposed by the Council;
11. Calls the Commission and Member states to immediately activate the Temporary Protection Directive (Directive 2001/55/EC) in light of the current mass influx of refugees;
12. Condemns the vagueness of the commitment to increase emergency aid to frontline Member States; urgently calls the Commission and Member states to present a more ambitious and concrete proposal in terms of emergency aid;
13. Condemns  the reluctance of the Council to commit to emergency relocation between all Member States; calls the Commission and Member States to  immediately initiate a pilot relocation programme for Syrian and Eritrean refugees and beneficiaries of subsidiary protection  countries initially targeting Syrians as well as Eritreans rescued at sea and disembarked in Greece and Italy, according to UNHCR proposals to address current and future arrivals of asylum-seekers, refugees and migrants by sea to Europe; calls also the Commission and Member States to examine the possibility of mutual recognition of asylum decisions;
14. Calls the Commission to suspend immediately the Dublin regulation and propose immediate radical alternatives to this regulation that fails to ensure effective access to asylum;
15. Calls for a rapid and full transposition and effective implementation of the Common European Asylum System by all participating Member States; calls Member States in their transposition to adopt higher standards than the CEAS;
16. Condemns the Council decision to move towards an acceleration of returns as this will endanger the right to a fair assessment of applications for international protection; reminds that no country in the world can be considered as safe and that every person applying for asylum should have his/her application assessed individually;
17. Condemns the detention of migrants and calls for the suppression of detention centers; supports efforts made in this direction in some Member States and calls for the need to implement alternatives for detention;
18. Calls Member States to comply with the international principle of non refoulement: not only in words but also in deeds;
19. Calls the Commission and Member States to immediately suspend cooperation with Third Countries aiming at preventing migrants and refugees to reach a safe place in Europe and improving border control such as Eritrea, Sudan, Somalia, Ethiopia and Egypt which refugees are fleeing from and to suspend the Khartoum and Rabat process; calls in this regard to suspend any financial assistance to the Egyptian and Eritrean regime in light of UN and NGO reports on human rights abuses;
20. Rejects proposals by Member States to set up European asylum centres in third countries and to involve Northern African countries into European search and rescue with the aim of intercepting refugees and bringing them back to the African shores; calls on the Commission in this regard to provide the Parliament with an evaluation of the compliance of these proposals with international law, in particular the Geneva Convention, and with other practical and legal obstacles to the implementation of these proposals;
21. Calls the Commission to develop and come up with an ambitious EU Agenda on Migration based on a holistic and common approach and solidarity in full respect of fundamental rights; calls in this regard the Commission to include ambitious proposals for safe and legal access, relocation, resettlement and search and rescue;
22. Calls the Commission to put an end to all policies that are at the root of migration flows, including its role in global economic policies, Common Agricultural Policy in relation to Third countries and free trade agreements;
23. Calls for the High Representative of the Union for Foreign Affairs and Security Policy and Member States to re-evaluate the geo-political and global economic roots of the mass exodus from the arc of instability stretching from Sub-Saharian Africa through the Mediterranean to South Asia and to recognise the responsibility of the EU, NATO and Member States in the permanent wars and chaos of these regions; states in this regard that the stepping up of cooperation with Turkey as announced by the Council in view of the situation in Syria and Irak is far from being a politically and democratically viable solution;
24. Instructs its President to forward this resolution to the President of the European Council, the President of the Commission, the Vice-President of the Commission / High Representative of the Union for Foreign Affairs and Security Policy, the presidents of the parliaments of the Member States.




[1]      COM(2014)0288.


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APPENDICE SUGLI OBBLIGHI DI SALVATAGGIO DEGLI STATI CON RIFERIMENTO ALLE ZONE SAR (SEARCH AND RESCUE)


1.
La Convenzione di Montego Bay del 10 dicembre 1982 (UNCLOS) costituisce la fonte primaria del diritto internazionale del mare. L’art. 311 dispone, infatti, che sono salvi soltanto gli altri accordi internazionali compatibili con la Convenzione stessa. Due o più Stati – continua l’art. 311 della Convenzione sul diritto del mare – possono concludere accordi che modifichino o sospendano l’applicazione delle disposizioni della Convenzione e che si applichino unicamente alle loro reciproche relazioni, solo a condizione che questi accordi non rechino pregiudizio ad una delle disposizioni della Convenzione, la cui mancata osservanza sarebbe incompatibile con la realizzazione del suo oggetto e del suo scopo e, parimenti, a condizione che questi accordi non pregiudichino l’applicazione dei principi fondamentali della Convenzione e non pregiudichino anche il godimento dei diritti o l’adempimento degli obblighi degli altri Stati derivanti dalla Convenzione stessa. Questo principio di compatibilità non entra in discussione qualora la medesima Convenzione di Montego Bay richiami e confermi espressamente accordi internazionali in vigore o ne auspichi la stipulazione con riferimento a specifici settori.
Tra le norme che non possono essere oggetto di deroga da parte degli Stati anche mediante accordi con altri Stati va richiamato anzitutto l’art. 98 dello UNCLOS, perché esso costituisce l’applicazione del principio fondamentale ed elementare della solidarietà. Ogni Stato – si legge nel citato art. 98 – impone che il comandante di una nave che batta la sua bandiera, nei limiti del possibile e senza che la nave, l’equipaggio e i passeggeri corrano gravi rischi: a) presti assistenza a chiunque si trovi in pericolo in mare; b) vada il più presto possibile in soccorso delle persone in difficoltà se viene informato che persone in difficoltà hanno bisogno d’assistenza, nei limiti della ragionevolezza dell’intervento; c) presti soccorso, in caso di collisione, all’altra nave, al suo equipaggio e ai passeggeri e, nella misura del possibile, indichi all’altra nave il nome ed il porto di iscrizione e il primo porto del suo approdo. Il secondo comma dello stesso articolo prevede che gli Stati costieri creino e curino il funzionamento di un servizio permanente di ricerca e di salvataggio adeguato ed efficace per garantire la sicurezza marittima e aerea e, se del caso, collaborino a questo fine con gli Stati vicini nel quadro di accordi regionali.

http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/biodiversita/convenzioni-e-accordi-multilaterali/convenzione-delle-nazioni-unite-sul-diritto-del-mare-unclos

Varie convenzioni internazionali, tutte in vigore in Italia insieme all’UNCLOS, costituiscono un completamento della norma ora citata.
In primo luogo, l’art. 10 della Convenzione del 1989 sull'assistenza in mare così dispone: Ogni comandante è obbligato, nella misura in cui ciò non crei pericolo grave per la sua nave e le persone a bordo, di soccorrere ogni persona che sia in pericolo di scomparsa in mare. Gli Stati adotteranno tutte le misure necessarie per far osservare tale obbligo.

https://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/19890074/index.html#id-2


 La Convenzione Internazionale per la sicurezza della vita in mare del 1974 (Convenzione SOLAS) impone al comandante di una nave “che si trovi nella posizione di essere in grado di prestare assistenza avendo ricevuto informazione da qualsiasi fonte circa la presenza di persone in pericolo in mare, a procedere con tutta rapidità alla loro assistenza, se possibile informando gli interessati o il servizio di ricerca e soccorso del fatto che la nave sta effettuando tale operazione”.

http://www.imo.org/en/About/Conventions/ListOfConventions/Pages/International-Convention-for-the-Safety-of-Life-at-Sea-(SOLAS),-1974.aspx

La terza Convenzione internazionale che viene in considerazione, con riferimento ai migranti che vengono scoperti in acque internazionali, riguarda la ricerca ed il salvataggio marittimo. La Convenzione SAR (Search and Rescue) di Amburgo del 1979 si fonda sul principio della cooperazione internazionale

http://www.cisom.org/cisom-e-corpi-di-soccorso.html


Le zone di ricerca e salvataggio sono ripartite d’intesa con gli altri Stati interessati. Tali zone non corrispondono necessariamente con le frontiere marittime esistenti. Esiste l’obbligo di approntare piani operativi che prevedono le varie tipologie d’emergenza e le competenze dei centri preposti. La Convenzione SAR impone un preciso obbligo di soccorso e assistenza delle persone in mare “regardlerss of the nationality or status of such a person or the circumstances in which that person is found”, senza distinguere a seconda della nazionalità o dello stato giuridico, stabilendo altresì, oltre l’obbligo della prima assistenza anche il dovere di sbarcare i naufraghi in un “luogo sicuro”. I poteri-doveri d’intervento e coordinamento da parte degli apparati di un singolo Stato nell’area di competenza non escludono, sulla base di tutte le norme più sopra elencate, che unità navali di diversa bandiera possano iniziare il soccorso quando l’imminenza del pericolo per le vite umane lo richieda. Occorre però garantire che dopo l’espletamento delle operazioni di salvataggio i migranti siano ricondotti in un porto sicuro.

2.
Una particolare considerazione merita la problematica relativa a ciò che debba intendersi per conduzione della persona salvata in luogo sicuro di sbarco. Infatti, è dal momento dell’arrivo in tale luogo che cessano gli obblighi internazionali (e nazionali) relativamente alle operazioni di salvataggio, che pertanto non si esauriscono con le prime cure mediche o con la soddisfazione degli altri più immediati bisogni (alimentazione etc.). Con l’entrata in vigore (luglio 2006) degli emendamenti all’annesso della Convenzione SAR 1979 (luglio 2006) e alla Convenzione SOLAS 1974 (e successivi protocolli) e con le linee guida ­– adottate in sede IMO lo stesso giorno di approvazione degli emendamenti alle convenzioni e protocolli – viene fatta maggiore chiarezza sul concetto di place of safety e sul fatto che la nave soccorritrice è un luogo puramente provvisorio di salvataggio, il cui raggiungimento non coincide con il momento terminale delle operazioni di soccorso.
Gli emendamenti approvati nel 2004 ed entrati in vigore nel 2006, approvati dall’Italia ma non da Malta, insistono particolarmente sul ruolo attivo che deve assumere lo Stato costiero responsabile della zona SAR nella quale è avvenuto l’intervento di salvataggio nel liberare la nave soccorritrice dal peso non indifferente di gestire a bordo le persone salvate.
Secondo gli emendamenti sul trattamento delle persone soccorse in mare adottate nel maggio del 2004 dal Comitato marittimo per la sicurezza, che integrano le convenzioni SAR e SOLAS, “il governo responsabile per la regione SAR in cui sono stati recuperati i sopravvissuti è responsabile di fornire un luogo sicuro o di assicurare che tale luogo venga fornito”. Secondo le stesse linee guida “un luogo sicuro è una località dove le operazioni di soccorso si considerano concluse e dove la sicurezza dei sopravvissuti o la loro vita non è più minacciata; le necessità umane primarie (come cibo, alloggio e cure mediche) possano essere soddisfatte; e possa essere organizzato il trasporto dei sopravvissuti nella destinazione vicina o finale.
Sono quindi i naufraghi che possono concorrere ad indicare il luogo di sbarco sicuro, e comunicarlo al comandante della nave sulla quale si trovano, che alla fine sulla base degli elementi a sua conoscenza ha il potere finale di stabilire la rotta della nave, e non le decisioni politiche o delle autorità di polizia. Se nessuno interpella i migranti dopo il trasbordo, o peggio, se nessuno dà loro ascolto, o se mancano interpreti, come avviene molto spesso, il rischio concreto è che le persone vengano immediatamente respinte verso il paese di transito dal quale sono partiti. Anche a costo della loro vita e degli abusi più gravi, soprattutto nel caso di donne. Si sottolinea, in particolare, come “lo sbarco di richiedenti asilo e rifugiati recuperati in mare, in territori nei quali la loro vita e la loro libertà sarebbero minacciate, dovrebbe essere evitato”. Si aggiunge, infine, che “ogni operazione e procedura come l’identificazione e la definizione dello status delle persone soccorse, che vada oltre la fornitura di assistenza alle persone in pericolo, non dovrebbe essere consentita laddove ostacoli la fornitura di tale assistenza o ritardi oltremisura lo sbarco”.
Il problema è che molti Paesi rivieraschi per ragioni diverse di natura politica o geografica non riconoscono l’operatività di queste convenzioni internazionali. Nel 2007 l’UNHCR ha chiesto in particolare al governo maltese di ratificare i recenti emendamenti alle convenzioni marittime ­– la Convenzione sulla ricerca e soccorso in mare del 1979 (SAR) e la Convenzione internazionale per la sicurezza della vita in mare del 1974 (SOLAS) – che mirano ad affiancare l’obbligo per gli stati di cooperare nelle operazioni di ricerca a quello dei capitani delle imbarcazioni di fornire assistenza in mare. Malta rimane però ancora oggi uno dei pochi Paesi a non aver sottoscritto questi emendamenti .

3.
Si deve anche auspicare che si superi il richiamo strumentale allle Convenzioni internazionali per trovare (inesistenti) basi giuridiche per giustificare i respingimenti collettivi che il governo italiano ha posto in essere nel 2009 verso la Libia, come si è fatto con le Convenzioni contro il crimine transnazionale firmate a Palermo nel 2000. La sentenza della Corte Europea dei diritti dell'Uomo, sul caso Hirsi, nel 2012, ha fatto giustizia di questa giustificazione, che adesso potrebbe riemergere con la proposta di una collaborazione più intensa tra Frontex e la Guardia Costiera libica.
In base al Protocollo sottoscritto a Palermo nel 2000 contro il Traffico Illegale (Smuggling) di migranti, aggiuntivo rispetto alla Convenzione Delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale (ratificato dall’Italia nel febbraio 2006) sono stabilite precise linee di intervento in base al principio secondo cui il traffico di migranti non è un crimine internazionale; per conseguenza, a meno del consenso dello stato di bandiera non è possibile adottare misure che limitino la navigazione di imbarcazioni trasportanti migranti. In base al protocollo sono così stabiliti principi che interferiscono con le norme e le consuetudini del diritto internazionale del mare. In particolare, si prevedono: Accordi regionali per prevenire, in accordo con il diritto internazionale del mare, il traffico illecito di migranti; 
Casi di richiesta di assistenza in acque internazionali di uno Stato Parte che sospetti di una nave di propria bandiera agli altri Stati parte per impedire l’attività illecita di questa nave; 
Casi di richiesta di autorizzazione di uno Stato Parte che sospetti di una nave di bandiera straniera allo Stato di bandiera per adottare in acque internazionali, misure di abbordaggio, visita ed ispezione; 
Obblighi, per lo Stato che intervenga, di garantire la sicurezza ed i diritti umani delle persone trasportate, la safety della nave e del suo carico e gli interessi commerciali dello Stato di bandiera o di altri Stati interessati; Si afferma tuttavia la non interferenza con diritti/obblighi derivanti da altre fonti di diritto internazionale compreso il diritto umanitario internazionale, i diritti umani e la convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati e dunque le prassi applicative della Protocollo non possono risultare in contrasto con quanto previsto dal diritto internazionale e dalle norme che prevedono il diritto di asilo.
Nessuna norma di diritto internazionale del mare autorizza uno Stato a esercitare poteri d’interdizione su imbarcazioni sospettate di trasportare migranti irregolari nelle acque internazionali. Le violazioni delle norme sull’immigrazione possono costituire illeciti rilevanti per gli ordinamenti nazionali degli Stati che ne sono coinvolti (Stato di partenza o Stato di arrivo o entrambi). Ma è ovvio che qualsiasi illecito d’immigrazione clandestina si consuma soltanto dopo che le persone coinvolte sono entrate nel mare territoriale dello Stato di destinazione ( o di uno Stato di transito), e non già prima, e cioè quando la nave che li trasporta si trova ancora in alto mare”[1].
Le prescrizioni eventualmente derivanti da direttive comunitarie, come quella che nel 2004 ha istituito l’Agenzia di controllo delle frontiere esterne FRONTEX, o l’attuazione di Accordi internazionali come il Protocollo aggiuntivo alla Convenzione delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale relativo al traffico clandestino di migranti, non intaccano questi principi, autorizzando soltanto il diritto di visita in acque internazionali nel caso di nave senza nazionalità o non battente una bandiera di stato. In caso d’interventi per modificare la rotta delle imbarcazioni cariche di migranti bisogna salvaguardare il bene primario della vita umana in mare e non si possono effettuare speronamenti o altre operazioni che costringendo ad un repentino mutamento di rotta potrebbero comportare il capovolgimento dei barconi e l’annegamento dei migranti, come peraltro accaduto in alcune occasioni in passato, tanto nel Canale d’Otranto che nel Canale di Sicilia.




[1]       così T. Scovazzi, in Diritto, immigrazione e cittadinanza, 2003, n. 4, p. 52.

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Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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