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lunedì 6 giugno 2016

Che fine ha fatto la missione di ricerca e salvataggio del pattugliatore Peluso della Guardia Costiera verso Creta? I due barconi in difficoltà sono stati soccorsi ? Dove sono stati sbarcati i naufraghi?



E' stata vinta questa corsa contro il tempo, o si è verificata l'ennesima strage, di cui ovviamente non parla nessuno ? Dal pomeriggio di sabato 4 giugno nessuna notizia sull'esito di questa azione di ricerca e salvataggio affidata alla nostra Guardia Costiera, chiamata all'impossibile, a fronte dei mezzi di cui dispone, mentre le navi europee di Frontex e di Euanvformed si limitano al pattugliamento sulla rotta est-ovest a 50 miglia a sud di Malta e Lampedusa. Solo nave Aquarius e le altre navi umanitarie si spingono verso le coste libiche e diventa sempre più determinante il coinvolgimento delle navi commerciali nelle operazioni di soccorso.

http://www.democracynow.org.

http://www.lastampa.it/2016/06/04/italia/cronache/la-corsa-contro-il-tempo-della-guardia-costiera-per-soccorrere-di-due-barconi-a-ovest-di-creta-jf2QjmWUysb2H5gweYGDjO/pagina.html


da Guido Ruotolo

a bordo del Pattugliatore Peluso
4 giugno 2016


E’ una corsa contro il tempo. Da ieri sera poco prima delle nove abbiamo cambiato rotta. Sono due i barconi con centinaia e centinaia di migranti in difficoltà a 180 miglia a ovest di Creta. Nella stessa area dove tra giovedì e venerdì c’è stato il primo naufragio con centinaia di dispersi. Se tutto va bene solo intorno alle 16/17 di questo pomeriggio saremo nel teatro delle operazioni, insieme a un pattugliatore “gemello” della Guardia Costiera.

Tutto è iniziato ieri sera quando un ATR ricognitore della Guardia Costiera ha intercettato due barconi che a 180 miglia di distanza l’uno dall’altro navigavano a circa 8 nodi diretti in Italia, con le prue puntate verso la Calabria. Erano stracarichi di migranti e in difficoltà.


Il comandante Marco Chianella alle 18,25 aveva dato ordine di lasciare Lampedusa, al termine della visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per dirigere il Pattugliatore in direzione del teatro delle operazioni, a 35 miglia da Sabratah e 32 da Zwara. Con una velocità di crociera di 16 nodi saremmo arrivati in nottata.


Eravamo partiti giovedì da Messina, la base del “Peluso” che, domenica, aveva fatto scendere 382 migranti dopo che ne aveva recuperati oltre mille distribuendoli alle altre imbarcazioni di salvataggio. Le condizioni meteo marine ci avevano costretti ad aspettare. E il semaforo verde è arrivato giovedì mattina.

A Lampedusa sono salite un dottore e una infermiera volontarie, del Corpo di soccorso dell’Ordine di Malta. Due volontarie che lavorano al Cannizzaro di Catania, e che hanno bruciato una settimana di ferie per prestare attività volontaria. Un’altra bella pagina dell’Italia solidale.

Per tutta la notte dalla sala operativa di Roma-Eur, il comando della Guardia costiera ha coordinato le operazioni, una volta che le due imbarcazioni sono uscite dall’area Sar della Grecia e di Malta, cioè quello specchio di mare terra di nessuno che ogni paese ha adottato per garantire operazioni di ricerca e salvataggio di uomini in mare.


Da stanotte, infatti, i due barconi sono ufficialmente in acque Sar di competenza italiana. E un mercantile civile e una nave di Triton, dispositivo Frontex, stanno monitorando le due imbarcazioni.

Naturalmente lasciando il Peluso la destinazioni iniziale, la Libia, il dispositivo del soccorso è stato subito rafforzato. In area sono già presenti assetti navali delle altre operazioni in corso, Mare sicuro ed Eunavformed, operazioni internazionali.

In una situazione tanto grave rimane da verificare chi assolve davvero gli obblighi di ricerca e salvataggio imposti dalle Convenzioni Internazionali, e quanto siano responsabili gli stati frontalieri che non intervengono con un numero di mezzi adeguato alla gravità della situazione,  che imporrebbe missioni umanitarie di soccorso gestite dagli stati, e non solo quelle affidate ai privati come MSF, SEA WATCH o SOS Meditarreneé.


http://video.repubblica.it/dossier/emergenza-lampedusa-2010/il-risiko-dei-mari-le-zone-sar-italiana-e-maltese-a-confronto/65689/64232


Dai dati raccolti dai ricercatori dell'Università di York si ricava la conferma di come e quanto, nei primi tre mesi del 2015, dopo la fine dell'operazione Mare Nostrum, la limitatezza dell'area operativa della missione Frontex-Triton, che restava nel limite delle 35 miglia delle coste di Lampedusa e Malta, fossero aumentati i morti ed i dispersi sulla rotta dalla Libia all'Italia.




https://deathbyrescue.org/

Emerge anche in modo evidente come lo scorso anno, dopo la strage del 18 aprile 2015, quando l'Unione Europea decise di inviare i mezzi di Frontex-Triton fino a 170 miglia a sud di Lampedusa e Malta, dunque a circa 40-50 miglia dalla costa libica, le stragi in mare fossero cessate quasi del tutto. Poi dalla fine di giugno, con il ritiro progressivo dei numerosi mezzi allora coinvolti nell'operazione Triton, malgrado l'arrivo della missione EUNAVFOR MED, si registrava una impennata del numero dei morti e dei dispersi in mare. Un aumento che non si arresta neppure oggi. Basta paragonare i dati dello scorso anno, nel mesi di maggio e quelli di quest'anno, per avere la prova certa di come il disimpegno delle missioni europee, sia costato un numero sempre più elevato di vittime. Malgrado il crescente numero delle navi umanitarie, ormai le uniche, insieme alla Guardia costiera italiana che si spingono sistematicamente al limite delle acque territoriali libiche ( 24 miglia dalla costa).


http://www.gold.ac.uk/news/death-by-rescue/


La responsabilità delle operazioni di ricerca e salvataggio, quando non arriva in tempo la Guardia Costiera e non ci sono navi umanitarie, non può essere scaricata sulle navi commerciali, le meno adatte ad avvicinarsi ai barconi stracolmi di migranti, che possono rovesciarsi appena arriva un onda più alta.


https://evimedresearch.wordpress.com/2016/05/07/search-and-rescue-at-sea-a-legal-obligation/


http://www.searchandrescueeurope.com/


http://www.nortonrosefulbright.com/knowledge/publications/137946/the-rescue-of-migrants-at-sea-obligations-of-the-shipping-industry


http://www.iims.org.uk/rescue-migrants-sea-obligation/


Perchè, piuttosto del cd. MIGRATION COMPACT, adesso rivisto, prima ancora di essere approvato, non si investe sulle missioni di ricerca  e soccorso ?                                                                                                                                                                   

  http://stranieriinitalia.it/attualita/attualita/attualita-sp-754/migration-compact-cosi-l-italia-gia-stringe-accordi-con-i-regimi-africani.html                                                                                                                                                  
Perchè si continua soltanto a cercare la collaborazione dei paesi terzi come l'Egitto e la Libia per bloccare le partenze, e non invece per migliorare la capacità di soccorso e garantire a tutti lo sbarco in un porto sicuro, che non è quello più vicino, dove presentare una richiesta di protezione internazionale ? Per chi viene riportato in Libia o in Egitto l'inferno continua. Neppure la Grecia in questo momento è un "place of safety" idoneo per lo sbarco dei naufraghi. E la tensione nei centri di prima accoglienza greci è ormai alle stelle. Ma tutto questo per chi propone il Migration Compact, e per chi lo approva, è irrilevante.

http://www.foxnews.com/world/2016/06/05/austria-suggests-interning-migrants-on-greek-islands.html


http://greece.greekreporter.com/2016/06/05/over-6000-migrants-try-to-escape-from-lesvos-video/


http://www.nbcnews.com/feature/nbc-out/gay-syrian-refugee-denied-asylum-greece-applies-eu-court-n586031


http://www.ekathimerini.com/209343/article/ekathimerini/news/no-migrants-have-arrived-on-greek-shores-for-the-past-24-hours


http://www.focus-fen.net/news/2016/06/06/408182/border-police-officers-apprehend-70-immigrants-attempting-to-enter-bulgaria-from-greece.html


Queste le regole di ricerca e salvataggio, queste le zone SAR, che fine hanno fatto i mezzi finanziati dall'Unione Europea con le missioni TRITON di FRONTEX ed EUNAVFOR MED ? Quanto si è tenuto conto delle osservazioni dell'Ombudsman europeo e quanto viene rispettato il REGOLAMENTO FRONTEX del 2004 ? Lo scorso anno il budget di Frontex è stato triplicato, quanto si spende per i soccorsi in mare e quanto per le delegazioni di funzionari negli Hotspot e per i voli congiunti di rimpatrio ?


http://www.eunews.it/2014/04/16/immigrati-nuove-regole-per-operazioni-frontex-vietati-i-respingimenti-in-mare/14601

http://www.asylumlawdatabase.eu/en/content/en-regulation-eu-no-6562014-european-parliament-and-council-15-may-2014-establishing-rules

http://www.ombudsman.europa.eu/cases/decision.faces/en/59740/html.bookmark#_ftnref20

http://www.analisidifesa.it/2016/05/loperazione-eunavformed-sophia-nelle-acque-libiche/

http://www.theguardian.com/politics/2016/may/26/british-navy-ship-poised-libya-anti-smuggling-mission-migrants-arms


The Council shall assess whether the conditions for transition beyond the first phase have been met, taking
into account any applicable UN Security Council Resolution and consent by the Coastal States concerned.
  The EU COMPREHENSIVE APPROACH
EUAVFOR MED is part of the EU’s comprehensive approach to migration, tackling both currentsymptoms 
 and the root causes such as conflict, poverty, climate change, persecution. EUNAVFORMED
will help drive a wedge in the smuggling networks that are responsible for the loss of life at sea in the frame
of an overall approach, which includes the use of other tools and actions.
Other actions of the EU include:
increased partnership with the African Union and African regional organizations, countries of origin and
transit of the mixed migratory flows, IOM, UNHCR and other partners; ncreased EU presence in the Mediterranean,
 notably through the FRONTEX operations in theMediterranean, Triton and Poseidon;ncreased support to border
 management in the region, including through the CSDP missions, in particular reinforcing EUCAP SAHEL Niger
 mprovement of the security/humanitarian/human rights situations and socio economic conditions in countries
of origin so that people build a future in their country;EU efforts and support underpinning regional cooperation
frameworks and in particular the Rabat and Khartoum processes; cooperation with transit countries in controlling the
 flows and combat smugglers more effectively;building capacities in countries of origin and transit to enable local
authorities to tackle the issue more effectively.

EU Naval Force Med Operation SOPHIA Media and Public Information Office

Force Strength

The composition of EUNAVFOR Med will vary dependent on the frequent rotation
 and composition of the various warships and other assets assigned to the operation.

The flagship is the Italian Aircraft Carrier CAVOUR and for the second phase of the 

 operation in the International water, surface naval units and 7 Air Assets are deployed

. For currently deployed units, please see the website: 



Contributing States
Currently 2Member States (AUT,BEL, BGR, CYP, CZE, ESP, EST, FIN,FRA, GER, 
GBR, GRE, HUN, ITA, LAT,, LIT, LUX, MAL, NED, POL, POR, ROM, SLO, SWE)
Operation Budget:
military assets and personnel are provided by the  contributing states with the running costs
 and personnel costs being met on a national basis. In addition, there is a common budget of 
EURO 11.82 million for a 12 months period, after the Full Operational Capability has been 
reached, agreed and monitored by the Athena Committee of Member State


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro